Olio d'oliva?

quali le proprietà antiossidanti, se ve ne sono e perchè?

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  • 1 decennio fa
    Risposta preferita

    Riduce il rischio di arteriosclerosi per le sue fondamentali proprietà antiossidanti, l’olio d’oliva, pilastro della dieta mediterranea, dovrebbe essere tra le fonti primarie di assunzione dei grassi per mantenersi davvero in forma. La sua efficacia nella lotta alle malattie cardiovascolari è dovuta non solo, come si era ritenuto finora, all'elevata quantità di acidi grassi monoinsaturi, ma soprattutto all'alto contenuto di fenoli.

    Una conferma è venuta da una recente ricerca condotta dal Servizio di Prevenzione e Protezione del CNR, in collaborazione con l'Istituto Superiore di Sanità e l'università "La Sapienza" di Roma. Lo studio, svolto su 10 pazienti affetti da ipercolesterolemia e ipetrigliceridemia, mirava a valutare gli effetti "in vivo" dell'olio extra vergine di oliva (OEVO) sull'ossidabilità del cosiddetto colesterolo cattivo, l'LDL.

    Nella prima fase, durata 6 settimane, ai pazienti già in trattamento con dieta mediterranea, sono stati somministrati 20 g al giorno di olio di oliva (OO) come unico grasso di condimento.

    Successivamente l'OO è stato sostituito dalla stessa quantità di OEVO, con la stessa concentrazione di acidi grassi e di vitamina E, ma 20 volte più ricco di fenoli rispetto al primo.

    Al termine della sperimentazione è emerso che, mentre i valori di colesterolo e trigliceridi sono rimasti stabili per tutta la durata della ricerca, nel periodo in cui si è assunto olio extravergine d’oliva c'è stata una significativa riduzione della suscettibilità del colesterolo LDL all'ossidazione, una delle cause dello sviluppo di malattie cardiovascolari.

    Tale diminuzione è stata determinata dalla maggiore presenza nell'OEVO di fenoli, dovuta al diverso metodo di estrazione di questo prodotto.

    Occhio quindi alla provenienza e al metodo di lavorazione del prezioso olio: è bene che sia extravergine e magari spremuto a freddo, senza additivi chimici.

    Fonte/i: FONTE: Roberto Volpe, Rinaldo Paciucci, Servizio di Prevenzione e Protezione del CNR
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