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  • c'è nessuno di ROMA che ha "un cuore grande così" e scrive una bella fine a questa triste storia?

    Descrizione:

    19 GIORNI PER SALVARE dUCA............

    AGGIORNAMENTO 07 AGOSTO 2010:

    Il Signor Reina ha deciso di andare alla casa di riposo per musicisti "la Verdi" a Milano.. Duca quindi cerca casa..

    Duca è un maschio sano di 5 anni, è compatibilissimo con le femmine e ma non con i maschi.. con i gatti è da verificare perchè dal balcone gli abbaia ma quando sono vicini non fa nulla.... :-)

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    allora il sig reina vive da solo a roma con il cane e ha ricevuto lo sfratto. non puo permettersi case di riposo perchè costano tanto, l'unica in cui puo avere accesso nonostante il reddito basso è la casa degli artisti a milano (in qualità... di ex artista dell'opera).. una prestigiosissima casa di cura in cui hanno accesso solo pochissimi fortunati.. stiamo cercando di muoverci su piu fronti ovvero cercare casa per loro insieme, cercare casa di riposo insieme, cercare casa su milano per Duca, cercare casa per Duca..... sono 4 fronti e nessuno esclude l'altro... la soluzione ottimale per farli restare insieme è CASA DI RIPOSO CHE ACCETTA ANIMALI nonostante il redito basso.. sennò saranno costretti a separarsi! abbiamo pochi giorni di tempo..

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    AGGIORNAMENTI 31 LUGLIO 2010:

    ABBIAMO 31 GIORNI PER TROVARE CASA A TATANKA-DUCA, LA PRIMA SETTIMANA DI SETTEMBRE IL SIGNOR REINA LASCERA' LA SUA CITTA', LA SUA CASA E IL SUO AMATO CANE PER RAGGIUNGERE MILANO..

    A QUESTO SIGNORE NON RESTA PIU' NULLA NELLA VITA, NON FACCIAMOLO ANDARE VIA ANCHE CON IL DOLORE NEL CUORE DI DOVER LASCIARE TATANKA AL CANILE!!!!!

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    Tatanka è un cane maschio dolcissimo di circa cinque anni.. è stato amato e coccolato per tutto questo tempo ma purtroppo il suo papà umano è avanti con gli anni e presto dovrà andare in un ospizio in quanto la sua casa sarà messa sotto sfratto.. immaginate il dolore di questo anziano signore, costretto a separarsi dal suo fedele compagno a 4 zampe, senza ben sapere che fine farà, senza pensare al dolore di Tatanka.. non vogliamo mettere Tatanka in una pensione perchè di certo morirebbe di dolore.. aiutateci a diffondere l'appello di Tatanka affinchè trovi casa al più presto!!!!

    Roma,

    recapiti telefonici:

    327/8566219 chiedendo di Valentina Poggi;

    339/6302228 oppure Ospedale Veterinario Ardeatino 06/45420935 chiedendo di Giulia Vitaliti;

    2 risposteCani1 decennio fa
  • ma, il Partito dell’Amore dov’è andato a finire?

    Berlusconi, il cancro e la società farmaceutica

    Oggi alle 14.46

    Il bello di internet è che riesci a sapere cose di cui in televisione non se ne fa neanche menzione. Attraverso il canale Informazione incazzata sono venuto a conoscenza di una notizia molto interessante. Il 21 Marzo 2010 il nostro amatissimo Presidente del Consiglio, noto ai più come Re Silvio annunciò, tra lo stupore della folla, che entro tre anni il cancro sarebbe stato sconfitto.

    Molti, compreso il sottoscritto, dopo quest’affermazione rimasero scossi per la sfacciata propaganda populista, che andava a raccattare voti e consensi nella disperazione delle persone. Mi sbagliavo e ci sbagliavamo tutti. Il nostro Premier stava solo recitando la sua parte, come sempre. PUBBLICITA’. Promuoveva all’Italia intera il suo nuovo acquisto, la società farmaceutica la Molecular Medicine Spa (Molmed). Ho fatto un pò di ricerche e ho scoperto che questa società, destino vuole, è impegnata nello studio di due farmaci anti-tumorali: uno costruito per attaccare i tumori, l’altro per ricostruire il sistema immunitario danneggiato dalla chemioterapia. Inoltre ha come obiettivo prefissato la cura dell’AIDS.

    Molmed apre la strada ad un nuovo modello di gruppo di ricerca. Difatti, il 5 Marzo, la società è stata quotata in borsa. Sono state messe sul mercato 26 milioni circa di azioni, rappresentanti il 25% del capitale, rivolte principalmente agli investitori istituzionale. Silvio non poteva che cogliere la palla al balzo.

    Attualmente il primo azionista della Melmod è proprio il Cavaliere, col 24% del capitale; Ennio Doris (quello della banca costruita intorno a noi), presidente di Mediolanum ed amico di lunga data del Premier un altro 8%. Nel consiglio di amministrazione figura anche Luigi Berlusconi, il figlio più piccolo avuto da Veronica Lario.

    Molmed è la società di biotech creata dal San Raffaele di Milano e si occupa della ricerca sui tumori. Per il settore delle cure oncologiche si prevede infatti una buona espansione nei prossimi anni con la commercializzazione di cure innovative che, secondo le stime, nel 2009 potrebbero raggiungere vendite per 70 miliardi di dollari.

    Molmed ha già creato ben cinque prodotti, di cui tre sono in fase di sperimentazione avanzata, ma la loro commericializazzione appare ancora lontana. Questo potrebbe rappresentare il suo punto debole dal momento che finora i ricavi, ovviamente legati alla commercializzazione dei risultati dela ricerca scientifica, non sono arrivati.

    Secondo quanto rivelato da Marina del Bue, direttore generale del gruppo, i farmaci saranno immessi sul mercato nel 2012 ed a quel punto arriveranno gli utili per Molmed, che nel 2007 ha accumulato ricavi per due milioni a fronte di una perdita netta dai 7 ai 10 milioni di euro.

    E’ il bello di Re Silvio. E’ un uomo che guarda al futuro, è lungimirante. E’ un presidente con le mani in pasta dappertutto. Un uomo dannatamente ricco che possiede televisioni, giornali, case editrici, case farmaceutiche, banche, imperi edilizi, grandi distribuzioni, agenzie di pubblicità etc. Un magnate, padrone incotrastato dell’Italietta becera e meschina, capace di consegnargli più volte il potere politico con le conseguenze che noi tutti oggi possiamo ammirare…

    Il nostro caro Presidente specula sulle malattie e sulla sofferenza della sua gente. E il Partito dell’Amore dov’è andato a finire? Ma che razza di domande faccio, lui tutto questo lo fa per noi. Come per noi ha abbandonato la sua vita agiata per scendere in politica e risollevare le sorti del nostro paese.

