Marta ha chiesto in Matematica e scienzeBiologia · 1 decennio fa

Streptococchi??

Qualcuno di voi ha degli appunti o mi sa indicare dei siti dove è possibile trovare la ricerca ed identificazione degli streptococchi? mi serve per microbiologia laboratorio

grazie in anticipo a chiunque mi risponderà!

4 risposte

Classificazione
  • 1 decennio fa
    Risposta preferita

    Streptococco

    1 INTRODUZIONE

    Streptococco Nome comune con cui si denominano i batteri del genere Streptococcus. Si tratta di batteri Gram-positivi, di forma sferica (come viene indicato dal termine “cocco”), le cui cellule, del diametro medio di 1 µm, tendono ad aggregarsi a coppie o in modo da formare caratteristiche catenelle. La cellula di molte specie di streptococchi è rivestita da una capsula, esterna alla parete, il cui principale componente è un mucopolisaccaride, l’acido ialuronico. Questi batteri sono immobili, cioè non dotati di strutture (come gli endoflagelli delle spirochete), che ne consentano spostamenti in mezzi fluidi; possiedono un metabolismo aerobio facoltativo, il che significa che normalmente questi microrganismi attuano la respirazione cellulare ma in particolari condizioni possono sopravvivere anche in assenza di ossigeno, ottenendo l’energia da processi fermentativi.

    Molte specie di streptococchi trovano il loro naturale habitat in diverse cavità corporee degli animali, nelle quali rappresentano le specie più numerose della flora batterica; nell’uomo, in particolare, sono localizzati nella faringe, nella bocca, nell’intestino e nella vagina. Anche gli alimenti, tra cui il latte e i suoi derivati, possono costituire il terreno di crescita per alcuni rappresentanti di questo genere batterico.

    2 PRODUZIONE DI TOSSINE

    Gli streptococchi sono in grado di secernere particolari tossine, ovvero composti che esplicano un’azione nociva su altri organismi. Tra queste vi sono: la streptochinasi, capace di sciogliere i coaguli sanguigni; la streptolisina, ad attività emolitica (cioè distruttiva dei globuli rossi); la ialuronidasi, che degrada l’acido ialuronico presente nei tessuti connettivi, favorendo la penetrazione del batterio nell’organismo; alcune esotossine ad azione pirogena, che causano febbre ed eruzioni cutanee.

    Tra gli streptococchi produttori di streptolisina, in particolare, è possibile distinguere due differenti ceppi. Infatti, coltivandoli in un apposito terreno di coltura a base di agar e sangue, essi possono produrre la lisi (ovvero la disgregazione) dei globuli rossi, in modo parziale o totale; in tal caso, si distinguono, rispettivamente, streptococchi alfa-emolitici e beta-emolitici.

    3 SPECIE RAPPRESENTATIVE

    Le specie ascritte al genere Streptococcus sono numerose; sono state suddivise in raggruppamenti che non hanno valore tassonomico, ma rispondono a esigenze pratiche di riconoscimento da parte dei microbiologi e dei medici. I caratteri presi in considerazione riguardano soprattutto l’habitat e la patogenicità. Vi sono diverse classificazioni, proposte da vari autori; i principali gruppi riconosciuti sono: gli streptococchi piogenici, come S. pyogenes; gli streptococchi orali, quali S. sanguis e S. mutans; gli pneumococchi, in cui è compresa la specie S. pneumoniae; gli streptococchi a metabolismo anaerobio. Le specie originariamente comprese nel gruppo degli streptococchi fecali sono state poi considerate un genere a se stante, Enterococcus. Vi sono alcuni streptococchi, come S. termophilus e S. bulgaricus che, per la loro capacità di compiere la fermentazione, trovano impiego nella preparazione di alcuni prodotti alimentari, come lo yogurt e il kefir (vedi Fermenti lattici).

    Esiste un particolare tipo di classificazione degli streptococchi che prende in esame il tipo di antigeni presenti sulla parete cellulare (classificazione di Lancefield); in base a questi, i vari ceppi batterici sono denominati con lettere che vanno dalla A alla U. Ad esempio, S. pyogenes, batterio responsabile di numerose affezioni umane, fa parte del gruppo A, il cui antigene è costituito da un particolare carboidrato (un polisaccaride detto sostanza C).

