Ma il gorgonzola da chi è stato inventato??e dove??

rispondetemi...grazie molte...

11 risposte

Classificazione
  • Anonimo
    1 decennio fa
    Risposta preferita

    E' uno dei formaggi più amati, apprezzati e noti della produzione italiana, con in più un colore e odore caratteristici e peculiari. La sua produzione D.O.C. é protetta e controllata, si tratta del terzo formaggio italiano tutelato, e la sua "carta d'identità" specifica che si tratta di un formaggio molle, grasso, a pasta cruda, prodotto esclusivamente con latte di vacca intero, cagliato a 28-32° con caglio di vitello, preparato per stratificazione con cagliate raffreddate.

    La forma é cilindrica, con superfici alte e piane sulle quali viene apposto il marchio d'origine del Consorzio di Tutela. La crosta del gorgonzola è ruvida e rossiccia, abitualmente rivestita da fogli di alluminio con il contrassegno "cg" del consorzio. La pasta è unita, di colore bianco tendente al paglierino, screziata per la presenza delle muffe. Il sapore è leggermente piccante e immediatamente riconoscibile.

    La zona di produzione é molto ampia, e interessa diverse provincie del Piemonte e della Lombardia. Sin dal 1970 esiste un consorzio che raggruppa 50 aziende che producono il 100% del totale. Tra i formaggi DOP italiani la produzione di gorgonzola, circa 46.000 tonnellate in 4 milioni di forme, rappresenta il 10% della produzione totale nazionale di formaggio e copre il 10% dei consumi nazionali. Per produrre tanto formaggio viene impiegata una quantità di latte dieci volte maggiore, per un controvalore in materia prima di 140 milioni di euro, mentre il giro d'affari al consumo è di 350 milioni di euro.

    La storia del gorgonzola è avvolta nel mistero e la sua origine dovrebbe risalire all'omonima città alle porte di Milano. Molte le storie che si tramandano riguardo al procedimento caseario, la più diffusa e romanzata parla di un "bergamino" che si era invaghito di una contadinella e che per lei lasciò a metà la preparazione del formaggio; l'indomani, unendo la cagliata della sera precedente con quella del mattino, divenne il primo produttore di gorgonzola. Il periodo storico di nascita, che sia da attribuire a questo sbadato giovanotto o più verosimilmente a un pastore in corso di transumanza momentaneamente sprovvisto degli attrezzi per trattare il caglio, si può collocare tra l'ottavo e il nono secolo. Il primo nome fu "Stracchino di Gorgonzola", dal fatto che era prodotto con latte di vacche "stracche", cioè stanche per la transumanza.

    Nel corso dell'elaborata preparazione, per alcuni giorni si procede alla salatura a secco, in ambienti, detti "purgatorio", con temperatura tra i 18 e i 22°. La stagionatura poi procede per due o tre mesi, in ambienti umidi (90/95%) a 4-8°. Nel frattempo, tra le due e le quattro settimane di vita, la forma viene forata ripetutamente per favorire lo sviluppo (erborinatura) della varietà a ceppi del penicillium, che caratterizzano il gorgonzola e gli conferiscono la colorazione verde/blu.

    Il grasso minimo nella sostanza secca é del 48%, l'apporto energetico per 100 grammi di prodotto di 330 Kcal.

    I valori nutrizionali su 100 grammi sono:

    Acqua 51 gr

    Grassi 26 gr

    Proteine 19 gr

    Fosforo 360 mg

    Calcio 420 mg

    Potassio 120 mg

    Colesterolo 0,7 mg

    Presenti vitamine A, B1, B2, B6, B12, E, PP.

    Un terzo della produzione annuale di gorgonzola é destinato all'esportazione, soprattutto nei paesi dell’Unione Europea e in Svizzera.

    La leggenda del Gorgonzola

    L’origine di nessun altro formaggio ha destato più curiosità e dato origine a numerose leggende, di quella del Gorgonzola.

    Secondo uno dei più diffusi racconti popolari, questo formaggio è nato per errore: un casaro distratto dimentica il fagotto della cagliata, appesa a sgrondare, per tutta la notte. Il giorno dopo, sperando di poter recuperare la propria dimenticanza, la unisce alla cagliata del mattino. Al taglio della forma, dopo averla stagionata, il casaro ha però la sorpresa di trovarla tutta screziata di muffa verdognola, dall’effetto estetico piuttosto sgradevole. A suo merito, però, va riconosciuto il fatto di aver voluto assaggiare comunque il formaggio che, a sorpresa, si rivela una vera bontà.

