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Anonimo
Anonimo ha chiesto in Società e cultureGalateo · 8 anni fa

E' giusto salvare chi scia fuoripista ?

Capisco perfettamente le emozioni che da sciare fuoripista: piste immacolate, contatto con la montagna, una sfida con se stessi, paesaggi sorprendenti e soprattutto nessun rompi scatole tra i piedi che ti viene addosso con le tavole o con gli sci. Sono un amante della montagna, dello sci e ogni tanto mi è capitato di fare del fuoripista ma sempre nel modo più sicuro, ossia arrivare in vetta con l'elicottero e poi essere affiancato da un maestro guida che conosce alla perfezione i punti più critici della montagna.

Eppure ogni anno quanti morti ci sono perchè fanno il fuoripista? quanti finiscono travolti da slavine?

Quindi mi chiedo, è giusto intervenire con mezzi di soccorso per andar a salvare chi molto imprudentemente è andato a cercarsela? Esattamente come coloro che nonostante i divieti dei bagnini si tuffano rischiando di mettere in pericolo e la loro vita che quella del bagnino.

Se fosse per me li lascerei al loro destino.

Costa così poco fare le cose in sicurezza, mi chiedo per quale motivo per divertirsi occorra rischiare la vita.

Buon fine settimana a tutti.

12 risposte

Classificazione
  • John
    Lv 7
    8 anni fa
    Risposta preferita

    Gentile DaNo,

    che argomento hai toccato! Son quelle domande che impegnerebbero un filosofo per mesi; espongo il mio parere penso, dettato dal buonsenso. Se dovessimo per assurdo, sanzionare il comportamento negativo dell’uomo, non dovremmo prestare soccorso a nessuno di quanti si espongono deliberatamente al pericolo, di qualsiasi genere sia; penso a chi fuma, beve, gioca o esagera nel mangiare o con gli sport estremi, come hai citato e così via.

    In alcuni paesi si sta arrivando proprio a questo; mi viene in mente il recente episodio di quel ragazzo obeso in Inghilterra che è stato tolto alla famiglia per decisione delle autorità e portato in un centro di recupero.

    Potremmo fare a meno di una serie di servizi costosissimi, come ben sappiamo. Ma chi può determinare a priori quale sia l’errore o la trasgressione da sanzionare? Nessuno credo, perchè tutti noi ne compiamo, spesso giornalmente. Da ciò, pensare a un elenco di trasgressioni o errori da sanzionare in base al costo dei servizi di recupero, è impensabile per uno Stato che deve prestare assistenza a tutti, senza pregiudizi o preclusioni.

    Lo so che vien spontaneo dire: “Ma se l’è cercata, lasciamolo al suo destino”; una riflessione amara che sa di cinismo e indifferenza di fronte agli errori di un cittadino. Chiudo con un accenno all’Welfar state, in auge da due secoli nei paesi più avanzati dell’Europa.

    Questi sono i guai e i contraccolpi delle moderne democrazie, sorte fin dall’800 in Inghilterra con l’Welfare State; gli Stati moderni si sono assunti compiti colossali, convinti di sostenere l’uomo dalla culla alla tomba; in realtà, il tutto ha portato ad una irresponsabilità generale.

    Succede qualcosa al vicino? “Non è compito mio, ci deve pensare lo Stato”. Sostenere la vecchia madre? “È compito dello Stato”. Non so controllare il mio comportamento? “È colpa dei miei genitori”. Sbaglia un medico in Ospedale? “Inizio subito la causa legale…i medici non devono sbagliare”; nella vita, quante volte hai sbagliato e quante cause legali avrebbero dovuto intentare, proprio nei tuoi confronti!

    In pratica, uno scollamento sociale, che ha portato a questa situazione di deresponsabilizzazione; una continua delega allo Stato o ad altri, di compiti che dovrebbero essere del singolo, capace di responsabilità personale e anche di previdenza (ed è il caso nostro).

    Si è creata in conclusione, una mentalità “menefreghista” o indifferenza sociale…”tanto, ho sempre lo Stato che mi tira fuori dai guai!” Concludo, perché devo andare dal medico a farmi dare l’aspirina, “gratis naturalmente”…”ieri sera ho fatto i bagordi”. Comprendi dove stiamo arrivando? Chiudo con la citazione di un sociologo, professore alla “Lumsa”, Università cattolica di Roma.

    “Una cultura dei diritti, è una cultura di estranei; l’umanità non può vivere soltanto di diritti”. Matthew Fforde in “Desocializzazione” citando W. Miller.

    Da una parte è giusto avere dei diritti, ma dall’altra ci deve essere: responsabilità e quindi previdenza o anche gli Stati moderni finiscono con il non poter più far fronte agli errori dei cittadini per l’esuberante costo che comportano. Una nota quindi positiva all’inizio della mia risposta e un’amara conclusione; a chi legge, il compito di estrarre la morale.

    Ciao, nonno Eugenio.

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  • 8 anni fa

    Caro Dano, chi ha fatto parte delle associazioni di soccorso alpino si è posto, e ancor più si è sentito porre, la tua domanda, che suona più o meno così: "Vale di più la vita di una persona razionale, o quella di un paio di cretini che "se la sono cercata"?