    Lunga vita a Re Silvio e liberaci dal male. Ah, quant’è? Poi per la fattura come ci mettiamo d’accordo? Tutto a nero? Ottimo, grazie…

    9 rispostePolitica e governo - Altro1 decennio fa
  • L’OTTIMISMO NON E' IL 'PROFUMO DELLA VITA'. ....?

    Tag: crisi economica , disoccupazione , Tremonti

    Se ieri pomeriggio un cittadino qualunque, intorno alle 18, si fosse trovato ad accendere la tv e a seguire i lavori dell’Aula di Montecitorio, avrebbe avuto quasi la sensazione di trovarsi in un parlamento normale di un paese normale. Per la prima volta, infatti, da un anno e mezzo a questa parte, al centro del dibattito politico, non c’erano i problemi giudiziari del premier ma quelli veri degli italiani, dei tanti lavoratori che hanno perso il posto di lavoro, dei precari che vivono di stenti, dei giovani senza prospettive e degli anziani che non riescono a campare. Insomma, si parlava di quella crisi economica che attanaglia il paese e delle possibili ricette per superarla. Manco a dire che questo dibattito si è tenuto soltanto a seguito della ferma insistenza delle opposizioni e che il Governo, dopo aver tentato per mesi di evitarlo, alla fine lo ha dovuto letteralmente subire.

    E così, dopo mesi e mesi di insistenza, siamo riusciti ad inchiodare Tremonti alle sue responsabilità di ministro dell’Economia, chiedendo lumi sull’azione del governo per affrontare la crisi economica, l’aumento della disoccupazione e del ricorso alla cassa integrazione e della pressione fiscale. Tutte questioni denunciate puntualmente dall’Istat una settimana fa e che il premier si è premurato di mettere subito a tacere, spargendo il solito irritante quanto inutile ottimismo da tele imbonitore quale è. “La situazione ci induce all’ottimismo – ha detto – e noi dobbiamo cavalcare questo ottimismo”. Parole che si commentano da sole. Lo vada a dire agli operai licenziati o in cassa integrazione, che ogni giorno manifestano davanti a Montecitorio, se a cavallo dell’ottimismo riescono più facilmente ad arrivare alla fine del mese.

    Ebbene, ieri il ministro dell’Economia non ha smentito la filosofia di questo governo. Da lui, non è venuta una sola proposta concreta da condividere con l’opposizione. Niente sugli aiuti alle imprese, niente sugli aiuti ai disoccupati, alle imprese, alle famiglie, ai precari, insomma, niente di niente.

    Da Tremonti sono venuti solo 30 minuti di insopportabile autocelebrazione, condita da irrisione verso l’opposizione e da un continuo ed ostentato sarcasmo verso la situazione economica del paese, tutto fatto di battute, motti di spirito e freddure per le quali, vi posso garantire, nessuno ha riso dentro l’Aula, nemmeno tra i banchi della sua stessa maggioranza, e ancor meno credo abbiano riso fuori, nel Paese.

    Dall’opposizione sono arrivate tantissime proposte, tutte serie, importanti e sicuramente meritevoli di un dibattito e di un confronto approfondito e, per una volta, davvero utile soltanto agli interessi degli italiani. Dal ministro dell’Economia non solo non c’è stata la minima traccia di disponibilità o apertura ma, al contrario, vi è stata l’irridente ostentazione del vuoto pneumatico di proposte che caratterizza l’azione del governo.

    Il leit motiv di Tremonti è sempre stato lo stesso e ripetuto fino all’ossessione: “parlate pure tanto non ci sono i soldi, non ci sono i soldi, non ci sono i soldi”. La verità è che i soldi non ci sono, in parte perché questo governo li ha letteralmente sprecati, come i 3 miliardi di euro per salvare Alitalia, o i 2,5 miliardi di Ici sulla prima casa regalati già a chi aveva i redditi più alti; in parte perché non li si vogliono trovare, non volendo incidere seriamente sugli immensi sprechi della politica e della pubblica amministrazione. A partire da quei 14 miliardi di euro che, ogni anno, lo Stato spende per tenere in vita quegli inutili baracconi che sono le province italiane. Per continuare con Camera e Senato, dove altrettanto inutilmente teniamo un piedi un parlamento pletorico, con mille parlamentari, quando un’unica camera con non più di trecento parlamentari sarebbe più che sufficiente e farebbe risparmiare altri due miliardi di euro. Per concludere con le 300 mila auto blu che inutilmente infestano le strade italiane. E ci fermiamo qui, perché continuando con gli esempi potremmo scrivere un’intera enciclopedia. Berlusconi e Tremonti si diano la sveglia: le semine di ottimismo non danno frutti.

    9 rispostePolitica e governo - Altro1 decennio fa
  • a chi interessa un pò di storia vecchia?

    Napolitano viene da lontano. Era migliorista e berlusconiano. Gli articoli del suo settimanale "Il Moderno" (con pubblicità Finivest anni '80) superano persino le poesie di Bondi al "caro leader".

    "Ad aprile del 1985 esce a Milano il primo numero de Il Moderno, mensile (poi settimanale) della corrente “migliorista” del Pci (la destra tecnocratica e filo-craxiana del partito, guidata da Giorgio Napolitano). Animato da Gianni Cervetti… all’insegna dello slogan “l’innovazione nella società, nell’economia, nella cultura” (p. 104)."

    "Intanto a Milano il numero di febbraio 1986 de Il Moderno… scrive che “la rivoluzione Berlusconi [è] di gran lunga la più importante, cui ancora qualcuno si ostina a non portare il rispetto che merita per essere stato il principale agente di modernizzazione, nelle aziende, nelle agenzie, nei media concorrenti. Una rivoluzione che ha trasformato Milano in capitale televisiva e che ha fatto nascere, oltre a una cultura pubblicitaria nuova, mille strutture e capacità pro­duttive” (p. 115)".

    «Il numero di aprile 1987 ... esce con un’intera pagina pubblicitaria della Fininvest. È la prima di una lunga serie di inserzioni pubblicitarie dalla misteriosa utilità per l’inserzionista, dato che il giornale è semi-clandestino e vende meno di 500 copie… Intanto uno dei fondatori del Moderno, l’onorevole Gianni Cervetti, alla metà di aprile è di nuovo a Mosca… E il 18 aprile l’a­genzia Ansa da Mosca informa che in Urss, insieme al compagno Cervetti, c’è anche Canale 5… (pp 126 -- 127)".

