elichaleps ha chiesto in Scienze socialiPsicologia · 1 decennio fa

Conoscete favole per aiutare i bambini...?

Sto cercando su internet delle favole per bambini che riguardino le paure (storie di bambini che hanno paura di qualcosa, che superano la paura, ecc.) e altre favole che riguardino i rapporti interpersonali dei bambini (storie di bambini che hanno difficoltà a farsi degli amici, che sono timidi, ecc.).

Non sto trovando niente...Potete aiutarmi?

Grazie!!!

5 risposte

Classificazione
  • Anonimo
    1 decennio fa
    Risposta preferita

    UNA LUCE SULLA LUNA

    Non molto tempo fa, durante una calda serate di mezza estate, un bimbo se ne stava in silenzio affacciato dalla finestra della sua cameretta, guardando ammirato la Luna. Certo, non era la prima volta che la vedeva, ma quella sera gli sembrava più luminosa più bella, e immediatamente abbagliato da quella luce surreale gli venne da porsi questa domanda: "Ma chi è che accende e spegne la luce sulla Luna?"

    "Bella domanda!" rispose all'improvviso una vocina rauca e somposta fra i cespugli del suo giardino, ed il bimbo spaventato si sporse ancora dalla finestra per trovare il padrone di quelle parole, ma non vide nessuno, quindi continuò: "Luna, quando arriva il giorno e tutti i bimbi si svegliano tu scompari e spegni la luce, quando invece si fa buio e tutti i bimbi vanno a dormire tu ti accendi e loro si addormentano, mentre il tuo bagliore continua fino al giungere dell'aurora, ma come fai?". "Ti interessa davvero scoprirlo?" riprese quella vocina, rauca e scomposta, ma il bimbo sobbalzò, rientrò in camera e si sistemò sotto le coperte attendendo il bacio della buona notte della mamma.

    "Mamma" disse il bimbo, piagniucolando, quando ebbe le calde braccia della mamma intorno al collo "Ti prego, lasciami dormire con te stanotte, c'è una voce fuori dalla finestra e poi lo sai ho paura del buio!" La mamma sorrise e rispose "Non ti preoccupare, fra poco ti addormenterai, la luna è già accesa da un pezzo!" E se ne andò, chiudendo la porta dietro di sè.

    Il bimbo chiuse gli occhi, cercando di addormentarsi ma senza risultato, quando ad un tratto la stessa vocina di prima, tornò a farsi sentire: "Non avere paura io sono la fatina Meteorina, e sono qui per dare una risposta alle tue domande". Un'esile donnina non troppo giovane, avanzò sotto la luce dalla luna, ed immediatamente la stanza fu investita da un morbido fascio luminoso, che divampò ovunque, insieme ad un dolce profumo di pesca e ad un grande senso di protezione. Fra i capelli argento della fatina brillava una coroncina di lunette dorate che le illuminavano il viso ed una lunga veste bianca simile a quella di una sposa le avvolgeva il corpicino minuto.

    Il bimbo non ebbe paura a lasciarsi prendere per mano, quando la fatina gli afferò delicatamente un braccino, e sollevandosi da terra, lo condusse, volando fuori dalla finestra fra le stelle del cielo. Volarono, volarono, fra le meraviglie del firmamento, fino a giungere sulla Luna!

    "Ma è proprio la luna!" esclamò il bimbo quando si trovò davanti al suo ingresso ed un enorme cancello dorato gli si aprì davanti agli occhi.

    "Si ed io vivo qui, molto tempo fa avevo anche una famiglia, ma a causa di una terribile epidemia morirono, io sopravvissi e da allora mi sono sempre sentita sola, qui su questo enorme pianeta, in mezzo a tutte queste meraviglie, ma senza nessuno con il quale scambiare due parole" concluse leggermente rattristita. "Durante quell'epidemia morirono tutti gli abitanti della luna ed io fui l'unica a salvarmi, così trovai il modo di riprendermi visto che ho sempre amato i bambini".

