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Valentina

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Risposte459
Domande14
  • Sapete come si chiama questo brano??

    Ciao a tutti,

    potete aiutarmi??

    Non riesco a trovare un brano presente in questo video a 3 minuti e 27 (3.27)

    http://www.youtube.com/watch?v=EfQJ7f4oHhs

    Youtube thumbnail

    Si trova a 3.27. Se non riuscite a scoprire come si chiama mi basta un link dove si senta bene (cioè senza voci sopra).

    5 risposteMusica - Altro10 anni fa
  • Come si chiama quella specie di binocolo nel quale vedi dentro le foto delle città?

    Non riesco a ricordarmi come si chiama!

    E' questo qui che compare a 4.16: http://www.youtube.com/watch?v=NrtO3CxlXV4

    Youtube thumbnail

    &feature=related <--a 4 minuti e 16

    2 risposteHobby10 anni fa
  • VI PREGO AIUTO PER ESAMI DI TERZA MEDIA!!!?

    Buongiorno a tutti!

    Giov ho l'esame orale e porto l'Asia come argomento...ma non so come collegarla alla lingua FRANCESE!!! Potete trovarmi qualcosa? sono allo stremo....

    8 risposteScuole primarie e secondarie1 decennio fa
  • AIUTO PER IL MIO SCRITTO!?!?

    Buongiorno a tutti, come inizio di giornata volevo proporvi di aiutarmi con l'incipit del libro che ho appena iniziato a scrivere.

    E' un fantay-storico ambientato nell'era arturiana.

    La scena si apre su tre persone (due donne e un uomo) che si trovano in un porto aspettando una persona che avrebbe dovuto procurargli un passaggio in nave: ma da che punto posso iniziare? IL contesto intendo, quando apro la scena cosa sono impegnati a fare i miei protagonisti?

    GRAZIE IN ANTICIPO!!!

    3 risposteLibri ed autori1 decennio fa
  • ANSWERINI...UN AIUTO DI FANTASIA?!?

    Buongiorno answerini!!!!

    Volevo chiedervi un aiuto per il fantasy che sto scrivendo...in questo racconto ad un tratto i miei protagonisti si trovano fermi su un'isola e devo dare a questa un nome che non sia una parola d'invenzione ma pittosto con suffissi quali "Isola di...Rocca di...Arcipelago...Avamposto di..." e un'aggiunta originale!

    Potete aiutarmi????

    7 risposteLibri ed autori1 decennio fa
  • Urgente Twilight formato pdf da inviare per e mail!!!!!?

    Mi servirebbe entro oggi il formato pdf del libro di Twilight, volevo leggerlo entro oggi, vi prego potreste mandarmelo più in fretta che potete?!?!?! Dieci punti al primo che mi risponde alla domanda. La mia e mail è miticavalo@yahoo.it

    5 risposteLibri ed autori1 decennio fa
  • A tutti gli answerini (mi serve il vostro aiuto)!!?

    Ho tredici anni e ho ripreso in mano uno scritto che ho stilato quando ne avevo dodici, tratta della Regina Anna d'Austria (madre di Re Sole) e ritenevo importante avere da voi un parere sul primo capitolo.

    A voi la parola:

    Ogni persona porta con sè una storia.

    Ognuna per le strade di Parigi.

    Sconfitte troppo grandi per dei respiri così fragili e conquiste troppo piccole per significare qualcosa.

    Io lo sapevo.

    Sarebbe stato questo che avrei detto a Luigi semmai l'avesse scoperto. Ma non sarebbe successo.

    Gli avrei raccontato di Françoise Brianne, la speziale, l'eroina delle dicerie cittadine, icona dei pettegolezzi da prima che giungessi a Parigi. In paese era chiamata "la ciarliera", lei lo sapeva, le donnette del paese credevano di essere più brave a tenere i segreti che nel raccontarli. Sapeva sempre vita, morte e miracoli dei suoi clienti. E anche di cosa avessero bisogno. Ma di cosa necessitasse lei, a nessuno importava.

    Due anni prima che venissi in Francia, era diventata celebre più delle verdure fresche che rendevano il mercato di Lion Macheult il più affollato di tutta la piazza.

    Della fila di clienti di Beatrice che si protendeva dal suo bazar ai vicoli più bui della città, in pochi erano veramente interessanti alla ricetta del suo the di verbena contro la malasorte.

