Ghena Dimitrova cantante lirica?

La cantante lirica Ghena Dimitrova é morta nel giugno del 2005 a Milano, in ospedale. Aveva 64 anni.

Le cause della morte non sono state rese note.

Qualcuno conosce le cause della morte?

2 risposte

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  • Anonimo
    1 decennio fa
    Risposta preferita

    Ghena Dimitrova nasce in Bulgaria, a Beglej, il 6 maggio 1941.

    Comincia a studiare canto con il maestro Christo Brambarov al conservatorio di Sofia dove si diploma.

    Il debutto ufficiale della cantante avviene a Sofia il 27 dicembre 1967 con Nabucco (Abigaille): Ghena Dimitrova, con tutta l’incoscienza tipica della gioventù, accetta di sostituire improvvisamente il soprano previsto ed ottiene un grande successo; da quel momento Abigaille diventerà uno dei suoi ruoli più frequentati.

    Nel 1970 la Dimitrova vince una borsa di studio con cui può perfezionarsi in Italia come aveva sempre desiderato. Quindi, all’Accademia del Teatro alla Scala studia con Renato Pastorino, Enza Ferrari e Renata Carosio. Nello stesso tempo, sempre a Milano, studia con Gina Cigna.

    Durante gli anni 1971/72 la cantante interpreta il ruolo di Leonora (La Forza del Destino) in Francia.

    Nel 1972 vince il concorso di Treviso, interpretando Amelia di Un Ballo in maschera: ciò le apre immediatamente le porte del Teatro Regio di Parma, dove canta la stessa opera con Josè Carreras e Piero Cappuccilli e, successivamente, nel gennaio del 1973 quelle del Teatro alla Scala, dove interpreta lo stesso ruolo insieme a Placido Domingo.

    Comincia, a questo punto, la grande carriera internazionale. Fra il 1974 e e il 1979 canta nei teatri principali dell’America del Sud, in Spagna, in Italia, in Russia, in Germania, in Austria, in Cecoslovacchia e in Ungheria.

    Il suo repertorio si amplia con Aida, Il Trovatore, Tosca, Andrea Chenier, Turandot, Ernani, Cavalleria Rusticana, La Fanciulla del West, Macbeth, Otello.

    Nel 1980 Ghena Dimitrova canta all’Arena di Verona insieme a Luciano Pavarotti ne La Gioconda ottenendo un grandissimo successo. L'Arena di Verona sarà uno degli appuntamenti costanti per Ghena Dimitrova e qui canterà Nabucco (1981), Macbeth (1982), Turandot nel 1983 partecipando praticamente a ogni ripresa del titolo pucciniano fino agli anni ‘90. Sempre all’Arena di Verona canta Cavalleria Rusticana (1993) e Aida (1993) e vi ritorna ancora una volta, sempre in Aida, nel 1996, ma questa volta cantando il ruolo di Amneris.

    Dagli anni '80, Ghena Dimitrova è una delle voci più prestigiose del mondo. Il Teatro alla Scala le affida tre grandi aperture di stagione con Turandot (1983, con la direzione di Lorin Maazel e la regia di Franco Zeffirelli), Aida (1986), in cui alternava coraggiosamente i ruoli di Amneris e Aida a fianco di Luciano Pavarotti, e Nabucco (sempre nel 1986) con la direzione di Riccardo Muti.

    Nel 1984 canta, alla Scala, I Lombardi alla prima Crociata, Macbeth (con la direzione di Abbado e la regia di Giorgio Strehler), Cavalleria Rusticana (1988) e Tosca (1989), ma nel frattempo tutti i teatri - da Parma a Firenze, da Roma a Napoli - se la contendono.

    Salisburgo la ingaggia per il suo Festival per due anni consecutivi (1984 e 1985) con Macbeth, mentre la sua presenza a Vienna (Staatsoper) è quasi una costante.

    Nel 1987 dopo aver cantato a Houston, Napoli, Francoforte vince una sfida importante interpretando Norma a Parigi.

    Sempre nello stesso anno canta al Metropolitan di New York, l'ultimo dei grandi teatri in cui il soprano non aveva ancora cantato, interpretando il suo cavallo di battaglia: Turandot. Vi tornerà per dieci stagioni cantando anche in Fanciulla del West, Gioconda, Cavalleria Rusticana e Tosca.

    Chi ascolta attentamente la voce della Dimitrova non può rimanere insensibile, oltre che per l'impressione di uno strumento vocale di potenza eccezionale, anche per l’accento che la cantante riesce ad utilizzare per conferire colore espressivo e intensità al suono insieme alla capacità di ottenere mezze voci splendide e pianissimi incredibili.

