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qualcuno sa come si produce Similpelle in PVC con poliuretano accoppiato a polietilene espanso e termoformato?

mi interessava sapere come si produce, tecnologie, macchinari, materiali, processi etc. etc.

1 risposta

Classificazione
  • Anonimo
    1 decennio fa
    Risposta preferita

    59% P.V.C.13% poliestere - 1% poliuretano.

    La sigla "PVC" indica il cloruro di polivinile, una plastica altamente versatile di grande utilizzo nei più svariati settori. In PVC sono fatte alcune bottiglie per il confezionamento dell'acqua, contenitori e pellicole alimentari, carte di credito, dischi, carte da parati, infissi per porte e finestre, tubi di scarico fognario, grondaie, piastrelle per la pavimentazione, interni d'auto, mobili da giardino, prodotti sanitari, rivestimenti esterni di cavi, eccetera. Il PVC deriva dalla polimerizzazione del CVM (cloruro di vinile monomero o cloruro di etilene) ottenuto, a sua volta, dalla clorazione dell'etilene che ha origine da prodotti petroliferi. Al termine del processo di polimerizzazione, il PVC si presenta in forma granulare ed è pressocché inutilizzabile tal quale. Per poter trovare applicazione di mercato, al PVC vengono aggiunte quantità variabili di altre sostanze ed elementi necessari per conferirgli le caratteristiche di cui necessita.

    Il PVC è stato il primo prodotto sintetico ad essere brevettato (1913) ed ha subìto un grande sviluppo negli ultimi decenni. Ciò è da ascriversi con buona probabilità al fatto che, essendo una plastica strettamente legata all'industria del cloro, elemento fondamentale della sua costituzione, risulta essere un prodotto a basso costo. Il cloro, infatti, è stato per lunghi anni un semplice prodotto di scarto dell'industria della soda caustica utilizzata nei più svariati processi industriali. L'elevata disponibilità di cloro sul mercato è stata assorbita da svariati settori quali quello del DDT, dei PCB, dei pesticidi e dei solventi. Man mano che l'uso di questi prodotti, a seguito della loro elevata pericolosità per la salute umana, è stato bandito, il cloro ha trovato uno sbocco sempre maggiore nell'industria del PVC. Attualmente vengono prodotti circa 18 milioni di tonnellate all'anno di PVC nel mondo, che assorbono il 30 per cento della produzione totale di cloro. Il PVC ha progressivamente sostituito gli altri materiali tradizionali, nonostante il suo intero ciclo vitale ponga dei seri rischi per la salute ambientale ed umana.

    c) Additivi:

    il PVC puro è un composto altamente instabile, duro e fragile. Per poter essere impiegato ha quindi bisogno di essere mescolato ad altri prodotti che sono a loro volta tossici e nocivi. Nel prodotto finito questi additivi possono costituire dal 40 al 60 per cento in peso. Normalmente, metalli pesanti quali bario, stagno e cadmio vengono impiegati come stabilizzanti, bromuri e composti del fosforo come ritardanti ed ignifughi, ftalati come plasticizzanti. In Europa occidentale, si produce annualmente circa un milione di tonnellate di plasticizzanti, il 77 per cento del quale viene impiegato nella produzione di PVC che ne può contenere quantità variabili tra il 10 ed il 12 per cento, sino al 60 per cento nei prodotti più flessibili. Nel 1987 sono stati prodotti 4 milioni di tonnellate in tutto il mondo di dietilesilftalato o DEHP, il plastificante più comunemente impiegato. Questo composto si ritrova in moltissimi organismi viventi (pesci, uova di uccelli marini, mammiferi marini e piante di mais) e si sospetta che sia cancerogeno per l'uomo. L'1 per cento di DEHP prodotto finisce nelle acque di scarico ed un quantitativo simile viene rilasciato nel corso del suo mescolamento alla plastica. La sua presenza nelle pellicole alimentari può essere fonte di contaminazione degli alimenti, in special modo di latticini e di quelli ad elevato contenuto di materia grassa. In Austria l'uso del DEHP è vietato nelle confezioni a diretto contatto degli alimenti, in Svizzera nei giocattoli destinati ai bambini inferiori ai tre anni, mentre in Germania se ne sconsiglia l'uso negli anelli stimolanti la dentizione dei neonati. Le conseguenze ecotossicologiche del DEHP lo hanno posto tra le sostanze ambientalmente più tossiche in Olanda e negli Stati Uniti. I metalli pesanti usati come stabilizzanti costituiscono un problema durante la fasi di smaltimento. Nel 1987, la Danimarca ha bandito l'uso del cadmio nel PVC, mentre la Comunità europea ne ha raccomandato lo smaltimento.

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