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Rosenkrutz

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Domande62

Sulla mia coscienza è cresciuta già l'erba ed io me la fumo e tutto va meglio Giorno per giorno.... Il profilo mio non serve,resto evanescente. Salvador de Rosenkreutz (normanno napoletano)

  • E' la vita una malattia mortale che si trasmette attraverso rapporti sessuali completi e non protetti?

    Non vi pigliate collera..manco da tanto,ho solo domande "banali"

    2 risposteSalute - Altro1 decennio fa
  • Credete voi nel COMPLOTTO dei POTENTI della terra,che vogliono accaparrarsi tutte le ricchezze del pianeta?

    Vedi prezzi del pane,della pasta..mais e soia per produrre biodisel,le scie chimiche,gli ogm,le guerre per i sottosuoli,la terza settimana.

    12 rispostePolitica e governo - Altro1 decennio fa
  • Si possono boicottare le olimpiadi,picchiando tutti i cinesi che stanno in Italia?

    Così risolviamo anche il problema

    della nostra "economia statica"!

    20 rispostePolitica e governo - Altro1 decennio fa
  • Come NON VOTARE ,VOTANDO?

    La migliore via contro il veltrusconismo e le bieche ale radicali.

    Pochi lo sanno, ma la legge prevede la possibilità di rifiutarsi di votare e metterlo a verbale.

    Quando si va al seggio e dopo che le schede sono vidimate si dichiara che ci si rifiuta di votare e si vuole che sia messo a verbale. Le schede di rifiuto sono CONTATE e sono VALIDE, contrariamente alle schede nulle o bianche o all¹astensione dal voto.

    Nessun mass-media ne parla, sembra che i giochi siano già fatti, e probabilmente molti andranno a votare il ³meno peggio².

    Nel caso le schede di rifiuto arrivassero a un numero molto elevato (cosa mai successa nelle elezioni italiane) ci sarebbe qualche problema nell¹assegnare i seggi vuoti e i mass-media sarebbero obbligati a parlarne.

    L'astensionismo passivo non fa percentuale di media votanti e riguardo alle elezioni legislative il nostro sistema di attribuzione non prevede nessun quorum di partecipazione. Quindi, se per assurdo nella consultazione elettorale votassero tre persone, ciò che uscirebbe dalle urne sarebbe considerata valida espressione della volontà popolare e si procederebbe quindi all'attribuzione dei seggi in base allo scrutinio di tre schede.

    Altresì le schede bianche e nulle, fanno sì percentuale votante, ma sono ripartite, dopo la verifica in sede di collegio di garanzia che ne attesti le caratteristiche di bianche o nulle, in un unico cumulo da

    ripartire nel cosiddetto premio di maggioranza...(per assurdo sempre votando bianca o nulla se alle prossime elezioni vincesse Berlusconi le suddette schede andrebbero attribuite nel premio di Forza Italia).

    Esiste, però un METODO DI ASTENSIONE, che garantisce di essere percentuale votante (quindi non delegante) ma consente di non far attribuire il proprio non-voto al partito di maggioranza. E¹, infatti, facoltà dell'elettore recarsi al seggio e una volta fatto vidimare il certificato elettorale, AVVALERSI DEL DIRITTO DI RIFIUTARE LA SCHEDA, assicurandosi di far mettere a verbale tale opzione; è possibile inoltre ALLEGARE IN CALCE AL VERBALE, UNA BREVE DICHIARAZIONE IN CUI, SE VUOLE, L'ELETTORE HA IL DIRITTO DI ESPRIMERE LE MOTIVAZIONI DEL SUO RIFIUTO (es. Nessuno degli schieramenti qui riportati mi rappresenta).

    Fate girare questa mail il più possibile è l¹unica maniera per fare

    sentire la voce di quelli che vogliono un 'sistema' nuovo.

