HollyOp ha chiesto in Animali da compagniaGatti · 1 decennio fa

catnip nepeta cataria....chi mi sa dire qualcosa su quest'erba per gatti?

l'avete provata? ha effeti collaterali?

Aggiornamento:

ne ho sentito parlare qui su answer....un'erba diversa da quella gattaia che c'è nei supermercati....quasi afrodisiaca!! quello che mi premeva sapere erano gli effetti collaterali se ce ne sono.....

7 risposte

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  • Anonimo
    1 decennio fa
    Risposta preferita

    Ciao :) ecco cosa ho trovato :

    Le erbe afrodisiache dei gatti

    Diverse specie di felini, dalle tigri ai gatti, rimangono inebriati dopo aver mangiato o masticato foglie di determinate erbe. Il caso più noto è quello dei gatti e dell'erba gattaia, la Nepeta cataria, una comune erba dei campi incolti, che non va confusa la "erba gattaia" venduta nei negozi di animali, che è una specie di graminacea la masticazione dei cui steli induce il vomito nei gatti e ne purga l'apparato digerente.

    Le foglie essiccate di nepeta sono disponibili in commercio, solitamente ricucite dentro a delle specie di cuscini e sono vendute come "vivacizzanti e ringiovanenti" per i gatti domestici.

    Si è visto che il contatto di un gatto domestico (Felis domestica) con la nepeta risulta in una successione di comportamenti in quattro fasi. Innanzitutto il gatto annusa la pianta (per l'olfatto umano le foglie hanno un odore affine a quello della menta). Quindi il gatto lecca le foglie e a volte le mastica. Spesso si interrompe per fissare il cielo con uno sguardo assente, poi agita velocemente la testa da un lato all'altro. In una terza fase il felino si strofina contro la pianta con il mento e le guance. Quindi ruota tutta la testa strofinando l'intero corpo contro la pianta. I gatti maggiormente sensibili agli effetti della nepeta danno dei colpi leggeri alla pianta con le loro schiene (Todd, 1962).

    Se si offre a un gatto un estratto concentrato di nepeta, le reazioni sono più intense: egli contorce violentemente la testa, saliva abbondantemente e mostra i sintomi di una forte eccitazione del sistema nervoso centrale (Harney et al., 1978).

    Presenta anche una stimolazione sessuale: il maschio ha un'erezione spontanea, la femmina adotta i tipici comportamenti dell'accoppiamento, miagolando e dando con il corpo "colpetti amorosi" contro qualunque oggetto che incontra.

    Questa droga sembra agire particolarmente sulla sfera sessuale dei gatti e accentua nelle femmine l'andamento ondeggiante durante le "danze" preparatorie all'accoppiamento con il partner. E' stata avanzata l'ipotesi che l'erba gattaia sia un tempo servita nello sviluppo evolutivo dei gatti selvatici per predisporli all'attività sessuale, come un afrodisiaco naturale primaverile.

    I gatti domestici, molti dei quali passano la vita intera senza aver mai visto una pianta di erba gattaia, stanno perdendo la capacità di percepire gli effetti di questa loro droga e attualmente, fra le mura domestiche metropolitane europee, solamente il 50-70% dei gatti risponde ai suoi effetti. E' stato determinato che la risposta o meno di un gatto alla nepeta è dovuta alla presenza o meno di un determinato gene (Todd, 1962).

    Sino all'età di tre mesi i gatti appaiono insensibili agli effetti della nepeta. Secondo D. Barry (2005), un gatto con un unico genitore sensibile alla nepeta ha il 50% di possibilità di essere anch'esso sensibile alla nepeta, mentre un gatto che ha entrambi i genitori sensibili, ha il 75% di possibilità di essere sensibile alla droga. Questa sensibilità sarebbe indipendente dal sesso del gatto.

    Altri studi condotti da Palen e Goddard (1966) hanno portato alle seguenti osservazioni: "un tipico rotolamento del corpo inizia con il gatto che preme il viso contro il pavimento, dove strofina la mandibola avanti e indietro, allungandosi progressivamente, con le zampe stese di fronte a lui, le orecchie tenute in avanti e gli artigli fuori. Il gatto quindi ruota la testa e ruota il corpo da una lato all'altro. La durata di questo rotolamento è estremamente variabile, poiché dura da alcuni secondi a 4-5 minuti e viene ripetuto da una a quindici volte. La reazione alla nepeta risulta indipendente dal sesso e dall'età".

    E' noto che i gatti che hanno la possibilità di venire a contatto con la nepeta vi si avvicinano ogni giorno e, come è stato dimostrato da specifici studi etologici, essi sono "felici" e salubri allo stesso modo, se non maggiormente, dei gatti che non hanno questa possibilità.

    La pianta di Nepeta cataria, come numerose specie congeneri, produce dei monoterpeni ciclopentanoidi (glucosidi iridoidi) volatili chiamati nepetalattoni (McElvain et al., 1941; Regnier et al., 1967a, 1967b). Questi composti sono responsabili dell'effetto inebriante nei felini (anche le tigri ne subiscono un effetto psicoattivo). Essi provocano effetti psicoattivi anche nell'uomo, sebbene di lieve entità (Jackson & Reed, 1969).

