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Daniele

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  • Storiella marziale 6...?

    Un giorno un samurai andò dal maestro spirituale Hakuin e chiese:

    "Esiste un inferno? Esiste un paradiso? Se esistono da dove si entra?".

    Era un semplice guerriero. I guerrieri sono privi di astuzia nelle mente.

    I guerrieri conoscono solo due cose: la vita e la morte.

    Il samurai non era venuto per imparare una dottrina, voleva sapere dov'erano le porte, per evitare l'inferno ed entrare in paradiso.

    Hakuin chiese: "Chi sei tu?". Il guerriero rispose: "Sono un samurai".

    In Giappone essere un samurai è motivo di grande orgoglio. Significa essere un guerriero perfetto. Uno che non esiterebbe un attimo a dare la vita."Sono un grande guerriero, anche l'imperatore mi rispetta".

    Hakuin rise e disse:"Tu, un samurai? Sembri un mendicante!"

    L'uomo si sentì ferito nell'orgoglio. Sfoderò la spada, con l'intenzione di

    uccidere Hakuin.

    Il maestro rise: "Questa è la porta dell'inferno - disse - con questa spada, con questa collera, con questo ego, si apre quella porta".

    Questo un guerriero lo può comprendere, così il samurai rinfoderò la spada... e Hakuin disse: "Qui si apre la porta del paradiso".

    Qual'è la morale?...

    7 risposteArti marziali1 decennio fa
  • Quanto potrebbe costare...?

    far pitturare completamente una casa di 60 mq e fare alcune tracce per dei punti luce?

    Grazie.

    2 risposteDecorazione e ristrutturazione1 decennio fa
  • Storiella marziale...5?

    Un grande guerriero giapponese che si chiamava Nobunaga decise di attaccare il nemico sebbene il suo esercito fosse numericamente soltanto un decimo di quello avversario. Lui sapeva che avrebbe vinto, ma i suoi soldati erano dubbiosi.

    Durante la marcia si fermò a fin tempio shintoista e disse ai suoi uomini: " Dopo aver visitato il tempio butterò una moneta. Se viene testa vinceremo, se viene croce perderemo. Siamo nelle mani del destino".

    Nobunaga entrò nel tempio e pregò in silenzio. Uscì e gettò una moneta. Venne testa. I suoi soldati erano così impazienti di battersi che vinsero la battaglia senza difficoltà.

    " Nessuno può cambiare il destino" disse a Nobunaga il suo aiutante dopo la battaglia.

    " No davvero " disse Nobunaga, mostrandogli una moneta che aveva testa su tutt'e due le facce.

    ...qual'è la morale?...Dicete...

    15 risposteArti marziali1 decennio fa
  • Storiella marziale 4...Il sapore della spada di Banzo..?

    Matajuro Yagyu era il figlio di un famoso spadaccino. Suo padre, convinto che l‟attitudine del figlio fosse troppo scarsa per fargli rag-giungere la maestria, lo disconobbe. Così Matajuro andò sul Monte Futara e là trovò il famoso spadaccino Banzo. Ma Banzo confermò il giudizio del padre. «Tu vuoi imparare a maneggiare la spada sotto la mia guida?» domandò Banzo. «Ti mancano i requisiti indispensabi-li».

    «Ma se lavoro sodo, quanti anni mi ci vorranno per diventare un ma-estro?» insistette il giovane.

    «Il resto della tua vita» rispose Banzo. «Non posso aspettare tanto» disse Matajuro. «Se accetti di darmi lezione, sono pronto a sottopor-mi a qualunque fatica. Se divento il tuo devotissimo servo, quanto

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    tempo ci vorrà?».

    «Oh, dieci anni, forse» disse Banzo addolcendosi.