    "A giugno 1989 ... pubblica un megaservizio su Giocare al calcio a Milano. Con un panegirico sul Berlusconi miracoloso presidente milanista che “ha cambiato tutto: adesso la sua squadra è una vera e propria azienda,” e così via. Il giornale della corrente di destra del Pci è ormai un bollettino della Fininvest, e le pagine di pubblicità comprate dal gruppo berlusconiano ormai non si contano (p. 148)".(*)

    (*) Testi tratti dal libro: "Il Baratto" dal blog www.dirittodicritica.com

    http://www.beppegrillo.it/2010/03/napolitano_viene...

    2 rispostePolitica e governo - Altro1 decennio fa
  • 2a Tra ieri e oggi mi hanno tolto 21 punti a causa di ciò che scrivo sotto......?

    IL POPOLO VIOLA TORNA IN PIAZZA il 27 febbraio a Roma per la legalità e la difesa della Costituzione.

    CLONATE ANCHE VOI QUESTO EVENTO

    Per capire quello che, come Popolo Viola, siamo è sufficiente guardare a quel che abbiamo fatto.

    La cosa più importante è stata la manifestazione del 5 dicembre 2009. La storia è nota a tutti noi: lanciata su Facebook è stata subito recepita da un gruppo di bloggers che si sono dati da fare per pubblicizzarla e per raccogliere le idee su ciò che dovesse essere.

    La parola d'ordine identificata è sempre stata chiara: le dimissioni di Berlusconi.

    MA QUESTO NON BASTA, BERLUSCONI NON E' ALTRO CHE UN FANTOCCIO CONTROLLATO DALLE LOGGE PIDUISTE E DALLE MAFIE.

    QUINDI BISOGNA AGIRE SU TUTTO IL CANCRO DELL'MALAFFARE E DELL'ICIUCIO CHE ORMAI HA PERVASO IL NOSTRO POVERO PAESE.

    Questa è stata una delle chiavi del successo della manifestazione. Mentre intorno tutto il mondo politico "menava il can per l'aia", i cittadini - senza chiedere nessun permesso - si collegavano tra loro utilizzando la Rete per organizzare una manifestazione.

    Ecco allora la seconda chiave del successo: utilizzare la Rete non solo per raccogliere lo scontento o per contare "quanti sono contro Berlusconi" ma per promuovere ed organizzare una manifestazione reale, che avrebbe consentito a persone "in carne ed ossa" di farsi vedere in corteo ed in piazza.

    In questa fase difficile di ricerca sul che fare e su come farlo, bisognerebbe ricordare questa nostra breve storia.

    La parola d'ordine l'abbiamo e dobbiamo continuare ad utilizzarla.

    CHIEDIAMO LE DIMISSIONI DI BERLUSCONI MA ANCHE IL PIENO RISPETTO DELLA COSTITUZIONE.

    Esattamente come abbiamo fatto sul palco del No Berlusconi Day.

    Lì abbiamo dato voce a molti aspetti del berlusconismo, continuiamo così.

    Senza la necessità di scrivere lunghi proclami, riproponiamo in un testo quella semplice parola d'ordine e riassumiamo in poche parole cosa vuole dire chiedere le dimissioni di Berlusconi.

    La Rete: non è un caso che - dopo la manifestazione del 5 dicembre - sia partito un attacco senza precedenti contro la libertà di informazione in Internet e stiamo pur certi che questo tentativo proseguirà. Noi dobbiamo essere vigili continuando a mobilitarci e collaborando con tutti coloro che in questi ultimi tempi (e sono molti) hanno combattuto contro ogni censura alla Rete

    I collegamenti: un'altra delle caratteristiche del Popolo Viola. Esiste certamente una esigenza di dare una qualche struttura al nostro nascente movimento, ma non possiamo pensare di utilizzare le modalità tradizionali di rappresentanza.

    Alcuni, giustamente, hanno posto - rispetto all'incontro di Napoli - un interrogativo: se è un incontro per gruppi territoriali, se qualcuno è collegato in Rete con gli altri ma non si sente parte di un gruppo locale è tagliato fuori? E chi ha deciso quali gruppi territoriali siano buoni e quali altri siano cattivi? E chi ha eletto o eleggerà le due persone che dovranno rappresentare il gruppo territoriale?

    La Rete, per sua stessa caratteristica, è extraterritoriale. In Rete si lavora per temi e competenze. Forse sarebbe giusto approfittare delle molte competenze che sono a disposizione, senza chiusure ma con la massima apertura.

    Un ultimo aspetto. In chiusura di manifestazione, sul palco di Piazza San Giovanni, abbiamo detto: adesso il nostro compito è finito. La prossima volta - rivolti al milione di persone presenti - saremo noi a partecipare alle iniziative lanciate da voi.

    Perché allora abbiamo continuato a parlare di "organizzatori" e "promotori"? Che senso ha che si continui a parlare in modalità rigida, statica e burocratica in un movimento che è dinamico, molecolare e che lavora per flussi che prevedono modificazioni continue della stessa identità del Popolo Viola?

    Nel momento in cui qualcuno proporrà una idea e la concretizzerà (nel segno della parola d'ordine che ci siamo dati e delle modalità in Rete) in quel momento parlerà il Popolo Viola, senza nessuna necessità di essere autorizzati.

    Per essere i più concreti possibile, proponiamo anche una idea sulla quale metterci immediatamente al lavoro per confrontarla ed ampliarla.

    TUTTI IN PIAZZA!!! il 27 febbraio a Roma in Piazza del Popolo per per la legalità e la difesa della Costituzione: basta con gli inciuci.

    COPIATE E INCOLLATE OVUNQUE QUESTO TESTO DI 15 RIGHE NELLE BACHECHE DEGLI EVENTI, DEI GRUPPI, DEGLI AMICI, NELLO STATO, NEI LINK, OVUNQUE SI POSSA METTERE.

    MOBILITIAMOCI IN RETE CON IL PASSA PAROLA, DOBBIAMO DIVENTARE UNA MAREA IL 27 FEBBRAIO,

    BASTA SOLO UN CLICK creando ognuno di noi un evento x chiedere la legalità ed il rispetto della Costituzione e quindi a tutti gli inciucioni di togliersi dai ********.

    Passate parola e aggiungetemi agli amici!!

    8 rispostePolitica e governo - Altro1 decennio fa
  • WAWWWW siamo lieti, orgogliosi di essere eversiviiii........?

