• Una pallina di pongo scagliata contro una parete puo' accelerare il moto di rotazione terrestre?

    Migliore risposta: Nei manicomi Giudiziari, sicuramente si. Citando gli psicopatici, essi sostengono che la rotazione terrestre sarebbe, per l'appunto, indotta dalle palline gettate contro le pareti del manicomio penale di Castiglione delle Stiviere, Mantova , dove venne ospitato l'autore della risposta delirio, durante gli... visualizza altro
    Migliore risposta: Nei manicomi Giudiziari, sicuramente si.
    Citando gli psicopatici, essi sostengono che la rotazione terrestre sarebbe, per l'appunto, indotta dalle palline gettate contro le pareti del manicomio penale di Castiglione delle Stiviere, Mantova , dove venne ospitato l'autore della risposta delirio, durante gli anni '70, dietro Ordinanza giudiziaria conseguente a violenze a danno di operatori della "Celere" e delle forze dell'ordine, nonche' a lesioni gravi a danno di manifestanti di Autonomia Operatia e Potere Operaio.

    Tutto dipende dal livello di gravità della patologia psichiatrica di coloro che delirano all'interno del sistema sociale.

    Un simile scenario lo riscontriamo con Planezio @sesquiossidodip di Genova.

    Le "nuove" teorie del Sai Baba ligure , (al Circolo Polaris si regalano le immaginette del Santone) dove la quantita' di moto QdM (assecondando il nuovo acronimo planeziante) si trasmetterebbe dalle mura MAESTRE del manufatto edilizio alle viscere della Madre Terra, trasducendo il principio di conservazione della quantita' di moto in un innovativo principio di conservazione del momento angolare, ovvero, nel nuovo capisaldo Universale "se lancio il pongo contro il muro di casa, rendero' piu' breve il giorno siderale e conseguentemente quello solare per effetto di una magica accelerazione angolare (e conseguente velocità tangenziale) della Terra che ricevera' una QdM eguale e contraria a quella trasmessa dalla pallina di pongo", è una manifestazione anamnestica della sindrome idrocefalica.

    Preme ricordare che queste scemenze sono divulgate da 24 anni durante le conferenze e i corsi di cosmologia assegnati ad un analfabeta con la quinta elementare, affetto da turbe psichiatriche gravissime e croniche da decenni.

    Tale scenario psichiatrico
    https://it.answers.yahoo.com/question/index?qid=20170616174532AA04jVB
    ha sovente trovato ampia manifestazione nelle visioni onirico celestiali del DEVOTA MACULAN alias Arcangelo Gabriele planetico (Fondazione Grossman, Milano, Via Lorenteggio angolo Via Inganni 12-VI° Municipio) PILASTRO PRIMARIO delle sezioni scientifiche di Yahoo 'Universal', ALIAS l' incarnazione "pro tempore divina" di @sesquiossidodip, nella voluttaria fase karmica transitoria incarnata (BOIA FAUST ! come si dice a Torino, Pirla, come si dice a Milano... a Torino Pirla = Piciu'.).

    Che dire... c'è poco da ridere, ci sarebbe molto da piangere. Oltretutto questo genere di deliri sono gia' stati contestati diverse volte in questa sezione.

    Le leggi dell'urto perfettamente anelastico, come nell'urto anelastico semplice, non prevedono una equivalenza della conservazione della quantita' di moto trasferibile verso una terza massa, non facente parte del sistema anelastico (non coinvolta nell'urto), origine di una variazione del momento angolare terrestre a beneficio di una terza massa indipendente dal sistema.

    Tali leggi non permettono, oltremodo, di considerare un trasferimento della quantita' di moto tra le due masse coinvolte, semmai dell'energia cinetica che interagirebbe solo con due masse in collisione anelastica.

    Dovremmo inoltre considerare che nemmeno i terremoti sono in grado di alterare significativamente e transitoriamente il momento angolare della Terra, inclinado l'asse terrestre stabilizzato dal sistema Terra-Luna, che per effetto di forze e accelerazoni trasversali piu' che modificare la velocità di rotazione genererebbe una Polodia.
    La Polodia (movimento temporaneo dell'asse polare terrestre intorno ai poli geografici) ha origine per eventi sismici di intensita' notevole (come avvenne con il sisma del Giappone nel Marzo 2011, attestato sui 17 cm).
    Matematicamente sarebbe previsto per i moti convettivi e per gli effetti mareali del sistema Terra-Luna e nella variazione del volume dei ghiacciai polari, tuttavia i contributi cinematici sono insignificanti.

    Si consideri che nemmeno il movimento delle placche tettoniche (redistribuzione delle masse) è in grado di produrre variazioni sensibili della velocita' di rotazione della Terra, immaginiamoci se una pallina di pongo o di gomma piuma ed i muri maestri di un condominio possano trasferire l'energia cinetica (che il vasculopatico confonde con la quantita' di moto) eguale e contraria al globo terrestre.

    Si consideri che l'effetto di stabilizzazione della coppia gravitazionale del sistema Terra-Luna (che il Vasculopatico non considera) tende a stabilizzare sia l'inclinazione dell'asse terrestre che la velocita' di rotazione della Terra.

    Il vasculopatico non ha mai capito che il momento angolare della Terra L = r * mv è un'energia cinetica rotazionale, differente dall'energia cinetica traslazionale trasferita dalla massa della pallina di pongo alla parete, che assorbira', dissipando, l'intera energia cinetica ricevuta senza trasmetterne valori significativi alla Terra (essendo assorbita dalle mura portanti e non essendo possibile includere una massa non coinvolta nell'urto anelastico).

