Quando il soggetto contrae il virus può andare incontro a guarigione, 50 % dei casi, o epatite fulminante 0.5-1%. Nel 9% dei casi si possono ritrovare HbsAg anche dopo sei mesi, oppure il soggetto può diventare portatore asintomatico, in questo caso sono ancora presenti i virus ma egli non manifesta la malattia e può anche essere che istologicamente il suo fegato sia perfetto. L’epatite può diventare cronica ma inattiva e dare patologie extraepatiche, se invece rimane cronica ma attiva può dare cirrosi, carcinoma cellulare o patologie extraepatiche.
Nell’ infezione acuta prima dell’innalzamento delle transaminasi compare l’antigene di superficie, e si riscontra la presenza del DNA del virus, questi sono quindi due markers precoci. Successivamente aumentano le IgM contro l’antigene del core, dopo 5-6 mesi compaiono gli anticorpi contro l’antigene di E e solo quando il titolo di IgM è sceso quasi completamente, compaiono gli anticorpi contro l’antigene di superficie. Quando il paziente è itterico e ha altri sintomi, ha sicuramente nel sangue l’antigene di superficie,e il DNA del virus. Nel paziente cronico il quadro è diverso, le transaminasi fluttuano ma rimangono sempre alte, l’antigene di superficie è costantemente presente, il DNA del virus è quasi sempre presente (solo dopo qualche anno è possibile non trovarlo più nel sangue perché si va ad integrare nel genoma della cellula). La caratteristica che distingue il pz cronico dall’acuto è che il primo, pur stando bene, ha una continua produzione di virus nel sangue e quindi le IgM sono sempre alte, mentre nell’acuto permangono alte per tre mesi e poi diminuiscono fino a scomparire. Nell’infezione cronica le IgM non saranno più presenti se si sviluppa epatocarcinoma. Questo è forse l’unico caso in cui le IgM persistono per anni, mentre di solito in qualsiasi infezione virale, si ritrovano per 20 gg, massimo un mese, non di più.
Fonti:
5° anno di medicina