    21 Febbraio 2010

    Lieti di essere eversivi

    Oggi il Presidente del Consiglio ne ha sparate una dietro l’altra: “Italia dei Valori è un partito eversivo” la prima, poi “non c'e' alle porte una nuova tangentopoli” ma solo “casi che vanno perseguiti e sanzionati”, come se stesse parlando di un divieto di sosta, e da ultimo che “non ci sara' nelle sue liste nessun personaggio compromesso” affermazione fatta con la credibilità di chi in Parlamento ne ha già portati diversi, di personaggi, con condanna passata in giudicato per i reati più disparati.

    Berlusconi è in difficoltà e in evidente stato confusionale. Il fatto che il Governo sia stato colto con le mani nella marmellata lo innervosisce e spaventa. Se i suoi colonnelli non hanno nulla da temere, vadano dai magistrati, si facciano giudicare e la smettano di vendere fumo. Da quanto emerge dalle intercettazioni, pubblicate in questi giorni, siamo di fronte ad un comitato d’affari che ha giocato sulla pelle dei cittadini e dei terremotati.

    Ma il problema è alla testa visto che il primo a doversi recare dai giudici è proprio Silvio Berlusconi che continua ad utilizzare il Parlamento per fare le leggi a proprio uso e consumo al fine di salvaguardarsi dai suoi guai giudiziari. Fino ad ora in Parlamento abbiamo solo visto provvedimenti per il Premier e i suoi amici: dal lodo Alfano al legittimo impedimento, dal processo breve allo scudo fiscale, alle norme per l'immunità parlamentare fino al disegno di legge che limita le intercettazioni.

    Altro che lotta alla corruzione! Solo leggi che aiutano i corrotti e alimentano il malaffare. L’Italia dei Valori non si lascia intimidire e continuerà a difendere la Costituzione dentro e fuori il Parlamento.

    E se questo vuol dire essere una forza eversiva, noi lo siamo e lo saremo senza alcun timore ma con tanto orgoglio.

    5 rispostePolitica e governo - Altro1 decennio fa
  • Gianni Letta: la protezione civile non sarà mai una Spa?

    Gianni Letta: la struttura resterà pubblica"Anche io mi arrabbierei se qualcuno pensasse di trasformare la protezione civile in società privata, ma non è così e chi lo dice non dice il vero. La protezione civile è e rimane un Dipartimento della presidenza del Consiglio con le sue strutture, le sue funzioni e le sue regole che restano pubbliche". Ad affermarlo é Gianni Letta, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio ribadendo che Bertolaso potrà continuare a lavorare con gli strumenti abituali e con lo stesso spirito e con lo stesso impegno. "Con il decreto si era solo pensato di dotare la protezione civile di uno strumento ulteriore, aggiuntivo, che le consentisse - ha spiegato Letta - di operare, in determinate circostanze, con maggiore flessibilità ed efficacia".

    " Sono personalmente convinto - ha aggiunto - che come in tutti questi anni nelle emergenze drammatiche e 'nei grandi eventi' ha operato con successo senza questo ulteriore strumento, la Protezione civile di Bertolaso potrà tranquillamente continuare a farlo con gli strumenti abituali e con lo stesso spirito e lo stesso impegno. Questi sì- ha concluso - sono i veri strumenti del successo". Intanto, in una intervista al Sole 24 Ore e in un colloquio con il Giornale, il capo della Protezione Civile Guido Bertolaso punta il dito contro "il tritacarne" che si è messo in moto attorno all'inchiesta che lo coinvolge. E dice: "non permetterò a nessuno di trascinare nel fango me e con me le migliaia di uomini e donne della Protezione Civile". E aggiunge: le dimissioni sono "sul tavolo del presidente Berlusconi. Gli ho detto, presidente quando vuole, lei mi chiama e faccio le valigie in un minuto".

    "Contro di me non c'é nulla - afferma - nessuna prova, solo illazioni. Posso dimostrare anche ora, carte alla mano, che sono sempre stato corretto". "I successi che abbiamo avuto in questi anni - aggiunge - devono aver creato non poche invidie e gelosie. Quando qualche mese fa avevo pensato di lasciare, il motivo era anche questo". Invece domani tornerà al lavoro "per salvare con una ordinanza 2.300 posti di lavoro in Toscana". E al suo posto è rimasto perché "Berlusconi e Letta mi hanno sempre confermato la loro piena fiducia". Anche se pensa che "molti abbiano stappato champagne" anche nella maggioranza. Bertolaso si dice "impressionato e addolorato" dalla richiesta di dimissioni arrivata dal leader del Pd, Pierluigi Bersani, che "probabilmente deve pagare una sorta di dazio per avere alle prossime regionali una coalizione più ampia del suo partito". Anche perché "moltissimi parlamentari del Pd" gli hanno mandato messaggi di solidarietà.Quanto alle polemiche sui poteri della Protezione civile, per Bertolaso "é pura demagogia" pensare che si debba occupare solo delle emergenze: "In un Paese come il nostro dove non ci sono regole funzionanti e procedure arrugginite, alla fine tutti chiamano noi, da destra a sinistra". Senza la Protezione civile "non ci sarebbero l'Expo e il passante di Mestre". E la Protezione civile Spa doveva servire proprio a "stare tranquilli" e ad "affidarle i lavori che oggi siamo costretti a dare all'esterno", oltre a "regolarizzare" chi ha lavorato nel dipartimento.

    "C'é un andazzo che non lascia tranquilli, un modello che riguarda le procedure in termini poco chiari. E' una situazione obbiettiva di cui una persona seria penso che debba farsi carico facendo un passo indietro". Lo ha detto il segretario del Pd Pierluigi Bersani, oggi a Pisa al festival Manifutura, rispondendo ad una domanda dei giornalisti sulla richiesta di dimissioni di Guido Bertolaso. "C'é un primo punto che ci interessa che riguarda le norme che arriveranno in Parlamento su cui noi faremo un'opposizione molto dura - ha aggiunto Bersani parlando della protezione civile spa - contro l'allargamento senza limiti in questa società di procedure che hanno dimostrato di essere molto rischiose". Per quanto riguarda l'inchiesta della magistratura, Bersani ha ribadito che "se ci sono dei reati lo vede la magistratura e - ha aggiunto - anche le questioni sessuali non ci interessano".

    14 febbraio 2010

    6 rispostePolitica e governo - Altro1 decennio fa
  • i legiferanti sono più sporchi dei legiferati?

    Inchiesta G8, Di Pietro: Bertolaso non lo conosco, tecnico capaceRoma, 14 feb. (Apcom) - "Bertolaso non lo conosco, come tecnico è capace, come amministratore ha usato le regole che gli hanno dato". Così Antonio Di Pietro, leader di Idv, parla del Capo della Protezione civile indagato per corruzione nell'inchiesta sul G8 alla Maddalena.

