• Che fine fanno le particelle del vento solare che causano le aurore boreali?

    Migliore risposta: L'invidia di un certo idiota lo spinge a bannare le domande e le risposte superiori al suo livello di analfabetismo. ********** Una parte del flusso di plasma ionizzato del vento solare (una piccolissima parte, quella che genera i fenomeni aurorali), comunque si immette nell'atmosfera terrestre, riuscendo... visualizza altro
    Migliore risposta: L'invidia di un certo idiota lo spinge a bannare le domande e le risposte superiori al suo livello di analfabetismo.

    **********

    Una parte del flusso di plasma ionizzato del vento solare (una piccolissima parte, quella che genera i fenomeni aurorali), comunque si immette nell'atmosfera terrestre, riuscendo ad eludere gli effetti schermanti del campo geomagnetico, la dove lo scudo sarebbe piu' sottile (nelle regioni polari) .

    Non è chiaro, tuttavia, dove finiscano i flussi di elettroni che riuscirebbero ad eludere (ovviamente sempre nelle regioni prossime ai Poli magnetici) l'azione deflettente e riflettente prodotta dalle Fasce di Van Allen, che come è noto, si indebolirebbe notevolmente nei poli magnetici, permettendo al plasma ionizzato di soraccaricare elettricamente le regioni sovrastanti i punti di collisione degli elettroni con gli atomi neutri dell'alta atmosfera, eccitandone gli elettroni di valenza che a loro volta restituirebbero l'energia ricevuta sotto forma di fotoni irradiati anche in banda ottica (fenomeni aurorali).

    Sembra che ampie regioni (elettricamente sovraccariche) possano "liberarsi" di queste particelle grazie a meccanismi di riconnessione magnetica i cui effetti di accelerazione indotti (verso le particelle) provocherebbero una sorta di risucchio del flusso ionizzato (dopo che questo sarebbe riuscito a penetrare la ionosfera, a partire da una quota di circa 80 km).

    Malgrado si possa credere il contrario, i fenomeni aurorali rappresentano un flusso estremamene marginale di particelle elettriche capaci di eludere le barriere geomagnetiche, flusso che (contrariamente ad ogni previsione) verrebbe in buona percentuale captato da un fenomeno non chiaro, ad una quota compresa tra i 500 e 1000 km.

    Si tratta di quote elevate ma rappresentano, nelle regioni polari, una barriera geomagnetica, che se valicata, garantirebbe una via senza "ritorno" dal vento solare verso la direzione degli strati inferiori, sino a generare il fenomeno delle aurore (per poi distribuirsi nella circolazione atmosferica).

    In sostanza, nelle regioni atmosferiche di sovraccarico elettrico, dopo che un certo accumulo di particelle avrebbe avuto luogo, il flusso medesimo di elettroni verrebbe inspiegabilmente "catalizzato", verso direzioni ignote che secondo i ricercatori sarebbero (forse) riconducibili a fenomeni di riconnessione magnetica terrestre.

    Il fenomeno, scoperto solo di recente, in occasione di una importante tempesta magnetica solare, mette in crisi gli schemi dinamici delle Fasce di Van Allen, ma dall'altro lato dimostra che anche in presenza delle piu' potenti tempeste magnetiche, il flusso di particelle capace di raggiungere quote molto basse sarebbe veramente molto marginale (altre letterature sostengono, invece, che la parte del "Leone" sia fatta dalle celle temporalesche, dove avverrebbe un notevole scambio di cariche tra l'alta atmosfera ionizzata dal vento solare e la Terra).


    Riferimenti


    http://www.media.inaf.it/2017/03/06/dove-spariscono-gli-elettroni/
    https://youtu.be/i_x3s8ODaKg
    17 risposte · Spazio e astronomia · 6 giorni fa
  • Problema "astronomico"?