    Il principio di conservazione della quantita' di moto in un sistema anelastico semplice non prevede il trasferimento dell'energia cinetica traslatoria ad una terza massa e la trasformazione in una energia cinetica finale rotatoria, che comunque, per il principio di conservazione del momento angolare, non altererebbe la velocita' rotazionale poiche' non avverrebbe alcun trasferimento di momento meccanico M dalla parete alla Terra essendo un'azione ondulatoria meccanica (momento meccanico M) al posto di torcente.

    Semmai, un momento meccanico M, assunto come perpendicolare o trasversale all'asse di rotazione terrestre, determinerebbe una precessione (deriva o nutazione) dell'asse di rotazione terrestre medesimo (un simile scenario lo abbiamo nella Polodia di origine sismica sopra descritta).

    Le energie in gioco non permettono scenari di questo genere e le leggi dell'urto anelastico semplice non prevedono trasferimenti di energia cinetica traslazionale in energia cinetica rotazionale diretta.

    Credo che siamo tutti concordi nel considerare la risposta del PILASTRO del sapere Universale..., una fesseria (degna di TSO con sovradosaggio da overdose imponente e decesso, con rantolo immediato).

    Kyrie eleison.

    https://youtu.be/KygYQJEi3SQ
    8 risposte · 4 settimane fa
  • Un astrofisico che lavora in questa sezione sostiene l'esistenza di galassie di pura materia oscura. E' vero?

    Migliore risposta: Pensa un po' che risposi ad una domanda simileper en 2 votle e un certo pedofilo Pietro spazzolo' domanda e risposta (chissà se avrà sfasciato di nuovo tutta la casa ???). Bartolomeo, l'astrofisico tarocco che sostiene queste cose non esiste. L'uomo digitale tarocco è Mauro Blazar-Binario... visualizza altro
    Migliore risposta: Pensa un po' che risposi ad una domanda simileper en 2 votle e un certo pedofilo Pietro spazzolo' domanda e risposta (chissà se avrà sfasciato di nuovo tutta la casa ???).

    Bartolomeo, l'astrofisico tarocco che sostiene queste cose non esiste.
    L'uomo digitale tarocco è Mauro Blazar-Binario (l'identità reale è di un pistoiese che nulla avrebbe a che vedere) !!!
    Esiste come ID univoco degli account di Yahoo.
    E' un' autopremiazione di Planezio (esperto in tarocchi) nelle mentite spoglie di un Professore Ingegnere play boy dell'Universita' degli Studi di Genova di cui si dubita l'esistenza reale (la sua esistenza è contro l'evoluzionismo selettivo darwinista...). Non è un astrofisico nè in forma reale nè come User ID dei server Yahoo.

    La risposta priva di valutazione preventiva logica è fruibile nel seguente indirizzo https://it.answers.yahoo.com/question/index?qid=20170613171939AAYR6WB

    Si tratta di una domanda gia' autopremiata nel corso del 2016, https://it.answers.yahoo.com/question/index?qid=20160111060029AAXPTab, da fonti poco chiare e male interpretate.

    Non esistono gruppi di galassie "Dark Glow".
    Si tratta di galassie stellari estremamente remote (con un red-shift talmente spinto da essere sorgenti elettromagnetiche in Banda Termica e radio, o nubi molecolari soggette ad un moto rotatorio molto veloce).

    Esisterebbe una sola galassia sospettata di non essere strumentalmente visibile nella banda della radiazione elettromagnetica ottica perche' "primordiale" e composta principalmente ed apparentemente da nube molecolare orbitante intorno ad un centro di massa.
    Per alcuni autori di letteratura divulgativa, il Buco Nero, radiosorgente, per effetto dello spostamento verso il rosso, irradierebbe in banda termica infrarossa.

    La galassia HE 0109-3518 (quasar QSO B0109-353) è classificata come un quasar ma irradierebbe, in banda Infrarossa
    http://simbad.u-strasbg.fr/simbad/sim-id?Ident=HE+0109-3518
    E' intuibile che non avendo la certezza strumentale della presenza di materia oscura a contorno del quasar, non si possa asserire con certezza che si tratti realmente di una Galassia di materia oscura.

    E' molto probabile che si tratti di un sistema galattico le cui emissioni elettromagnetiche, per effetto della distanza cosmologica esistente ed uno spostamento verso il Rosso (red shift) estremo, siano sconfinate nella banda termica dell'infrarosso IR e nella banda radio molto attenuata, talmente tanto da non essere captabile.

    L'astrofisico multiaccount virtuale non ha approfondito la reale classificazione tassonomica del termine "Galassie oscure".

    https://it.wikipedia.org/wiki/Galassia_oscura
    Le cosiddette Galassie oscure possono essere nubi primordiali (ai confini osservabili dell'Universo) molecolari di idrogeno, irradianti originariamente in Ultravioletto che per effetto del Red-Shift e dell'attenuazione del debole segnale ad opera del gas interstellare, risultino prive di emissione elettromagnetica, sulla falsariga della Dark Matter.
    Wikipedia riporta, tassonomicamente, che per Galassia Oscura si farebbe riferimento:
    https://it.wikipedia.org/wiki/Galassia_oscura
    ad una galassia a bassa efficienza di formazione stellare.

    Ulteriori approfondimenti indicano che iniziali quasar classificati come circondati da una galassia oscura in realta' erano parte di una normale galassia.

    Con il termine Galassia, l'astrofisica non intende necessariamente un sistema stellare composto da materia oscura non emittente radiazione (HE 0109-3518 irradia nell'ifrarosso).
    La classificazione di Galassia puo' avvenire (in via provvisoria in attesa di approfondimenti) anche per una semplice nube molecolare di idrogeno, dotata di un momento angolare in rotazione.
    https://en.wikipedia.org/wiki/VIRGOHI21

    Nel link sopra indicato, (VIRGOHI21) non abbiamo una galassia intrinsecamente "Dark Matter". Se lo fosse, non sarebbe visibile in nessun modo, nemmeno a livello strumentale nella banda termica dell'infrarosso, mentre VIRGOHI21 irradia nella lunghezza d'onda centimetrica (0,21 m) dell'Idrogeno Neutro. L'ammontare della massa di questa nube molecolare si attesta sui 100 milioni di masse solari.