    Come fare:

    Elezioni 2008: come comportarsi nei seggi in caso di rifiuto/restituzione delle schede e verbalizzazione dei motivi

    In primo luogo è d'obbligo precisare che anche in caso di ritiro delle schede e voto delle stesse, all'elettore è in ogni caso data facoltà di presentare reclami e proteste.

    Per le elezioni del 2001, infatti, si proponevano due differenti motivazioni a seconda del comportamento tenuto: restituzione o voto regolarmente espresso.

    Per queste elezioni ciò non verrà fatto, lasciando all'autonoma iniziativa l'eventuale modifica delle motivazioni proposte nel caso si volesse lasciare agli atti una protesta ma, al tempo stesso, esprimere un voto valido.

    Verbalizzazione

    Premesso che l'iniziativa qui proposta è finalizzata ad ottenere la verbalizzazione di motivi di protesta al fine di far pronunziare le Camere al riguardo a norma degli art. 87 del D.P.R. 30 marzo 1957, n° 361 e successive modifiche e art. 27 del decreto legislativo 20 dicembre 1993, n. 533, per i quali spetta alla Camera dei Deputati ed al Senato della Repubblica il giudizio definitivo su tutte le contestazioni, le proteste e, in generale, su tutti i reclami presentati agli Uffici elettorali delle singole sezioni, il primo invito che si rivolge è quello di evitare di passare dalla ragione al torto.

    In nessun caso alzare i toni della discussione e, in presenza di Presidenti di seggio che intendessero impedire la verbalizzazione della protesta presentata dall'elettore, chiedere la verbalizzazione dei motivi per i quali il Presidente di seggio ritiene legittimo impedire all'elettore "Tal dei Tali" quanto previsto dal combinato disposto degli art. 87 e 104 comma 5 del D.P.R. 30 marzo 1957, n° 361 e successive modifiche.

    Il Presidente di seggio non può in alcun modo evitare di verbalizzare quest'ultima richiesta in quanto, per l'art.

    87 sopra richiamato, non ha poteri decisionali definitivi e deve quindi rendere conto di ogni sua decisione, come per altro espressamente previsto nelle "Istruzioni per le operazioni degli Uffici elettorali di sezione" relative alle politiche del 2006:

    § 6. — Potestà di decisione del presidente dell’Ufficio elettorale di sezione.

    Il presidente decide, udito, in ogni caso, il parere degli scrutatori, sopra tutte le difficoltà e gli incidenti che siano sollevati intorno alle operazioni della sezione, e sui reclami, anche orali, e le proteste che gli vengono presentati, nonchè sulle contestazioni e sulla nullità dei voti (art. 66, primo comma, ed art. 71, primo comma, del testo unico 30 marzo 1957, n. 361).

    La sua decisione, peraltro, è provvisoria.

    Infatti, il giudizio definitivo su tutte le contestazioni, le proteste e, in generale, su tutti i reclami presentati agli Uffici delle singole sezioni è riservato, rispettivamente, alla Camera dei deputati (art. 87 del testo unico n. 361) ed al Senato della Repubblica (art. 27 del decreto legislativo 20 dicembre 1993, n.

    533)

    Ai fini dell'Iniziativa proposta, la verbalizzazione dei motivi del rifiuto opposto dal Presidente di seggio costituirebbe comunque un atto idoneo per far pronunziare le Camere. Per altro, il pronunciamento delle Camere circa la legittimità o meno della protesta (in ipotesi dichiarata ammissibile soltanto per questioni strettamente legate alle operazioni di voto) potrebbe aprire altre prospettive per quanto riguarda i ricorsi ad altro giudice, di fatto ora inutili.

    Ma anche nell'ipotesi, che per quanto sopra documentato è da escludere categoricamente, il Presidente di seggio intendesse rifiutare anche la verbalizzazione dei motivi del rifiuto opposto, evitare di attardarsi in discussioni che potrebbero degenerare e trascinare l'elettore dalla parte della ragione a quella del torto.