    Ospite di In Mezz'ora Di Pietro attacca il governo che vuole "trasformare la Protezione Civile, da occuparsi di terremoti e catastrofi le hanno affidato i campionati dui nuoto, l'Expo, con lo scopo specifico di favorire amici e lobby vicine". Quanto al fatto che sia Balducci, presidente del Consiglio Superiore dei lavori pubblici, arrestato nella stessa inchiesta che Bertolaso abbiano lavorato anche con il centrosinistra, Di Pietro spiega che "i dirigenti dello stato non possono essere buttati fuori ma spostati, io spostai Balducci per far ruotare gli incarichi ogni due anni perchè penso che stando nello stesso posto si comincia a diventare amici di quelli che si dovrebbero controllare" detto questo a suo avviso "i tecnici possono essere bravi ma usati male, c'è la responsabilità politica".

    Secondo l'ex pm però quello che manca per evitare episodi come questi "è una regola fondamentale secondo la quale quando un pubblico ufficiale viene condannato non deve poter più svolgere quella funzione invece ancora adesso da Milano a Catania i condannati di Mani Pulite sono al loro posto, anzi con incarichi superiori perchè legge non permette di buttarli fuori".

    Gal feb 10

    3 rispostePolitica e governo - Altro1 decennio fa
  • visto che siamo sotto stretta censura da qualche giorno a questa parte, abbandoneremo yahoo?

    A CHI GIOVANO QUESTE CENSURE?

    CHI RICATTA YAHOO?

    a me hanno censurato queste domande ed altre ancora:

    - Bertolaso usufruisce non solo di massaggi...?

    - Ogni tempo ha il suo fascismo?

    - Sono dei buoni a nulla capaci di tutto.........?

    8 rispostePolitica e governo - Altro1 decennio fa
  • volevate le ragioni per cui Italia dei Valori si e' determinata ad appoggiare la candidatura di De Luca....?

    8 Febbraio 2010

    Appello per la Campania

    Sento il bisogno di spiegare a voi della Rete le ragioni per cui Italia dei Valori si e' determinata ad appoggiare la candidatura di De Luca come candidato governatore della Regione Campania. Lo devo fare perché da diversi di voi sono arrivate delle critiche importanti, fondate, che sento mie.

    Dite che De Luca e' sotto processo per reati contro la pubblica amministrazione, e ci chiedete perché appoggiamo la sua candidatura, e perche' non potevamo fare diversamente. Questo è il dramma: diversamente come? Quando c'è un’elezione regionale si presentano alcuni candidati alla carica di presidente alla Regione con i partiti che lo appoggiano.

    Il centrodestra appoggia Cosentino, quel sottosegretario nei confronti del quale pende un provvedimento restrittivo per associazione a delinquere, proprio perché accusato di aver rapporti con il clan dei Casalesi in Campania. Quel centrodestra ha indicato il proprio candidato, Caldoro, che potrebbe vincere le elezioni. Dal 29 di marzo, e per 5 anni, se dovesse vincere, affideremo la Campania a personaggi che hanno legami con il clan dei Casalesi e con la camorra. Non mi riferisco solo al candidato presidente Caldoro, ma a quell’insieme di personaggi, di quel sottobosco politico del centrodestra, che lo appoggiano e che gli fanno da copertura, da trait d'union tra il sistema clientelare della regione campana e il sistema camorristico che governa di fatto il territorio.

    Una forza politica come l'Italia dei Valori, prima di mettersi “di traverso” a tutto e a tutti, deve sapere che se non fa il possibile, il 29 marzo, per evitare che la Campania sia affidata al controllo di fatto del clan dei Casalesi, deve rendersi conto che deve assumersi una responsabilità. Io mi sto assumendo questa responsabilità, perché di fronte dell’eventualità che i prossimi cinque anni il governo regionale della Campania sia in mano ad un sistema nelle mani di soggetti che non faranno sconti a nessuno (chiedete a Sandokan), rispetto a tutto questo, bisogna costruire un'alternativa democratica di resistenza e di difesa. Come si fa? O fai la rivoluzione, e in questo caso non la puoi fare, oppure devi costruire un quadro di alleanze per tentare di raggiungere il 51% alle prossime elezioni.

    Ci vorrebbe, e sarebbe stato meglio, un candidato presidente di rottura, dell'alternativa. Come Italia dei Valori, prima di arrenderci, abbiamo cercato un candidato dell'alternativa, abbiamo chiesto anche a De Magistris di candidarsi, ma Luigi ha fatto presente un fatto giustissimo: è stato appena nominato parlamentare europeo, Presidente della commissione di Controllo bilancio di tutti i fondi europei, ed è stato nominato per i voti ricevuti da tutta Italia, e non possiamo chiedergli di fare il “traditore”.

    Ho fatto appelli via radio, attraverso la Rete, anche quando sono stato ospite a ‘Repubblica TV’, qualche giorno fa, e ho detto: “Possibile che non si riesca a trovare un candidato di rottura che possa rappresentare l'unità degli elettori del centrosinistra in Campania?”. Nessuno ha dato la sua disponibilità. Mi sono trovato davanti ad un'alternativa drammatica. Da una parte affidare la Campania al clan dei Casalesi. Dall'altra quella di appoggiare una candidatura, quella di De Luca, che è sotto processo ed è già stato indicato come candidato dagli altri partiti. In tutto questo con la consapevolezza che, trovandoci d’accordo tutti quanti nell’appoggio alla sua candidatura, si poteva fermare quella deriva casalese.

    Ho chiamato De Luca, l'ho fatto venire davanti a migliaia di testimoni di fronte al congresso nazionale dell'Italia dei Valori, di fronte alla Rete e alle televisioni, affinché fossero testimoni e notai di cinque impegni formali che lui dovrà prendere.

    Primo: se lo condannano deve dimettersi.

    Secondo: nel periodo del suo mandato non deve mai invocare il legittimo impedimento. Deve correre dal giudice e farsi giudicare il più velocemente possibile.

    Terzo: non deve permettersi di attaccare la magistratura anche se è sotto processo.

    Quarto: se riesce a diventare presidente, come primo atto deve prendere la ramazza e togliere di mezzo tutta quella classe dirigente, di nomina politica, che ha rappresentato il clientelismo, l'affarismo e il nepotismo di tutti questi anni.

    Quinto: deve istituire una casa di vetro regionale, trasmettendo sul web tutti i consigli e le giunte regionali, e deve mettere in Rete ogni provvedimento che prende. Insomma, una casa trasparente certificata da un assessorato alla trasparenza e al controllo, affidata a persone esterne, che possano verificarne la legittimità.

