E' ormai comunemente accettato che curare precocemente l'Artrite Reumatoide, entro i primi 3 - 6 mesi dall'esordio, con farmaci anti-reumatici offre la irripetibile opportunità di interferire con l'evoluzione del danno articolare, prevenire la disabilità e offrire una aspettativa di vita paragonabile alla popolazione generale. Tuttavia la diagnosi di Artrite Reumatoide all'esordio non è facile; i criteri comunemente impiegati per la diagnosi sono stati validati per classificare l'AR di lunga durata, ormai consolidata e, se applicati all'esordio, dimostrano una scarsa sensibilità e specificità. Nelle forme croniche aggressive viene scelta una terapia anti-reumatica (DMARDs) di combinazione: Idrossiclorochina + Methotrexate; Methotrexate + Sulfasalazina o Methotrexate + Ciclosporina. Altre combinazioni, non validate, vengono impiegate in caso di intolleranza al MTX. Possono essere impiegati corticosteroidi a bassa posologia
I segni di allarme che dovrebbero indurre alla valutazione specialistica sono: sinovite di una o più sedi articolari, prolungata rigidità articolare (> 30') e dolore alla pressione laterale su metacarpi o metatarsi.
il procedimento per il riconoscimento dell'invalidità avviene presentando domanda agli uffici appositi dell'asl di riferimento con certificazione del medico curante e copiai di doc sanitaria dalla quale si evinca la limitazione fisica