    Un’altra leggenda sulla nascita del Gorgonzola narra invece che un oste lombardo, volendo recuperare alcune forme ammuffite di formaggio stracchino, decide di servirle ad alcuni clienti di passaggio. A sorpresa, invece di lamentarsi, gli avventori gradiscono decisamente il prodotto, dando origine alla nascita e al successo del più famoso dei formaggi erborinati.

    Il termine “erborinato” sembra derivi dalla parola “erborin” che, in diletto lombardo, significa prezzemolo, richiamando evidentemente le venature verdi del Gorgonzola.

    Nonostante non ci siano informazioni precise sull’attendibilità di questi racconti, in entrambi i casi sono ambientati intorno al X – XII secolo in provincia di Milano e, più precisamente, vicino al paese di Gorgonzola. A conferma di questa ipotesi, la storia ci insegna che a quei tempi Gorgonzola era tappa obbligata di sosta per le mandrie di ritorno dagli alpeggi alpini nel loro viaggio verso i verdi prati della Pianura Padana e proprio dal nome di questo paese il formaggio ha, in tempi più recenti, ereditato il nome.

  • 1 decennio fa

    da un mio amico.... ne sono sicuro e se lo conosceste lo direste anche voi.... un giorno, si tolse le scarpe e...... da quel giorno fu classificato come formaggio.. e da li prese il nome e odore.....

  • 4 anni fa

    Se stai cercando un modo naturale per abbassare il colesterolo totale, senza assumere farmaci, ti cosiglio questo sistema http://guariredalcolesterolo.teres.info/?6O21

    Purtroppo sul colesterolo c’è molta ignoranza in giro e quando parlo di ignoranza non mi riferisco solo alle persone comuni, ma soprattutto alla maggioranza di medici, nutrizionisti e riviste salutistiche di vario tipo.

  • 1 decennio fa

    nn saprei proprio ma all'inventore farei un monumento.....troppo buono!!

  • Che ne pensi delle risposte? Puoi accedere per votare la risposta.
  • Giugi!
    Lv 4
    1 decennio fa

    dai tuoi piedi

  • Anonimo
    1 decennio fa

    Il Gorgonzola è nato nel secolo XII, nelle prealpi lombarde.

    Una leggenda vuole che la nascita del Gorgonzola sia legata al capriccio d’amore di un casaro, il quale, per attardarsi con la sua bella, avrebbe rimandato all’indomani il lavoro della giornata, e, mescolando la cagliata della sera precedente con quella della mattina, avrebbe ottenuto un formaggio mai prodotto prima.

    Questo è ciò che si tramanda, ma probabilmente il Gorgonzola è l’evoluzione di un cacio di cui già l’arcivescovo milanese Ansperto da Biassono nel 1881 parlò nel suo testamento. Il suo nome deriva dall’omonimo villaggio alle porte di Milano dove secoli fa si radunavano le mandrie in transito, tanto che originariamente questo formaggio era conosciuto come “stracchino di Gorgonzola”, ossia cacio prodotto con latte di vacche “stracche” (stanche).

  • 1 decennio fa

    Il Gorgonzola è nato nel secolo XII, nelle prealpi lombarde. Veniva un tempo chiamato stracchino erborinato, a causa delle venature verdi simili all'"erborin", nome dialettale del prezzemolo.

    Il latte per produrre il Gorgonzola viene raccolto ogni giorno dai produttori del consorzio sparsi nelle province di Brescia, Bergamo, Como, Cremona, Cuneo, Milano, Novara, Pavia, Vercelli e il territorio di Casale Monferrato.

    Da qualche tempo il consorzio di tutela del Gorgonzola ha definito due tipologie: il Gorgonzola dolce, che si presenta più molle e cremoso, a causa della maggior proteolisi e della panna che viene aggiunta al latte; e il Gorgonzola piccante, che ha una pasta più compatta e un gusto più deciso.

    La stagionatura ottimale per il Gorgonzola piccante è da 90 a 110 giorni, oltre la proteolisi inizia a farsi sentire determinando composti amari e un sentore di ammoniaca, soprattutto nella zona del sottocrosta.

    Fasi di produzione del Gorgonzola

    Preparazione del latte

    Il latte viene pastorizzato e omogeneizzato. Queste operazioni consentono di ottenere un prodotto più omogeneo, bianco e di far comparire più in fretta l'aroma.