    Ricerche di laboratorio hanno mostrato che la nepeta risulta psicoattiva e modifica il comportamento anche di altre specie animali, fra i quali insetti e topi. L'acido nepetalico è il più potente fra i composti prodotti da questa pianta (Harney et al., 1974).

    E' stato dimostrato che i nepetalattoni non producono effetto nei gatti se amministrati direttamente per os o via intraperitonale; è indispensabile, per conseguire l'effetto psicoattivo, che i gatti odorino questi composti (Waller et al., 1969).

    E' stato osservato che nell'urina dei gatti maschi, specie quando in amore, sono presenti sostanze ferormoniche simili in struttura ai nepetalattoni. E' per questo motivo che i gatti reagiscono alla nepeta con comportamenti di natura sessuale. Ma i gatti che si drogano di nepeta subiscono anche delle vere e proprie allucinazioni. Li si vedono afferrare cose che non ci sono, giocare con "farfalle fantasma" svolazzanti nell'aria; altri abbassano le orecchie e si lanciano contro "gatti invisibili"; altri ancora si mostrano paurosi e "soffiano" contro qualcosa che non esiste.

    Un'altra erba psicoattiva per i gatti è la comune valeriana (Valeriana officinalis L., famiglia delle Valerianaceae; si veda: Le erbe gattaie in Italia). In questo caso sono le radici ad attrarre i gatti. Pianta medicinale utilizzata dall'uomo sin dall'antichità come sedativo, antispasmodico e blando narcotico, si trovano riferimenti come erba gattaia già nei secoli scorsi.

    Il medico napoletano Raffaele Valieri riportava che "quando si spande per terra un sacco di valeriana è curioso e piacevole lo spettacolo che danno i gatti al solo avvicinarsi alla valeriana: vi si rotolano per di sopra, la inalano ripetutamente ed infine sono presi da tremito, si rizzano i peli, danno salti disordinati, fanno mille strambotti di sfrenata ebbrezza coreica e finalmente perdono li senzi e cadono in assopimento, restando per lunga pezza eccitati ed ebetiti. E' questo un fenomeno di analogia, che si avvicina al tremito, alla ebbrezza, alla fantasia ed allo stordimento che produce l'aschish nell'uomo" (Valieri 1887, p. 16).

    In Norvegia i gatti sono attratti da una differente specie di valeriana, Valeriana sambucifolia; i gatti sono in grado di individuare le sue radici anche d'inverno nei campi liberi dalla neve. Il botanico norvegese S. Paulli riportò l'attrazione dei gatti per questa pianta già nel 1648 (Alm, 1992).

    I gatti giapponesi hanno una differente droga, le tenere foglie di una pianta chiamata matatabi (Actinidia polygama), che produce l'actinidina, un composto simili ai nepetalattoni (Hayashi, 1969). Il matatabi induce un effetto differente: i gatti, dopo averne masticate le foglie, si sdraiano sulla schiena, con le zampe all'insù, e stanno per un po' di tempo immobili in questa posizione, in apparente e forse reale estasi.

    (pianta di matatabi)

    La conoscenza del fenomeno dell'attrazione felina per le erbe gattaie è di lunga data. Per la Nepeta cataria, Albertus Magnus lo riportò nel suo De vegetalibus del 1200 d.C. (cap. VI). Per la valeriana i primi riferimenti parrebbero essere del 1400 (Brondegaard, 1973).

    Procurare al proprio amato gatto un'erba gattaia significa offrirgli la possibilità di rapportarsi con una pianta per lui ancestrale, di inebriarsi a suo piacere con una droga sana e naturale, senza il pericolo di indurre un'assuefazione cronica. Il rapporto dei gatti con le erbe gattaie è generalmente di tipo stagionale, in particolar modo primaverile, e questi felini non sono soggetti ad alcuna crisi di astinenza nei lunghi periodi dell'anno in cui queste piante sono per loro inefficaci

  • 1 decennio fa

    io la compravo al mio gatto è secondo me funzionano

  • 1 decennio fa

    http://www.samorini.net/eto/tx_eto/eto_gat.htm

    eccoti il link. qui spiega tutto

    S

  • 1 decennio fa

    Un negoziante mi ha detto che una volta veniva venduta in sacchetti per lasciarla sfusa a disposizione degli animali, ma in alcuni soggetti più sensibili, ha creato problemi, fino alla morte. Adesso la si trova commerciata in quantità minime all'interno di giochini di pezza, come i classici topolini.

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  • Anonimo
    1 decennio fa

    da quello che ne so l'erba gatta dovrebbe essere nepeta cataria. Ma invece di vedere al supermercato prova a chiedere in un negozio di accessori per animali.

    Gli effetti sono simili ad una sbronza :-) Dovrebbe dare euforia, ma non ci sono effetti collaterali.

    Alcuni giochi per gatti (tipo topolini) sono imbottiti di erba gatta e vedessi l'effetto che danno al micio, sembrano impazziti (nel senso posisitivo del termine!) e l'effetto non dura a lungo, forse meno di 15 minuti.

  • Anonimo
    1 decennio fa

    In Toscana si una come aromatica sui funghi porcini: si chiama nipitella o mentuccia

  • Rob71
    Lv 7
    1 decennio fa

    mi giunge nuova... dove l'hai vista? in un negozio specializzato per pet?

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