    Insomma l'autopremiazione di Blazar Binario è' una bufala di Planezio.
    Ha riciclato, come evidenziato, una fonte ESO che dispaccio', a suo tempo, scoperte inizialmente classificate come apparenti galassie con quasar circondati da materia oscura.
    http://www.eso.org/public/images/eso1228a/

    Ad onor della cronaca, cercando nell'elenco docenti universitari dell'Ateneo di Genova e nell'elenco astrofili del fantomatico circolo Polaris, non si trova nessun riferimento.

    Troviamo, invece Planezio che non è neanche astrofilo.


    Riferimenti

    https://it.wikipedia.org/wiki/Galassia_oscura
    http://simbad.u-strasbg.fr/simbad/sim-id?Ident=HE+0109-3518
    4 risposte · 4 settimane fa
  • Che fine farebbe la Terra se si bloccasse la rotazione ?

    Migliore risposta: Il Principio di Inerzia dice che un corpo in moto tende a continuare a rimanere in moto, a meno che non subisca una forza contraria, e tutto quello che non è solidale con la superficie terrestre allorchè si fermasse l'asse di rotazione, continuerà a muoversi nella direzione in cui era diretto, ossia tangenziale... visualizza altro
    Migliore risposta: Il Principio di Inerzia dice che un corpo in moto tende a continuare a rimanere in moto, a meno che non subisca una forza contraria, e tutto quello che non è solidale con la superficie terrestre allorchè si fermasse l'asse di rotazione, continuerà a muoversi nella direzione in cui era diretto, ossia tangenziale alla Terra, alla medesima velocità.

    In particolare un corpo ai 2 Poli non si muoverà praticamente mentre uno posizionato all'equatore, punto in cui la Terra compie la rotazione più ampia, avrà una altissima velocità, ben 1.670 km/h, così come l'aria che purtroppo genererebbe violentissimi uragani con venti a 250 km/h, mentre le masse d'aria sarebbero in grado per pressione di uccidere, mentre ad aumentare l'incubo le masse oceniche produrrebbero immensi e catastrofici tsunami ed il magma sotto la crosta superficiale spinto per inerzia erutterebbe in superficie !
    4 risposte · 4 settimane fa
  • Che fine fanno le particelle del vento solare che causano le aurore boreali?

    Migliore risposta: L'invidia di un certo idiota lo spinge a bannare le domande e le risposte superiori al suo livello di analfabetismo. ********** Una parte del flusso di plasma ionizzato del vento solare (una piccolissima parte, quella che genera i fenomeni aurorali), comunque si immette nell'atmosfera terrestre, riuscendo... visualizza altro
    Migliore risposta: L'invidia di un certo idiota lo spinge a bannare le domande e le risposte superiori al suo livello di analfabetismo.

    **********

    Una parte del flusso di plasma ionizzato del vento solare (una piccolissima parte, quella che genera i fenomeni aurorali), comunque si immette nell'atmosfera terrestre, riuscendo ad eludere gli effetti schermanti del campo geomagnetico, la dove lo scudo sarebbe piu' sottile (nelle regioni polari) .

    Non è chiaro, tuttavia, dove finiscano i flussi di elettroni che riuscirebbero ad eludere (ovviamente sempre nelle regioni prossime ai Poli magnetici) l'azione deflettente e riflettente prodotta dalle Fasce di Van Allen, che come è noto, si indebolirebbe notevolmente nei poli magnetici, permettendo al plasma ionizzato di soraccaricare elettricamente le regioni sovrastanti i punti di collisione degli elettroni con gli atomi neutri dell'alta atmosfera, eccitandone gli elettroni di valenza che a loro volta restituirebbero l'energia ricevuta sotto forma di fotoni irradiati anche in banda ottica (fenomeni aurorali).

    Sembra che ampie regioni (elettricamente sovraccariche) possano "liberarsi" di queste particelle grazie a meccanismi di riconnessione magnetica i cui effetti di accelerazione indotti (verso le particelle) provocherebbero una sorta di risucchio del flusso ionizzato (dopo che questo sarebbe riuscito a penetrare la ionosfera, a partire da una quota di circa 80 km).

    Malgrado si possa credere il contrario, i fenomeni aurorali rappresentano un flusso estremamene marginale di particelle elettriche capaci di eludere le barriere geomagnetiche, flusso che (contrariamente ad ogni previsione) verrebbe in buona percentuale captato da un fenomeno non chiaro, ad una quota compresa tra i 500 e 1000 km.

    Si tratta di quote elevate ma rappresentano, nelle regioni polari, una barriera geomagnetica, che se valicata, garantirebbe una via senza "ritorno" dal vento solare verso la direzione degli strati inferiori, sino a generare il fenomeno delle aurore (per poi distribuirsi nella circolazione atmosferica).

    In sostanza, nelle regioni atmosferiche di sovraccarico elettrico, dopo che un certo accumulo di particelle avrebbe avuto luogo, il flusso medesimo di elettroni verrebbe inspiegabilmente "catalizzato", verso direzioni ignote che secondo i ricercatori sarebbero (forse) riconducibili a fenomeni di riconnessione magnetica terrestre.