    Rivolgersi invece alla forza pubblica per richiedere l’intervento dell’ufficiale giudiziario che può avere accesso nella sezione per notificare al Presidente proteste e reclami relativi alle operazioni della sezione (art. 44 comma 4 D.P.R. 30 marzo 1957, n° 361 e successive modifiche).

    Riassumendo:

    1) chiedere la verbalizzazione della protesta;

    2) in caso d'impedimento opposto dal Presidente di seggio, chiedere la verbalizzazione dei motivi che determinano l'impedimento;

    3) in caso di ulteriore rifiuto, rivolgersi alla forza pubblica per chiedere di far notificare un reclamo inerente le operazioni di seggio quali, appunto, le omesse verbalizzazioni.

    Si ricorda, infine, sempre per quanto espressamente previsto dall'art. 87 sopra citato, che nessun atto sub-legislativo, quale anche un eventuale circolare emanata dal Ministero dell'Interno, potrebbe in alcun modo autorizzare il Presidente di seggio a non verbalizzare i motivi dell'eventuale rifiuto opposto alla richiesta dell'elettore di verbalizzare una determinata protesta.

    Restituzione e non ritiro delle schede

    L'iniziativa prevede due diverse proteste che potrebbero essere presentate entrambe, una per la Camera e l'altra per il Senato, ad esempio.

    La proposta ritenuta da Riforme Istituzionali più rilevante riguarda la possibile incostituzionalità della legge elettorale, rispetto alla quale al cittadino elettore non è dato modo di disporre di strumenti ordinari in grado di attivare il giudizio della Corte Costituzionale.

    Per questo tipo di protesta si indica, quindi, il rifiuto delle schede. Si tratta di una distinzione di comportamento puramente formale, in quanto il rifiuto potrebbe consistere, nel caso di concomitanza di elezioni amministrative, nell'immediata restituzione delle sole schede relative alle elezioni politiche.

    Cosa succederà di queste schede?

    Nella motivazione se ne richiede la nullità ai fini del voto, con ciò facilitando i compiti dell'Ufficio elettorale.

    Se poi i Presidenti di seggio preferiranno complicarsi la vita, problemi loro. Di sicuro, nessuno potrà costringere l'elettore ad entrare in cabina per votare schede che non intende votare. Anzi, laddove le stesse verrebbero restituite senza essere entrati in cabina, dovrebbero in ogni caso essere annullate al pari delle schede votate al di fuori delle cabine.

    E anche nell'ipotesi di esclusione o allontanamento dell'elettore dal seggio, atti che dovranno essere rigorosamente motivati (art. 44, commi 7 ed 8), in alcun modo l'elettore potrebbe perdere la facoltà di presentare proteste o reclami, con tutto quanto ne consegue per quanto sopra già scritto.

    Non lasciarsi quindi intimorire dai Presidenti di seggio, evitando in ogni caso di votare per ciò che non si vuole votare, e dimostrarsi disponibili ad allontanarsi dal seggio previa verbalizzazione della protesta o di tutte le decisioni prese dal Presidente di seggio. Laddove il Presidente decida di non verbalizzare nulla, ricorrere alla forza pubblica per richiedere l’intervento dell’ufficiale giudiziario che può avere accesso nella sezione per notificare al Presidente proteste e reclami relativi alle operazioni della sezione.

    La seconda proposta riguarda, invece, la restituzione delle schede in quanto "potrebbero" presentare simboli che non avrebbero dovuto essere ammessi.

    La Costituzione non solo non prevedere l'elezione diretta del Presidente del Consiglio, ma di fatto la vieta esplicitamente essendo affidata alle prerogative del Capo dello Stato la nomina del Capo del Governo.

    Per tale motivo, ci si rifiuta di votare con una scheda che presenta simboli che di fatto estorcono agli elettori un'indicazione in tal senso (Berlusconi Presidente, Veltroni Presidente, e altri simili).