    "Ma come, Meteorina?" domandò il piccolo avanzando fra mille casette piccole e disabitate, ma tutte luminossissime, fra interi frutteti di pesche, prati, giochi, piantafgioni di zucchero filato, piscine piene di panna e cioccolato. "Vedi", riprese la fatina, "io di notte non posso dormire, sapendo che tanti piccoli hanno paura del buio, così ogni notte scendo sulla terra per regalare un sogno ad ogni bambino, questo serve anche a colmare la mia solitudine, poi giunto il giorno mi accosto alla sponda dei loro lettini, e soffio sui loro visini polvere di stelle, così si svegliono per iniziare la giornata e dimenticare il mondo delle fate, intanto io me ne torno sulla luna e spengo la luce per, finalmente, riuscire a dormire, sapendo di aver reso ad ogni bimbo una notte meno oscura" spiegò la fatina, ma il piccolo era già a giocare con i divertimenti della luna, a fare lunghe nuotate nel cioccolato, a mangiare grosse quantità di zucchero filato, e a volare nel cielo senza mai cadere.

    Ma venne anche il momento di tornare a casa e Meteorina lo prese per mano e lo fece volare ancora una volta attraverso le stelle riportandolo sotto le sue coperte.

    "Ti rivedrò Meteorina?" chiese triste il bimbo accoccolandosi alla sponda del letto. "Ogni notte" rispose la fatina soffiandogli sul viso polvere di stelle.

    Eccone un'alta:

    Ieri Coriandolo è tornato a casa con un diavolo per baffetto!

    Il suo antipaticissimo compagno di scuola, Gattila, continua a fare dispetti a tutti i gattini della sua classe, tanto che per la prima volta da quando lo conosce, Gattobà ha sentito Coriandolo promettere un bel graffio sulla coda a Gattila.

    Siccome Gattobà è un gattone molto pacifico, ha deciso di inventarsi una storia per far capire al suo piccolo amico che ci sono tante soluzioni migliori per risolvere qualsiasi tipo di problema, e che l’astuzia, la forza d’animo e un po’ di fortuna possono bastare, senza ricorrere ai graffi!

    Ernesto, un uomo giusto

    Un tempo, in una terra lontana, tutto era arso dal sole e battuto dal vento. Ovunque si girasse lo sguardo, non si vedeva altro che sabbia, sabbia e sabbia. Quel posto era conosciuto come il Deserto SenzaVita.

    Un giorno Ernesto, un ragazzo coraggioso quanto astuto, si trovò ad attraversare il Deserto SenzaVita. Inaspettatamente vide un fiore solitario spuntare dalla sabbia.

    Non ci mise molto a capire che, se un fiore era cresciuto in quel deserto, poteva significare una cosa soltanto: da qualche parte, sotto quel mare di sabbia, scorreva un fiume.

    Fermò il suo cavallo e iniziò a scavare vicino al fiore. Dopo molte ore, finalmente, sentì la sabbia farsi umida: era vicino al corso d’acqua che stava cercando!

    Continuò a rimuovere la sabbia, e quando l’enorme buca che aveva scavato si riempì d’acqua, si tuffò, iniziando a gridare dalla gioia: oltretutto, l’acqua era fresca e buonissima!

    Ernesto iniziò a lavorare giorno e notte: costruì canali per irrigare il terreno rendendo quella una tra le terre più fertili di tutta la regione.

    Pian piano altre persone, saputo che Ernesto stava trasformando il deserto in un giardino delle delizie, si avvicinarono a lui per aiutarlo.

    Lavorarono duramente e presto il miracolo fu compiuto. Quello che un tempo era conosciuto come il Deserto SenzaVita divenne un posto meraviglioso, con prati, frutteti e case che sembravano fiori tanto erano belle.

    Tutte le persone che avevano lavorato con Ernesto organizzarono una grande festa per celebrare quell’impresa così ben riuscita. Prima che le danze cominciassero fecero salire Ernesto sul palco dell’orchestra e gli dissero:

    “Hai fatto di un deserto un giardino, il nostro giardino. Ora noi vogliamo fare di te, Ernesto, un Principe. Il nostro Principe.”