    Il fenomeno, scoperto solo di recente, in occasione di una importante tempesta magnetica solare, mette in crisi gli schemi dinamici delle Fasce di Van Allen, ma dall'altro lato dimostra che anche in presenza delle piu' potenti tempeste magnetiche, il flusso di particelle capace di raggiungere quote molto basse sarebbe veramente molto marginale (altre letterature sostengono, invece, che la parte del "Leone" sia fatta dalle celle temporalesche, dove avverrebbe un notevole scambio di cariche tra l'alta atmosfera ionizzata dal vento solare e la Terra).


    Riferimenti


    http://www.media.inaf.it/2017/03/06/dove-spariscono-gli-elettroni/
    https://youtu.be/i_x3s8ODaKg
    13 risposte · 1 mese fa
  • Le aurore boreali come venivano interpretate centinaia di anni fa?

    Migliore risposta: Alcuni dei primi osservatori delle aurore boreali  ritenevano che queste spettacolari manifestazioni  luminose visibili nel cielo delle regioni polari fossero dovute alla rifrazione della luce solare da parte dell'atmosfera, con un meccanismo analogo a quello con cui si forma l'arcobaleno. Secondo le loro... visualizza altro
    Migliore risposta: Alcuni dei primi osservatori delle aurore boreali  ritenevano che queste spettacolari manifestazioni  luminose visibili nel cielo delle regioni polari fossero dovute alla rifrazione della luce solare da parte dell'atmosfera, con un meccanismo analogo a quello con cui si forma l'arcobaleno. Secondo le loro ipotesi, le pieghe scintillanti erano causate dai moti atmosferici.

    Il movimento dei «drappeggi» aurorali è provocato non dalla turbolenza atmosferica, ma da variazioni dei campi elettromagnetici che accelerano gli elettroni.

    La natura geomagnetica dell'aurora può essere  osservata chiaramente dallo spazio: centrato su ciascuno dei poli geomagnetici vi è un grande ovale luminoso (l'aurora boreale in corrispondenza del Polo nord e quella australe in corrispondenza del Polo sud), una caratteristica permanente del nostro pianeta.
    6 risposte · 4 settimane fa
  • Problema "astronomico"?

    Migliore risposta: RISPOSTA RAPIDA: se vuoi vedere subito il valore del diametro dello specchio te lo scrivo subito qui: 5 milioni e 320 mila chilometri se l'edificio ha lato di 50 metri, ma poi ho letto in un commento della tua domanda precedente identica a questa... ULTIM'ORA: Ah, volevi sapere per un edificio di 50 metri... visualizza altro
    Migliore risposta: RISPOSTA RAPIDA: se vuoi vedere subito il valore del diametro dello specchio te lo scrivo subito qui: 5 milioni e 320 mila chilometri se l'edificio ha lato di 50 metri, ma poi ho letto in un commento della tua domanda precedente identica a questa...

    ULTIM'ORA: Ah, volevi sapere per un edificio di 50 metri quadrati, con un lato se di pianta quadrata di 7,071 m. In tal caso l'angolo sotteso dal'edifico sarebbe di 3,0832x10e-12 arcosecondi e il diametro dello specchio primario sarebbe allora di 37,62 milioni di km.

    Quello che scrivo in seguito è per spiegare il metodo seguito (veramente ne ho usati due, uno quasi in fondo a questa risposta), scrivere certi importanti concetti che riguardano la visibilità a distanza di un oggetto, ed eseguire i calcoli con spiegazioni su di essi. Se ti accontenti dei valori calcolati (che sono giusti nell'ambito nelle inevitabili approssimazioni in tali questioni), puoi anche fermarti qui, se invece t'interessano dette considerazioni, procedimenti e calcoli, continua pure a leggere (mi farebbe anche piacere, visto che c'ho messo del tempo per calcolare, poi ricalcolare per il valore di 50 mq, verificare procedimenti e calcoli e fornire le opportune spiegazioni... anche se a me piacciono tali esercizi).

    CONSIDERAZIONI, SPIEGAZIONI E CALCOLI.
    La tua domanda è di un certo interesse perché da modo di parlare del potere risolvente degli specchi primari in condizioni ideali, dello ingrandimento minimo realmente risolvente (da applicare però solamente a specchi che abbiano effettivamente tale capacità risolvente); assai spesso si chiama "potere risolvente" quello che in realtà è basato sulla visibilità almeno parziale della separazione delle stelle doppie, e di questo farò io uso perché rende ben distinguibile l'edificio (ma non dei suoi dettagli!)

    Ovviamente la situazione che presenti è ipotetica... per motivi pratici.
    Ma consideriamola pure, anche perché è un tipo d'esercizio che mi piace, oltre ad avere indubbiamente la sua utilità nelle situazioni "reali" che si possono presentare.

    Ora partiamo dalla dimensione di 50 metri quadrati di area (circa 7,071 metri di lato)

    La prima cosa da definire è la dimensione apparente minima che permetta a tale edificio di essere visto e non come semplice puntino. Secondariamente dipende anche dalle condizioni d'illuminazione: ha specificato "su un pianeta in orbita attorno ad una stella", però la sua visibilità varia di molto secondo l'intensità della luce che riceve e anche il suo potere riflettente (ALBEDO) nonché il contrasto con la zona in cui sorge l'edificio: la situazione ottimale sarebbe un edificio illuminato *almeno* come sulla Terra, verniciato d'argento o alluminio e in una larga piazza verniciata di nero opaco... supponiamo quella.

    Dato che non hai specificato se dell'edificio vuoi vedere pure dei dettagli, possiamo stabilire che l'angolo apparente sia quello minimo in cui si veda tale oggetto come un minuscolissimo quadrato? In tal caso nelle condizioni sopra indicate si tratta allora di 3 primi d'arco = 180". E' lo stesso angolo "minimo" che occorre ad un occhio senza aiuto strumentale per vedere come separate le componenti di una stella doppia: è il caso della "doppia doppia" Epsilon Lyrae, in realtà un sistema multiplo.