    Anche ognuno dei suoi clienti aveva una storia.

    Claire ad esempio.

    La prima figlia del fruttivendolo Lion Macheult. Era l'unico in tutta Parigi a non vendere frutta e verdura marcia. La piccola insegna sul suo banco di legno parlava chiaro: "Ortaggi freschi e frutta matura!".

    Lion era definito "il tirchio", tra le genti del paese. Di lui conoscevano solo le sue fortune. Non sapevano che quei soldi alla sera non sarebbero bastati per un po' di lievito in più nel suo pane.

    Nessuno in città conosceva il linguaggio delle piante come sua figlia Claire.

    La sera prima che arrivassi, la terza domenica del mese, svuotava il vaso di alabastro della madre, vestito del suo olio di nardo, e vi faceva galleggiare dei fiori di bignonia, e di violacciocca, e preparava il the del padre con una foglia di Anemone. "Per la speranza..." ma questo non ero io a saperlo. Me l'aveva detto Hilarie, la domestica di Versailles. Era la seconda figlia del fornaio Adolphe Sierrat. Al mattino veniva a lavoro con le mani vestite di guanti bianchi di farina e con l'odore di pane caldo nei capelli.

    Lei e suo padre erano i primi di cui mi occupavo.

    Neanche lei lo sapeva.

    Non sapeva che ogni mattina, doveva ringraziare me, non qualche magia a cavallo degli astri del cielo.

    Quella sera, dentro il sacchetto, avrei messo anche un bottone d'argento, per l'abito su cui aveva lavorato tutta la notte, l'avrebbe trovato per primo il padre, nascosto nelle pieghe bianche e logore del suo grembiule.

    Ed io.

    Anche io avevo una storia.

    Io servivo a quello. Pardon. Ciò che facevo serviva a quello.

    A non far sembrare Lion un tirchio, a non far chiamare Françoise "ciarliera", alla fortuna di Hilarie.

    Ma quella non ero io.

    Il mio destino non era essere le Fantome de Paris, l'eroina dei ghetti di Parigi, il mio fato erano i marmi colorati, i piatti d'argento, gli abiti di seta..."cose da Regina" non da eroina di un paese povero e maltrattato.

    Chiunque avrebbe potuto essere lei.

    Qualsiasi viso si sarebbe potuto nascondere dietro quella maschera bianca.

    Chiunque, non io.

    Io ero solo Anna.

    Pardon.

    La Regina.

    2 risposteLibri ed autori1 decennio fa
  • Una domanda per intenditori! Rispondete numerosi!?

    Sto scrivendo un libro, per non dare fraintendimenti rivelo anche che ho 13 anni, tratta delle leggende del ciclo arturiano e vorrei una vostra opinione, (siate obbiettivi!!!).

    Capitava spesso che ripensassero a quella canzone.

    Ed era quando il viaggio si faceva silenzioso, ed accadeva sempre più spesso fra i tre Druidi.

    Più erano vicini alla meta, più continuavano a rimpiangere di essere partiti, per sei settimane, non erano stati che gente ordinaria, andando e venendo a cavallo, con grosse bisacce ed andatura da manuale, sembrando non più di altri banalissimi viandanti di cui dimentichi il viso non appena non li hai più davanti.

    Allora gli veniva in mente quella canzone, quando oltrepassavano città orlate di vecchie leggende, quando il prato al tramonto diventava rosso, quando il silenzio era tale che si potevano sentire gli alberi crescere, lo sfrigolio dei pentoloni al Mezzogiorno, gli scogli erodere derubati dalle onde, la pagliuzza dei tetti che penzolava da tristi mura di legno.

    A loro rischio e pericolo, iniziavano a riprendere confidenza con le parole, a ricordare le prime note del ritornello e canticchiavano fra loro:

    Aricano makos, aricano segos,

    kano de dubron, kano de aedos

    uera suipan, uera suipan.

    Ne erano passati di anni, prima che qualcuno ricominciasse a pensare a quella canzone, come tante altre cose che erano state definitivamente rimosse dal mondo intero.