    «Mio padre si sta facendo vecchio e presto dovrò prendermi cura di lui» continuò Matajuro. «Se lavoro ancora più assiduamente, quanto tempo mi ci vorrà?». «Oh, forse trent‟anni» rispose Banzo. «Ma co-me!» disse Matajuro. «Prima hai detto dieci anni, e ora trenta! Accet-terò qualunque privazione pur di imparare quest‟arte nel tempo più breve!».

    «Be‟,» disse Banzo «allora dovrai restare con me settant‟anni. Un uomo che ha tanta fretta di ottenere dei risultati raramente impara alla svelta».

    «E va bene» dichiarò il giovane, comprendendo infine che si gli stava rimproverando la sua impazienza. «Accetto».

    Matajuro ebbe l‟ordine di non parlare mai di scherma e di non tocca-re mai una spada. Cucinava per il suo maestro, lavava i piatti, gli ri-faceva il letto, puliva il cortile, curava il giardino, tutto senza che si parlasse mai di scherma.

    Passarono tre anni. Matajuro continuava a lavorare. Pensando al pro-prio avvenire era triste. Non aveva ancora cominciato a imparare l‟arte alla quale aveva votato la propria vita. Ma un giorno Banzo scivolò alle sue spalle e gli diede un colpo terribile con una spada di legno.

    L‟indomani, mentre Matajuro stava cucinando del riso, Banzo tutt‟a un tratto gli saltò di nuovo addosso.

    Da allora, giorno e notte, Matajuro dovette difendersi dagli assalti i-naspettati. Non c‟era giorno, non c‟era momento che non dovesse pensare al sapore della spada di Banzo. Imparò così in fretta che la faccia del suo maestro era raggiante di sorrisi. Matajuro divenne il più grande spadaccino del paese.

    ....Dicete...qual'è la morale?

    10 risposteArti marziali1 decennio fa
  • Storiella marziale 3...Il Maestro del tè e il samurai.?

    Molto tempo fa viveva un Maestro del Tè. Era un uomo anziano, piccolo di statura e fragile. Era conosciuto in tutta la regione rurale in cui viveva per la sua bella Cerimonia del Tè. Il suo lavoro era così eccellente che un giorno l’Imperatore sentì parlare di lui e lo convocò a Palazzo per realizzare questa speciale cerimonia.

    Il tranquillo e piccolo Maestro del Tè ricevette l’invito dall’Imperatore. Impacchettò i suoi averi, se li mise in spalla e iniziò un lungo viaggio a piedi verso il Palazzo.

    Dopo molti lunghi giorni, il piccolo uomo arrivò e praticò la cerimonia per l’Imperatore. L’Imperatore ne fu così impressionato! Donò al Maestro del Tè il massimo onore che gli fosse concesso. Gli regalò due spade giapponesi dei Samurai.

    Il Maestro del Tè accettò le spade. Si inchinò davanti all’Imperatore, appoggiò le spade sulla schiena, raccolse i suoi oggetti personali e si rimise in viaggio verso casa.

    Due giorni più tardi, il piccolo uomo camminava attraverso un piccolo villaggio di campagna quando fu individuato da un Samurai che proteggeva quella zona. Era un grande e potente Samurai. Dapprincipio il Samurai non credette ai propri occhi. Da dove venivano quelle spade? Che cosa se ne faceva quel piccolo e fragile uomo?

    Il Samurai affrontò il piccolo uomo. “Come osi prenderti gioco di tutti i Samurai! Non posso sopportare un tale disonore.”

    Il Samurai sfidò il Maestro della Cerimonia del Tè a un duello con le spade e disse: “Ci incontreremo qui domani alle quattro del pomeriggio e ci batteremo.”

    L’onore non permetteva al Maestro della Cerimonia del Tè di rifiutare la sfida, quindi accettò. Ma aveva paura e si recò dal proprio maestro di Cerimonia del Tè per chiedergli consiglio su cosa fare. “Non ho mai tenuto in mano una spada in tutta la vita,” disse. “Mi ammazzerà di sicuro”.

