Anonimo
Anonimo ha chiesto in Politica e governoGoverno · 1 decennio fa

Sareste favorevoli a un ritorno di un paniere di beni di prima necessita' con prezzi imposti?

Mettiamo il caso del pane: e' veramente giustificabile che al Nord costi il doppio o il triplo che al Sud? Secondo me no, addirittura, molto probabilmente il pane al Sud si trova fatto con farina migliore. Inoltre al Nord c'e' un ampio uso di additivi (ma perche' poi ci mettono lo strutto? non dovrebbe l'impasto essere costituito solo da farina, lievito, acqua e sale?). Chissa', forse il pane calmierato ancora e' previsto (il mio quesito pero', ricordatelo, non verte solo sul pane, che e' solo un esempio, ma sui beni di prima necessita'), pero' nei negozi non lo si trova mai esposto, su cosa vigilano le autorita'? Mi sembra di esporre dubbi ragionevoli, attendo con molto interesse le Vs. risposte.

Aggiornamento:

Necessario chiarimento sul pane: ovviamente sul mercato non deve esistere solo quello calmierato, possono esistere 20.500 tipi di pane diverso, basta che io pero', quando vado in un negozio a comprare il mio pane, sia sicuro di trovare anche quello calmierato regolarmente esposto, e che sia sicuro anche delle sue caratteristiche: magari a 1 euro trovero' una pagnotta rustica e oblunga da affettare, di peso standard, con un po' di crosta, piuttosto ben cotta, come si trova in tanti posti al Sud; se, poi, preferiro' acquistare il panino all'olio o al latte, saro' assolutamente libero di farlo, sapendo pero' che mi costera' di piu'. Chiaramente il calmieramento dei prezzi va nella direzione di favorire le famiglie in condizioni economiche piu' disagiate a non avere alcuna difficolta' nell'approvigionarsi del necessario, inorridisco alla sola idea che qualche bambino possa venire su rachitico e malaticcio perche' malnutrito!

Aggiornamento 2:

Eventualmente, se proprio e' difficile unificare i prezzi in tutta Italia (la succitata pagnotta oblunga a 1 euro), almeno stabiliamo delle "fasce di tolleranza", che in quel caso pero' avrebbero una applicazione molto piu' vasta e riguarderebbero tutti i tipi di merci (di pani): nella fattispecie, il pane A fatto cosi' e cosi' puo' costare da 1 a 1,20, il pane B fatto cosa' e cola' puo' costare al max 1,40, e via dicendo.

Aggiornamento 3:

Ovviamente dell'esistenza di varie fasce di livello del prodotto dovrebbe essere data ampia informazione, e quando si entra in un negozio, e qui necessariamente torno all'esempio del pane, sui vari cestelli dovrebbe campeggiare PANE A - PANE B - PANE XY con indicati poi il prezzo minimo e massimo di smercio e, ovviamente, gli ingredienti (e perche' no? anche il tipo di produzione, io voglio poter mangiare il pane buono, mica avere imposto quello congelato!)

16 risposte

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  • Anonimo
    1 decennio fa
    Migliore risposta

    Anche subito! Il paniere consentiva un modesto riequilibrio tra prositti e salari e consentiva una redistribuzione automatica della ricchezza collettivamente prodotta. Così, invece, c'è una continua erosione del potere d'acquisto dei salari e degli stipendi che non è arginata dagli aumenti insufficienti. Su questo punto i Sindacati dovrebbero rilanciare le lotte ma, in tal caso, i padroni griderebbero alla rovina! Accuserebbero i lavoratori di pretendere troppo , di costare troppo e di impedire loro la possibilità di concorrere nel mercato. La loro incompetenza è la nostra rovinba. In Svezia i lavoratori prendono il triplo di noi eppure l'indistria svedese è solidissima nel mercato? Come mai da loro salari più alti non minano la concorrenza e i profitti?

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  • 1 decennio fa

    Una cosa del genere farebbe impallidire i signori della destra, diciamo così, liberare. Inoltre si colpirebbero solo alcune categorie di commercianti che forse non avrebbero colpa. La tua domanda è interessante perchè evidenzia una esigenza di eguaglianza indispensabile. Io dico paniere no, ma interveniamo sulla politica del lavoro.

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  • alison
    Lv 4
    1 decennio fa

    se si tratta di beni di prima necessità tipo pane, latte, uova, farina ecc sono d'accordo, certo che ci sarebbe da valutare ogni singolo prodotto e fare le cose x bene....e in Italia non siamo capaci di fare queste cose, quindi mi sembra che sia un'utopia!!!