    E così dicendo gli consegnarono una corona di fiori.

    “Accetto la vostra corona come un dono, ma non la indosserò. Nel nostro giardino non ci saranno sudditi né sovrano. Abbiamo lavorato insieme, e insieme continueremo a lavorare. Le mie decisioni saranno le vostre, le vostre le mie.”

    Per molti anni la loro vita fu serena. Vivevano tutti in case bellissime, e i problemi di ciascuno di loro venivano risolti dalla comunità intera.

    Tutto sembrava scorrere nel migliore dei modi, talmente bene da destare presto uno tra i sentimenti peggiori degli esseri umani: l’invidia.

    Fu così che TerroRe, il re di LandaGrigia, decise di dichiarare guerra a Ernesto e al suo popolo. TerroRe voleva impossessarsi di quella splendida terra e cancellare quei fastidiosi sorrisi dai volti dei suoi abitanti.

    TerroRe aveva basato tutto il suo potere sulla paura che incuteva ai suoi sudditi e ai re delle terre vicine. Nel suo regno, sorridere era proibito, come erano proibiti i colori e la musica. Anche il cielo sembrava essersi rassegnato ad essere sempre grigio, e gli abitanti di quel regno non conoscevano il calore dei raggi del sole.

    Ernesto non sapeva come fare: non avrebbe mai voluto iniziare una guerra con TerroRe. Sapeva che il male chiama sempre altro male. Sapeva bene che, se anche avesse vinto la prima battaglia, altre ne sarebbero seguite, e altre ancora, fino al punto in cui anche vincere sarebbe comunque stata una sconfitta, perché l’orrore della morte e delle macerie accomunano vinti e vincitori.

    Provò in tutti i modi a scongiurare la guerra: inviò doni, messaggeri, cantastorie e giullari da TerroRe per convincerlo a rinunciare, ma tutti tornarono con lo stesso messaggio:

    “Ho deciso che ci dovrà essere una guerra, e niente e nessuno potrà farmi cambiare idea. Amo lo sferragliare delle spade, le urla della battaglia, le lacrime dei sopravvissuti e le rovine al posto delle case. Da anni nel mio regno non sorride nessuno, e un vostro sorriso è una minaccia al mio potere. Preparati alla guerra, e dimentica la pace!”

    Disperato, Ernesto camminava nel suo giardino. Era così immerso nei suoi tristi pensieri da non accorgersi che nel frattempo si era avvicinato a lui un vecchio signore. Aveva le vesti lacere e la barba lunghissima, candida come la neve.

    “Ho una cosa molto urgente da dirti, Ernesto.”

    Disse il vecchio.

    Ernesto lo guardò, il vecchio aveva gli abiti imporlverati e il viso stanco, doveva aver viaggiato a lungo per raggiungerlo. “Nessun discorso può essere affrontato a stomaco vuoto: la mente non lavora bene se occupata dalla fame.” Disse Ernesto e invitò il vecchio a seguirlo nel suo appartamento.

    Dopo essersi rifocillato a dovere il vecchio parlò:

    “Ernesto, seguo da sempre le tue vicende. Tu non ti dai mai per vinto: sei riuscito a strappare l’acqua dal deserto e fiori dalla sabbia. Hai creato la vita dove prima non c’era nulla. Hai inventato un nuovo modo di regnare, senza padroni o servi, principi o sudditi. Quando non trovi una soluzione, ne inventi una che mai si era vista prima. Ma ora sei in difficoltà e io ho deciso di aiutarti. Ho interrogato gli alberi più antichi, ho letto la forma delle nuvole, scrutato nel rosso del fuoco, ascoltato la voce del ruscello.

    La mia ricerca è stata premiata: gli spiriti della terra, del cielo, del fuoco e dell’acqua si sono uniti e ti donano questo piccolo seme: il Seme della Pace. Piantalo e irrigalo con l’acqua del tuo fiume.”

    “Vecchio, la via della Pace si nasconde in questo piccolo seme? Farò come mi ha detto.”

