• Quali "pose" sintetizzano la vostra vita?

    Quali atteggiamenti sono così vostri e caratteristici da potervi fissare e descrivere in modo lapidario? Sfoglio "Libro di candele. 267 vite in due o tre pose" di Baroncelli. Di Olga Neurath scrive: "Visse al passato remoto, il tempo più puntuale e romantico che c'è. Fu un'inguaribile... visualizza altro
    Quali atteggiamenti sono così vostri e caratteristici da potervi fissare e descrivere in modo lapidario? Sfoglio "Libro di candele. 267 vite in due o tre pose" di Baroncelli. Di Olga Neurath scrive: "Visse al passato remoto, il tempo più puntuale e romantico che c'è. Fu un'inguaribile fumatrice di sigari. Entrava nelle sale del Circolo di Vienna, al braccio del fratello Otto, annunciata da una nuvola".
    24 risposte · Psicologia · 21 ore fa
  • Che libro state leggendo?

    E se non avete iniziato nulla, qual è stato l'ultimo che avete letto? Di è piaciuto?
    E se non avete iniziato nulla, qual è stato l'ultimo che avete letto? Di è piaciuto?
    150 risposte · Libri ed autori · 3 giorni fa
  • Sperare è illudersi secondo voi? grazie?

    136 risposte · Psicologia · 3 giorni fa
  • Gli astrofisici come identificano i Blazar?

    Gli astrofisici come identificano i Blazar?

    Migliore risposta: I Blazar (che non sono un cognome anagrafico italiano) sono un acronimo derivato dall'inglese "to blaze" brillare, termine privo di equivalenti nella lingua italiana. Blazar è una italianizzazione del termine Blazer (una specie di Cardigan fatto di bottoni molto riflettenti), tale termine adottato ... visualizza altro
    Migliore risposta: I Blazar (che non sono un cognome anagrafico italiano) sono un acronimo derivato dall'inglese "to blaze" brillare, termine privo di equivalenti nella lingua italiana.
    Blazar è una italianizzazione del termine Blazer (una specie di Cardigan fatto di bottoni molto riflettenti), tale termine adottato dagli astronomi anglosassoni, nel Blazar (blazing quasi-stellar object).
    Sino ad oggi tale oggetto cosmico era considerato una forte emissione di energia elettromagnetica variabile nelle sue frequenze e molto concetrata nella superficie di emissione, associata a buchi neri supermassicci a loro volta ospitati nei nuclei galattici attivi delle galassie (AGN).

    Da molti anni si conosce la causa fisica che genera questo tipo di sorgenti relativistiche (getti relativistici di gas e plasma particellare "fiondato" a velocità prossime a quella della luce).

    Di recente, con l'acquisizione di nuovi modelli di trasmissione (nel mezzo interstellare) dell'energia termica nel campo dell'infrarosso dei gas (sembra che le galassie vengato fortemente riscaldate dalle intense emissioni di raggi IR emesso dalle particelle accelerate a velocità quasi luminali dei dischi di accrescimento dei Buchi Neri e nei getti relativistici di BN massicci) due ricercatori italiani, Raffaele D'Abrusco e Francesco Massaro (Universita di Torino) hanno scoperto e certificato che le sorgenti Blazar siano una importante impronta nella banda dell'infrarosso.

    Potenti emissioni di IR diverrebbero, cosi', un metodo di identificazione e discriminazione di questi oggetti rispetto ad altre identità cosmiche radiosorgenti.
    Il gruppo di ricerca annovera anche la presenza di altri due astrofisici italiani, Nicola Masetti e Marco Landoni dell'INAF (la ricerca ha coinvolto anche telescopi INAF).
    Il nuovo metodo di ricerca si prefigge, nel futuro perfezionamento, lo step finale di individuare nei potenziali candidati Blazar sorgenti di infrarosso e sorgenti di raggi Gamma, anche il loro comportamento nella banda della radiazione visibile.