    Insemenzamento e formazione della cagliata

    Il latte viene trasferito in grandi caldaie di 5000 litri e viene insemenzato con un lattoinnesto di Lactobacillus bulgaricus e Streptococcus termophilus, gli stessi batteri dello yogurt. Vengono anche aggiunte muffe selezionate, principalmente di Penicillum roqueforti.

    Viene aggiunto il caglio e portato il latte a 28-32 gradi: dopo 20 minuti circa si forma la cagliata, che viene rotta facendo attenzione a creare un ambiente ricco di ossigeno, favorevole allo sviluppo del Penicillum. In questa fase l'esperienza del casaro è fondamentale.

    Spurgo e stufatura

    La cagliata viene trasferita in vasche di percolazione, e in seguito trasferita in stampi o fascere, dove rimane per 36 ore circa e subisce numerosi rivoltamenti. Durante questa operazione la temperatura viene portata a 5 gradi. Sulla cagliata viene apposto il marchio del consorzio, con il numero di identificazione del produttore.

    Stagionatura

    Questa fase prevede una prima salatura a secco manuale in ambiente caldo per 48-72 ore, poi il formaggio viene fatto riposare in magazzino a 5 gradi per circa 60 giorni.

    Dopo i primi 10 giorni le forme vengono forate su una faccia e dopo altri 10 giorni sulla faccia opposta, con aghi di 5-6 mm di diametro, per consentire l'ingresso dell'aria necessaria allo sviluppo delle muffe, che compaiono dopo circa 40-50 giorni.

    Per ottenere un Gorgonzola più piccante, si utilizza un inoculo più forte, una lavorazione con tempi e temperature diverse, una salatura più marcata e una stagionatura più lunga.

    Il gorgonzola stravecchio, stagionato molti mesi, si presenta con una pasta mediamente dura, un colore marrone scuro con venature verdastre. Il sapore è molto più deciso rispetto al Gorgonzola a stagionatura normale.

  • Anonimo
    1 decennio fa

    Se ne fa risalire la nascita alla fine del X secolo nell'omonima cittadina di Gorgonzola, nei pressi di Milano.

  • 1 decennio fa

    Da qualcuno che aveva dimenticato lo stracchino in frigo troppo a lungo

  • Anonimo
    1 decennio fa

    E' il più celebre tra i prodotti caseari piemontesi. Se ne hanno notizie che risalgono al settimo secolo e nacque, probabilmente, a cavallo del Ticino, lungo la strada delle transumanze. Oggi il centro di produzione è nel novarese, mentre il nome gli viene dalla cittadina lombarda di Gorgonzola. E' stato riconosciuto con legge del 1955: c'è un consorzio di tutela del Gorgonzola con oltre cento soci, infatti ogni forma deve essere marchiata.

    La leggenda dell'invenzione del Gorgonzola è legata alla sbadataggine di un pastore, che, senza avere gli arnesi adatti alla lavorazione del latte, mise la cagliata ricavata dal poco latte delle mucche stanche (stracche) dal viaggio in un recipiente di fortuna. Quando, dopo qualche mese, tornò all'alpeggio, trovò quel poco latte trasformato in uno stracchino modificato dalle muffe, particolarmente piccante e appetitoso. Il prodotto venne subito apprezzato e poiché era nato nei pressi di Gorgonzola ne prese il nome.

    Appartiene alla famiglia degli erborinati, così detti perché screziati dal verde delle muffe: al latte vaccino si aggiungono spore di Pénicillium, fermenti lattici e caglio di vitello. Il prodotto esiste in due versioni: quella "dolce", ormai diffusa su tutte le tavole italiane, quella "piccante" o "naturale", più rara, benché sia la ricetta originale, a causa del gusto più forte, poco indicato per il gusto medio dei consumatori.

    Si presenta con una crosta ruvida, umida, tendente al rossiccio quando è matura; all'interno la pasta è di colore bianco, screziato di verde blu a causa delle muffe, più o meno cremosa a seconda della stagionatura. Viene usato in mille modi nella cucina piemontese: dal semplice spuntino con del pane che ne esalta il sapore inconfondibile, all'abbinamento con la mostarda d'uva; senza dimenticare che il Gorgonzola è da sempre l'elemento immancabile come condimento della polenta, magari accompagnato da un buon vino rosso invecchiato.

Altre domande? Fai una domanda e ottieni le risposte che cerchi.