~GIN~
Lv 4
~GIN~ ha chiesto in Scienze socialiStudi di genere · 1 decennio fa

Emancipazione femminile e aborto?

Nella molteplicita' di rapporti umani esiste una profonda e unica alleanza: quella che lega la madre al proprio bambino non ancora nato. Liberatevi da una perversa cultura di morte, dai luoghi comuni falsi e ingannevoli dell'emancipazione femminile, ritrovate il vostro ruolo di donne nell'accoglienza della vita.

Aggiornamento:

x Tortina_77, veramente è Gene Simmons e x quanto riguarda la ramanzina...non l'hai capita eh?

Aggiornamento 2:

x Smi, grazie x avermi dato ragione

Aggiornamento 3:

x BunnyLebowsky, ma...parli x esperienza?

Aggiornamento 4:

x Marte, come una piantina di garofano o un uovo di quaglia fecondato...sì adesso mi sto facendo un' idea, aspetta adesso mi prendo un' appunto !

13 risposte

Classificazione
  • Anonimo
    1 decennio fa
    Risposta preferita

    Che rabbia mi fa leggere una domanda del genere. Noi dovremmo liberarci dalla perversa cultura di morte. E delle guerre che uccidono bambini, donne, e civili in genere che mi dici? Non sono forse i maschi a organizzarle?Forse a volte noi non abbiamo la possibilità di scegliere che voi avete: possiamo solo scappare di fronte al ruolo di genitore, imposto dalle circostanze, con una scelta dolorosa come l'aborto. Per mancata istruzione, in molti casi, alla prevenzione sana e sacrosanta; o per l'egoismo di certi maschi troppo amati dalle donne che sono infastiditi da metodi contraccettivi che riguardino loro e non la partner...Io che di aborto ne ho avuto uno spontaneo ho sofferto tantissimo perchè mio figlio sarebbe nato comunque se non lo avessi perso, nonostante la contrarietà del padre: avrei scelto un figlio piuttosto che un compagno. Ma tu, che punti il dito, che ne sai? Noi il nostro ruolo di donne nell'accoglienza della vita non lo abbiamo mai perso. Ma un figlio non è un giocattolo. Quando lo hai partorito ci devi essere noon puoi far finta di niente. E il legame tra una madre e il figlio non ancora nato è solo l'inizio della storia d'amore più bella che ci sia. Ma il ruolo di donna di cui tu parli viene dopo quello di donna come persona. Noi non siamo fabbriche di bambini, ricordalo.

  • 1 decennio fa

    e voi imparate ad usare il preservativo correttamente----possibile che scoppiano tutti----cosa avete nitroglicerina in corpo?

  • 1 decennio fa

    x me sei un uomo da come parli. cmq, mettiti nei panni di una donna, immagina di essere violentata e di rimanere incinta. non è lecito forse in quel caso? o in casi in cui la madre abbia un tumore scoperto in gravidanza hce per essere curato necessita di un aborto e altri figli a casa che hanno diritto ad avere una madre?

    o ancora, se il bimbo ha gravi malformazioni e cmq non sopravviverà che ore dopo il parto(es. anencefalia)?

    è facile parlare...

    Fonte/i: sono medico
  • 1 decennio fa

    Proprio per quello che hai detto non voglio subire una maternità ma voglio godermela a amare il bambino.

    Ma ti immagini capitasse un bambino non voluto, che vita avrebbe ? Che colpa ha lui ? E la madre ?

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  • RaMs
    Lv 5
    1 decennio fa

    Non si tratta di emancipazione femminile....ma tu che cosa puoi capire?....sei un uomo!!!!

    Cosa devono fare le donne che vengono violentate o le ragazze giovanissime che per ingienuità restano incinte ma non sono in grado di crescere un figlio???? Le donne spesso abortiscono anche per la colpa dei partner che non vogliono prendersi le proprie responsabilità....ed è sempre la colpa delle donne.....ma per favore!!!!!