    Le leggende sui salici di Mercia, che con una parola stregata avevano il potere di portarti ovunque volessi, i gargoyle della Cattedrale di Elmet, destinati a vegliare sulla sua orgogliosa città di Carrigan per l’eternità, il Grande Rito e l’Athame, il pugnale perduto.

    Nessuno osava neppure nominarlo, nemmeno per dire: “Questa storia è falsa come i miti sui Grifoni” oppure: “Per il sacro Rito, cosa faremo ora?”.

    Erano miserie che si commentavano da sole.

    Eppure c’era sempre una parte di loro che apparteneva al passato seppellito nella sabbia, come un albero che è stato segato ma di cui sono rimaste le radici ben radicate nel vecchio terreno.

    Le cose sono andate così, pensavano, non l’avevano deciso loro.

    La storia cambia, dei suoi eroi non rimane nulla che un nome nero tra le righe di una leggenda, la scienza prende il posto della fantasia e la concretezza spazza via quello che c’è di più vero per lasciare spazio a quello che è più ovvio.

    Aricano makos, aricano segos,

    kano de dubron, kano de aedos

    uera suipan, uera suipan.

    1 rispostaIntrattenimento - Altro1 decennio fa
  • Datemi un parere! E importante!?

    Sto scrivendo un libro, per non dare fraintendimenti rivelo anche che ho 13 anni, tratta delle leggende del ciclo arturiano e vorrei una vostra opinione, (siate obbiettivi!!!).

    Capitava spesso che ripensassero a quella canzone.

    Ed era quando il viaggio si faceva silenzioso, ed accadeva sempre più spesso fra i tre Druidi.

    Più erano vicini alla meta, più continuavano a rimpiangere di essere partiti, per sei settimane, non erano stati che gente ordinaria, andando e venendo a cavallo, con grosse bisacce ed andatura da manuale, sembrando non più di altri banalissimi viandanti di cui dimentichi il viso non appena non li hai più davanti.

    Allora gli veniva in mente quella canzone, quando oltrepassavano città orlate di vecchie leggende, quando il prato al tramonto diventava rosso, quando il silenzio era tale che si potevano sentire gli alberi crescere, lo sfrigolio dei pentoloni al Mezzogiorno, gli scogli erodere derubati dalle onde, la pagliuzza dei tetti che penzolava da tristi mura di legno.

    A loro rischio e pericolo, iniziavano a riprendere confidenza con le parole, a ricordare le prime note del ritornello e canticchiavano fra loro:

    Aricano makos, aricano segos,

    kano de dubron, kano de aedos

    uera suipan, uera suipan.

    Ne erano passati di anni, prima che qualcuno ricominciasse a pensare a quella canzone, come tante altre cose che erano state definitivamente rimosse dal mondo intero.

    Le leggende sui salici di Mercia, che con una parola stregata avevano il potere di portarti ovunque volessi, i gargoyle della Cattedrale di Elmet, destinati a vegliare sulla sua orgogliosa città di Carrigan per l’eternità, il Grande Rito e l’Athame, il pugnale perduto.

    Nessuno osava neppure nominarlo, nemmeno per dire: “Questa storia è falsa come i miti sui Grifoni” oppure: “Per il sacro Rito, cosa faremo ora?”.

    Erano miserie che si commentavano da sole.

    Eppure c’era sempre una parte di loro che apparteneva al passato seppellito nella sabbia, come un albero che è stato segato ma di cui sono rimaste le radici ben radicate nel vecchio terreno.

    Le cose sono andate così, pensavano, non l’avevano deciso loro.

    La storia cambia, dei suoi eroi non rimane nulla che un nome nero tra le righe di una leggenda, la scienza prende il posto della fantasia e la concretezza spazza via quello che c’è di più vero per lasciare spazio a quello che è più ovvio.

    Aricano makos, aricano segos,

    kano de dubron, kano de aedos

    uera suipan, uera suipan.

    1 rispostaAdolescenza1 decennio fa
  • Mi serve il vostro parere! Risposte obiettive!?

    Sto scrivendo un libro, ho tredici anni, è ispirato alle leggende del Ciclo Arturiano.

    Vorrei che mi deste un vostro parere sul prologo, tengo all'opinione degli answerini:

    Capitava spesso che ripensassero a quella canzone.

    Ed era quando il viaggio si faceva silenzioso, ed accadeva sempre più spesso fra i tre Druidi.