    Vogliamo davvero pretendere tutto e ottenere niente? Se l'Italia dei Valori va da sola, chi candida per ottenere l'alternativa? Una persona che potrà prendere tutti i voti che volete, ma non arriverà mai al 51%, facendo cosi vincere il centrodestra, affidando per cinque anni la Campania ad un clan piuttosto che ad un governo. Avremmo potuto

    5 rispostePolitica e governo - Altro1 decennio fa
  • Siamo ipocriti o incoscienti nel negare la realtà?

    4 Febbraio 2010

    Puntano alla guerra civile

    Il governo si accinge ad impugnare dinanzi alla Corte Costituzionale le leggi regionali di Puglia, Campania e Basilicata che impediscono l'installazione di impianti nucleari nei territori regionali. In termini di diritto la legge potra' anche permettere tale operazione, ma in termini di fatto e' una dichiarazione di guerra che porterà l’Italia sull’orlo di una guerra civile mettendo lo Stato contro i cittadini.

    Le parole di Vendola quando ha affermato che il governo si dovrà munire dei migliori carri armati per disporre della Puglia e dei pugliesi a suo piacimento ieri appaiono come una provocazione.

    Domani, con l’arroganza istigatrice di Scajola, potrebbero diventare realtà. Gli italiani sono scesi in piazza e si sono recati alle urne, nel 1987, ed hanno messo alla porta il nucleare con un referendum. Se Silvio Berlusconi, per interessi ed accordi interpersonali, ha deciso di riportarci indietro di vent’anni reintroducendo una tecnologia superata, nociva e fallimentare, deve farlo con le stesse modalità, piazza per piazza, regione per regione e non con i suoi sondaggi taroccati. Siamo stufi di dover far ricorso a mozioni, referendum, petizioni, per riaffermare ciò che è già stato deciso con il loro stesso utilizzo.

    Se un governo può buttare nel secchio un referendum, c’è un'unica interpretazione: chi governa rappresenta un’organizzazione illegittima che minaccia la democrazia. E non si rispolveri il consenso elettorale che non è stato acquisito parlando del nucleare e di molte altre porcate realizzate dopo l’insediamento al potere. Sappiamo che dovremo ancora una volta essere noi cittadini a ricorrere al referendum per il No al nucleare.

    Come per il Lodo Alfano è inutile aspettare che il governo si ravveda, pertanto, l’Italia dei Valori domani inizierà la raccolta firme per il referendum contro il nucleare. I quesiti sono già stati depositati presso la Corte di Cassazione ed hanno lo scopo di chiamare i cittadini ad assumersi responsabilità importanti che peseranno sul loro futuro e su quello dei propri figli. Nel XXI secolo il futuro è nelle energie rinnovabili, certamente non nell’uranio che esaurirà nel giro qualche decennio, provocando danni irreversibili per la salute e l’ambiente.

    Faccio solo un’inquietante riflessione: se il Parlamento è bypassato dai decreti, se la macchina della Giustizia è ridotta all’impotenza, se si parla di stravolgere la Costituzione, se le regioni sono piegate al volere di un gruppo ristretto di persone, se le televisioni trasmettono a reti unificate, se la legge non è più uguale per tutti, se si calpestano i referendum da un governo all’altro, perché continuiamo a raccontarci che l’Italia è una Repubblica parlamentare in cui vige la democrazia? Siamo ipocriti o incoscienti nel negare la realtà?

    Cittadini, svegliatevi! L’unica arma che avete per non farvi fregare è il voto: utilizzatelo bene.

    7 rispostePolitica e governo - Altro1 decennio fa
  • Popolo Viola - Presidio Permanente a Montecitorio, chi vuole partecipare?

    Presidio Permanente a Montecitorio

    Iniziata oggi 4 Febbraio 2010 fino al 14 Febbraio 2010 !

    Contro le leggi ad personam che il governo emana a scapito di quelle necessarie per far uscire un paese in crisi! Contro la Violazione dell'art.1 e 3 della Costituzione !! Per continuare a chiedere le dimissioni di Berlusconi

    4 rispostePolitica e governo - Altro1 decennio fa
  • A tutti quelli che avevano qualche dubbio...?

    Orgoglioso di quella cena

    Sono orgoglioso di aver accettato l’invito a una cena prenatalizia insieme al comandante dei carabinieri di Roma, al questore Contrada e ad altri esponenti delle istituzioni. A differenza di altri che vanno con le veline io sono andato con i carabinieri che lavoravano con me e non in un night o in un ristorante, ma in una mensa dei carabinieri. Non sapevo neanche che esistessero le foto, le avranno fatte i carabinieri.

    Se ha fatto qualcosa di sbagliato per cui è stato arrestato e condannato è lui ad aver sporcato quella cena, non io. A queste cose si poteva prestare un giornaletto di provincia, ma il Corsera.... Non sanno più cosa inventare, perché l’Idv è l’unica forza di opposizione e l’unica pecora fuori dal gregge.

    Se fosse come dicono loro i 2mila miliardi di lire sequestrati nell’inchiesta Mani Pulite chi li avrebbe messi, io con gli straordinari fatti da metalmeccanico in Germania? Secondo questi disinformatori vorrebbero sentirsi raccontare la favola che mentre io stavo facendo il metalmeccanico in Germania ad un certo punto sono stato contattato da un agente del Kgb, anzi era della Cia, che mi ha parlato in inglese e mi ha detto: "ti regalo una laurea, poi ti faccio vincere un concorso di commissario di polizia, poi quello in magistratura poi ti faccio entrare nel pool di Milano, poi ti faccio mettere nel sacco e tutti insieme sconfiggiamo questa prima Repubblica del Caf (Craxi, Andreotti e Forlani, ndr)".

    E vissero tutti felici e contenti, anzi e vissero tutti con Berlusconi alla Presidenza del Consiglio....ma per favore, fateci lavorare per tentare di rimettere insieme i cocci di questo Paese allo sfascio.

    6 rispostePolitica e governo - Altro1 decennio fa
  • Taormina si sbottona: la verita' su Berlusconi raccontata dal suo ex avvocato...ma dov'è l'avv. Taormina?

    Taormina si sbottona : la verita' su Berlusconi raccontata dal suo ex avvocato

    Scritto da Alessandro Giglioli

    Sabato 30 Gennaio 2010 09:18

    «Conosco bene il modo con cui Berlusconi chiede ai suoi legali di fare le leggi ad personam, perché fino a pochi anni fa lo chiedeva a me. E, contrariamente a quello che sostiene in pubblico, con i suoi avvocati non ha alcun problema a dire che sono leggi per lui. Per questo oggi lo affermo con piena cognizione di causa: quelle che stanno facendo sono norme ad personam».