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  • Anonimo
    1 decennio fa

    Da sempre il "paniere" crea solo due effetti: 1)le merci scompaiono dal mercato 2)ritornano di contrabbando, a prezzi superiori. Libero mercato, è l'unica possibilità, magari con l'aggiunta virtuosa del controllo sull'effettiva concorrenza.

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  • 1 decennio fa

    Molti anni fa un macellaio della mia città ha messo in vendita la carne proveniente dall'Europa dell'Est, di ottima qualità ed almeno più economica della carne italiana del 30%.

    Dopo un mese ha cessato la vendita perchè non riusciva a smerciarla..

    Inspiegabilmente i prodotti a prezzo calmierato sono rifiutati dagli acquirenti. Questo succede in tutti i settori. Persino per le automobili la versione base non è praticamente richiesta.

    Per quanto riguarda il pane, è difficile trovarlo senza adittivi semplicemente perchè il prodotto all'acqua non è richiesto.

    Tutti si lamentano, giustamente, dei prezzi alti ma le stesse persone quando entrano in un negozio snobbano i prodotti più convenienti.

    In un supermercato COOP vendono una pagnotta da un kg. a 1 Euro. Io la trovo ottima, però ne vengono vendute pohissime, a vantaggio dei pani conditi.

    La prima azione da intraprendere sarebbe l'informazione dei consumatori per spiegare che non sempre l'equazione prezzo alto=prodotto migliore è valida.

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  • 1 decennio fa

    La economia ha delle regole ben precise. Può apparire assurdo in un contesto attuale che sembra fatto di enormi confusioni. La questione del pane non è semplice perchè il pane è un elemento che può essere di fatto da svariatissimi elementi : farina (diversi tipi) + altri elementi che lo diversificano da zona a zona, vedi al nord spesso senza sale, integrale e non , di segala etc etc. Non è possibile unificare i prezzi in tuta Italia perchè ci sono differenze di costi di produzione da zona a zona derivati da molti fattori, come il costo del lavoro , il costo delle spedizioni, i costi delle altre materie prime, immaginiamo il sale su di una zona di produzione etc etc. Esiste in fatti una forbice da regione a regione che varia. Sono d'accordo con te che molte volte non c'è una vera ragione su certe differenze enormi. Vedi gli ortaggi, la frutta, il pesce che oltre alle variazioni determinate dai posti in cui vengono prodotti, non si spiegano certi sbalzi . Sono d'accordo inoltre con una politica più attenta e rigida contraria alle speculazioni . Ma qui il discorso termina perchè ...... siamo in Italia. Quando la cultura dell'interesse pubblico riuscirà a cambiare la politica ,sarà possibile cambiare certe macchinazioni infernali.

    Fonte/i: Esperienze di vita
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  • Anonimo
    1 decennio fa

    sono in totale accordo con te. certi bene di prima necessita' dovrebbero avere prezzi comuni e livellati verso il basso. ma se estendiamo il ragionamento alloras dovremmo considerare un bene di prima necessita' anche la casa, il mercato immobiliare infatti e' stato quello dove si e' visto un aumento stratosferico dei prezzi, parlo di aumenti fino al 100% rispetto alla quotazione in lire.

    alcune categorie si sono arricchite enormemente grazie al cambio lira-euro altre, i consumatori in genere, ne hanno subito le gravi conseguenze.

    il tutto in un contesto governativo che sostanzialmente incentivava l'evasione fiscale e proteggeva la categoria trasversale dei professionisti e liberi professionisti. quelle "corporazioni" che il governo attuale sta cercando di smantellare in nome della concorrenza e delle pari opportunita'.

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  • .
    Lv 6
    1 decennio fa

    totalmente daccordo con il tuo pensiero!

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  • Asve
    Lv 4
    1 decennio fa

    molto favorevole di ritornare ai vecchi tempi,su certe cose....ho mille bei ricordi di quando ero bimba e vorrei che alcune cose fossero rimaste così nel tempo!!!

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  • 1 decennio fa

    Si, potrei essere anche daccordo, anche se, forse, sarebbe meglio che tutti avessimo le stesse identichè possibilità economiche di acquistare beni, senza ricorrere a provvedimenti che sanno più di aiuto che di concretà possibilità di migliorare la posizione economica della gente.

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