    Il maestro di Cerimonia del Tè più anziano rispose con un sorriso tranquillo. “Non ti preoccupare,” disse. “Vai ad incontrarlo all’ora pattuita e fai quello che sai fare. Pratica la Cerimonia del Tè”.

    Alle quattro, il Samurai arrivò con le spade. Ma il Maestro della Cerimonia del Tè arrivò con il carbone, i fiammiferi, un bollitore per il tè, l’acqua, le tazze e iniziò a preparare il tè.

    Il Maestro del Tè aprì il suo contenitore e il profumo pungente del tè verde si mischiò alla fragranza dei fiori. Tranquillamente e concentrato, il maestro del tè vuotò con un cucchiaio una piccola quantità di tè verde in una tazza. Con il mestolo, prese l’acqua calda dal bollitore e la versò sopra il tè. Il Samurai guardava, catturato dalla tranquilla intensità dei movimenti del maestro del tè. Preso il frustino, il maestro del tè vi si applicò vigorosamente fino a che il tè non schiumò. Quindi inchinandosi con calma totale, il maestro del tè porse la tazza al Samurai.

    Il Samurai sorseggiò nella maniera giusta il tè. Quando finì, disse al Maestro del Tè: “Sono sconfitto. Hai unito così perfettamente corpo e mente da battermi. L’unica cosa che possa fare con onore a un uomo come te è chiedergli di insegnarmi. Saresti il mio maestro nella via della cerimonia del tè?

    “Certo”, disse il Maestro del Tè. “Ci incontreremo domani al tramonto”.

    ...Dicete...qual'è la morale?

    7 risposteArti marziali1 decennio fa
  • Storiella marziale 2....?

    "Un re desiderava avere un gallo da combattimento molto forte e aveva chiesto a uno dei suoi sudditi di allevarne uno. All'inizio questi insegno' al gallo la tecnica del combattimento. Dopo dieci giorni il re domando':"Si potrebbe organizzare un combattimento con il nostro gallo?" Ma l'istruttore disse:"No! No! No! E' forte, ma questa forza è vuota.

    Vuol sempre combattere, è eccitato e la sua è una forza effimera".

    Dieci giorni più tardi, il re chiese all'istruttore:"Si puo' finalmente organizzare questo combattimento?" No! No! Non ancora. Si irrita ancora, vuol sempre combattere.

    Anche quando sente solo la voce di un altro gallo, da un villaggio vicino, s'infuria e vuole battersi."

    Dopo altri dieci giorni d'allenamento, il re chiese di nuovo: "E' possibile ora?" L'istruttore rispose: "Ora non si eccita più; se sente o vede un altro gallo, resta tranquillo.

    La sua posizione è giusta, la sua tensione è forte. Non si arrabbia più. L'energia e la forza non si manifestano in superficie."

    "Allora va bene per un combattimento?" chiese il re. L'allevatore rispose:" Forse."

    Si portarono molti galli da combattimento e si organizzo' un torneo. Ma i galli da combattimento non potevano avvicinarsi a quel gallo. Fuggivano impauriti! Cosi'' non ci fu bisogno di combattere.

    Il gallo da combattimento era diventato un gallo di legno. Aveva oltrepassato l'allenzamento delle tecniche. Aveva una forte energia interiore che non si manifestava all'esterno.

    La forza era in lui, percio' gli altri galli non potevano che inchinarsi davanti alla sua tranquillia sicurezza e alla sua vera forza nascosta."

    ...Dicete...

    8 risposteArti marziali1 decennio fa
  • "MASAKATSU AGATSU KATSUHAYABI"....La vera vittoria...?

    "La vera vittoria è la vittoria su se stessi".

    "La vera vittoria è la vittoria su se stessi !

    Mettiti in armonia con il cuore delle cose

    E trova il diritto alla salvezza

    Entro il tuo corpo e la tua anima !"