    Carlo Taormina, 70 anni, è stato uno dei legali di punta del Cavaliere fino al 2008, quando ha mollato il premier e il suo giro – uscendo anche dal Parlamento – a seguito di quella che lui ora chiama «una crisi morale». Ormai libero da vincoli politici, in questa intervista a Piovonorane dice quello che pensa e che sa su Berlusconi e le sue leggi.

    Avvocato, qual è il suo parere sulle due norme che il premier sta facendo passare in questi giorni, il processo breve e il legittimo impedimento?

    «La correggo: le norme che gli servono per completare il suo disegno sono tre. Lei ha dimenticato il Lodo Alfano Bis, da approvare come legge costituzionale, che è fondamentale».

    Mi spieghi meglio.

    «Iniziamo dal processo breve: si tratta solo di un ballon d’essai, di una minaccia che Berlusconi usa per ottenere il legittimo impedimento. Il processo breve è stato approvato al Senato ma scommetterei che alla Camera non lo calendarizzeranno neanche, insomma finirà in un cassetto».

    E perché?

    «Perché il processo breve gli serve solo per alzare il prezzo della trattativa. A un certo punto rinuncerà al processo breve per avere in cambio il legittimo impedimento, cioè la possibilità di non presentarsi alle udienze dei suoi processi e di ottenere continui rinvii. Guardi, la trattativa è già in corso e l’Udc, ad esempio, ha detto che se lui rinuncia al processo breve, vota a favore del legittimo impedimentoı».

    E poi che succede? Che c’entra il Lodo Alfano bis?

    «Vede, la legge sul legittimo impedimento è palesemente incostituzionale, e quindi la Consulta la boccerà. Però intanto resterà in vigore per almeno un anno e mezzo: appunto fino alla bocciatura della Corte Costituzionale. E Berlusconi nel frattempo farà passare il Lodo Alfano bis, come legge costituzionale, quindi intoccabile dalla Consulta».

    Mi faccia capire: Berlusconi sta facendo una legge – il legittimo impedimento -che già sa essere incostituzionale?

    «Esatto. Non può essere costituzionale una legge in cui il presupposto dell’impedimento è una carica, in questo caso quella di presidente del consiglio. Non esiste proprio. L’impedimento per cui si può rinviare un’udienza è un impegno di quel giorno o di quei giorni, non una carica. Ad esempio, quando io avevo incarichi di governo, molte udienze a cui dovevo partecipare si facevano di sabato, che problema c’è? E si possono tenere udienze anche di domenica. Chiunque, quale che sia la sua carica, ha almeno un pomeriggio libero a settimana. Invece di andare a vedere il Milan, Berlusconi potrebbe andare alle sue udienze. E poi, seguendo la logica di questa legge, la pratica di ottenere rinvii potrebbe estendersi quasi all’infinito. Perché mai un sindaco, ad esempio, dovrebbe accettare di essere processato? Forse che per la sua città i suoi impegni istituzionali sono meno importanti? E così via. Insomma questa legge non sta in piedi, è destinata a una bocciatura alla Consulta. E Berlusconi lo sa, ma intanto la fa passare e la usa per un po’ di tempo, fino a che appunto non passa il Lodo Alfano bis, con cui si sistema definitivamente»....continua

    Come fa a esserne così certo?

    «Ho lavorato per anni per Berlusconi, conosco le sue strategie. Quando ero il suo consulente legale e mi chiedeva di scrivergli delle leggi che lo proteggessero dai magistrati, non faceva certo mistero del loro scopo ad personam. E io gliele scrivevo anche meglio di quanto facciano adesso Ghedini e Pecorella».

    Tipo?

    «Quella sulla legittima suspicione, mi pare fossimo nel 2002. Gli serviva per spostare i suoi processi da Milano a Roma. Lui ce la chiese apertamente e noi, fedeli esecutori della volontà del principe, ci siamo messi a scriverla. E abbiamo anche fatto un bel lavoretto, devo dire: sembrava tutto a posto. Poi una sera di fine ottobre, verso le 11, arrivò una telefonata di Ciampi».

    Che all’epoca era Presidente della Repubblica.

    «Esatto. E Ciampi chiese una modifica».

    Quindi?

    «Quindi io dissi a Berlusconi che con quella modifica non sarebbe servita più a niente. Lui ci pensò un po’ e poi rispose: “Intanto facciamola così, poi si vede”. Avevo ragione io: infatti la legge passò con quelle modifiche e non gli servì a niente».

    Pentito?

    «Guardi, la mia esperienza al Parlamento e al governo è stata interessantissima, direi quasi dal punto di vista scientifico. Ma molte cose che ho fatto in quel periodo non le rifarei più. Non ho imbarazzo a dire che ho vissuto una crisi morale, culm

    2 rispostePolitica e governo - Altro1 decennio fa
  • SIIIIIIIIII, Oggi affolliamo tutte le piazze d'Italia in difesa della Costituzione... ed altro...???

    30 gennaio per la Costituzione, l’adesione di Oscar Luigi Scalfaro

    30 gennaio, Giulietti: "In piazza anche per la libertà della rete"

    Il popolo viola: Tutti in piazza per salvare la Costituzione. Intervista a Gianfranco Mascia (AUDIO)Pubblichiamo il testo della lettera che l'ex Presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro ha inviato agli organizzatori della mobilitazione di sabato 30 gennaio difesa della Costituzione.

    di Oscar Luigi Scalfaro

    Nella mia qualità di presidente dell’Associazione ‘Salviamo la Costituzione: aggiornarla non demolirla’, nata dal Comitato che promosse il referendum costituzionale del giugno 2006, esprimo soddisfazione per le numerose iniziative e manifestazioni di sostegno alla Costituzione repubblicana e alla sua perdurante attualità, organizzate in un momento nel quale essa è nuovamente esposta sia al rischio di proposte di revisione non rispettose dei suoi valori e del suo impianto fondamentale, sia a una strisciante e quotidiana inosservanza dei suoi principi (prima di tutto quello dell’equilibrio tra i poteri costituzionali e dell’autonomia e indipendenza della funzione giurisdizionale). D’intesa con il direttivo di “Salviamo la Costituzione”, che si è riunito a Roma il 26 gennaio, invito i comitati locali della nostra associazione a partecipare a queste iniziative.

    Invitiamo, in particolare, a sostenere l’iniziativa, promossa autorevolmente dai presidenti emeriti della Corte costituzionale Valerio Onida e Gustavo Zagrebelsky sotto l’egida di un gruppo di associazioni e movimenti della società civile, per la presentazione di una proposta di legge di iniziativa popolare tendente a integrare la festa nazionale del 2 giugno con un riferimento esplicito alla Costituzione, così da ridefinirla come festa della Repubblica e della Costituzione.