    Più erano vicini alla meta, più continuavano a rimpiangere di essere partiti, per sei settimane, non erano stati che gente ordinaria, andando e venendo a cavallo, con grosse bisacce ed andatura da manuale, sembrando non più di altri banalissimi viandanti di cui dimentichi il viso non appena non li hai più davanti.

    Allora gli veniva in mente quella canzone, quando oltrepassavano città orlate di vecchie leggende, quando il prato al tramonto diventava rosso, quando il silenzio era tale che si potevano sentire gli alberi crescere, lo sfrigolio dei pentoloni al Mezzogiorno, gli scogli erodere derubati dalle onde, la pagliuzza dei tetti che penzolava da tristi mura di legno.

    A loro rischio e pericolo, iniziavano a riprendere confidenza con le parole, a ricordare le prime note del ritornello e canticchiavano fra loro:

    Aricano makos, aricano segos,

    kano de dubron, kano de aedos

    uera suipan, uera suipan.

    Ne erano passati di anni, prima che qualcuno ricominciasse a pensare a quella canzone, come tante altre cose che erano state definitivamente rimosse dal mondo intero.

    Le leggende sui salici di Mercia, che con una parola stregata avevano il potere di portarti ovunque volessi, i gargoyle della Cattedrale di Elmet, destinati a vegliare sulla sua orgogliosa città di Carrigan per l’eternità, il Grande Rito e l’Athame, il pugnale perduto.

    Nessuno osava neppure nominarlo, nemmeno per dire: “Questa storia è falsa come i miti sui Grifoni” oppure: “Per il sacro Rito, cosa faremo ora?”.

    Erano miserie che si commentavano da sole.

    Eppure c’era sempre una parte di loro che apparteneva al passato seppellito nella sabbia, come un albero che è stato segato ma di cui sono rimaste le radici ben radicate nel vecchio terreno.

    Le cose sono andate così, pensavano, non l’avevano deciso loro.

    La storia cambia, dei suoi eroi non rimane nulla che un nome nero tra le righe di una leggenda, la scienza prende il posto della fantasia e la concretezza spazza via quello che c’è di più vero per lasciare spazio a quello che è più ovvio.

    Aricano makos, aricano segos,

    kano de dubron, kano de aedos

    uera suipan, uera suipan.

    7 risposteLibri ed autori1 decennio fa
  • Università RomaTre facoltà di filosofia?

    La domanda è semplice. Quanti crediti minimi ci vogliono per passare al secondo anno di filosofia? E com'è il secondo anno? Al primo anno gli esami erano obbligatori e adesso invece come sarà?

    1 rispostaUniversità1 decennio fa
  • Critica costruttiva Twilight...siate obiettivi!?

    Twilight di Stephenie Meyer... ho letto e comprato il romanzo, ho terminato anche i tre libri a seguire. C'è chi spera che la Meyer si impicchi(non rientro in questa categoria, denominiamola "A", che ne dite?) e c'è chi invece ama Edward alla follia (..persino peggio della prima categoria, chiamiamo questa "B") Sinceramente non l'ho trovato così sgradevole, piuttosto adatto alle giovani lettrici 14enni (categoria B) cui ambizione è il primo bacio (da un vampiro, è ovvio!) Lo "stile" se così si può definire, non è poi tanto scorretto. La storia d'amore però è decisamente banale e noiosa. Lui meraviglioso, lei bella con tanto bisogno di amore (magari la scrittrice aveva appena svuotato un barattolino di miele, chi lo sa!) Però ho trovato la trama "occasionale" costruita su questa dolce storia puccipucci, abbastanza interessante. Non mi piacciono Bella e di Edward, troppo banali: preferisco Alice e Carlisle perchè, a differenza, hanno spessore e una storia alle spalle almeno di qualche interesse.

    Qual'è la vostra opinione?

    3 risposteIntrattenimento - Altro1 decennio fa
  • "The Nocturne" Jordan Scott!!?

    Ho letto di recente un articolo secondo il quale la Meyer avrebbe plagiato il quarto libro (Breakingdown) da uno pubblicato in precedenza dalla studentessa Jordan Scott.

    Sapreste indicarmi in quale sito potrei trovare frammenti di questo The Nocturne?

    2 risposteIntrattenimento - Altro1 decennio fa