    Migliore risposta: RISPOSTA RAPIDA: se vuoi vedere subito il valore del diametro dello specchio te lo scrivo subito qui: 5 milioni e 320 mila chilometri se l'edificio ha lato di 50 metri, ma poi ho letto in un commento della tua domanda precedente identica a questa... ULTIM'ORA: Ah, volevi sapere per un edificio di 50 metri... visualizza altro
    Migliore risposta: RISPOSTA RAPIDA: se vuoi vedere subito il valore del diametro dello specchio te lo scrivo subito qui: 5 milioni e 320 mila chilometri se l'edificio ha lato di 50 metri, ma poi ho letto in un commento della tua domanda precedente identica a questa...

    ULTIM'ORA: Ah, volevi sapere per un edificio di 50 metri quadrati, con un lato se di pianta quadrata di 7,071 m. In tal caso l'angolo sotteso dal'edifico sarebbe di 3,0832x10e-12 arcosecondi e il diametro dello specchio primario sarebbe allora di 37,62 milioni di km.

    Quello che scrivo in seguito è per spiegare il metodo seguito (veramente ne ho usati due, uno quasi in fondo a questa risposta), scrivere certi importanti concetti che riguardano la visibilità a distanza di un oggetto, ed eseguire i calcoli con spiegazioni su di essi. Se ti accontenti dei valori calcolati (che sono giusti nell'ambito nelle inevitabili approssimazioni in tali questioni), puoi anche fermarti qui, se invece t'interessano dette considerazioni, procedimenti e calcoli, continua pure a leggere (mi farebbe anche piacere, visto che c'ho messo del tempo per calcolare, poi ricalcolare per il valore di 50 mq, verificare procedimenti e calcoli e fornire le opportune spiegazioni... anche se a me piacciono tali esercizi).

    CONSIDERAZIONI, SPIEGAZIONI E CALCOLI.
    La tua domanda è di un certo interesse perché da modo di parlare del potere risolvente degli specchi primari in condizioni ideali, dello ingrandimento minimo realmente risolvente (da applicare però solamente a specchi che abbiano effettivamente tale capacità risolvente); assai spesso si chiama "potere risolvente" quello che in realtà è basato sulla visibilità almeno parziale della separazione delle stelle doppie, e di questo farò io uso perché rende ben distinguibile l'edificio (ma non dei suoi dettagli!)

    Ovviamente la situazione che presenti è ipotetica... per motivi pratici.
    Ma consideriamola pure, anche perché è un tipo d'esercizio che mi piace, oltre ad avere indubbiamente la sua utilità nelle situazioni "reali" che si possono presentare.

    Ora partiamo dalla dimensione di 50 metri quadrati di area (circa 7,071 metri di lato)

    La prima cosa da definire è la dimensione apparente minima che permetta a tale edificio di essere visto e non come semplice puntino. Secondariamente dipende anche dalle condizioni d'illuminazione: ha specificato "su un pianeta in orbita attorno ad una stella", però la sua visibilità varia di molto secondo l'intensità della luce che riceve e anche il suo potere riflettente (ALBEDO) nonché il contrasto con la zona in cui sorge l'edificio: la situazione ottimale sarebbe un edificio illuminato *almeno* come sulla Terra, verniciato d'argento o alluminio e in una larga piazza verniciata di nero opaco... supponiamo quella.

    Dato che non hai specificato se dell'edificio vuoi vedere pure dei dettagli, possiamo stabilire che l'angolo apparente sia quello minimo in cui si veda tale oggetto come un minuscolissimo quadrato? In tal caso nelle condizioni sopra indicate si tratta allora di 3 primi d'arco = 180". E' lo stesso angolo "minimo" che occorre ad un occhio senza aiuto strumentale per vedere come separate le componenti di una stella doppia: è il caso della "doppia doppia" Epsilon Lyrae, in realtà un sistema multiplo.

    NOTA: se si parla di potere risolutivo puro, l'occhio umano nelle condizioni ideali può raggiungere anche i 30 secondi d'arco, ma l'oggetto sarà visto come un semplice punto. Ma non credo che sia questa la tua richiesta.