    La sua Abigaille al Teatro alla Scala, sotto la direzione di Muti, è veramente un esempio di come questo ruolo dovrebbe essere cantato: con tutta l’arroganza ed insolenza vocale che esso richiede, ma anche con tutto il dolore nascosto di un'anima che si è inasprita a causa della mancanza di affetto.

    L'estensione eccezionale della voce ha consentito alla Dimitrova di alternare ruoli per soprano e per mezzosoprano come ad esempio Aida ed Amneris oppure Elisabetta ed Eboli del Don Carlo, un ruolo quest’ultimo, debuttato negli Stati Uniti ma che l'artista non ha mai ritenuto sufficientemente maturo.

    Ghena Dimitrova è stato uno dei pochi, soprani drammatici degli ultimi 35 anni. Una di quelle voci che ha potuto affrontare con tranquillità apparente il repertorio drammatico più impegnativo. La sua voce infatti - come diceva lei stessa - era una voce essenzialmente lirica che, con la tecnica e lo studio, era riuscita a coniugare la luminosità del timbro sopranile ad un volume di eccezionale, qualità che la resero regina incontrastata di alcuni ruoli del suo repertorio. Un repertorio che il soprano bulgaro ha conquistato passo per passo, con ferrea disciplina, raggiungendo risultati che sembrano appartenere naturalmente alle sue qualità vocali.

    Ghena Dimitrova scompare improvvisamente l’11 giugno 2005 a Milano.

    Biografia artistica

    Premi corti di biografia

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    Ghena Dimitrova è uno del poco, o opinione migliore molto il pochi, sopranos drammatici dei 35 anni ultimi; o migliorare, essere una delle poche voci che possono affrontare a tranquility astonishing apparente il repertorio drammatico più difficile. La sua voce, infatti, poichè lei stessa underlines con piacere, è una voce essenzialmente lyrical, che ha unito con le tecniche prodigious del luce-soprano e con un volume di alimentazione eccezionale, la dà che la possibilità da essere uncontrasted il heroine del suo repertorio. Un repertorio, quello che il soprano bulgaro ha conquisted il passaggio dal passaggio con ferro e disciplina, raggiungente i risultati che sembrano soltanto apparentemente naturali alle sue qualità, perché persino la sua personalità, insieme ad un vocality uncontainable e ad un imponence scenico imperious, è dolce delicata e profonda; in modo che il soprano grande ritenga più vicino ai caratteri come Minnie dal fanciulla del West della La e Elisabeth da indossi Carlo e non ai ruoli il più notevolmente drammatici, che consecrated lei al celebrity.

    Ghena Dimitrova è bulgaro, sopportato in Beglej il 6 maggio 1941, ma già nell'italiano per affetto artistico e nell'approvazione; ha cominciato studiare il canto con il maestro Christo Brambarov al Conservatory de Sofia, in cui si è laureata. Il debutto ufficiale del cantante era a Sofia il 27 dicembre 1967 ed era quasi un debutto di fortuna, dovuto a venire a mancare di due primadonnas, è arrivato esaurito e non in grado di affrontare la scena di Nabucco. Il Ghena molto giovane ha accettato il ruolo di Abigaille, con tutto il unconsciousness, tipico per la gioventù ed ha vinto. Il trionfo ottenuto in ruolo della regina crudele farebbe Abigaille per trasformarsi in in uno dei simboli dei caratteri del cantante. In Ghena 1970 Dimitrova vinto una concessione, quella gli avrebbe permesso a perfezione lei studi in Italia, qualcosa che il soprano avesse voluto sempre. È arrivato alla scuola di Scala della La, in cui ha studiato con Renato Pastorino, Enza Ferrari la e Renata Carosio.

    Durante gli anni 1971/72 del cantante ha effettuato nel ruolo di Leonora “da La Forza del Destino„, realmente in tutta la Francia. In 1972 ha vinto la concorrenza de Treviso, interpretante Amelia “in ballo di ONU in maschera„, che immediatamente ha aperto a lei i portelli del teatro de Parma Regio, in cui ha interpretato la stessa opera con Jose Carreras e Pierro Cappuccilli e successivamente (gennaio 1973) quelli di La Scala, in cui si è scoperta che interpreta il titolo del Verdi insieme a Placido Domingo.

    L'elemento portante internazionale grande di Ghena Dimitriva aveva tolto. Fra 1974 e 1979 ha cantato nei teatri principali nel Sudamerica, in Spagna, in Italia, in Russia, in Germania, in Austria, in Cecoslovacchia ed in Ungheria.

    Il suo repertorio ingrandito, contenendo le opere, che vivono nei sogni (ed a volte, per la difficoltà, negli incubi) di ogni soprano: Aida, il Trovatore, Tosca, Andrea Chenier, Turandot, Ernani, rusticana di Cavalleria, Manon Lescaut, La Fanciulla del West, Macbeth, Otello. Il destino del soprano lyrico-drammatic grande è stato firmato.

