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Marco G393 ha chiesto in Matematica e scienzeChimica · 1 decennio fa

Cosa posso aggiungere...?

allo stagno poiche si formi una lega più resistente?

(qualcosa che abbia un basso punto di fusione)

3 risposte

Classificazione
  • Anonimo
    1 decennio fa
    Risposta preferita

    Mah, adesso mi prendi in contropiede. So che con l'aggiunta di piombo e bismuto e, mi sembra, antimonio si ottiene la lega Mellotte, con circa 130 gradi come punto di fusione, una certa durezza, ed una fragilità alla percussione quando la temperatura è piuttosto alta, diciamo 90 - 100 gradi. Domani guardo se riesco a trovare le proporzioni, e, in tal caso, le aggiungo qui di seguito.

    Come promesso, preciso e rettifico!

    --- in parti ---

    temperatura stagno piombo bismuto cadmio

    di fusione

    92° ---------------- 2 -------- 3 ------- 5

    94° ---------------- 1 -------- 1 ------- 2

    95° ---------------- 3 -------- 8 ------- 8

    95° ---------------- 3 -------- 5 ------- 8

    96° ---------------- 2 -------- 2 ------- 3

    61° -------------- 13 ------- 25 ------ 50 ------- 12

    66° --------------- 1 -------- 2 ------- 4 --------- 1

    68° --------------- 4 -------- 8 ------- 5 --------- 3

    71° -------------- 20 ------- 20 ------ 48 ------- 12

    77° --------------- 3 -------- 11 ------ 16 ------- 2

    Per punzoni stampaggio lamierini leggeri:

    94° --------------- 3 -------- 5 ------- 8 ------------------ lega Newton tipo 1

    94° --------------- 2 -------- 3 ------- 8 ------------------ lega Newton tipo 2

    94° --------------- 5 -------- 3 ------- 8 ------------------ lega Mellot

    Ha colore simile al platino, si lascia martellare, fonde in acqua bollente:

    71° --------------- 1 -------- 2 ------- 4 ------- 1 ---------- lega Wood

    Rammollisce a 65° e fonde a 75°. Per la preparazione laminare i metalli e frammischiarli a pezzettini agitando bene col solito bastoncino. Se omogenea, può essere martellata, piegata e ritorta:

    75° --------------- 3 -------- 8 ------- 8 ------- 10 ---------- lega Lipowitz

    Hanno il vantaggio di espandersi ai bordi nel raffreddarsi, in modo da riprodurre le prominenze del modello leggermente accentuate:

    94° --------------- 1 -------- 1 ------- 2 ------------------ lega Rose tipo 1

    94° --------------- 3 -------- 8 ------- 8 ------------------ lega Rose tipo 2

    Da superfici perfettamente lisce e lucide:

    60° --------------- 13 ------- 20 ------ 50 ------- 13 --------- lega Sedlacek

    Leghe con punti di fusione bassissimo con possibilità di colatura in stampo di gesso ancora leggermente umido:

    ???---------------- 19 ------------------ 48 ------- 13 --------- lega Charles

    37° --------------- 20 ------- 49 ------ 48 ------ 13

    ???---------------- 4 -------------------- 10 ------- 3

    Ricordo che le leghe non hanno un punto, bensì un intervallo di fusione, che si aggira attorno a quanto indicato.

    Attenzione a non mescolare tra loro le leghe, contrassegnandole ad ogni fine di uso, anche con punzone!

    Dopo questo romanzo, ricordo che un tempo c'era un manuale del Ghersi "Leghe metalliche" edito da Hoepli. Sono ricordi di quando facevo l'alchimista... Ciao

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  • 1 decennio fa

    Di solito lo stagno viene unito al piombo,ed il tutto al 50%.Altre leghe che possano in fusione unirsi allo stagno per quanto io sappia non esistono.

