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Alex Alex
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28 ottobre 2010
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Domanda risolta

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Problemi durante defecazione! Vi prego aiuto!?

Salve da alcuni giorni (5 per l'esattezza), ho dei seri problemi nel defecare. In pratica lo stimolo c'è, ma quando vado per rilasciare, le feci escono com molto difficoltà, a volte non escono proprio. Particolarità sta nel fatto che quando escono, il primo pezzo è avvolto da una strana gelatina di colore bianco acceso. E che sia riuscito a rilasciare qualcosa o meno, dopo ho dei forti dolori all'ano, o prurito interno. Siccome il mio medico è chiuso per via delle ferie di ferragosto, non ho potuto consultarlo e magari chiedi prima qui se qualcuno un pò più esperto può aiutarmi. Vi ringrazio anticipatamente!
Giada by Giada
Iscritto dal:
12 agosto 2011
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PRIMA DI TUTTO CONSIGLIEREI UN ESAME DELLE FECI O UNA PROCTOSIGMOIDOSCOPIA!!
Entro certi limiti, la presenza di muco nelle feci è un fenomeno del tutto fisiologico. Questo liquido vischioso prodotto dall'intestino crasso funge infatti da lubrificante, in grado di favorire il passaggio delle feci e proteggere lo strato più interno della parete enterica con cui vengono a contatto. Il muco appare generalmente biancastro, di consistenza simile ad una gelatina.
Nel linguaggio medico, si parla di mucorrea per indicare l'emissione di grosse quantità di muco attraverso le feci. Quando tale emissione acquista caratteristiche anomale, può essere spia di varie condizioni morbose, generalmente di natura infiammatoria. All'esame visivo delle feci, la mucorrea non va confusa con l'eccessiva presenza di grasso (steatorrea), che le rende untuose, lucide e brillanti. Feci ricoperte da muco possono invece presentarsi a chiazze biancastre.
La mucorrea è tipica della proctite (infiammazione della mucosa del retto), della colite ulcerosa, del morbo di Crohn e delle infezioni intestinali di natura batterica (Campylobacter, Salmonella, Shigella); in questi casi è spesso accompagnata a diarrea e presenza di sangue nelle feci.
L'eccessiva presenza di muco può essere legata anche alla sindrome del colon irritabile, alla celiachia, ad allergie o intolleranze alimentari e ad alterazioni della normale flora batterica intestinale in risposta ad abitudini alimentari scorrette (eccesso di alimenti raffinati).
La terapia è di supporto e palliativa. In genere, va seguita una dieta normale. I pazienti con distensione addominale e con un aumento della flatulenza possono trarre beneficio da restrizioni dietetiche, riducendo o eliminando l'assunzione di fagioli, di cavoli e di altri alimenti che contengono carboidrati fermentabili. Una ridotta assunzione di succo di mele e di succo d'uva, di banane, di noci e di uva passa può inoltre ridurre l'incidenza della flatulenza. I pazienti con segni di intolleranza al lattoso devono ridurre l'assunzione del latte e dei prodotti caseari. La funzione intestinale può, inoltre, essere disturbata dall'ingestione di sorbitolo, mannitolo, fruttoso o di una combinazione di sorbitolo e fruttoso. Il sorbitolo e il mannitolo sono dei dolcificanti artificiali usati nei cibi dietetici e come veicolo per i farmaci, mentre il fruttoso è un comune componente della frutta, delle bacche e delle piante. I pazienti con dolore addominale post-prandiale possono provare una dieta con un basso contenuto in grassi e con un maggior apporto proteico.
L'aumento delle fibre nella dieta può aiutare molti pazienti con SII, particolarmente quelli con stipsi. Si può utilizzare un blando agente che aumenti la massa fecale (p. es., la crusca cruda, iniziando con 15 ml [1 cucchiaio da tavola]a ciascun pasto, insieme a una maggior assunzione di liquidi). In alternativa, la mucillagine idrofilica di psillio, con 2 bicchieri d'acqua, tende a stabilizzare il contenuto d'acqua dell'intestino e fornisce una buona massa fecale. Questi agenti servono a trattenere l'acqua nell'intestino e a prevenire la stipsi. Inoltre possono ridurre il tempo di transito colico e ammortizzano lo spasmo delle pareti intestinali. Le fibre aggiunte in piccole quantità possono anche aiutare a ridurre la diarrea indotta dalla SII assorbendo l'acqua e solidificando le feci. Tuttavia, l'eccessivo uso di fibre può causare una distensione addominale e diarrea. Le dosi delle fibre devono perciò essere aggiustate sulle necessità individuali del paziente.

I farmaci anticolinergici (antispastici, p. es., la iosciamina, 0,125 mg assunti da 30 a 60 min prima dei pasti) possono essere usati in combinazione con le fibre. È scoraggiato l'uso di narcotici, dei sedativi ipnotici e degli altri farmaci che producono dipendenza. Nei pazienti con diarrea, si può somministrare, prima dei pasti, il difenossilato a dosi di 2,5-5 mg (1 o 2 cp) oppure la loperamide a dosi di 2-4 mg (1 o 2 capsule). L'uso cronico di antidiarroici è sconsigliato, perché si può sviluppare una tolleranza all'effetto antidiarroico. Gli antidepressivi (p. es., la desipramina, l'imipramina e l'amitriptilina 50-150 mg al giorno) sono utili in molti pazienti con entrambi i tipi di SII. Oltre alla stipsi e alla diarrea, il dolore addominale e la distensione sono alleviati dagli antidepressivi. Questi farmaci possono ridurre il dolore regolando in senso riduttivo l'attività del midollo spinale e delle afferenze corticali che provengono dall'intestino. Infine, in alcuni pazienti certi olii aromatici (carminativi) possono rilasciare la muscolatura liscia e alleviare il dolore causato dai crampi. L'essenza di menta piperita è l'agente di questa classe più frequentemente usato.
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