Se con "attività commerciale" intendi un punto vendita, dipende da cosa venderai, e dalle caratteristiche del negozio (posizione, superficie, affaccio); c'é infatti un infernale meccanismo chiamato "studi di settore" che prevede, in base ai parametri che ti ho elencato, una "presunzione di reddito" dell'attività, per cui il Fisco presuppone che tu a fine anno DEVI aver prodotto un certo reddito, e su quello pagherai le tasse; puoi non adeguarti, ma l'onere della prova spetta a te.
Inoltre ci sono gli onorari del commercialista (anche qui dipende dal tipo di profilo giuridico intendi dare alla tua attività, ad es. società di capitali come srl o sas, o ditta individuale).
Poi ci sono ovviamente le spese fisse (affitto, luce, telefono, gas, ecc.)
Infine ci sono i contributi INPS (circa 2.000 euro l'anno).
Io qui te l'ho fatta breve, ma per decidere se il gioco valga la candela consigliati con un buon commercialista, dove per "buon" intendo uno che non ti faccia tutto semplice, perché poi il responsabile dell'attività sei sempre e solo tu.
Comunque, auguri!