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  • 1 decennio fa

    STAGNO

    Metallo bianco con riflessi argentei. CHIMICA. Lo stagno è l'elemento chimico di simbolo Sn, di numero atomico 50 e di peso atomico 118,69. In lega con il rame costituisce il bronzo, in uso già nel terzo millennio a.C. (età del bronzo). Il metallo fu ottenuto privo di rame dai Fenici; viene citato nella Bibbia e da molti scrittori romani. Molto malleabile, lo stagno è piuttosto molle e poco resistente alla trazione. Una barretta o lastra del metallo può essere facilmente piegata e ciò provoca il cosiddetto “grido dello stagno”, dovuto alla rottura dei cristalli che ne costituiscono la struttura. Ha un punto di fusione (231,9 °C) che è il più basso fra quelli dei metalli di uso comune. Bolle però a circa 2.270 °C. La sua densità è di 7,30. Alle temperature inferiori ai 18 °C può trasformarsi in una forma allotropica, lo stagno grigio, di densità 5,77. Tale trasformazione, che si manifesta talvolta negli oggetti di stagno, è chiamata “lebbra o peste dello stagno”. A temperatura ambiente lo stagno non viene praticamente ossidato all'aria. Lo stagno ha numero di ossidazione 2 nei composti stannosi e 4 nei composti stannici. Ad alta temperatura l'ossigeno lo trasforma nel biossido SnO2. Si combina a freddo con cloro e bromo. Si scioglie nelle soluzioni bollenti di idrossidi alcalini e negli acidi concentrati.

    METALLURGIA. Per la produzione dello stagno il minerale più usato è il biossido SnO2, o cassiterite, peraltro troppo povero per essere ridotto direttamente; la sua alta densità ne consente tuttavia un'agevole concentrazione. Dopo macinazione e un lavaggio che elimina la ganga, il minerale è prima sottoposto a una cernita magnetica che separa i composti del ferro, quindi a un arrostimento ossidante o clorurante, seguito da un lavaggio all'acido o all'iposolfito di sodio nel caso dell'arrostimento clorurante. Il minerale così trattato, che ha un contenuto di biossido superiore al 75%, viene introdotto in un forno e portato alla temperatura di 1.200÷1.300 °C. Il carbone riduce le cassiterite secondo la reazione SnO2 + 2C ® 2CO + Sn. Ha luogo in pari tempo la formazione di una scoria ricca di stagno, che verrà rimessa in ciclo. Lo stagno ottenuto, grezzo, viene affinato termicamente; il processo consiste nel portarlo a temperatura superiore al punto di fusione (231,9 °C), e nel separare gli altri componenti per liquazione. Un'ulteriore affinazione viene compiuta mediante immersione nel bagno fuso di un tronco di pino oppure facendo investire lo stagno fuso in getti sottili da una corrente d'aria.

    Dai rottami di latta lo stagno viene ricuperato con due diversi procedimenti: 1. per azione di una corrente di cloro sui pacchi di rottami preessiccati: ha luogo la formazione di tetracloruro di stagno; 2. per elettrolisi: i rottami di latta costituiscono l'anodo di un bagno elettrolitico che ha un catodo di ferro e una soluzione di soda e soda caustica per elettrolita. Lo stagno passa in soluzione come stannato di sodio e si deposita metallico al catodo, quindi viene lavato e rifuso.

    UTILIZZAZIONE. Per la sua inalterabilità all'aria e la sua resistenza all'attacco di molte sostanze chimiche, lo stagno è utilizzato per il rivestimento protettivo del rame e del ferro. Per la sua non tossicità è usato nell'industria alimentare sia per avvolgere i prodotti, sotto forma di fogli (carta stagnola), sia per il rivestimento elettrolitico o per immersione dei contenitori (latta). Lo stagno è utilizzato nell'industria elettrica per la stagnatura dei fili conduttori; nell'industria chimica per la costruzione di apparecchiature, per la preparazione di pigmenti, ecc.; nell'industria farmaceutica per tubi e recipienti; nell'industria meccanica per le più svariate applicazioni sotto forma di fogli, rivestimenti di materiali ferrosi, placcature, ad es. del piombo.

    LEGHE. Lo stagno si lega facilmente al rame per costituire i bronzi, comuni e speciali. Le leghe ricche di stagno sono impiegate principalmente come leghe antifrizione. Grazie al suo basso punto di fusione lo stagno legato al piombo forma vari tipi di leghe, con tenore di stagno fra il 25% e il 65%, usate in caldareria e per impianti idraulici. In composizione con l'antimonio (dal 15 al 20%), che indurisce la lega, lo stagno serve alla fabbricazione di rubinetterie per l'industria chimica. Lo stagno entra inoltre in molte leghe che da secoli sono utilizzate per la realizzazione di vasellame e di oggetti artistici (peltro). Una applicazione importante è quella delle leghe a bassissimo punto di fusione (sotto i 100 °C) dove lo stagno entra con percentuali fino al 25%: leghe di Newton, di Wood, di Lipowitz, di Darcet, ecc.Sxo ti sia utile la mia risposta,ciauz

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