Era sul divano, in penombra.La luce del camino creava strane ombre.?

La carne sui ferri sembrava muoversi al ritmo della fiamma.

Il calore sulle mani protese gli ricordava il breve attimo d’unione che avevano avuto poco prima con il pane appena sfornato.

Si godeva l’aroma del rosso,proveniente dal calice poggiato sul bracciolo.

Il suo sguardo fu attratto dalla finestra affacciata sull’opposta collina.

Sprazzi della nebbia che invadeva la vallata velavano le luci della città.

Sembrava che in quei momenti,le persone nascoste dietro quei lumi si fermassero per un attimo a prendere fiato.

Come se l'affannosa ricerca potesse essere frenata.

Il suono sommesso del campanello faticò a farsi strada nel tiepido dibattito in corso nella sua mente,proprio mentre la logica stava per prevalere,affermando l’ovvia verità che,in fondo,tutte quelle persone erano là solo per la cioccolata.

Tardò a realizzare che pur distante chilometri,qualcuno poteva aver attraversato l’umida vallata per risalire la strada fino al cancello di casa sua.

Ma,chi poteva mai essere?

Aggiornamento:

lady darkness... me l'hai appena uccisa l'ispirazione!!!

comunque, no. e sai perché

perchè il postino suona sempre due volte!!!

Aggiornamento 2:

laura: t'ho messo la carne alla brace, il vino, il pane fatto in casa...

e tu...

e tu...

MI CERCHI LE UOVA???

Aggiornamento 3:

saretta: mi hai fatto notare che NON si capisce che è un uomo (e non è gay).

9 risposte

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  • Anonimo
    1 decennio fa
    Risposta preferita

    Si decise a vederlo con i propri occhi. Alzandosi, con fare pesante e svogliato, lasciò strisciare i piedi della sedia, su cui aveva fatto riposare le sue stanche membra, contro le assi di legno del pavimento. Il rumore dei suoi passi, lenti e misurati, erano affiancati dal tipico rumore dei passi di un cane, quelli di Diana. Spalancò la porta, lo fece in modo piuttosto energico, a dispetto delle poche forze che gli restavano, dopo una giornata di duro lavoro. Davanti a lui, una figura minuta e infreddolita. Stringeva a sè i lembi di una giacca logorata dal tempo e inadatta al freddo della notte. I suoi capelli, il cui colore si confondeva con il buio che la circondava, si adagiavano sulle sue spalle, fuori dal controllo di una treccia, ormai inesistente. I suoi occhi erano lucidi, neri come la pece e immensamente spaventati. Il corpo, dalle forme sinuose, anche se evidentemente provato, tremava come panni stesi al vento. Ad un tratto, ella, inghiotti con fatica, quasi a mandare giù un nodo che gli impediva di parlare, e raccogliendo le sue poche forze:

    -Salve, il mio nome è R..... Avrei...avrei bisogno del vostro aiuto. Non sono di queste parti. Mi sono persa. Non so come fare ad uscire da questo labirinto di alberi. Avrei bisogno di un posto dove trascorrere la notte per non muorire congelata. Se fosse così gentile da ospitarmi? Non senza niente! Potrei aiutarla in qualche modo, ad esempio lavorando, va bene qualsiasi lavoro. Anche lavori pesanti....................................-

    E' un pezzo (modificato) di un romanzo che ho scritto e mandato su internet. Si adattava, almeno in parte, a questo squarcio di storia. Spero ti piaccia. E' un romanzo ambientato nel Gargano, poco prima della seconda guerra mondiale. La donna che bussa, è una ragazza di venti anni, scappata dal proprio paese a causa dell'ignoranza dilagante a quei tempi, nei piccoli paesini, che l'accusavano di stregoneria, di malocchio (a quei tempi, al sud succedeva spesso, soprattutto se la donna a venti anni non era ancora sposata ed aveva comportamenti inconsueti). Verrà accolta in questa casa, in cui si svilupperrà una forte attrazione per questo uomo, purtroppo sposato. Sarà la moglie che riuscirà a scoprire il motivo della fuga della ragazza, e attraverso uno stratagemma farà in modo che venga internata in manicomio, non avendo parenti che possano sostenerla. Vi saranno delle nuove amicizie, nuovi personaggi, che la protagonista incontrerà, in questo periodo di internamento, fino a quando non scoppierà la seconda guerra mondiale....e non vado più avanti, perchè spero tu possa leggerlo di persona.

  • laura
    Lv 5
    1 decennio fa

    aprendo il cancello nella fredda ed umida sera non vide nessuno neppure in lontananza ma abbassando lo sguardo intravide sullo scalino un biglietto fermato da una pietra. Si chinò a raccoglierlo curioso di leggerne il contenuto ma in quel momento lo chiamarono dalla cucina per avvisarlo che senza di lui tutto stava degenerando. infilò di fretta il biglietto nella tasca rimandando la lettura al momento in cui sarebbe nuovamente stato solo e tutti gli ospiti fossero tornati nelle loro stanze dopo la cena sontuosa che aveva organizzato. Nonostante i sorrisi che sfoderava di continuo incrociando gli ospiti, continuava a pensare al biglietto e d a quella volta tanto tempo prima in cui era successa la stessa cosa: un biglietto sull'uscio di casa... e da lì l'inizio dell'avventura + straordinaria della sua vita....

  • 1 decennio fa

    il pizzaiolo con le pizze da asporto

  • 1 decennio fa

    Mi sembra la pubblicità del ciobar, solo che non ricordo come si chiamava il tipo che restava chiuso fuori dalla porta...

    oppure...

    l'uomo-lupo??

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  • lilly
    Lv 5
    1 decennio fa

    ero io,ascolto i pensieri,entro nei sogni ,arrivo in silenzio in punta di ali.non arrossire , lasciati andare al dolce tocco della mia mano fatata, perché sono sempre io la tua fantasia !ciao

  • 1 decennio fa

    Il cane che aveva abbandonato in autostrada per potersi godere tranquille vacanze in montagna

  • 1 decennio fa

    l'uomo della sua vita...con un mega mazzo di rose rosse................

  • Anonimo
    1 decennio fa

    Un vicino rompiballe che voleva un uovo in prestito (ma perchè mai i vicini non comprano le uova?)

  • 1 decennio fa

    il postino

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