    Il nuovo sistema di identificazione di radiosorgenti Blazar ha permesso di classificare, negli ultimi anni, oltre 200 oggetti cosmici identificati come Blazar ed una fluttuazione periodica delle mangitudine di radioemissione variabile nelle varie frequenze dello spettro elettromagnetico.
    L'alternanza dei picchi massimi di radiazione EM nelle bande IR, GAMMA e visibile attesta con maggiore precisione l'identificazione in Blazar di radiosorgenti sino ad ora non ben classificabili.

    Maggiori dettagli di questo adattamento estratto da un articolo Media Inaf nel relativo link sottostante.

    http://www.media.inaf.it/2016/01/29/cacciatori-di-blazar/

    (articolo di Marco Galliani, redazione Media Inaf)

    <<Cacciatori di Blazar

    Due ricercatori italiani, Raffaele D’Abrusco e Francesco Massaro, insieme ad un team internazionale di astronomi di cui fanno parte anche Nicola Masetti e Marco Landoni dell’INAF, hanno sviluppato un nuovo metodo per selezionare tra le sorgenti infrarosse quei ‘candidati blazar’ che potenzialmente corrispondessero a emissioni gamma non identificate. Individuando e confermando così l'esistenza di oltre 200 oggetti di questo tipo
    di Marco Galliani
    venerdì 29 gennaio 2016 @ 11:56

    Nei raggi gamma sono le sorgenti più estreme che si conoscano e ci hanno abituato ai più bizzarri comportamenti. I blazar devono le loro straordinarie proprietà osservative ai loro ‘motori’, buchi neri supermassicci nel cuore di altre galassie che producono getti di particelle accelerate fino a velocità prossime a quelle delle luce, e al fatto che questi getti puntino quasi esattamente verso di noi. Un fondamentale contributo all’identificazione di queste sorgenti lo sta fornendo da alcuni anni la missione Fermi della NASA, dedicata proprio all’osservazione del cielo nei raggi gamma, a cui l’Italia collabora con Agenzia Spaziale Italiana (ASI), Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF) e Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN) .

    Guardando in tutt’altra finestra osservativa, due ricercatori italiani, Raffaele D’Abrusco, ora nel gruppo di astrofisica dell’Università Federico II di Napoli, e Francesco Massaro, dell’Università di Torino (associato INAF e rientrato in Italia con il programma per Giovani Ricercatori “Rita Levi Montalcini” del MIUR), nel 2011 scoprirono grazie ai dati del telescopio spaziale WISE che i blazar mostrano una particolare ‘impronta’ nell’infrarosso. Questa ulteriore proprietà dei blazar potrebbe essere usata per riconoscerli e selezionarli tra tutti gli altri oggetti astronomici, hanno pensato i due astrofisici. E così, insieme ad un team internazionale di astronomi di cui fanno parte anche Nicola Masetti e Marco Landoni dell’INAF, hanno sviluppato un nuovo metodo per selezionare tra le sorgenti infrarosse quei ‘candidati blazar’ che potenzialmente corrispondessero a sorgenti gamma non identificate. Ma ancora mancava un tassello fondamentale per confermare l’idea iniziale e il metodo proposto: studiare il comportamento della radiazione emessa dalle sorgenti ritenute potenziali blazar nella luce visibile, quello che gli astronomi chiamano spettro. Per questa ragione, verso la fine del 2011 ha preso il via una vasta campagna osservativa che aveva lo scopo di certificare con tecniche di spettroscopia ottica la natura del maggior numero possibile di candidati blazar selezionati con il loro metodo.

    «L’INAF è stato direttamente coinvolto nelle osservazioni e nell’analisi dei dati spettroscopici acquisiti anche grazie al Telescopio Nazionale Galileo sulle Isole canarie ed al primo spettro campione di tutta la campagna ottenuto proprio con il telescopio di Loiano, gestito dall’INAF-Osservatorio Astronomico di Bologna» ricorda Landoni.