    Poichè tutte le vite valgono ugualmente- così si dice....- la risposta è ovvia: "Sì, occorre salvare la vita del paio di cretini, anche se questo fa rischiare quella dei soccorritori". In questa risposta c' è anche un senso logico. Perchè, infatti, i due cretini, se non soccorsi, morirebbero *sicuramente*; mentre l' azione di salvataggio espone i soccorritori soltanto *al rischio* di morire. Rischio che può venire anche ridotto usando tecniche adatte e facendo cadere l' intervento nei momenti possibilmente più favorevoli. Inoltre chi soccorre razionalmente e professionalmente non si avventura da solo, ma si avvale di tutta una rete di aiuto umano, pratico e tecnico: altrimenti, sarebbe un cretino velleitario.

    Lo so che tu lasceresti "il paio di cretini" al loro destino. Sei fatto (purtroppo) così. Non ti chiedo cosa faresti tu se, malgrado le tue precauzioni, ti trovassi a malpartito per un evento imprevedibile (es.: tormenta- mentre era previsto solo nevischio- durante una lunga traversata), perchè son sicura che, come tutti, vorresti anche tu essere salvato. Senza considerare, per tornare all' es. fatto, che in montagna le previsione del tempo si devono interpretare in senso peggiorativo, e chi non lo fa dimostra di essere appunto "un cretino"....

    Mi astengo dal commentare l' antiecologicità e la pericolosità dei tuoi atterraggi in pista mediante elicottero, che, tra l' altro, può anche "smuovere" masse di neve e ghiaccio apparentemente ferme (la coesione del ghiaccio alla roccia è sempre un' incognita....).

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  • Anonimo
    8 anni fa

    A meno che l'opera di soccorso non sia troppo pericolosa per i soccorritori stessi, è giusto salvarli . Ed è giusto anche che chi viene salvato debba pagare i vari costi che hanno sostenuto i soccorritori. Potrebbe essere anche un forfait stabilito in base allo stipendio di chi fa questa stupidaggine ed alla gravità del pericolo.

    Solo così disincentivi le persone ad andare in zone poco sicure....E fai anche in modo che i soldi possano essere riutilizzati per altri scopi. In modo da generare un circolo virtuoso

    Buon weekend anche a te!! ;-)

    P.S.: lo so non è molto elegante dare il conto a chi viene salvato ma bisognerebbe far capire in qualche maniera che sei responsabile di ciò che stai per fare...La vita è unica e non va sprecata!!!

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  • 8 anni fa

    Nel modo più sicuro? L'eliski è pericoloso tanto quanto lo sci alpinismo e il free-rider (se non di più), e provoca valanghe allo stesso modo!!! E poi voglio vedere se hai Arva, pala e sonda, dato che quasi tutti pensano siano attrezzature superflue!!

    Comunque, se sei un amante della montagna come dici dovresti sapere che ci si aiuta vicendevolmente in ogni situazione, anche se chi è in difficoltà ha fatto una ca**ata.

    La cosa ingiusta è tagliare i fondi al Soccorso Alpino!

    Fonte/i: Mio papà è istruttore neve-valanghe del CAI.
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  • Anonimo
    8 anni fa

    Sì, è giusto

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  • 8 anni fa

    Sì, è giusto, ci mancherebbe altro!, ma io addebiterei loro i soldi spesi per salvarli, così imparano.

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  • Paolo
    Lv 7
    8 anni fa

    E' sempre giusto salvare la vita umana.

    Trovo iniquo però che chi, sconsideratamente, va a sciare

    fuori pista, o va a scalare una parete in codizioni proibitive

    meteorologiche, chi con bandiera rossa si tuffa fra le onde,

    finisca per non rischiare niente o quasi qualora vada in pericolo.

    Chi con questi comportamente mette a repentaglio la

    vita dei soccorritori in montagna o al mare con l'unico

    scopo di violare una segnaletica di pericolo, deve farsi

    carico delle spese affrontate, da chi lo ha soccorso.

    Se necessario anche per via giudiziaria, e se ha causato

    lesioni, o peggio, la morte di uno o più soccorritori vada

    perseguito penalmente per negligenza della segnaletica

    informativa e per lesioni gravi o omicidio colposo.

    Le leggi vanno adeguate e fatte rispettare.............

    Fonte/i: opinioni
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  • 8 anni fa

    Ciao :) :) .. è Sempre giusto salvare una vita :) .. però devono proprio evitare di andare fuoripista, magari dopo essere stati salvati una bella multa salata potrebbe funzionare. Non riescono proprio a capire e in molti finiscono travolti da slavine. Un mio amico e compagno di classe tempo fa ha fatto una ricerca scolastica su questo fatto, ecco il sito dove ha preso alcune informazioni http://www.soloscialpinismo.it/incidenti_da_valang...

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  • 3 anni fa

    Se non puoi pagare subito in contanti, chiedi al tuo veterinario di poter saldare l'operazione tramite una fattura. Se è comprensivo accetterà questa proposta. Io non pago mai in contanti ma sempre con la fattura e anche a fee. L'amore nei confronti di un cane vale molto più di Euro 800!!!

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  • Lulù
    Lv 4
    8 anni fa

    Certo che è giusto. Però dopo il salvataggio oltre alle spese di recupero io darei una multa molto pesante per far capire il pericolo che gli altri hanno corso per portarli in salvo.Anzi sarebbe utile come punizione far fare loro un corso di salvataggio con esercitazione dl vivo!

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  • Anonimo
    8 anni fa

    credo che salvare una vita sia giusto a priori; una volta fuori pericolo gli si presenta il conto e se fosse per me aggiungerei un periodo di lavori forzati!

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