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Specchio800 ha chiesto in Arte e culturaPoesia · 7 anni fa

Mi raccontate dell'ultima volta in cui avete "vissuto" una poesia?

E l'avete sentita, sperimentata, assorbendo le stesse sensazioni che il poeta aveva espresso?

Non mi riferisco alla semplice comprensione o condivisione del messaggio poetico, ma a un'esperienza fisica, diretta, di parole lette.

"Quando mi parto da te

il mondo batte sordo

come un tamburo afflosciato.

Io chiamo il tuo nome contro le stelle protese

e grido entro i crinali della notte".

("Il taxi", Amy Lowell)

Aggiornamento:

(Domanda identica a una mia postata quattro anni fa, in cui, però, chiedevo della prima poesia "vissuta":

http://it.answers.yahoo.com/question/index?qid=200... )

16 risposte

Classificazione
  • 7 anni fa
    Risposta preferita

    Alla malinconia

    Nel vino e negli amici ti ho sfuggita,

    poiché dei tuoi occhi cupi avevo orrore,

    io figlio tuo infedele ti obliai

    in braccia amanti, nell'onda del fragore.

    Ma tu mi accompagnavi silenziosa,

    eri nel vino ch'io bevvi sconsolato,

    eri nell'ansia delle mie notti d'amore

    perfino nello scherno con cui ti ho dileggiata.

    Ora conforti tu le membra mie spossate,

    hai accolto sul tuo grembo la mia testa

    ora che dai miei viaggi son tornato:

    giacché ogni mio vagare era un venire a te.

    Hermann Hesse

    Fonte/i: Senza alcun dubbio
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  • 7 anni fa

    L’incertezza è più ostile della morte.

    la morte, anche se vasta,

    è soltanto la morte e non può crescere.

    all’incertezza invece non v’è limite,

    perisce per risorgere

    e morire di nuovo,

    è l’unione del Nulla

    con l’Immortalità.

    E.D.

    Vissuta. E quando l'ho letta mi sono sentita arrossire come se mi avesse scoperto ecco.

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  • 7 anni fa

    Ho desiderato tracciare

    le parole dell'amore

    nel proprio colore...

    Ma come si nascondono

    in fondo al mio essere

    e come sono deboli

    le lacrime.

    Amica mia, queste parole

    senza colore

    tu le riconosceresti?

    Ho desiderato esprimere

    le parole dell'amore

    nella loro propria musica...

    Ma questa melodia

    non risuona che nel mio

    cuore e i miei occhi

    sono pieni di silenzio.

    Amica mia, queste parole

    senza musica

    tu le riconosceresti?

    (da "Petali sulle ceneri")

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  • 7 anni fa

    (...) Ho sceso milioni di scale

    dandoti il braccio

    Non già perché con quattr'occhi

    forse si vede di più.

    Con te le ho scese perché sapevo

    che di noi due

    Le sole vere pupille,

    sebbene tanto offuscate,

    erano le tue.

    (Eugenio Montale)

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  • 7 anni fa

    E' capitato con una bella poesia di Giorgio Caproni sulla città

    di Genova, città che ho sempre amato e che "sento" come

    se avessi sempre fatto parte di essa, anche se così non è.

    "Genova mia città intera, geranio, polveriera.

    Genova di ferro e aria, mia lavagna, arenaria.

    Genova città pulita, brezza e luce in salita.

    Genova verticale, vertigine, aria scale........."

    Metaforicamente ci sono anche io dentro a questa poesia.

    Ciao :)

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  • Ro
    Lv 7
    7 anni fa

    Permettimene due. La seconda e' meno intuibile, ma ti assicuro che ogni parola ha un'impronta sul mio cuore:

    "Hoy siento en el corazón

    un vago temblor de estrellas,

    pero mi senda se pierde

    en el alma de la niebla.

    La luz me troncha las alas

    y el dolor de mi tristeza

    va mojando los recuerdos

    en la fuente de la idea.

    Todas las rosas son blancas,

    tan blancas como mi pena,

    y no son las rosas blancas,

    es que ha nevado sobre ellas.

    (...)

    La nieve cae de las rosas,

    pero la del alma queda,

    y la garra de los años

    hace un sudario con ellas.

    ¿Se deshelará la nieve

    cuando la muerte nos lleva?

    ¿O después habrá otra nieve

    y otras rosas más perfectas?

    (...)

    ¿Y si la muerte es la muerte,

    qué será de los poetas

    y de las cosas dormidas

    que ya nadie las recuerda?

    (...)"

    (Federico García Lorca, Cancion Otoñal)

    "O Andro andiamo in guerra tu e io,

    abbiamo armi profonde

    che altri han dimenticato.

    Guerrieri che hanno perso le guerre

    per fate bianche e dorate

    sottili come gli spilli.

    Ma io e te con ronzini di sguardi

    abbiamo vinto la guerra

    dei mille ponti".

    (Alda Merini, Tu e Io - Aforismi e Magie)

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  • Lino
    Lv 5
    7 anni fa

    C'è una poesia che ha attraversato i secoli e che non posso leggere senza sentire una forte stretta al cuore. Eccone i primi versi.

    Que sont mes amis devenus

    Que j'avais de si près tenus

    Et tant aimés

    Ils ont été trop clairsemés

    Je crois le vent les a ôtés

    L'amour est morte

    Ruteboeuf

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  • 7 anni fa

    Ho perduto il mondo Blaga Dimitrova

    …….

    Di tutto il mondo m’ero innamorata.

    Non di te. M’appariva interessante,

    nuovo, più ricco. Perciò mi rincresce.

    Non ho perduto te. Ho perduto il mondo.

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  • Anonimo
    7 anni fa

    ( L'abbandono della materia )

    Le rivalità tra le oscurità celano la via della verità

    poichè nessun mai saprà

    cosa si può essere in una sola errata eternità

    Quanta poca comprensione c'è nella ragione

    forse l'istinto è la vera unica espressione di una realtà d'illusione

    sforzata dall'oppressione di un mondo perso nella pseudo ragione

    Finge nella mente il cammino della serpe

    avaro delle stirpe del denaro

    cospicuo addio dello spazio errato

    possa il tuo seme crescere nelle fredde e oscure notti

    Riprenditi da ciò che hai avuto

    il mio instancabile incosciente ed ipersensibile

    tormento dell'ipocondria del io

    risulta essere idilliaco il sol pensiero di un Addio .

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  • 7 anni fa

    Ti amo pio bove?

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