    E’ un modo per sottolineare lo stretto legame, storico e istituzionale, tra i due momenti fondanti della nostra convivenza civile, e per ricordare che la Costituzione è e resta un sicuro punto di riferimento della grande maggioranza degli italiani, al di là delle divisioni politico-partitiche, come è stato confermato dal netto risultato del referendum del 25-26 giugno 2006 e da recenti sondaggi di opinione.

    La Costituzione può naturalmente, come essa stessa prevede, essere aggiornata e modificata, in modo da adeguare gli strumenti della nostra democrazia al mutare della realtà storica, politica e sociale: ma ciò deve avvenire in coerenza con i suoi principi e i suoi valori, anzi al fine di meglio attuarli e inverarli, e senza stravolgere il suo impianto fondamentale, che è garanzia dei diritti di tutti e di ciascuno e della effettività della nostra democrazia.

    Chiediamo infine ai nostri Comitati regionali e locali di valutare, in vista delle prossime elezioni regionali, l’opportunità di invitare tutti i candidati alla carica di presidente della Giunta regionale a sottoscrivere un documento col quale essi si impegnino - in caso di approvazione parlamentare di modifiche costituzionali che stravolgano i principi, i valori e l’impianto fondamentale della nostra Costituzione - a proporre al loro Consiglio regionale di esercitare la facoltà costituzionalmente prevista di promuovere il referendum previsto dall’art. 138 della Costituzione.

    (29 gennaio 2010)

    6 rispostePolitica e governo - Altro1 decennio fa
  • come può quest’uomo essere coinvolto in così tanti processi ed essere alla Presidenza del Consiglio?

    25 Gennaio 2010

    Processo Mediaset:

    Oggi il Presidente del Consiglio, come al solito, non era in Aula al processo per i diritti Mediaset.

    I suoi avvocati hanno dichiarato che non si presentera' nemmeno alla prossima udienza, rinviata, quindi, per legittimo impedimento. Il Presidente del Consiglio ha scarsa considerazione sia della magistratura che del Parlamento. Infatti, non si presenta in nessuna delle due sedi poiché lo considera, evidentemente, una perdita di tempo.

    Quando intervengo in Aula mi rivolgo a lui come al “signor Presidente del Consiglio che non c’è”; invito i giudici a fare altrettanto in tribunale dicendo: “signor imputato che non c’è”.

    Una delle quattro più alte cariche dello Stato che non rispetta né le istituzioni né la giustizia è un Presidente del Consiglio che ha a noia la democrazia.

    Vorrei allora ricordargli che agli italiani, invece, piace la democrazia e non hanno intenzione di rinunciare alle proprie libertà.

    Reputo, contrariamente all’opinione della maggioranza e alle precisazioni del Presidente della Camera, che non ci sia da scongiurare alcun avvento di una “democrazia giudiziaria”.

    C’è sì, e deve continuare ad esserci, una corrispondenza tra reato e processo che va difesa dalla discrezionalità della politica. Se commetti dieci reati sei chiamato a risponderne in dieci processi.

    Dopo tutto il Presidente del Consiglio ha evitato molti dei procedimenti a suo carico, non tanto perché è stata accertata la sua estraneità ai fatti contestati, ma perché lui è intervenuto per alterare il corso della giustizia soggiogandola alla discrezionalità della politica!

    La questione qui è un’altra: come può quest’uomo essere coinvolto in così tanti processi ed essere alla Presidenza del Consiglio?

    Riporto di seguito il servizio dell’udienza al processo Mediaset.

    Non si presenta in aula e fa slittare le successive udienze di un mese. Il processo a carico di Silvio Berlusconi per la presunta compravendita a prezzi gonfiati di diritti televisivi e cinematografici riprenderà il primo marzo prossimo.

    Seguendo lo stesso copione della scorsa udienza Berlusconi non compare in aula, a causa di nuovi impegni istituzionali - non si sa bene quali - e fa consegnare ai Giudici della Prima sezione Penale del Tribunale di Milano, una nuova lettera dove comunque presta il consenso perché si proceda senza di lui.

    Ma dopo che a Corte si è pronunciata sull'ammissione di atti prodotti dall'accusa e relativa a verbali di interrogatori, sommarie informazioni e dichiarazioni spontanee, non ammessi quelli di Berlusconi nei processi "Guardia di Finanza" e "Consolidato Fininvest"; l'avvocato Piero Longo ha depositato un'istanza alla Corte in cui si chiede il rinvio dell'udienza del prossimo lunedì, primo febbraio, a causa di una visita istituzionale che il Presidente del Consiglio svolgerà nello stato di Israele.

    Il Pubblico Ministero, Fabio De Pasquale, visibilmente contrariato si è domandato quando il sopraggiunto impegno fosse stato messo in calendario perché: "Leale collaborazione vuol dire leale collaborazione".

    Il Presidente, Edoardo D'Avossa, ha disposto così la ripresa delle udienze il prossimo primo marzo osservando che, perdurando gli impedimenti, potrebbe decidere di stralciare la posizione di Berlusconi celebrando le udienze il sabato e proseguendo le udienze degli altri imputati il lunedì, per poi - eventualmente - riunirli al termine dell'istruzione dibattimentale.

    In caso di stralcio, però, non è detto che a Berlusconi capiti, casualmente, di essere impegnato anche il sabato.

    Se la Corte, ad un certo punto, dovesse ritenere non più legittimo l'impedimento del Premier, beh a questo punto - ha spiegato l'avvocato Longo - la Camera dei Deputati potrebbe sollevare un conflitto d'attribuzione tra poteri dello Stato davanti alla Consulta.

    Oltre al rinvio la difesa di Silvio Berlusconi ottiene anche il rigetto della richiesta dell'accusa di assumere al processo le dichiarazioni del loro assistito, e di altri imputati, rese in passato.

    Il processo che vede coinvolto, oltre al Presidente del Consiglio, anche Fedele Confalonieri, il produttore Frank Agrama - considerato socio occulto di Berlusconi - ed altri funzionari del biscione e di importanti major cinematografiche, ha come oggetto l'accertamento della responsabilità relativamente a presunte vendite, a prezzi gonfiati, dei diritti per film o serie tv, con lo scopo - da un lato - di evadere il fisco e - dall'altro - di accantonare grosse somme di denaro. Fondi neri da usare per ogni necessità.

    Tutto rinviato, dunque, al primo marzo prossimo, mentre in Parlamento si lavora alle nuove norme per togliere Silvio dai guai.

    9 rispostePolitica e governo - Altro1 decennio fa