Omino ha chiesto in Scuola ed educazioneUniversità · 1 decennio fa

cercavo appunti sugli stagni retrodunali?

2 risposte

Classificazione
  • 1 decennio fa
    Risposta preferita

    Gli stagni retrodunali costituiscono degli interessanti abitat utilizzati dagli anfibi per la deposizione delle uova. Tra questi il rospo smeraldino è tra i più tipici del litorale veneziano: infatti è una specie che resiste anche in ambiente fortemente asciutti e salini

    http://www.salve.it/it/eco/destra/faunave/fauna.ht...

    http://www.cogecstre.com/centroanatre.htm

    gli stagni retrodunali che costituivano un ambiente fondamentale per la sosta e la riproduzione degli uccelli migratori

    Gli stagni retrodunali, dove si è si è pienamente riaffermata la originaria vegetazione igrofila, costituiscono ormai habitat per molti animali, soprattutto uccelli migratori, tra i quali vari limicoli, ardeidi e trampolieri; in tali stagni è stata avviata la reintroduzione della Testuggine palustre (Emys orbicularis), originariamente presente nell’area prima dell’avvento dell’urbanizzazione e ancora presente in forma relitta in alcuni siti vicini. A seguito del successo di tale reintroduzione, è stato istituito presso il Giardino Botanico il Centro di recupero delle Tartarughe terrestri e marine, le cui strutture sono in via di completamento, con l’obiettivo di divenire un punto di riferimento in ambito locale per l’accoglienza e la riabilitazione dei tartarughe terrestri e marine.

    http://www.infaorg.it/biotopo_costiero.htm

    http://web.tiscalinet.it/legambientesicilia/docume...

    (al sito qui in alto ci sono anche delle immagini)

  • 1° sito: (www.zoneumidetoscane.it)

    L’ambiente

    All’interno della Tenuta di San Rossore - in prossimità della foce del fiume Arno - è presente una vasta zona umida di circa 618 ettari di vitale importanza per lo svernamento e la sosta dell’avifauna migratrice: la Riserva Naturale delle Lame di Fuori.

    Il complesso di stagni retrodunali che costituisce la Riserva è direttamente collegato al movimento delle maree che origina la formazione di un sistema dunale.

    L’elevarsi del cordone sabbioso porta, in condizioni favorevoli, alla nascita di una barena consolidata che andrà a fronteggiare le dune retrostanti; con lo svilupparsi di questo nuovo lido, per la sua tendenza a congiungersi con la costa preesistente, si viene a definire uno specchio d’acqua tra la nuova duna e la vecchia riva fino a quando il deposito di ulteriori sedimenti chiuderà definitivamente ogni collegamento e determinerà la nascita di un vero e proprio stagno retrodunale.

    I bacini inizialmente lagunari, poi stagni retrodunali e costieri, diverranno nel corso dei secoli depressioni (“lame”) a ridosso dei “tomboli” e costituiranno l’ambiente idoneo per lo sviluppo della foresta mesoigrofila.

    2° SITO - (www.infaorg.it)

    IL BIOTOPO COSTIERO DI SAN SALVO

    Il Biotopo Costiero di San Salvo è un’area protetta, estesa per circa 60 ettari, istituita nel 1999 su iniziativa dell’INFA; esso costituisce uno degli ultimi lembi relitti dell’antico sistema dunale del medio Adriatico, posto all'estremità meridionale della costa abruzzese, al confine con il Molise, in cui si conservano rare specie botaniche, altrove estinte, incluse nell’elenco del Libro Rosso delle piante d’Italia.

    In tale area l’INFA ha recentemente completato un progetto di restauro naturalistico, con il concorso finanziario della Regione Abruzzo, con il quale sono state rimosse le iniziali condizioni di degrado che caratterizzavano il Biotopo, date dalla massiccia presenza di rifiuti e terre di riporto che avevano in buona parte cancellato le depressioni retrodunali e la relativa vegetazione, mentre sulla spiaggia, ormai regolarmente spianata per le esigenze della balneazione, era stata completamente asportata la tipica vegetazione psammofila.

    Con tale progetto si è dunque provveduto alla ricostituzione dunale nella parte sabbiosa, su un fronte di spiaggia di circa 300 metri, mentre venivano ricreate le tipiche depressioni retrodunali mediante la realizzazione di alcuni stagni.

    L’area bonificata è stata dunque adibita a Giardino Botanico Mediterraneo , esteso per circa 5 ettari, nel quale si conservano rare piante della vegetazione psammofila e palustre del medio Adriatico, coltivate nei rispettivi ambienti tematici che sono stati ricostruiti. Il Giardino Mediterraneo costituisce inoltre l'unico orto botanico dunale della media costa adriatica, nel quale sono peraltro in corso programmi di conservazione e salvataggio della flora costiera in estinzione

    Gli stagni retrodunali, dove si è si è pienamente riaffermata la originaria vegetazione igrofila, costituiscono ormai habitat per molti animali, soprattutto uccelli migratori, tra i quali vari limicoli, ardeidi e trampolieri; in tali stagni è stata avviata la reintroduzione della Testuggine palustre (Emys orbicularis), originariamente presente nell’area prima dell’avvento dell’urbanizzazione e ancora presente in forma relitta in alcuni siti vicini. A seguito del successo di tale reintroduzione, è stato istituito presso il Giardino Botanico il Centro di recupero delle Tartarughe terrestri e marine, le cui strutture sono in via di completamento, con l’obiettivo di divenire un punto di riferimento in ambito locale per l’accoglienza e la riabilitazione dei tartarughe terrestri e marine.

    All'interno del Giardino Botanico è stato inoltre allestito l’Osservatorio del Mare, centro di educazione ambientale espressamente dedicato al mare, nel quale si svolgono attività didattiche in concerto con le strutture scolastiche locali. Presso l'Osservatorio sono in corso vari programmi di educazione ambientale in coordinamento con vari istituti scolastici abruzzesi; già nel corso dell'anno scolastico 2001-2002 esso è stato visitato da centinaia di alunni, dalle scuole materne a quelle superiori.

    Il Biotopo è dotato di attrezzature e personale fisso necessari per poter assicurare lo svolgimento dei servizi didattici in tutto l'arco dell'anno.

    Tutta l’area è stata resa accessibile mediante sentieri attrezzati, che percorrono i vari settori dell’area protetta. Nella revisione recentemente effettuata dalla Regione Abruzzo dei Siti di Importanza Comunitaria (SIC), la parte dunale del Biotopo è stata inclusa nel Sito S.I.C. Marina di Vasto.

    (www.infaorg.it)

    Fonte/i: Ho provato a cercare l'argomento in un discorso più generico, ma mi da i luoghi ben precisi. (se ho altre notizie.. ti aggiorno..) (www.infaorg.it) - (www.zoneumidetoscane.it) - Ciao ciao ..
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