  • ele
    Lv 4
    1 decennio fa

    Io penso che questa difesa ad ogni costo della vita non tenga conto delle diverse situazioni e dei diversi problemi che ci possono essere nella vita degli altri: economici, psicologici (es. figli di donne vittime di stupro), fisici (es. feti con gravi malformazioni), etc...

    Abbiamo troppi esempi sotto gli occhi di figli non voluti e fatti lo stesso, di genitori non all'altezza del proprio ruolo, di bambini che nascono in famiglie problematiche e fanno una vita d'inferno.

    Rinunciare a diventare madre è una scelta difficile, ma a volte esprime più amore e meno egoismo della scelta contraria

  • 1 decennio fa

    Per l'ennesima volta..QUESTO E' ANSWER!..non una community dove fare pipponi alla gente!

    E poi...Hai come foto James Simons dei Kiss e vieni a fare ramanzine da prete su answer?!?!?!

    ahahahahah

  • marte
    Lv 6
    1 decennio fa

    Siccome viviamo in un mondo regolato dalla legge di causa effetto tutti sappiamo che quando si mettono in moto alcune cause si generano anche degli effetti. Se a darsi delle martellate sulle gengive si ha come effetto di sentire dolore, si evitera di farlo, giusto?

    Quindi fare sesso è il mezzo per far nascere i bambini, pertanto se non si vogliono i bambini o non si fa sesso o si fa con attenzione.

    La cellula fecondata è a tutti gli effetti un essere vivente, come una piantina di garofano o un uovo di quaglia fecondato.

    I casi limite, che però non capitano così di frequente, andranno trattati secondo la coscienza individuale che sceglierà se uccidere o meno l'embrione per salvaguardare la propria comodità, onorabilità, salute, equilibrio eccetera.

    Quindi la questione che si pone è:

    1°) definire cosa è l'embrione che si porta dentro

    A) se lo si considera una vita:

    decidere se essa vale più della nostra o della nostra onorabilità o del nostro comodo e, a seconda di cosa si sceglie, decidere se ucciderlo o meno sapendo però che così facendo si uccide un essere vivente

    B) se non lo si considera una vita ma un semplice grumo di cellule:

    fare pure quello che si vuole per salvaguardare noi stessi, tanto in coscienza ci si sente a posto.

    E' la coscienza a decidere.

    Ah, dimenticavo: se poi, dopo aver ucciso quello che si pensava un grumo di cellule scomodo, si cambia idea, non si torna indietro e quella persona non c'è più, ma la nostra coscienza rimane con un groviglio dentro che farà un male cane.

  • Anonimo
    1 decennio fa

    Abortire è sbagliato: molto meglio buttare il proprio neonato nel cassonetto! O abbandonarlo in ospedale, etichettato come figlio di nessuno, e costretto a crescere fra moduli, burocrazia, istituti, assistenti sociali e famiglie affidatarie. Meglio ancora: te lo tieni anche se non lo vuoi, lo cresci, e gli crei tutti i problemi, i complessi, le psicosi e le nevrosi del mondo con il tuo odio (che non ammetteresti mai perchè ti fa sentire "inumana", un "mostro", e lo sei, te lo assicuro!) camuffato da "amore materno"! Si, così è meglio, liberiamoci da una perversa cultura di morte! sarà il mio grido di battaglia, d'ora in poi, subito dopo: "Il preservativo, grazie!", ovviamente.

  • 1 decennio fa

    Non generalizzare! L'emancipazione femminile e la decisione di abortire sono due cose completamente diverse. L'aborto può generare ferite psicologiche difficili da guarire quindi non puoi pensare che questa decisione possa essere presa alla leggera. In molti casi si decide di abortire perchè il bambino che si porta in grembo ha gravi malformazioni e questa tu la chiami cultura di morte? Che speranze di vita vuoi dare a bambini che nascono con queste malformazioni? Non ti sembra che sia da egoisti obbligarlo a farlo nascere?

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