    Anche in questo caso, nella motivazione si richiede la nullità della scheda ai fini del voto.

    il 13 e 14 aprile RIFIUTA o RESTITUISCI le schede per l'elezione

    della Camera dei Deputati e il Senato della Repubblica

    e fai verbalizzare i motivi della protesta

    Norme per l'elezione della Camera dei deputati

    D.P.R.

    30 marzo 1957, n 361 e successive modifiche

    Art. 87 , comma 1.

    Alla Camera dei deputati è riservata la convalida della

    elezione dei propri componenti.

    Essa pronuncia giudizio

    definitivo sulle contestazioni, le proteste e, in generale, su

    tutti i reclami presentati agli Uffici delle singole sezioni

    elettorali o all'Ufficio centrale durante la loro attività o

    posteriormente.

    Art. 104 - comma 5.

    Il segretario dell'Ufficio elettorale che rifiuta di inserire nel

    processo verbale o di allegarvi proteste o reclami di elettori

    è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la

    multa sino a lire 4.000.000.

    Art. 44 - comma 4.

    Hanno pure accesso nella sala gli ufficiali giudiziari per

    notificare al presidente proteste e reclami relativi alle

    operazioni della sezione.

    Risposta motivata della Giunta delle Elezioni

    all'esposto di un elettore che faceva seguito al

    reclamo presentato presso il seggio

    elettorale con contestuale restituzione di

    una sola delle tre schede a disposizione

    (Collegio uninominale - Camera dei Deputati),

    durante le elezioni del 2001.

    Testo da verbalizzare

    (si consiglia di arrivare nei seggi con 2+2 copie già pronte da allegare ai verbali di sezione)

    Con la sentenza N.

    15 del 2008 di ammissibilità del referendum abrogativo in materia di legge

    elettorale, la Corte Costituzionale, pur premettendo di non poter esprimere in quella sede giudizio di legittimità costituzione in riferimento alla legge di risulta e alla legge elettorale vigente, non ha potuto esimersi dal segnalare al Legislatore aspetti problematici in riferimento ad "una legislazione

    che non subordina l'attribuzione del premio di maggioranza al raggiungimento di una soglia minima

    di voti e/o di seggi".

    In seguito a questa esplicita forma di censura della legge elettorale vigente, logica e correttezza

    costituzionale avrebbero dovuto imporre, come prioritario, l'esame approfondito della questione

    segnalata dalla Corte Costituzionale.

    I limiti presenti nell'attuale sistema di accesso al controllo di costituzionalità delle leggi, però, sono

    tali da impedire l'uso della normale via giudiziaria per poter sollevare la questione di legittimità

    costituzionale della legge elettorale, come per altro confermato dalle sentenze del TAR del Lazio N. 1855/2008 e successivo appello al Consiglio di Stato.

    In assenza, quindi,

    - di forme di accesso alla Corte Costituzionale in grado di garantire al singolo elettore di poter

    attivare il controllo di costituzionalità,

    - e visto, in ogni caso, il mancato pronunciamento della Consulta sulla legge elettorale vigente che,

    soltanto, avrebbe potuto oggi assicurare la correttezza delle elezioni per il rinnovo del Parlamento,

    - e vista la concreta possibilità, per il venire meno delle ampie coalizioni, che il premio di

    maggioranza che verrà assegnato alla lista o alla coalizione vincente potrebbe superare il 10-15%,

    mi trovo costretta/o alla restituzione al Presidente di sezione della scheda per l'elezione della

    Camera dei Deputati e, per analoghe ragioni, della scheda per l'elezione del Senato della Repubblica,

    senza che queste possano essere considerate valide ai fini del voto.

    Altresì, invito tutti gli organi competenti ad esaminare la questione e, nel caso ne verificassero la

    fondatezza, ad agire di conseguenza non proclamando validi i risultati della consultazione elettorale.