    Nel corso degli anni i dati accumulati grazie a decine di sessioni osservative hanno permesso di individuare e confermare l’esistenza di oltre duecento nuovi blazar, scandagliando tra sorgenti gamma non ancora identificate e hanno portato alla realizzazione di una serie di articoli scientifici che hanno accresciuto significativamente la nostra conoscenza su questa classe di sorgenti, tra le più misteriose ed energetiche osservate nell’Universo. Gli ultimi due lavori del team sono in pubblicazione sull’Astronomical Journal.

    Il progetto ha prodotto altri interessanti risultati. In particolare, due studentesse di dottorato, Nuria Alvarez-Crespo dell’Università di Torino e Federica Ricci dell’Università di Roma Tre, lavorando alla campagna osservativa hanno scoperto alcuni blazar estremamente inusuali che hanno mostrato un netto cambiamento della loro forma spettrale nella banda visibile ed due casi di blazar senza apparente emissione nella banda delle radio frequenze, una rarità anche per la classe di sorgenti extra-galattiche più rara che esista.

    «E’ stato un lungo e appassionato lavoro, che ha coinvolto negli anni diverse colleghe e colleghi delle Università di Torino, Perugia, Federico II di Napoli, Roma Tre di Roma, ma anche dell’INAF e di prestigiosi Istituti di ricerca internazionali» aggiunge Massaro. «Le nostre osservazioni hanno migliorato in maniera significativa la conoscenza delle proprietà della popolazione delle sorgenti gamma non identificate e dei blazars che emettono nei raggi gamma. Nel prossimo futuro i risultati del nostro progetto ci permetteranno di porre dei vincoli stringenti anche sulla natura, l’abbondanza ed il comportamento della Materia Oscura che permea e detta l’evoluzione dell’Universo».>>
    7 risposte · Spazio e astronomia · 2 giorni fa
  • Quando finite di leggere un libro, c'è qualcosa in particolare che fate?

    Ad esempio scrivere recensioni sul web o in una vostra raccolta personale, oppure aspettate qualche giorno prima di intraprendere un'altra lettura per riflettere e assimilare meglio ciò che avete appena terminato di leggere? Sono curiosa :)
    Ad esempio scrivere recensioni sul web o in una vostra raccolta personale, oppure aspettate qualche giorno prima di intraprendere un'altra lettura per riflettere e assimilare meglio ciò che avete appena terminato di leggere? Sono curiosa :)
    30 risposte · Libri ed autori · 2 giorni fa
  • Il gioco dell'estrazione (39^puntata)?

    Migliore risposta: numero 80
    Migliore risposta: numero 80
    17 risposte · Nomi per bebè · 1 giorno fa
  • Quali effetti gravitazionali la Luna risente dalla Terra?

    Quali effetti gravitazionali la Luna risente dalla Terra?

    Migliore risposta: Gli effetti noti da molto tempo, tipici delle conseguenze di "coppia gravitazionale" esistente tra un satellite e il suo corpo centrale, sono quelli del blocco mareale di un satellite, ovvero la sincronizzazione del periodo di rotazione con quello di rivoluzione attorno al pianeta. Questo avviene per... visualizza altro
    Migliore risposta: Gli effetti noti da molto tempo, tipici delle conseguenze di "coppia gravitazionale" esistente tra un satellite e il suo corpo centrale, sono quelli del blocco mareale di un satellite, ovvero la sincronizzazione del periodo di rotazione con quello di rivoluzione attorno al pianeta.
    Questo avviene per motivi noti e sintetizzabili nella forza di gravità maggiore che la Terra esercita verso il lato della Luna orientato verso di essa.
    Il diametro della Luna non è trascurabile rispetto alla diminuzione del quadrato della distanza della forza gravitazionale, "stirando" il satellite nella sua parte più vicina. L'effetto iniziale, è appunto La deformazione iniziale che la forza mareale del pianeta esercitata sul satellite fa in modo che la forza gravitazionale che agisce sul rigonfiamento del satellite non passi più lungo la congiungente dei 2 centri, trovandosi al di fuori di essa e generando un nuovo momento angolare (sul satellite) modificandone la velocità di rotazione intorno al proprio asse sincronizzando periodo T di rotazione col periodo T' di rivoluzione.
    A lungo andare, questo "bilanciamento" non impedirebbe gli effetti di cio' che ne sarebbe all'origine, ovvero uno "stiramento" della massa satellitare (allungamento). Sulla crosta lunare sono state scoperte 14 "scarpate" (simili a linee di faglia) conseguenti al restringimento del nucleo lunare (latenze termiche che ne provocano il raffreddamento) ed all'effetto delle forze di gravità indotte dalla Terra.