    Poiché conosciamo la dimensione, convertiamo la distanza da Anni-Luce in chilometri:

    1) 50 AL * 9461*10E9 = 4,7305x10e14 chilometri

    La formula per calcolare il diametro angolare *apparente* di un oggetto visto ad una certa distanza, con entrambi i valori espressi nella stessa unità di misura, e con l'angolo espresso in radianti (si converte poi facilmente in gradi...), è questa:

    2) D = ArcoTangente (Dimensione Lineare / Distanza)

    La distanza in km l'abbiamo già calcolata, la dimensione dell'edificio "corretta" di 50 mq e quindi lato=SQR(50), espressa in km è
    7,0710678 /1000 = 0,0070710678 km

    Applicando la formula 2) si ha:

    D = ArcoTangente ( 0,007071 / 4,7305x10e14)
    D = ArcoTangente (1,49478x10e-17)
    D = 8,56447x10e-16 gradi
    (ho già convertito da radianti a gradi)

    E in secondi d'arco:
    3) D = 8,56447x10e-16 x 3600 = 3,08321x10e-12 secondi d'arco.

    Esso è l'angolo sessagesimale sotteso da un edificio quadrato di 50 metri quadri posto a 50 Anni-Luce di distanza (lato=7,0710678 metri)

    Possiamo ora trovare il diametro minimo dello specchio primario in vari modi.
    Il più immediato è ricorrere a "rimaneggiare" la formula di Dawes, che sulla Terra vale solamente per strumenti ottici di piccole dimensioni oltre che con superfici ottiche ottimamente lavorate, a causa delle limitazioni imposte dalla turbolenza dell'aria. Ma il telescopio è nello spazio lontano dalla Terra, si può supporre che si possa applicare la formula anche per tale colosso (su tale immane dimensione probabilmente vi è qualche altro tipo molto meno evidente di limitazione, anche se il telescopio fosse riuscito alla perfezione, ma non ne teniamo conto per non complicare le cose...)

    Quindi la formula di Dawes dice che il potere risolutivo in arcosecondi è dato da 116 / diametro in millimetri dell'obiettivo. Ma noi sappiamo quale potere risolutivo occorra, e invece vogliamo ottenere proprio il diametro dello specchio primario, quindi usiamo questa formula:

    4) d = 116 / R e poiché R = 3,08321x10e-12 secondi d'arco (visto prima),

    si ha che d = 116 / 3,08321x10e-12 = 3,76231x10e13 millimetri

    vista la dimensione, convertiamo da millimetri a chilometri:

    d = 3,76231x10e13 / 10e6 = 37.623.128 chilometri

    RISPOSTA: Quindi il diametro dello specchio primario del telescopio dev'essere non inferiore a 37 milioni e 620 mila chilometri circa!
    Si badi però che con tale telescopio si potrà teoricamente in condizioni ottimali vedere il palazzo come "qualcosa di più di un semplice punto",
    ma se volessi vedere dei dettagli è un'altra questione... occorrerebbe ancora più grande!

    Ora per ottenere L'INGRANDIMENTO NITIDO MINIMO occorrente, prendiamo il valore discusso sopra, 180", e lo dividiamo per il valore sopra trovato (vedi punti 3 e 4)

    180 / 3,08321x10e-12 = 5,83807x10e13 ingrandimenti (!)

    Circa 58 MILA MILIARDI d'ingrandimenti. Tale valore non è da prendere con questa precisione, ma lo uso per comodità di calcolo: metti pure che possa essere 60.000 miliardi. Al di sotto di tale ingrandimento si potrebbe vedere il palazzo come piccolo puntino senza una vera dimensione avvertibile all'occhio.

    Le condizioni sono in teoria ottimale, trovandosi il telescopio nello spazio fuori da turbolenze atmosferiche... tralasciando altre possibili fonti di perturbazione delle immagini.

    In tale situazione "ideale e perfetta", il telescopio potrebbe avere un ingrandimento massimo utile di 3,762x10e13 x2 = 75.000 miliardi d'ingrandimenti circa.

    CONTROPROVA: Il dettaglio minimo osservabile ad una certa distanza.
    Si ottiene con questa formula: Dimensione = Angolo x Distanza

    Dimensione e distanza devono essere nella stessa unità di misura.
    Qui conviene utilizzare come unità di lunghezza i chilometri, e ovviamente i secondi d'arco come unità di misura angolare. Allora si ha:

    5) Dimensione dettaglio = 4,8x10e-6 x Risoluzione x Distanza

    Nota: tale formula è approssimativa e pertanto può portare ad un errore che ho stimato essere attorno al 1,5% circa al massimo.

