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    Secondo voi il coronavirus sta portando la gente ad avere più malattie psicologiche - psichiatriche ?

    Risposta preferita:

    Credo di si. Già il fatto di mettere sempre la mascherina, stare distanziati dagli altri. Molti non si fidano neanche piu a fare sesso e questo influisce sulla salute psicica, anche le relazioni sociali sono ridotte 

    40 rispostePolitica e governo - Altro3 giorni fa
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    oggi più di 300 morti in spagna per il coronavirus e 500 morti nel resto d'Europa. Cosa pensate succederà di questo passo?

    Risposta preferita:

    non so che dirti, penso che la situazione è drammatica e spero vivamente che lo trovino subito questo vaccino se no non so che fine faremo tutti

    19 rispostePolitica e governo - Altro3 giorni fa
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    Quale “vita di fantasia” potrei attribuirvi, se avessi le chiavi dei vostri armadi?

    Leggevo, su un sito che invita a liberarsi del superfluo, che spesso si fanno acquisti per una “vita di fantasia”, per eventualità o occasioni propizie che mai arriveranno (o che sono passate e non torneranno), ritrovandosi, poi, a non aver niente da indossare nella vita reale.

    Per quanto mi riguarda, la mia liberazione è avvenuta tempo fa, e adesso tengo solo ciò che uso.

    Voi conservate? 

    Cosa mi farebbe pensare di voi quel capo che non avete mai indossato o non indossate da anni?

    18 risposteSociologia2 giorni fa
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    si può vivere senza amici e senza una fidanzata ?

    ormai ho sui 30 anni e non conosco nessuno, vivo con i miei genitori, sono depresso, prendo psicofarmaci, vado da uno psichiatra ma non mi cambia la vita. Che posso fare?

    28 rispostePsicologia1 giorno fa
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    Perché Wanial non scende dal piedistallo, acida, sempliciotta, superficiale, arrogante?

    Risposta preferita:

    Non mi è mai piaciuta non la leggo 

    17 risposteSociologia16 ore fa
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    Quando la vita ha scelto per te 🤯?

    Ispirata ad un commento di Lolacorre 🤗

    Libera interpretazione. Ciao a tutti 🌛🪐🌜

    11 risposteSociologia10 ore fa
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    "Ci sedemmo dalla parte del torto visto che tutti gli altri posti erano occupati ". Quando sei andato controcorrente 🌗?

    Risposta preferita:

     Io vado controcorrente...e lo faccio da una vita. E non lo dico per un vanto,solo perché ritengo di non "adeguarmi " alla massa quando si dirige in un'unica direzione.

    Ti faccio un esempio: a differenza della maggioranza delle persone, non mi lascio "condurre" in un terreno minato dal cuore, perché so con certezza che il cuore, lasciato a briglie sciolte, mi fa commettere degli stupidi errori. Piuttosto,lascio che sia la mente a fungermi da radar che mi "localizza" gli ostacoli e lascia a me la scelta di superarli o inciampare.

    Il cuore, abbinato alla mente, sarà sempre un ottimo compagno di viaggio.

    Sedersi dalla parte del torto,per me significa proprio questo.

    Grazie wania🤗🤗🤗🤗

    15 risposteSociologia2 giorni fa
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    "Essere se stessi in un mondo che cerca continuamente di cambiarti è la più grande delle conquiste ". Che ne pensate 😸?

    Risposta preferita:

    Premetto che condivido in gran parte quanto scritto sugli aforismi da sanguanel, per me gli aforismi possono essere usati in alcuni contesti particolari o come spunti di riflessione, ma altrimenti non sono altro che un tentativo artistico di esaurire in due sole righe l'intero scibile su un argomento.