    Il meccanismo di origine di queste "linee di faglia tutte orientate nello stesso verso" non è ancora del tutto chiarito pur imputandolo alla sinergia della contrazione termica del nucleo lunare e l'azione combinata della forza gravitazionale terrestre. L'aspetto più anomalo è dovuto al fatto che nel passato, tali avvallamenti non erano, apparentemente, stati osservati (in conseguenza anche del fatto che la sonda LRO rappresenta, dopo molti decenni, la prima missione osservativa dedicata esclusivamente alla Luna).

    I ricercatori ritengono, che in accordo alle leggi della fisica celeste, l'azione di "allungamento" del satellite per effetto della forza gravitazionale terrestre, sia massima all'Apogeo, quando l'orbita lunare raggiunge il suo massimo di distanza rispetto alla Terra.

    dF = (2GMT*mL/r^3) * delta r

    Questo dimostra, se vi fossero ancora dubbi, che non sarebbe tanto l'intensità delle forze gravitazionali in se ad agire sui periodi di rotazione e rivoluzione di un satellite rispetto al corpo centrale (l'effetto gravitazionale del Sole, sulla Luna è notevolmente maggiore), ma escursioni periodiche di tali forze in funzione della diminuzione del quadrato della distanza, fenomeno che rende perturbabili la Terra e il suo satellite, dall'influenza reciproca anche a dispetto della preponderante componente gravitazionale del Sole.

    Maggiori dettagli di questo adattamento nel link sottostante

    (articolo di Eleonora Ferroni, redazione Media Inaf)

    http://www.media.inaf.it/2015/09/16/la-luna-si-sta-restringendo/

    <<La Luna si sta restringendo

    La forza gravitazionale della Terra ha influenzato e influenza ancora l'orientamento di migliaia di strutture che caratterizzano l'irregolare superficie lunare. Secondo i nuovi risultati il nostro satellite naturale sta cambiando forma, anche a causa del raffreddamento del nucleo interno
    di Eleonora Ferroni
    mercoledì 16 settembre 2015 @ 11:30

    È noto che le forze gravitazionali che la Luna e il Sole esercitano sulla Terra sono responsabili della salita e della discesa delle maree sul pianeta. Ma sapevate che la forza gravitazionale terrestre influenza – e molto – il nostro satellite naturale? Ovviamente sì, ma quello che forse non sapete è che gli astronomi che lavorano sui dati della sonda Lunar Reconnaissance Orbiter (LRO) della NASA hanno scoperto che alcune caratteristiche della Luna in superficie sono causate dalla gravità esercitata dalla Terra.

    I ricercatori hanno visionato le immagini dalla Narrow Angle Camera (NAC) di LRO (lanciata nel 2008) e hanno riportato la scoperta di ulteriori 14 scarpate conosciute come lobate scarps (scarpate a forma di lobo) sulla superficie della Luna, oltre alle 70 già fotografate dall’Apollo Panoramic Camera (a bassa risoluzione). Queste scarpate sono prodotte dall’effetto congiunto del restringimento del nucleo lunare mano mano che si raffredda e degli effetti della gravità terrestre e hanno dimensioni fino a dieci chilometri in lunghezza e solo qualche decina di metri di altezza. Il team scientifico è arrivato alla conclusione che la Luna si stia restringendo. Questi difetti causati dalla gravità terrestre sono piuttosto piccoli, nella media dei 10 chilometri di lunghezza e delle poche decine di metri di altezza.