    C'è una frase del film Il Monaco che mi colpi':"Nella lotta non è questione di ira, è questione di pace.... non è questione di forza, è questione di grazia....e non si tratta di conoscere il tuo nemico, si tratta di conoscere se stessi".

    Questa frase si riallaccia al Wu Wei...Nelle arti marziali in concetto di Quiete è alla base di tutto...senza Pace è impossibile combattere.

    La Meta di ogni cosa è l'immobilita' interiore.

    ...Dicete...

    6 risposteArti marziali1 decennio fa
  • Pugilato antico....e il pugno verticale...?

    ...Nel pugilato antico veniva usato il pugno verticale, come ad esempio nel Wing Tsun...

    come mai non viene usato più?...per non parlare poi degli altri colpi visto che esistevano 4 tipi di diretti, 2 tipi di gancio, 3 montanti...e perfino il pugno a martello, palmate, etc...

    Non hanno reso cosi' il pugilato troppo limitato?

    ...Dicete....

    4 risposteArti marziali1 decennio fa
  • L'importanza della respirazione...?

    ...Si dice che durante uno scontro bisogna aspettare il momento opportuno per attaccare, quando il nostro avversario svela un suo punto debole o un "buco"...

    Un Maestro afferma:"Bisogna cogliere il momento dove, nell'ispirazione, l'avversario presenta una debolezza".

    Prima e durante l'attacco bisognare espirare...infatti un colpo ricevuto durante l'inspirazione puo' essere pericoloso, ma sull'espirazione no.

    Quindi bisogna cogliere l'opportunita' mentre l'avversario inspira, poichè, in quel momento, presenta una debolezza, un vuoto e l'avversario è meno concentrato.

    L'inspirazione è un grande suki, una grande opportunita'.

    ...Sara' vero?....Dicete...

    7 risposteArti marziali1 decennio fa
  • Storiella marziale....?

    "Un samurai aveva in casa un topo di cui non riusciva a sbarazzarsi.

    Si procuro' allora un magnifico gatto, robusto e coraggioso.

    Ma il topo, più rapido, si prese gioco di lui.

    Il samurai prese allora un altro gatto,

    molto furbo ed astuto. Ma il topo si insospetti'

    e non si fece più vedere se non quando il gatto dormiva.

    Un monaco Zen, del tempio vicino,

    presto' allora al samurai il suo gatto,

    che aveva un'aria del tutto comune e

    dormicchiava sempre, indifferente a cio' che lo

    corcondava. Il samurai alzo' le spalle, ma

    il monaco insitette per lasciargli il gatto.

    Il gatto passava il suo tempo dormendo ,

    e il topo si fece di nuovo ardito:

    passava e ripassava davanti al gatto,

    visibilmente indifferente.

    Un giorno, all'improvviso, con

    una sola zampata il gatto lo acchiappo' e lo uccise."

    ...qual'è la morale della storia secondo voi?...Dicete...

    19 risposteArti marziali1 decennio fa
  • "I shin den shin".....da cuore a cuore...?

    Il Maestro nell'antichita' trasmetteva la sua conoscenza dell'arte marziale al discepolo tramite il cuore..."da cuore a cuore".

    In questi tempi, con tutte queste palestre, con una infinita' di istruttori....secondo voi questa purezza, questo rapporto tra Maestro e discepolo esiste ancora?..

    Secondo voi come deve essere trasmessa questa conoscenza?..i soldi non sono forse la rovina di tutto cio'?...

    Ovviamente posso parlare solamente del Wing Tsun e da tanti anni ho notato che i soldi(o almeno uno dei motivi principali) hanno reso quest'arte arida...parlando poco della sua immnesa folosofia...e del suo vero significato....

    8 risposteArti marziali1 decennio fa
  • Il luogo di esercizio dove si apprende l'Arte della spada porta da lungo tempo questo nome:?

    "Luogo del Risveglio".