    La risoluzione in arcosecondi l'abbiamo calcolata (vedi punto 3), e la distanza in km pure (punto 1). La dimensione minima del dettaglio viene:

    4,8x10e-6 x 3,08321x10e-12 x 4,7305x10e14 chilometri = 0,007 km

    Ossia 7 METRI: valore molto vicino ai 7,071 metri di lato del'edificio, la differenza è circa dell'1% (e avevo avvisato che il secondo procedimento, alla formula 5, ha minore precisione coi valori che usa),
    quindi facendo tale calcolo si conferma in sostanza la validità del metodo usato per calcolare la dimensione dello specchio primario.

    NOTA: un articolo su Internet molto utile e chiaro sulle formule usate lo trovi qui:

    http://astrolab.altervista.org/articoli/...

    NOTA FINALE 1: se tale domanda non la trovassi più, essa sarebbe stata spostata da qualche buontempone del settimo livello: vai nel tuo profilo, seleziona "Domande", vedi in che sezione è stata spostata, poi vai in "Modifica" e sulla opzione "sposta in altra sezione" e riportala nella sezione "Spazio e Astronomia". Poiché si trova al livello 7 (e da lungo...), anche @sesquiossidodip può riportare la domanda (e le risposte) nella giusta sezione, ma nel suo caso occorre selezionare "Risposte" e poi come sopra descritto.

    NOTA FINALE 2 (NON rivolta a @Marta): @bartolomeo, tu non hai scritto il procedimento perché non l'hai manco cercato. Mostrami se ci riesci dove avrei sbagliato, avanti! Anzi ho già visto un tuo grossolano errore. Ti rendi conto che 1 milione di METRI significa 1000 km, ossia quasi nulla in confronto al diametro di milioni di km degli specchi! E a maggior ragione perché non si possono effettuare calcoli di grande precisione, ci si basa su formule che in parte sono empiriche: ossia NON si può definire il diametro minimo assoluto per una certa risoluzione con una precisione elevatissima! E NON SONO Pietro Planezio!
    @Guglielmo, non sapete come funzionano risoluzione, potere risolvente e soprattutto i loro margini d'incertezza! Ad essere asfaltati siete TU e @bartolomeo !

    Saluto @Marta, la richiedente.
    6 risposte · Spazio e astronomia · 6 giorni fa
  • Urgente!!! Ricerca: Chi ha scoperto la luna ?

    Migliore risposta: Secondo l'abate Ussher la scoprì Adamo, la sera DOPO essere stato creato, non ricordo bene se Giovedì 27 o Venerdì 28 Ottobre del 4.004 a.C.
    Ciao
    Migliore risposta: Secondo l'abate Ussher la scoprì Adamo, la sera DOPO essere stato creato, non ricordo bene se Giovedì 27 o Venerdì 28 Ottobre del 4.004 a.C.
    Ciao
    8 risposte · Spazio e astronomia · 5 giorni fa
  • Potete aiutarmi con un problema di matematica per favore.. è urgente?

    "Due materiali A e B pesano insieme 14 kg e pesano 412,50 Euro. 500 g di A costan 11 Euro. 250 g di B costano 10,25 Euro. Quanti kg di A e B sono mischiati insieme? " (Soluzioni A=8.5kg B=5.5kg) Facccio una statua a chi riesce a spiegarmelo. Grazie mille in anticipo
    "Due materiali A e B pesano insieme 14 kg e pesano 412,50 Euro. 500 g di A costan 11 Euro. 250 g di B costano 10,25 Euro. Quanti kg di A e B sono mischiati insieme? " (Soluzioni A=8.5kg B=5.5kg) Facccio una statua a chi riesce a spiegarmelo. Grazie mille in anticipo
    7 risposte · Matematica · 6 giorni fa
  • Minimo comune multiplo tra 3 e 6?

    Migliore risposta: 6
    Migliore risposta: 6
    10 risposte · Matematica · 5 giorni fa
  • Come posso migliorare in matematica?