    In 1980 l'elemento portante di Ghena Dimitrova ha avuto l'appuntamento che definitivamente gli avrebbe dato un posto fra le voci grandi del dopo il periodo di guerra. Ai Di Verona dell'arena il cantante ha interpretato insieme a Luciano Pavarotti, la La Gioconda e nel ruolo che aveva visto il debutto italiano di Maria Callas sullo stesso posto in 1947, generato una sensazione. L'arena la ha adottata; interpreterebbe dopo quel Nabucco (1981), Macbeth (1982), dal Turandot 1983, praticamente su ogni reproposal dell'opera del Puccini, del Cavalleria Rusticana (1993) e del Aida (1993) ed ha rinviato in 1996 una volta di più come Amneris.

    Ghena Dimitrova già è stato accreditato fra le voci più prestigious nel mondo. La La Scala gli ha affidato l'affare grande di tre aperture di stagione con Turandot (1983, sotto il senso di Lorin Maazel e con lo scenography fantastico del Franco Zeffirelli), Aida (che si alternano bravely nei ruoli di Amneris e di Aida dal lato di Luciano Pavarotti) e Nabucco (1986, l'opera che ha visto il debutto del Riccardo Muti come direttore musicale del tempiale di opera de Milano).

    Il prima Crociata„ (1984), “McBeth„ (diretto da Abbado e con lo scenography famoso di Giorgio Strehler), Cavalleria Rusticana (1988) e Tosca (1989), ma nel frattempo tutti i teatri di alla di I pure là interpretato Dimitrova Lombardi di Ghena “in Italia da Parma a Firenze, da Roma a Napoli, aveva aperto largamente i loro portelli a lei, affascinato dalla forza e dalla duttilità della voce, che ha sembrato non avere uguale.

    Salisburgo la ha desiderata per il relativo festival per due anni successivi (1984 e 1985) con McBeth, mentre la sua presenza a Vienna Staatsoper si è trasformata in quasi in un costante fisso. In 1987 dopo che la attracco a Houston, Napoli, Francfurt, ha vinto una sfida importante nella Camera di opera di Parigi, interpretante Norma.

    Durante lo stesso anno infine è arrivato al Metropolitan, l'ultimo “del lirici di avamposti„, che il soprano già non aveva preso dalla tempesta. , a New York ha interpretato il suo cavallo di battaglia per merito, Turandot, per dieci stagioni, due di où con Pavarotti e Levine; e rinviato per il fanciulla del West della La Gioconda, di Cavalleria Rusticana, di Tosca e della La.

    Chi ascolta attentamente la voce di Dimitrova, anche sulle sue annotazioni sane, oltre l'impressione più evidente di uno strumento di forza eccezionale, non può rimanere insensibile davanti lo sforzo del cantante fare l'accenditore di voce, per dare un colore espressivo e un'intensità interna al suono. La sua La Scala Abigaille, sotto il senso di Muti è un esempio magisterial di come questo ruolo dovrebbe essere interpretato; con tutti i arrogance ed insolence vocale che richiede, ma certamente con il mildness necessario, con tutto il dolore nascosto di un'anima è diventato rigido, a causa della mancanza di affetto. L'estensione incredibile della sua voce, i consensi alla sig.ra Dimitrova per alternare i ruoli per il soprano ed il mezzosoprano anche nella stessa opera, come nell'esempio di Aida e di Amneris, o di Elisabeth e di Eboli dentro indossano Carlo, un ruolo, quello ultimo, debuted negli Stati Uniti come testimonianza che l'artista non ritiene mai aspettare abbastanza, tuttavia un elemento portante intenso e già molto lungo.

    Questo anno in effetti è correttamente il trentacinquesimo anniversario del debutto di questo cantante grande che con intelligenza è riuscito a costruire un elemento portante tuttavia storical e di collegamento inseparabilmente del suo nome ai caratteri come Abigaille, la signora McBeth e principalmente Turandot, stanti bene ad un interpretatore di riferimento assoluto del suo tempo. I trentacinque anni dell'elemento portante si levano in piedi per testimoniare la padronanza completa, che è necessaria anche ad una voce particolarmente dotata per potere passare a depressione così elemento portante pesante e per effettuare una freschezza vocale che consente di cantare oggi persino tutte le opere nel repertorio, persino quelle hanno cantato durante la gioventù e possono più di meno essere eseguiti come I Masnadieri da Verdi, un ruolo quasi per un soprano chiaro e così distante da Gioconda, da Santuzza e da Tosca, che per registrato, è stato ha cantato nella maggioranza assoluta delle esecuzioni.

  • Anonimo
    4 anni fa

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