    Questo credo che valga per ogni Arte Marziale...ma secondo voi questo spirito della Via è ancora mantenuto? E chi realmente percorre la Via delle Arti Marziali anche con questo spirito?

    2 risposteArti marziali1 decennio fa
  • Cos'è per voi il Wu Wei?...?

    Come avete interpretato questo concetto profondo Taoista del "non agire" e come l'avete integrato nella vostra vita e nell'arte marziale che praticate?

    «...Ciò che, a mio avviso, è da intendersi con wu wei, è che nessun pregiudizio personale (o volontà privata) interferisce con il Tao universale e che nessun desiderio e ossessione conducono fuori strada il vero corso delle tecniche. La ragione deve guidare l'azione affinché il potere possa essere esercitato in accordo con le intrinseche proprietà e le tendenze naturali delle cose...»

    «...Kuan-yin diceva: "Non fermarti in posizioni fisse: le cose come prendono forma si manifestano. In moto sii come l'acqua, in quiete sii come uno specchio, rispondi come un'eco"...»

    "..agire in accordo con il Tao significa agire in modo armonioso, imitare dunque l'Assoluto che agisce armonizzando. La natura consiste infatti in una produzione continua di armonia e la sua caratteristica fondamentale equivale alla spontaneità, tzu jan, il naturale corso degli eventi. Se il movimento della natura è spontaneo, come la crescita di un albero e lo scorrere dell'acqua, al contrario quello dell'uomo risulta in gran parte artificioso, perché premeditato e intenzionale.

    Grazie a tutti per le risposte.

    6 risposteArti marziali1 decennio fa
  • Storiella...Un giorno, su una strada, un judoka ed un operaio si battevano....?

    Erano molto forti entrambe. Il judoka riuscì a trovarsi sopra il corpo del suo avversarlo e tentò di strangolarlo. Gli occhi dell’operaio si rovesciarono. Ma sotto la sua mano trovò i ********* dell’avversario, e li strinse fortemente. In quel momento, c'erano due strangolamenti: quello del collo e quello dei *********;l'uno in alto, l'altro in basso. Essi lottarono ma il judoka non poté resistere e fu l'operaio che vinse”. Costui aveva creato una tecnica di combattimento. Il Judoka che conosceva solo la tecnica, non ha potuto creare....

    13 risposteArti marziali1 decennio fa
  • La Via del Guerriero....?

    ...dura tutta la vita, eppure spesso l'abilita' consiste semplicemente nel mantenere il Sentiero.

    Hari Om

    11 risposteArti marziali1 decennio fa
  • OGGI POMERIGGIO STAVO A CASA E MENTRE ERO SUL DIVANO HO SENTITO UNA RAGAZZA GRIDARE..?

    ...stava chiedendo aiuto, mi sono affacciato dalla finestra e ho visto 2 uomini e due donne.

    Uno stava malmenando una di queste ragazze(gliele stava dando veramente di brutto), credo che fossero fidanzati...l'altra amica invece disperata stava gridando chiamando aiuto.

    Sinceramente non mi è sembrato molto saggio scendere e aiutarla e ho preferito chiamare la polizia che per fortuna è arrivata in 5 minuti.

    Ormai in questo mondo sono tutti folli.

    Cosa avreste fatto voi?...è una storia reale!

    ....Se ci fosse stata Auri con la sua Katana:)

    14 risposteArti marziali1 decennio fa
  • "Siete soli e vi ritrovate a passeggiare lungo una via buia, ad un certo punto vedete vicino alla fermata...?

    del bus un uomo che viene aggredito da 10 malviventi armati di bastone...che fate:?

    1)Andate ad aiutarlo pur sapendo di potercele prendere.

    2)Chiamate la polizia, iniziate a gridare aiuto...

    3)Scappate facendo finta di niente.

    ...Se avete altre alternative esponetele...

    Arti marziali1 decennio fa