    Ernesto salutò il Vecchio stringendo in pugno il piccolo seme e sentendo nel cuore rinascere la speranza.

    Il triste esercito di TerroRe era già alle porte del regno quando Ernesto piantò il seme nel suo giardino e lo irrigò con l’acqua del fiume.

    Immediatamente la terra iniziò a tremare, e dove era stato piantato il seme iniziò a crescere un albero altissimo. Dalle estremità dei rami, invece di foglie, spuntarono nuvole soffici che si librarono in cielo e si trasformarono in enormi guerrieri bianchi che montavano cavalli alati.

    Quando l’esercito di TerroRe vide apparire all’orizzonte l’invicibile schiera di cavalieri alati rimase come paralizzato. TerroRe in persona, fu colto dal panico e fuggì dimenticando le sue brame di conquista.

    Fu allora che Ernesto raggiunse il campo di battaglia e gridò all’esercito nemico:

    “Tristi i re che vogliono guerreggiare solo coi più deboli, folli quelli che istigano i più forti. Ma più triste e più folle è restare fedeli a un re come il vostro: ricordatevi che si può vivere in maniera diversa. Basta iniziare a sorridere.”

    I sudditi di Landa Grigia, colpiti da quelle parole, rimasero a fissare i cavalieri alati che, richiamati da Ernesto, volarono verso terra e, non appena toccarono il suolo, si trasformarono in splendidi alberi.

    Le armate di TerroRe lasciarono cadere le armi e tornarono alle loro case, ritrovando i divieti di sempre. Avevano però le parole di Ernesto impresse nella mente, e questo pensiero bastò a creare delle crepe nel potere assoluto del loro re.

    Pochi giorni dopo, nel regno di Landa Grigia nacque un bambino che, come tutti, doveva rimanere senza nome.

    Tutti però, nel chiuso delle loro case, decisero di chiamarlo Ernesto, in onore dell’uomo che gli aveva risparmiato una guerra, e per ricordarsi che un regno diverso era possibile, e loro l’avrebbero, prima o poi, ottenuto.

    Giorni tristi si profilavano all’orizzonte per TerroRe, giorni in cui i sorrisi avrebbero preso il sopravvento contro il grigiore del suo potere.

    Nel regno di Ernesto, intanto, si festeggiava la vittoria della Pace, e tutti da quel giorno tennero bene a mente che a volte un grande aiuto si nasconde dietro una cosa piccolissima, come un seme, o un sorriso.

    Dopo aver ascoltato questa storia, Coriandolo decise di rinfoderare le sue unghiotte di cucciolo, e di cercare di far capire a Gattila che, invece di prendersela con i suoi compagni di scuola, avrebbe fatto meglio a renderseli amici. È solo dagli amici che si possono ricevere aiuti, e sorrisi.

    in bocca al lupo per il bambino!!!

    ciao

  • 1 decennio fa

    Perchè non te le inventi? Così le adatti alle tue esigenze.

    Poi ci puoi mettere quello che sai potrà far piacere al bambino... Un bel pò di fantasia e il gioco è fatto!!!

    Io le invento spessissimo o invento testi di canzoni su basi di canzoni già esistenti x spiegare qualcosa a mia figlia. Prova!!

    Bibi

  • Alla "CHICCO" ho trovato un libro per bimbi....è la storia di una bambina normale che ha paura e piange per tutto , ma quando diventa una principessa si comporta bene ed è coraggiosa...molto carino!!!mia nipote un po ha preso esempio =)

    ...purtroppo su internet non ne ho idea....

  • 1 decennio fa

    prova a cercare qualcosa di bruno bettheleim (mi pare si scriva così),ha scritto dei libri sul significato psicanalitico delle favole,magari ne trovi una che fa al caso tuo.

  • Che ne pensi delle risposte? Puoi accedere per votare la risposta.
  • 1 decennio fa

    se vai su i tunes entri nello store cerchi favole trovi dei podcast gratuiti di favole non so se ci sono quelle che fanno al caso tuo ma puoi provare

    un saluto.

    Maurizio

Altre domande? Fai una domanda e ottieni le risposte che cerchi.