    Riguardo al contenuto dell'aforisma non sono del tutto d'accordo: la più grande conquista non in assoluto, ma nella condizione a cui accenna l'aforisma, sarebbe cambiare il mondo, trasformandolo in un mondo che invece che cambiare gli altri li aiuti ad essere più se stessi, a sviluppare al meglio le proprie potenzialità positive, un mondo molto ma molto più libero di quello attuale, e parlo di libertà non soltanto nei comportamenti ma ancora di più nel pensiero, nel modo di sentire la vita, noi stessi e gli altri, un modo compartecipativo in cui non la facciano da padroni paura, rabbia, sensi di colpa, diffidenza. Il fatto è che noi siamo così abituati a vivere in un mondo che ragiona con la logica dell'ostilità e della legge del più forte (se pure attutita da alcuni principi etici, peraltro spesso disattesi poi nella pratica), che nemmeno ci rendiamo conto di come saremmo se vivessimo in un mondo diverso. Anche soltanto per riuscire ad ascoltare in parte noi stessi dobbiamo contrastare il vocio sordo e rumoroso che ci arriva dalla società, siamo bombardati da messaggi più o meno subliminali certo poco sublimi, ci sono persone che anche solo per ascoltare se stesse si affidano a psicologi, a tecniche di ascolto particolari, ad attività particolari, nulla di male in tutto ciò, anzi, ma è per far capire quanto sia difficile anche solo trovare il modo di ascoltare in parte noi stessi, figuriamoci arrivare ad essere noi stessi. Ma il problema non è solo quello. Ne esiste a mio avviso uno più ampio di cui non siamo quasi consapevoli. Il fatto (ovviamente secondo me) è che a partire dall'età scolare veniamo abituati ad obbedire e a seguire certi schemi, l'educazione scolastica è più che altro una sorta di formazione imposta dall'alto spesso tramite una serie di coercizioni materiali e psicologiche: intelligenza, educazione, direi perfino bontà vengono spesso identificate con la nostra capacità di inserirci in un sistema che è stato creato non certo per valorizzare le doti di ciascuno di noi, ci viene insegnato che la nostra libertà finisce lì dove inizia quella dell'altro, il che in un certo senso lo trovo pure giusto, ma nel darci quell'insegnamento ci viene anche fatto passare implicitamente il messaggio che l'altro costituisca in automatico un potenziale limite alla nostra libertà, soprattutto ci viene insegnato che l'altro sia anche e prima di tutto il gruppo, o meglio ancora siano una serie di regole necessarie per far funzionare bene il gruppo, ma quelle regole sono necessarie solo perché qualche altro essere umano ha scelto di organizzare in quel modo il gruppo anzi di organizzare l'intera educazione scolastica in forma di gruppo e in una struttura statica e con quattro mura, mica perché un Dio o la Natura hanno decretato così e non è affatto detto che quelle regole siano in assoluto necessarie e siano le migliori, non è affatto detto che non si possa insegnare un concetto analogo anzi perfino più collaborativo di libertà senza con questo costringerci a seguire regole che non sentiamo nostre o a farci sentire sbagliati o inadeguati se non le seguiamo, perché quelle regole sono frutto più o meno indiretto di scelte contestabilissime. Ovvio che il bambino raramente farà tutti questi ragionamenti, qualcuno in realtà arriva perfino a farli, ma il più delle volte sentirà semplicemente queste cose e reagirà in modo istintivo, chi "pensando sempre a giocare" (forse in una scuola più adatta a lui penserebbe anche a fare altro...), chi sviluppando sensi di colpa e di inadeguatezza che saranno sempre pronti a limitarlo anche in età adulta e su cui la società potrà poi far leva per indurlo alla più cieca fra le obbedienze, chi sviluppando paura e rabbia e diventando un potenziale pericolo per la società (attenzione, tranne in qualche caso, la società ha contribuito a creare questo potenziale criminale), chi cercando il modo di effettuare dei compromessi ossia andando bene a scuola senza allinearsi in tutto e per tutto a quanto viene detto, chi allineandosi completamente al sistema. Ecco, noi è così che siamo "educati" fin da bambini, il resto lo fa la nostra "bellissima" società.

    In tutto questo è certo una grande conquista riuscire ad essere in qualche modo noi stessi.

    Attenzione però a non illuderci: quante energie comunque impieghiamo ogni giorno per difenderci dai continui assalti che subiamo da una società impostata in modo assurdo? ci possiamo anche soltanto immaginare chi saremmo diventati se quelle nostre energie le avessimo potute impiegare dalla nascita per essere noi stessi fino in fondo?

    Io penso proprio di no, una persona che è sempre stata in qualche modo in catene non può sapere chi sarebbe se fosse nata libera, al massimo può intuirlo, sentirlo e lavorare in quella direzione.

    Ecco questo massimo è per lo più quanto vissuto da quelli che come me, magari a torto, si sentono se stessi, io mi sento me stesso certo, ma, a parte il fatto che sento che di possibili me stesso i quali si sentano tutti se stessi ne esistono numerosi per non dire infiniti, sono consapevole che quello che sono non è comunque il meglio di quanto in assoluto potrei essere e che ciò è dovuto anche a una società impostata secondo certi schemi ormai assunti come indiscutibili (e poi parliamo male del Medioevo, almeno in quell'epoca avevano messo Dio come garante di certi principi assunti come intoccabili, qui nemmeno noi sappiamo bene a cosa dovrebbero la loro intoccabilità).