    NOTA: se si parla di potere risolutivo puro, l'occhio umano nelle condizioni ideali può raggiungere anche i 30 secondi d'arco, ma l'oggetto sarà visto come un semplice punto. Ma non credo che sia questa la tua richiesta.

    Poiché conosciamo la dimensione, convertiamo la distanza da Anni-Luce in chilometri:

    1) 50 AL * 9461*10E9 = 4,7305x10e14 chilometri

    La formula per calcolare il diametro angolare *apparente* di un oggetto visto ad una certa distanza, con entrambi i valori espressi nella stessa unità di misura, e con l'angolo espresso in radianti (si converte poi facilmente in gradi...), è questa:

    2) D = ArcoTangente (Dimensione Lineare / Distanza)

    La distanza in km l'abbiamo già calcolata, la dimensione dell'edificio "corretta" di 50 mq e quindi lato=SQR(50), espressa in km è
    7,0710678 /1000 = 0,0070710678 km

    Applicando la formula 2) si ha:

    D = ArcoTangente ( 0,007071 / 4,7305x10e14)
    D = ArcoTangente (1,49478x10e-17)
    D = 8,56447x10e-16 gradi
    (ho già convertito da radianti a gradi)

    E in secondi d'arco:
    3) D = 8,56447x10e-16 x 3600 = 3,08321x10e-12 secondi d'arco.

    Esso è l'angolo sessagesimale sotteso da un edificio quadrato di 50 metri quadri posto a 50 Anni-Luce di distanza (lato=7,0710678 metri)

    Possiamo ora trovare il diametro minimo dello specchio primario in vari modi.
    Il più immediato è ricorrere a "rimaneggiare" la formula di Dawes, che sulla Terra vale solamente per strumenti ottici di piccole dimensioni oltre che con superfici ottiche ottimamente lavorate, a causa delle limitazioni imposte dalla turbolenza dell'aria. Ma il telescopio è nello spazio lontano dalla Terra, si può supporre che si possa applicare la formula anche per tale colosso (su tale immane dimensione probabilmente vi è qualche altro tipo molto meno evidente di limitazione, anche se il telescopio fosse riuscito alla perfezione, ma non ne teniamo conto per non complicare le cose...)

    Quindi la formula di Dawes dice che il potere risolutivo in arcosecondi è dato da 116 / diametro in millimetri dell'obiettivo. Ma noi sappiamo quale potere risolutivo occorra, e invece vogliamo ottenere proprio il diametro dello specchio primario, quindi usiamo questa formula:

    4) d = 116 / R e poiché R = 3,08321x10e-12 secondi d'arco (visto prima),

    si ha che d = 116 / 3,08321x10e-12 = 3,76231x10e13 millimetri

    vista la dimensione, convertiamo da millimetri a chilometri:

    d = 3,76231x10e13 / 10e6 = 37.623.128 chilometri

    RISPOSTA: Quindi il diametro dello specchio primario del telescopio dev'essere non inferiore a 37 milioni e 620 mila chilometri circa!
    Si badi però che con tale telescopio si potrà teoricamente in condizioni ottimali vedere il palazzo come "qualcosa di più di un semplice punto",
    ma se volessi vedere dei dettagli è un'altra questione... occorrerebbe ancora più grande!

    Ora per ottenere L'INGRANDIMENTO NITIDO MINIMO occorrente, prendiamo il valore discusso sopra, 180", e lo dividiamo per il valore sopra trovato (vedi punti 3 e 4)

    180 / 3,08321x10e-12 = 5,83807x10e13 ingrandimenti (!)

    Circa 58 MILA MILIARDI d'ingrandimenti. Tale valore non è da prendere con questa precisione, ma lo uso per comodità di calcolo: metti pure che possa essere 60.000 miliardi. Al di sotto di tale ingrandimento si potrebbe vedere il palazzo come piccolo puntino senza una vera dimensione avvertibile all'occhio.

    Le condizioni sono in teoria ottimale, trovandosi il telescopio nello spazio fuori da turbolenze atmosferiche... tralasciando altre possibili fonti di perturbazione delle immagini.

    In tale situazione "ideale e perfetta", il telescopio potrebbe avere un ingrandimento massimo utile di 3,762x10e13 x2 = 75.000 miliardi d'ingrandimenti circa.

    CONTROPROVA: Il dettaglio minimo osservabile ad una certa distanza.
    Si ottiene con questa formula: Dimensione = Angolo x Distanza

    Dimensione e distanza devono essere nella stessa unità di misura.
    Qui conviene utilizzare come unità di lunghezza i chilometri, e ovviamente i secondi d'arco come unità di misura angolare. Allora si ha:

    5) Dimensione dettaglio = 4,8x10e-6 x Risoluzione x Distanza

    Nota: tale formula è approssimativa e pertanto può portare ad un errore che ho stimato essere attorno al 1,5% circa al massimo.

    La risoluzione in arcosecondi l'abbiamo calcolata (vedi punto 3), e la distanza in km pure (punto 1). La dimensione minima del dettaglio viene:

    4,8x10e-6 x 3,08321x10e-12 x 4,7305x10e14 chilometri = 0,007 km

    Ossia 7 METRI: valore molto vicino ai 7,071 metri di lato del'edificio, la differenza è circa dell'1% (e avevo avvisato che il secondo procedimento, alla formula 5, ha minore precisione coi valori che usa),
    quindi facendo tale calcolo si conferma in sostanza la validità del metodo usato per calcolare la dimensione dello specchio primario.

    NOTA: un articolo su Internet molto utile e chiaro sulle formule usate lo trovi qui:

    http://astrolab.altervista.org/articoli/...