    Migliore risposta: devi cercare di capire bene gli argomenti ed esercitarti tantissimo, facendo in questo modo io sono passata da 4 a 8 :)
    Migliore risposta: devi cercare di capire bene gli argomenti ed esercitarti tantissimo, facendo in questo modo io sono passata da 4 a 8 :)
    8 risposte · Matematica · 5 giorni fa
  • A quanti chilometri di distanza la terra comincia ad attrarre i corpi nel suo campo gravitazionale?

    Migliore risposta: @sesquiossidodip, nella vita, non hai nulla di alternativo dal fare danni nelle sezioni di fisica e astronomia ? (qui hai risposto con 3 multiaccount, oubaas, ex prof non so chi sia peggio tra i 3, qui sicuramente il peggio è stato fatto con sesquiossidodip). La tua risposta, sesquiossidodip, contiene errori : 1)... visualizza altro
    Migliore risposta: @sesquiossidodip, nella vita, non hai nulla di alternativo dal fare danni nelle sezioni di fisica e astronomia ? (qui hai risposto con 3 multiaccount, oubaas, ex prof non so chi sia peggio tra i 3, qui sicuramente il peggio è stato fatto con sesquiossidodip).

    La tua risposta, sesquiossidodip, contiene errori :

    1) Non esisterebbe un'interazione gravitazionale se nell'Universo ci fosse una sola massa (la Terra).
    Motivi ?
    Nel calcolo della forza d'interazione gravitazionale tra due masse, questa interazione reciproca dipende da entrambi i loro valori, cioè dalla "quantità di materia" contenuta nel sistema che costituisce i loro corpi.

    Per il terzo principio della dinamica la forza esercitata tra due masse è uguale in modulo e direzione, ma di verso opposto.
    L'interazione gravitazionale è intesa come l'azione di forza attrattiva risultante che una massa esercita nei confronti di una seconda massa.

    Considerando una sola massa (anche solo a titolo d'esempio) decade il III° principio della dinamica (avremmo solo una massa con un campo gravitazionale che non interagirebbe con nulla).

    2) Come ha scritto @FalcoOrebilit, l'interazione gravitazionale ha raggio infinito e una massa potrebbe risentire dell'attrazione terrestre a distanze cosmologiche pari alle dimensioni dell'Universo. La presenza di altre masse (stelle e pianeti) produce perturbazioni, ma non annulla il raggio di forza d'azione infinito che una massa planetaria o stellare esercita nello spazio (avere risultante zero tra due masse non equivale ad un limite del suo raggio di interazione gravitazionale).
    Nonostante la formulazione della Relatività einsteinana (che non considera la gravità come una forza diretta tra masse), le leggi matematiche della gravitazione universale non sono state sostituite dalle equazioni di campo di Einstein.
    Nel senso che la formula F = Gm1m2/d^2 ha tutt'oggi valore e utilita' e come chiunque potrebbe notare e capire, anche per valori "astronomici" assunti da d^2, il valore di F tra due masse NON E' MAI NULLO, QUINDI E' ERRATO SOSTENERE CHE LE PERTURBAZIONI INTRODOTTE DA ALTRE MASSE RIDUCANO IL RAGGIO D'AZIONE DELLA INTERAZIONE GRAVITAZIONALE.

    3) @sesquiossidodip, non hai notato che nella domanda c'è un refuso? Non sobbiamo ragionare in termini di raggio d'azione di un campo gravitazionale (matematicamente di raggio d'azione infinito anch'esso, dato che g = GM/r^2, g non assumera' mai valori nulli e il concetto di infinito è un formalismo matematico necessario per spiegare determinate dinamiche orbitali e di velocità di fuga). Dobbiamo ragionare in termini di interazione.