    Dunque direi che questa conquista dell'essere noi stessi in un mondo per molti versi ostile è certo una grande conquista, diciamo che in qualche modo è quella che almeno per come la vivo io (sia chiaro che è la mia una prospettiva soggettiva e di parte) dà un qualche senso alle nostre vite, ma non è comunque la conquista più grande, dovrebbe essere il punto di partenza. Per molti di noi, me compreso, è purtroppo il punto di arrivo. Ovvio un arrivo che è sempre anche una partenza nel senso che prevede un migliorare noi stessi, ma sempre di arrivo è in quanto rinuncia in qualche modo in anticipo all'idea di cambiare il mondo, vuoi perché ci convinciamo dell'impossibilità dell'impresa; vuoi perché temiamo che nel tentativo di cambiare il mondo finiremmo per l'essere cambiati dal mondo, per disperdere noi stessi ed essere vittime delle dinamiche becere che caratterizzano attualmente la lotta per contare qualcosa nel mondo; vuoi perché la vita è una sola e desideriamo viverla amandola e condividendola con quanti più amiamo; vuoi perché riteniamo (per chi sia sorretto da una qualche forma di fede o di filosofia metafisica costruttiva) che questa sia soltanto una tappa di un percorso più ampio e che per ora sia sufficiente condurci così in attesa nelle prossime vite o nella prossima vita eterna di soluzioni migliori. Rimane il fatto che lo viviamo come un punto di arrivo e non di partenza: forse sarebbe una conquista maggiore riuscire a farne un punto di partenza in modo tale che le generazioni future possano crescere in un mondo in cui la domanda che ci hai rivolto tu non venga percepita come parte concreta e drammatica delle nostre vite, un mondo più giusto e libero in cui si possa essere se stessi in armonia con gli altri e con il Tutto, in cui la libertà propria venga concepita e vissuta non come limitantesi con quella altrui ma come collaborativa e creativa insieme con quella altrui, senza sentirsi costretti a lottare tutti i giorni contro schemi ostili, massificanti e assunti come indiscutibili anche solo per riuscire ad ascoltare se stessi: tutto ciò sarebbe possibile, ma ci siamo lasciati ormai convincere che non sarebbe possibile, dico la maggior parte di quanti fra noi hanno anche solo pensato a una società di questo tipo, molti ragionano a tal punto secondo gli schemi acquisiti da non arrivare nemmeno a concepire una società diversa da quella attuale.

    Ciao Serena :-)

    21 risposteSociologia2 giorni fa
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    Descrivi un posto...che ti ha letteralmente "folgorato/a"?

    Ispirato da Degas che  fu tremendamente folgorato dal patrimonio naturalistico di Napoli,durante un suo viaggio che descrisse così:

    «Lasciando Civitavecchia il mare è azzurro, poi è mezzogiorno, e diventa verde mela con tocchi di indaco al lontano orizzonte: all’orizzonte una fila di barche a vela latina sembra un nugolo di gabbiani o di gavine per tono e forma… il mare un po' agitato era di un grigio verdastro, la schiuma argentea delle onde, il mare si dissolveva in un vapore il cielo era grigio. Il Castel dell’Ovo si elevava in una massa dorata. Le barche sulla sabbia erano macchie color seppia scura. Il grigio non era quello freddo della Manica ma piuttosto simile alla gola di un piccione»

    5 risposteScienze sociali - Altro2 giorni fa
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    Votate questi artisti ?

    Vasco Rossi 

    Sfera ebbasta 

    Renato Carosone

    Domenico Modugno

    Lucio Dalla 

    Battiato 

    Ennio Morricone 

    Mia Martini

    Il Volo

    Gigi d’Alessio

    Benji e Fede

    Luciano Pavarotti 

    Fedez

    J-Ax

    Pino Daniele 

    Boomdabash 

    Lucio Battisti 

    Fabrizio de Andrè

    Mahmood

    Marrakesh 

    Fred de PalmaYoung SignorinoRocco HuntMinaJustin Bieber Freddy Mercury Michael Jackson Elvis Presley Mick Jagger

    5 rispostePolitica e governo - Altro8 ore fa
  • 53
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    Ma perché si ha così poca empatia verso chi non ha figli... ?

    Senza sapere la sua storia?

    Ho 40 anni, sono una donna e non ho figli perché non posso averne. Dopo anni di tentativi, il verdetto è stato chiaro. Sarebbe stato il mio sogno, cerco di andare avanti e accettare quella che per me è una croce, con l'adozione non siamo riusciti per ora perché non è così facile. 

    Eppure, così tante persone continuano a dire che solo chi ha figli capisce la vita, solo chi ha vissuto una gravidanza sa cosa sia la sofferenza e il dolore, il sacrificio. Che la femminilità va di pari passo con la maternità. 

    Con le lacrime agli occhi scrivo questo. 

    Non avrò provato i dolori del parto, l'ansia del primo giorno di scuola, la gioia immensa di veder crescere il nostro bimbo perché, semplicemente, questo bimbo non c'è e non ci sarà mai. 

    Non provo invidia verso le maternità altrui, anzi vedo la luce negli occhi di quelle mamme e di quei papà ed è bellissimo, meraviglioso. 

    Ma cosa sono il dolore, la femminilità e il sacrificio? 

    Non avrò provato il dolore del parto, ma ci sono dolori che non sono fisici, eppure si fanno sentire per tutta la notte come delle lame.

    Grazie se avete letto fino a qui e scusate per lo sfogo. 

    15 risposteSociologia2 giorni fa
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    "Io vado dove mi porta il cuore che non sa nuotare ma sa dove aggrapparsi". Dove ti porta il cuore ❤?

    Il commento è parte di un commento di Vavax 🌝

    Ciao belli 🌛🌟🌜

    9 risposteSociologia6 ore fa
  • 29
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    Sono sempre stata magra peso 42 Kili ho 55 anni non riesco a ingrassare?

    Risposta preferita:

    Puoi solo essere contenta di poter mangiare tutto quello che ti pare e non dover fare nessuna dieta per dimagrire.

    Io non peso molto più di te: 43 kg.

    11 risposteDieta e fitness4 giorni fa
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