    NOTA FINALE 1: se tale domanda non la trovassi più, essa sarebbe stata spostata da qualche buontempone del settimo livello: vai nel tuo profilo, seleziona "Domande", vedi in che sezione è stata spostata, poi vai in "Modifica" e sulla opzione "sposta in altra sezione" e riportala nella sezione "Spazio e Astronomia". Poiché si trova al livello 7 (e da lungo...), anche @sesquiossidodip può riportare la domanda (e le risposte) nella giusta sezione, ma nel suo caso occorre selezionare "Risposte" e poi come sopra descritto.

    NOTA FINALE 2 (NON rivolta a @Marta): @bartolomeo, tu non hai scritto il procedimento perché non l'hai manco cercato. Mostrami se ci riesci dove avrei sbagliato, avanti! Anzi ho già visto un tuo grossolano errore. Ti rendi conto che 1 milione di METRI significa 1000 km, ossia quasi nulla in confronto al diametro di milioni di km degli specchi! E a maggior ragione perché non si possono effettuare calcoli di grande precisione, ci si basa su formule che in parte sono empiriche: ossia NON si può definire il diametro minimo assoluto per una certa risoluzione con una precisione elevatissima! E NON SONO Pietro Planezio!
    @Guglielmo, non sapete come funzionano risoluzione, potere risolvente e soprattutto i loro margini d'incertezza! Ad essere asfaltati siete TU e @bartolomeo !

    Saluto @Marta, la richiedente.
    8 risposte · 1 mese fa
  • Avete rotto le biglie in questa sezione con i vostri litigi, battibecchi, multiaccount ed idiozie varie. Ma tutti voi, tutti, fateviuna VITA?

    Non è possibile che ogni volta che apro la sezione trovo litigi, accuse, multiaccount e cazzate simili. Se esiste veramente qualcuno di intelligente fra voi, smettetela. Se una metà non da corda, l'altra si stancherà prima o poi. Quindi, nessuno di voi è intelligente veramente!!
    Non è possibile che ogni volta che apro la sezione trovo litigi, accuse, multiaccount e cazzate simili. Se esiste veramente qualcuno di intelligente fra voi, smettetela. Se una metà non da corda, l'altra si stancherà prima o poi. Quindi, nessuno di voi è intelligente veramente!!
    14 risposte · 1 mese fa
  • La teoria dell'Universo a espansione oscillante ha conferme osservative?

    Migliore risposta: Conferme osservative ? Principalmente solo teoriche (anche se possiede una presunta base misurativa). La teoria dell'espansione oscillante è' un'ipotesi nata come modello matematico sviluppato nei calcolatori. Se si crede all'affidabilità delle "Supernovae Ia Candele Standard" (molti... visualizza altro
    Migliore risposta: Conferme osservative ?
    Principalmente solo teoriche (anche se possiede una presunta base misurativa). La teoria dell'espansione oscillante è' un'ipotesi nata come modello matematico sviluppato nei calcolatori. Se si crede all'affidabilità delle "Supernovae Ia Candele Standard" (molti astrofisici non le considerano del tutto attendibili) le prove sarebbero intrinseche ai valori di red-shift misurati su campioni di "candele standard" distribuite a distanze cosmologiche differenti (sembra non esistere una linearita' tra effetto Doppler e distanza cosmologica, quasi a credere che l'Universo si espanda con accelerazioni differenti nel corso del tempo).

    Allo stato attuale delle cose è una ipotesi in attesa di conferme.
    E' un'ipotesi formulata alcuni anni fa da due fisici della University of Southern Mississippi, Lawrence Mead e Harry Ringermacher.
    Non deve essere confusa con altre teorie, come quelle dell'Universo ciclico oscillante, alternato da Big Bang e Big Crunch.

    Secondo la loro ricostruzione sistemica delle misurazioni Doppler di varie Supernovae Ia, il tasso di accelerazione delle medesime (in funzione della distanza) sembra non seguire una linea "esponenziale" ma alternante (come se vi fossero dei cicli nella fasi di maggiore espansione, detti anche "punti inflattivi" seguiti da intervalli di espansione smorzata, rallentata, successivamente seguiti da nuove fasi di espansione accelerata).

    Secondo lo studio di questi fisici vi sarebbero tre picchi di massima accelerazione alternati da tre picchi di espansione minima. La fase attuale sarebbe la settima, (quarta per l' espansione accelerata).
    L'ipotesi configurerebbe i cicli di oscillazione lungo l'intera evoluzione temporale del cosmo di 13,7 miliardi di anni.

    La scoperta, piu' che essere osservativa (come anticipato), sembra scaturire da un ragionamento astratto sviluppatosi quando si trasferirono in forma grafica e computerizzata le stime delle distanze cosmologiche delle supernovae, da quelle piu' vicine a quelle piu' distanti (insieme ad altri parmetri oggetto di ricalcolo come la costante di Hubble per le ere cosmologiche interessate a questi cicli inflattivi e di smorzamento e le densità teoriche della distribuzione della materia oscura).

    Si tratta, quindi, di un modello matematico in parte avuto origine da elaborazioni al calcolatore, che si sovrappone, senza sostituirlo, al parametro di densita' della materia oscura, (Modello Lambda CDM).
    Tuttavia è una ipotesi che pur essendo scaturita da misurazioni strumentali è in attesa di conferme e le polemiche (ormai vi sono piu' teorie che osservazioni) nel merito di questa teoria (come di quella che nel 1998 sanci' valori di accelerazione e distanza inattesi per le supernovae Ia piu' remote) non mancano.

    Riferimenti

    http://www.media.inaf.it/2015/06/29/luniverso-si-espande-oscillando/
    http://www.infinitoteatrodelcosmo.it/2015/07/01/universo-oscillante-o-universo-strappato-troppe-teorie-e-poche-osservazioni/
    12 risposte · 1 mese fa
  • Quante galassie riusciamo a vedere con i telescopi?