    4 MALATTIE DA STREPTOCOCCO

    Tra gli streptococchi patogeni, la specie S. pyogenes è quella che più frequentemente colpisce l’uomo; è responsabile di diverse infezioni, dalle quali possono derivare complicazioni. Può colpire l’apparato respiratorio, dando luogo a una particolare forma di faringite (faringite da streptococco beta-emolitico). L’origine batterica di questa affezione può essere individuata mediante tampone faringeo, ovvero prelevando un piccolo striscio della mucosa faringea e coltivando in vitro i microrganismi eventualmente presenti. L’identificazione dello streptococco può avvenire anche mediante analisi del sangue mirata alla misurazione di un particolare parametro, il titolo streptolisinico. Tale parametro esprime la presenza all’interno dell’organismo degli anticorpi anti-streptolisina; infatti, se questi vengono riscontrati nel sangue, significa che l’individuo è stato infettato dallo streptococco beta-emolitico e che il suo sistema immunitario ha iniziato a reagire producendo questi specifici anticorpi. Eventuali complicazioni dell’infezione faringea da S. pyogenes sono l’endocardite, che colpisce il cuore, la febbre reumatica e il reumatismo articolare acuto, e la glomerulonefrite, infezione che interessa i reni.

    S. pyogenes è responsabile, inoltre, dell’erisipela e dell’impetigine, patologie cutanee, e della scarlattina, malattia esantematica che comporta, tra i suoi sintomi, anche l’infezione delle vie respiratorie. La diffusione delle colonie batteriche a tutto l’organismo determina una condizione di setticemia, che rappresenta la più grave delle complicazioni delle malattie da streptococco.

    S. pneumoniae (sinonimo Diplococcus pneumoniae) è il principale agente eziologico della polmonite batterica. Questo streptococco alfa-emolitico è detto comunemente pneumococco o diplococco, poiché le cellule si aggregano a coppie. Provoca infezioni di tipo invasivo che, oltre alla polmonite, comprendono forme di meningite e di setticemia; e infezioni non invasive, tra cui sinusite, otite media e bronchite. Il fattore patogeno è costituito da polisaccaridi localizzati nella capsula che riveste esternamente la cellula batterica. La presenza di oltre novanta ceppi differenti, dodici dei quali sono responsabili dell’80% delle infezioni invasive, rende difficile l’eradicazione del pneumococco, responsabile del decesso di un milione di individui ogni anno. Si ritiene che la prevenzione attraverso la vaccinazione possa risultare uno strumento efficace nel controllo di questo pericoloso patogeno, tenuto conto che il fenomeno della comparsa di ceppi antibiotico-resistenti è in aumento e diminuisce l’efficacia dei trattamenti farmacologici. Il Ministero della Salute italiano nel novembre 2001 ha fornito indicazioni al riguardo: sono disponibili due vaccini, uno più adatto ai bambini di età inferiore ai due anni nella prevenzione delle infezioni invasive, e l’altro adeguato per soggetti al di sopra dei due anni nella prevenzione delle forme polmonari. La vaccinazione è offerta ai bambini al di sotto dei cinque anni in cui vi siano particolari condizioni predisponenti (come anemia falciforme, talassemia, cardiopatie, diabete mellito, malattie epatiche, infezione da HIV e immunodeficienze congenite); le singole regioni hanno facoltà di estendere la profilassi anche ai bambini al di sotto dei due anni che frequentano l’asilo nido.

    S. sanguis e S. mutans sono normalmente presenti nel cavo orale e, in presenza di un’elevata concentrazione di zuccheri, possono avere un’azione cariogena. In particolare, S. sanguis esercita il primo attacco della superficie dentaria; in seguito, viene sostituito da altre specie, da S. mutans e da alcuni lactobacilli.

    Il trattamento delle malattie da streptococco è di tipo antibiotico; in genere, i composti maggiormente efficaci sono la penicillina e la cefalosporina. Il fenomeno della resistenza agli antibiotici da parte dei batteri, come S. pneumoniae, per cui i microrganismi non sembrano essere definitivamente eliminati dall’azione dei farmaci, rende necessaria la continua messa a punto di nuove molecole che possano risultare efficaci; ad esempio, contro S. pneumoniae il composto denominato levofloxacina appare utile sostituto degli antibiotici tradizionali nei casi di ceppi di pneumococco-resistenti.

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  • 7 anni fa

    Ciao, consiglio vivamente questo articolo: Streptococco agalactiae: cos'è e come si cura http://goo.gl/fZL7De

    Spero possa esserti utile, ciao!

  • lele
    Lv 4
    1 decennio fa

    wikipedia!

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