    Dopo 7 anni in orbita, LRO ha studiato e fotografato più dei 3/4 della superficie lunare a una risoluzione senza precedenti, portando alla scoperta di oltre 3000 piccole e grandi strutture, dai crateri alle scarpate. L’analisi degli orientamenti di queste piccole scarpate ha prodotto un risultato sorprendente: si sono probabilmente formate dalla contrazione globale derivante dal raffreddamento del nucleo caldo della Luna stessa. Più il nucleo interno si raffredda e porzioni di sottosuolo si solidificano, più il volume del satellite naturale diminuisce. E non solo: la forza gravitazionale della Terra esercita una forte influenza, che si va ad aggiungere al fattore interno.

    La contrazione globale provocata dalla forza gravitazionale della Terra non può essere l’unica responsabile, infatti, per la formazione di questi difetti sulla superficie lunare, ha detto Thomas Watters, del National Air and Space Museum di Washington. «C’è uno schema nell’orientamento delle migliaia di scogliere e fratture che suggerisce che qualcosa di diverso sta influenzando la loro formazione, qualcosa agisce su scala globale». Come se questa “forza” stesse massaggiando e riallineando tutte le strutture lunari. Watters è l’autore principale della ricerca pubblicata nel numero di ottobre della rivista Geology.

    Come detto, quindi, gli esperti parlano di due forze: una che proviene dall’interno (dal nucleo) e l’altra che proviene dalla Terra (la gravità). Le forze mareali, appunto. «La scoperta di tante caratteristiche non rilevate in precedenza è davvero notevole», ha sottolineato Mark Robinson dell’Arizona State University. «All’inizio della missione c’era il sospetto che le forze mareali avessero avuto un ruolo fondamentale nella formazione di queste caratteristiche tettoniche, ma non avevamo abbastanza prove per fare dichiarazioni conclusive. Ora che abbiamo le immagini di NAC con l’illuminazione adeguata di oltre la metà della Luna, gli schemi strutturali stanno cominciando a venire a galla».

    Queste scarpate sono relativamente giovani se si pensa all’età della Luna stessa. E sono talmente recenti, che gli studiosi credono che il processo di formazione e modellamento sia ancora in corso. Dai modelli realizzati dal team di LROC si evince il picco delle sollecitazioni viene raggiunto quando la Luna è più lontana dalla Terra nella sua orbita (all’apogeo). Se questo processo è ancora attivo, i terremoti lunari superficiali sono più frequenti quando la luna si trova al suo apogeo. «Con LRO siamo stati in grado di studiare nel dettaglio la Luna a livello globale come non è stato ancora possibile con altri corpi del Sistema solare. I dati raccolti da LRO ci permettono di studiare piccoli ma importanti processi che altrimenti resterebbero nascosti», ha spiegato John Keller, LRO Project Scientist.>>
    4 risposte · Spazio e astronomia · 3 giorni fa
  • Oggi un mio nipotino ha vinto 20.000 con un gratta e vinci. Vogliamo congratularci con lui?

    Congratulazioni, PierGerolamo.
    Congratulazioni, PierGerolamo.
    36 risposte · Politica e governo - Altro · 2 giorni fa
  • Se la demagogia Gender non esiste perchè sarà obbligo insegnarla in tutte le scuole canadesi dal 31 Marzo 2016?

    http://www.tempi.it/canada-turbo-gender-... Come la Croazia è riuscita a difendere il matrimonio contro il totalitarismo mediatico: http://www.tempi.it/come-la-croazia-e-ri...
    http://www.tempi.it/canada-turbo-gender-... Come la Croazia è riuscita a difendere il matrimonio contro il totalitarismo mediatico: http://www.tempi.it/come-la-croazia-e-ri...
    11 risposte · Politica e governo - Altro · 23 ore fa
  • Ho 14 anni e guardò ancora i cartoni animati/anime.è strano ?

    Migliore risposta: maglio guardare i cartoni che andare in discoteca a drogarsi, fumare e bere come sicuramente fanno i tuoi amici
    Migliore risposta: maglio guardare i cartoni che andare in discoteca a drogarsi, fumare e bere come sicuramente fanno i tuoi amici
    80 risposte · Animazione e fumetti · 3 giorni fa
  • Esiste nella tua vita....una persona che ti conosce VERAMENTE bene?