    Migliore risposta: Le galassie che si vedono nell’universo osservabile coi telescopi sono oltre 1000000, il loro diametro è in un range che va da 10.000 a 1 milione di A.L., mediamente hanno un diametro di 50.000 A.L. poi ci sono quelle nane e compatte, più piccole. L' Hubble Ultra Deep Field, una piccola porzione di cielo se ne... visualizza altro
    Migliore risposta: Le galassie che si vedono nell’universo osservabile coi telescopi sono oltre 1000000, il loro diametro è in un range che va da 10.000 a 1 milione di A.L., mediamente hanno un diametro di 50.000 A.L. poi ci sono quelle nane e compatte, più piccole.

    L' Hubble Ultra Deep Field, una piccola porzione di cielo se ne trovano circa 10000 galassie, nell'Universo Osservabile, sfera di Hubble, il numero di galassie sarebbe compreso tra i 300 ed i 500 miliardi, con il James Webb Space Telescope (JWST), lancio pianificato nel 2018 andremo oltre.
    4 risposte · 4 settimane fa
  • Visto che è proprio OSSESSIONATO da questo problema: Una pallina di pongo PUO' accelerare il moto di rotazione della Terra?

    Migliore risposta: Quando ti poni tante domande è filosofia, quando cerchi tante soluzioni è scienza, quando hai una risposta per tutto è religione.
    Migliore risposta: Quando ti poni tante domande è filosofia, quando cerchi tante soluzioni è scienza, quando hai una risposta per tutto è religione.
    3 risposte · 4 settimane fa
  • Gli atomi di carbonio come si sono formati?

    Migliore risposta: Grazie al radiotelescopio ALMA (Atacama Large Millimeter/Submillimeter Array) il team del California Institute of Technology ha scoperto esili tracce di atomi di carbonio presenti nei gas interstellari di ancestrali galassie, risalenti a circa 12,8 miliardi di anni, quindi appena 1 miliardo di anni dopo il Big... visualizza altro
    Migliore risposta: Grazie al radiotelescopio ALMA (Atacama Large Millimeter/Submillimeter Array) il team del California Institute of Technology ha scoperto esili tracce di atomi di carbonio presenti nei gas interstellari di ancestrali galassie, risalenti a circa 12,8 miliardi di anni, quindi appena 1 miliardo di anni dopo il Big Bang, segno questo che già le prime megastelle di popolazione III erano esplose come supernovae ed avevano fertilizzato il cosmo con elementi più pesanti sintetizzati nei loro processi nucleari. Già in quella primordiale fase le galassie erano formate ed in esse erano presenti molecole più pesanti dell'idrogeno come appunto il carbonio, ALMA ha rilevato un'emissione a lunghezze d’onda millimetriche da atomi di carbonio ionizzato, presenti in astri facenti parte di 9 primordiali galassie lontane circa 13 miliardi di anni luce. In quei primordi le megastelle di popolazione III erano già esplose in supernove, irrorando il mezzo interstellare di polveri di elementi pesanti, per lo più di carbonio, silicio e ossigeno, le velocità di questi flussi sono molto elevate, fino a 380 km/s, mentre a percentuale di carbonio è logicamente più bassa rispetto a quello presente in galassie più evolute, nate solo 2 miliardi di anni dopo, che sono piene di una polvere di elementi pesanti.

    ALMA ha inoltre consentito di scoprire che a differenza di ciò che si era sempre ritenuto, queste antiche galassie del giovane universo erano già simili alle normali presenti oggi, le loro masse infatti variano in un range tra i 10 ed i 100 miliardi di M☉ (Massa solare = 1,9891 × 10^30 kg), quindi confrontabili ad esempio con la nostra Via Lattea.

    https://youtu.be/DbYn2KZWdLs
    4 risposte · 4 settimane fa
  • Le stelle possono avere scie come le comete?

    Migliore risposta: Mira Ceti (una Gigante Rossa classificata come stella variabile) è' una stella che possiede una "coda" o "scia"di plasma stellare (Carbonio, Ossigeno e altri elementi) che si estende per 13 anni luce (forse l'unico caso documentabile per una stella). Perde l'equivalente di una massa... visualizza altro
    Migliore risposta: Mira Ceti (una Gigante Rossa classificata come stella variabile) è' una stella che possiede una "coda" o "scia"di plasma stellare (Carbonio, Ossigeno e altri elementi) che si estende per 13 anni luce (forse l'unico caso documentabile per una stella). Perde l'equivalente di una massa terrestre ogni 10 anni circa.

    Mira Ceti (Mira A) variabile pulsante (costellazione della Balena) dista 409 anni luce dal Sole (classe spettrale M7 IIIe, 1,18 Masse Solari, un raggio medio variabile tra 332 e 402 volte il raggio del Sole) oltre a distinguersi per una variabilita' magnitudinale notevole (la luminosita' puo' variare, in un ciclo di 332 giorni, anche di un valore pari a 14,50 volte, ma con escursioni "storiche" di 1700 volte) e per essere, forse, la gigante rossa piu' fredda (nella sua variabilità anche la temperatura oscilla raggiungendo limiti minimi di 2000 K) è anche l'unica stella con una coda di massa plasmatica che viene persa nella sua orbita intorno ad un comune centro di massa.