    Contro la truffa del "premio di maggioranza indefinito"

    e l'ammissione dei simboli "Berlusconi Presidente" e "Veltroni Presidente"

    il 13 e 14 aprile RESTITUISCI le schede per l'elezione

    della Camera dei Deputati e il Senato della Repubblica

    e fai verbalizzare i motivi della protesta

    Norme per l'elezione della Camera dei deputati

    D.P.R.

    30 marzo 1957, n 361 e successive modifiche

    Art. 87 , comma 1.

    Alla Camera dei deputati è riservata la convalida della

    elezione dei propri componenti.

    Essa pronuncia giudizio

    definitivo sulle contestazioni, le proteste e, in generale, su

    tutti i reclami presentati agli Uffici delle singole sezioni

    elettorali o all'Ufficio centrale durante la loro attività o

    posteriormente.

    Art. 104 - comma 5.

    Il segretario dell'Ufficio elettorale che rifiuta di inserire nel

    processo verbale o di allegarvi proteste o reclami di elettori

    è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la

    multa sino a lire 4.000.000.

    Art. 44 - comma 4.

    Hanno pure accesso nella sala gli ufficiali giudiziari per

    notificare al presidente proteste e reclami relativi alle

    operazioni della sezione.

    Risposta motivata della Giunta delle Elezioni

    all'esposto di un elettore che faceva seguito al

    reclamo presentato presso il seggio

    elettorale con contestuale restituzione di

    una sola delle tre schede a disposizione

    (Collegio uninominale - Camera dei Deputati),

    durante le elezioni del 2001.

    Testo da verbalizzare

    (si consiglia di arrivare nei seggi con 2+2 copie già pronte da allegare ai verbali di sezione)

    Nella scheda consegnatami per l'elezione della Camera dei Deputati sono presenti simboli che, a

    norma dell'articolo 92, secondo comma della Costituzione e articolo 14-bis, comma 3 ultimo periodo

    del D.P.R. 30 marzo 1957, n 361 e successive modifiche, non avrebbero dovuto essere ammessi.

    I simboli, riportando in maniera esplicita l'indicazione "Berlusconi Presidente" e "Veltroni Presidente",

    si pongono in netto contrasto con l'impianto costituzionale vigente che non prevede, ma anzi vieta,

    l'elezione diretta del Presidente del Consiglio, essendo affidata alle prerogative del Presidente della

    Repubblica la nomina del Capo del Governo.

    Essendo per altro da escludere che la previsione contenuta nell'art.

    14-bis, comma 3, in ordine

    all'indicazione del Capo unico del partito o della coalizione che si candida per governare e

    l'attribuzione di un premio di maggioranza indefinito, di dubbia costituzionalità, possano derogare

    alle prerogative suddette, l'ammissione di detti simboli è tale da configurare una grave violazione del

    corretto e libero esercizio del diritto di voto da parte degli elettori.

    E' sin troppo evidente come l'elettore non sia libero di esprimere un voto per un partito o per una

    coalizione che non sia anche un voto, artificiosamente e incostituzionalmente estorto, d'investitura

    diretta del Presidente del Consiglio.

    Rendendosi per altro complice, così facendo, dell'espropriazione

    delle prerogative costituzionali poste in capo al Presidente della Repubblica.

    Per tali gravi violazioni mi vedo quindi costretta/o alla restituzione al Presidente di sezione della

    scheda per l'elezione della Camera dei Deputati e, per analoghe ragioni, della scheda per l'elezione

    del Senato della Repubblica, senza che queste possano essere considerate valide ai fini del voto.

    Altresì, invito tutti gli organi competenti ad esaminare la questione e, nel caso ne verificassero la

    fondatezza, ad agire di conseguenza non proclamando validi i risultati della consultazione elettorale.

    22 risposteElezioni1 decennio fa
  • Vi andrebbe di svelarmi il VOSTRO MISTERO BUFFO ???

    Il mio è quello che a volte...parlo da solo !;))

    29 risposteSalute mentale1 decennio fa