    4) La Sfera di Hill non equivale al raggio limite d'interazione (o influenza) gravitazionale di una massa (verso altre masse) ma l'influenza gravitazionale di un corpo celeste rispetto alle perturbazioni di un secondo corpo di massa maggiore del primo.
    Non restituisce un limite nullo dell'interazione gravitazionale tra due masse ma il valore vettoriale (somma delle due forze) delle due forze interagenti devono avere per una Fg risultante orientata verso la massa centrale, quindi non indica una distanza massima dove la forza gravitazionale si annulla, (intesa come interazione tra masse). La sfera di Hill calcola un punto di risultante nullo (punto di Lagrange) delle reciproche forze dove una terza massa, come un satellite artificiale, potrebbe orbitare senza risentire delle perturbazioni di uno dei due corpi e orbitare con la stessa velocita' angolare del corpo minore, gia' in interazione con la massa centrale (mi rendo conto che non sia facile spiegarlo e capirlo, ovviamente per sesquio è una Mission Impossible anche il solo leggerlo da Wikipedia).

    Ritornando alla domanda, la Terra attrae i corpi ad una distanza matematicamente infinita. Entrano in gioco altri fattori perturbativi che vedono l'azione di pianeti di massa maggiore e dello stesso campo gravitazionale del Sole, ma non esiste un limite e questo limite non è espresso dalla Sfera di Hill (sesquio, che ne pensi di ritornare a gestire un bel ristorantino ?).

    Ottimo, per uno che vanta di rappresentare il pensiero di Zuckerberg (e delle massonerie e multinazionali che vi sono dietro) dell'immortalita' del sapere universale nella rete internet = immortalità degli utenti che lo diffonderebbero.

    Temo che di immortale ci siano solo le boiate di sesquio.
    7 risposte · Fisica · 6 giorni fa
  • Perché Marte a volte nelle foto globali è marroncino e a volte invece rosso? Che cosa cambia?

    Migliore risposta: dipende dal mezzo di registrazione/restituzione delle immagini. il problema non è limitato a Marte.
    Migliore risposta: dipende dal mezzo di registrazione/restituzione delle immagini. il problema non è limitato a Marte.
    7 risposte · Spazio e astronomia · 6 giorni fa
  • Che ***** è l'espressione analitica di una retta?

    Parlo della geometria 3d. Ci sono l'espressione parametrica e quella cartesiana, che conosco, quale sarebbe quella analitica?
    Parlo della geometria 3d. Ci sono l'espressione parametrica e quella cartesiana, che conosco, quale sarebbe quella analitica?
    5 risposte · Tauromachia · 5 giorni fa
  • Problema "astronomico"?

    Migliore risposta: Allora, proviamo a fare una stima mooolto grezza: un palazzo largo 50 metri da 50 anni luce avrebbe un diametro di 2,17 * 10^-11 secondi d'arco (semplice trigonometria). Ora immaginiamo di mettere sui bordi del palazzo due lampioni, distanti quindi 50 metri, per renderlo piu visibile: usando il limite di... visualizza altro
    Migliore risposta: Allora, proviamo a fare una stima mooolto grezza: un palazzo largo 50 metri da 50 anni luce avrebbe un diametro di 2,17 * 10^-11 secondi d'arco (semplice trigonometria).
    Ora immaginiamo di mettere sui bordi del palazzo due lampioni, distanti quindi 50 metri, per renderlo piu visibile:
    usando il limite di Raleigh (corretto secondo Dawes) otteniamo che per risolvere i due lampioni (e quindi vedere minimamente anche l'edificio) servirebbe uno specchio di ben 5 milioni di kilometri, cioe oltre 13 volte la distanza Terra-Luna.
    Mica male, eh?
    6 risposte · Spazio e astronomia · 6 giorni fa
  • 011001010101001010100101010010...

    Migliore risposta: E i tre punti che centrano..
    Guarda che se non programmi bene la tua Die Glocke non riuscirai mai a soddisfare il tuo sogno nazista bagnato
    Migliore risposta: E i tre punti che centrano..
    Guarda che se non programmi bene la tua Die Glocke non riuscirai mai a soddisfare il tuo sogno nazista bagnato
    7 risposte · Matematica · 6 giorni fa
  • Ma è vero che il documentario sul megalodonte era una bufala?

    Se era una bufala quali sono le prove?Il megalodonte esiste lo stesso?
    Se era una bufala quali sono le prove?Il megalodonte esiste lo stesso?
    5 risposte · Zoologia · 6 giorni fa