    Le cause all'origine di questa notevole perdita di massa sono dovute a molteplici fattori (uno dei principali sono getti di vento stellare espulsi dalla stella, pare in direzione opposta a quella di moto orbitale).
    Tra la varie cause vi sarebbe la fase di espansione in cui essa si trova (ramo astintotico del diagramma H-R delle stelle giganti) ed al conseguente indebolimento del legame gravitazionale dei suoi strati piu' esterni con il nucleo centrale, alla variabilita' del suo raggio (è un stella pulsante con velocita' radiali oscillanti dei gas superficiali). Un ultimo fattore di non minore importanza è una componente di moto molto elevata, di circa 130 km/s (circa 460.000 km/h).

    Pare che l'altissima velocita' posseduta dalla stella sia conseguente ad una spinta gravitazionale (effetto fionda) da parte di altre stelle che transitarono nelle sue vicinanze in un recente passato
    Mira A non è una stella solitaria essendo parte di un sistema binario che la vede "gemellata" con Mira B (VZ Ceti, anch'essa stalla variabile "nova simbiotica").
    Mira B viene classificata come simile a una Nana Bianca. Le forze mareali causano trasferimenti di massa dalla Gigante Rossa verso la Nana Bianca. Il fenomeno (unito alla scia di plasma) contribuisce a diffondere nello spazio materia interstellare ed elementi nucleari da cui possono originarsi nuove stelle).

    La coda di Mira A venne scoperta solo nel 2007 (telescopio GALEX) essendo composta da materiale incandescente che irradia solo in banda ultravioletta UV, emissione sfuggita ad altri telescopi (per lungo tempo).
    La dispersione di materiale incandescente (l'effetto cometa è conseguenza di un'onda d'urto prodotta da un getto di vento stellare espulso dalle regioni polari di Mira) non si limiterebbe alla coda ma anche ad aree di emissione secondaria atte a formare una specie di arco che si estende dal lato frontale della stella sino all'area posteriore, anche se la piu' imponente scia rimane la "coda" avente un'estensione di 13 anni luce (scia di materiale turbolento che per effetto della velocita' di espulsione e per il debole legame gravitazionale rimane convogliata dietro la stella).

    Pare che la scia sia destinata a formare un guscio esterno di nebulosa, quando della stella Mira Ceti sarà rimasto solo il suo nucleo di Nana Bianca.


    Riferimenti

    https://it.wikipedia.org/wiki/Mira_(astronomia)
    https://www.astronomia.com/2007/08/27/una-stella-con-la-coda/
    http://memospa.overblog.com/mira-ceti-la-stella-proiettile-dall-immensa-scia#.WT2a4cbOPIU
    16 risposte · 1 mese fa
  • Gli alieni teoricamente con la loro tecnologia superiore che armi avranno potuto inventare?

    Migliore risposta: nel poema indiano maccabarata si parla di armi che facevano impazzire, senza pero' uccidere.
    Migliore risposta: nel poema indiano maccabarata si parla di armi che facevano impazzire, senza pero' uccidere.
    4 risposte · 4 settimane fa
  • Come si vedrebbe il Sole da Mercurio [fate un esempio] ???

    Come si vedrebbe il Sole da Mercurio [fate un esempio] ???

    Migliore risposta: A parte che come ti hanno detto ti bruceresti gli occhi, cmq supponendo tu sia riuscito a schermarti in un manufatto nel sottosuolo ed avessi una serie di potenti filtri ottici che ti permettono di osservarlo o meglio una camera CCD, da Mercurio il Sole che è solo ad una distanza media di 0,3871 UA = 58065000, poco... visualizza altro
    Migliore risposta: A parte che come ti hanno detto ti bruceresti gli occhi, cmq supponendo tu sia riuscito a schermarti in un manufatto nel sottosuolo ed avessi una serie di potenti filtri ottici che ti permettono di osservarlo o meglio una camera CCD, da Mercurio il Sole che è solo ad una distanza media di 0,3871 UA = 58065000, poco più di 58 milioni, contro i 150 milioni della Terra, apparirebbe grande fino a circa 1°,30', con una magnitudine che sfiora la -29, mentre dalla Terra lo vedi grande circa mezzo grado.
    7 risposte · 1 mese fa
  • Perchè nel 2017 della gente pensa che la terra sia piatta?

    Anche se ci sono decine e decine di prove che mostrano la sfericità della terra?
    Anche se ci sono decine e decine di prove che mostrano la sfericità della terra?
    23 risposte · 1 mese fa
  • Studio NASA per missioni su Urano e Nettuno: risultati tra 25 anni come minimo?

    E' uno studio approfondito, appena uscito. Sono 500 e passa pagine (in inglese), il link è questo: http://www.lpi.usra.edu/icegiants/mission_study/Full-Report.pdf Ve lo segnalo. E, visto che ci devo anche fare sopra una domanda: gli orbiter non riusciranno a arrivare alla meta prima del 2042-2043 (devono... visualizza altro
    E' uno studio approfondito, appena uscito. Sono 500 e passa pagine (in inglese), il link è questo: http://www.lpi.usra.edu/icegiants/missio... Ve lo segnalo. E, visto che ci devo anche fare sopra una domanda: gli orbiter non riusciranno a arrivare alla meta prima del 2042-2043 (devono essere per forza due missioni distinte perché non c'è possibilità di raggiungere i due pianeti con un solo orbiter). Vale la pena aspettare un quarto di secolo per i risultati scientifici degli orbiter e delle sonde? 25 anni sono tanti, nel frattempo la tecnologia progredisce e i telescopi / spettroscopi a Terra e in orbita pure. Argomentate, argomentate!
    4 risposte · 1 mese fa
  • Perché Marte a volte nelle foto globali è marroncino e a volte invece rosso? Che cosa cambia?

    Migliore risposta: dipende dal mezzo di registrazione/restituzione delle immagini. il problema non è limitato a Marte.
    Migliore risposta: dipende dal mezzo di registrazione/restituzione delle immagini. il problema non è limitato a Marte.
    7 risposte · 1 mese fa