    Che ti capisce al volo,anche quando non riesci a comunicare? Che funge da specchio e riflette la tua immagine? La vedo davvero difficile. Si,e' vero,neanche noi conosciamo bene noi stessi. Tu puoi dire di....riconoscerti? Riflessione di prima mattina. Buongiorno😉
    Che ti capisce al volo,anche quando non riesci a comunicare? Che funge da specchio e riflette la tua immagine? La vedo davvero difficile. Si,e' vero,neanche noi conosciamo bene noi stessi. Tu puoi dire di....riconoscerti? Riflessione di prima mattina. Buongiorno😉
    101 risposte · Psicologia · 4 giorni fa
  • Vi piace questa ragazza?

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    Cosa ne pensate?
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    14 risposte · Dieta e fitness · 18 ore fa
  • Cambiare scuola/voglio ritirarmi,cosa posso fare? Odio l'ambiente scolastico?

    Ciao a tutti,Mi chiamo Michael e ho 14 Anni (15 a Maggio) Vi spiego il mio problema: Sono in prima superiore,faccio informatico e mi trovo malissimo Siamo in 28 alunni,ma il problema é il seguente: Ho le difese immunitarie molto basse e sono anche anemico,tendo ad ammalarmi facilmente e per questo motivo ho gia... visualizza altro
    Ciao a tutti,Mi chiamo Michael e ho 14 Anni (15 a Maggio) Vi spiego il mio problema: Sono in prima superiore,faccio informatico e mi trovo malissimo Siamo in 28 alunni,ma il problema é il seguente: Ho le difese immunitarie molto basse e sono anche anemico,tendo ad ammalarmi facilmente e per questo motivo ho gia praticamente superato il limite di assenze Ogni volta che faccio assenze e torno a scuola i miei compagni mi criticano,vengo preso in giro da tutti Ho spiegato parecchie volte i miei problemi ma continuano Mi trovo davvero male Il solo pensiero di dover andare a scuola la mattina e vedere i miei compagni mi mette ansia,mi viene mal di testa e mi sento male Avevo pensato di cambiare scuola,ma sono praticamente convinto ormai di ritirarmi a 16 anni. É dalla seconda media che rischio di essere bocciato per le assenze,alle medie non avevo problemi,i compagni che avevo mi conoscevano dalle elementari (alcuni anche dall'asilo) perció sapevano i problemi che avessi e non mi prendevamo in giro,anzi,erano molto comprensivi Cosa posso fare? Dovrei cambiare a scuola e aspettare fino ai 16 anni? (Anche la scuola in generale é pessima e le materie non mi piacciono) Aspetto una vostra risposta/qualche vostro consiglio
    15 risposte · Scuole primarie e secondarie · 2 giorni fa
  • Di quanto è spostata verso il rosso la luce delle galassie più lontane a noi accesibili?

    Visto che la "luce del Big Bang" ovvero la radiazione fossile, emessa a suo tempo quando l'Universo misurava qualche migliaio di °K la osserviamo ad oggi nel campo delle microonde ad una temperatura di circa 3 °K, dovrebbe essere più o meno così anche per le galassie più lontane nel tempo e nello... visualizza altro
    Visto che la "luce del Big Bang" ovvero la radiazione fossile, emessa a suo tempo quando l'Universo misurava qualche migliaio di °K la osserviamo ad oggi nel campo delle microonde ad una temperatura di circa 3 °K, dovrebbe essere più o meno così anche per le galassie più lontane nel tempo e nello spazio. Cioè, le prime che si sono formate, qualche centinaio di mln dopo il big bang dovrebbero avere uno spostamento verso il rosso quasi altrettanto imponente. Dunque galassie che osserviamo a 13 mld di anni luce come si osservano, in quello che dovrebbe essere il "loro" spettro visibile, nella banda delle microonde o del lontano infrarosso?
    5 risposte · Spazio e astronomia · 3 giorni fa