etcetera ha chiesto in Arte e culturaFilosofia · 1 decennio fa

Le visioni non tecniche del mondo e dell’uomo possono ormai essere solo illusioni?

Lo scienziato non guarda alle stelle con sentimento, le guarda come cose (nubi di gas).

Davvero tutta la realtà di una stella è solo quella di una nube di gas compresso? O è così solo perché l’osservazione scientifica ha già disposto, prima di guardarle, come devono essere le stelle, secondo regole a priori di causa-effetto e di caso e probabilità? Non è che la ragione tecnica taglia fuori ogni dimensione vitale, qualitativa, umana e soggettiva del reale perché per potersi applicare ha bisogno fin dall’inizio di un punto di vista artificiale e parziale, costruito dalla mente matematica? Può esserci ancora una visione del mondo che può darci ancora ragione del sentimento senza negarlo nella sua essenza o confinarlo in una specie di riserva indiana di fanciullesche illusioni come è già successo con la natura vera?

Aggiornamento:

Francis, la ricerca scientifica nasce dalla meraviglia e dalla curiosità (non sempre e non solo però, perchè nasce più spesso dalla voglia di dominare il mondo e ricondurlo a schemi quantitativi assai più facilmente procedurizzabili). Ma quello che ora ti chiedo è: ritieni che comunque la gestione di questa meraviglia debba essere lasciata a carico totale della scienza o che ci siano altri modi validi per gestirla?

8 risposte

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  • 1 decennio fa
    Migliore risposta

    una visione non tecnica del mondo e dell'universo sono indispensabili per la sopravvivenza dell'uomo come essere. Senza sentimenti,emozioni,sogni,poesia l'uomo non sarebbe consapevole del suo essere,e senza queste cose non sarebbe spinto a cercare anche in maniera scentifica risposte alle sue domande.

  • 1 decennio fa

    Se si vuole si riesce a vedere della poesia anche in una ciminiera che fuma...senza vederci per forza gas inquinanti a tutti i costi.Tratto le cose a livello scientifico solo quando devo documentarmi o capirle,normalmente le vedo solo attraverso le emozioni che mi danno.Non riuscirò mai a scambiare due seni perfetti per un' ammasso di muscoli pettorali....

  • 1 decennio fa

    Credo che la meraviglia più grande nasca da un approccio all'osservazione della realtà che tiene conto di entrambe le cose, cioè sia della conoscenza oggettiva (fatta di numeri e atomi) di ciò che stiamo osservando sia della percezione soggettiva. Mi è sempre piaciuto fin da bambino vedere gli arcobaleni dopo le piogge estive. Ora sono ancora più affascinato sapendo che tanti piccole gocce d'acqua decidono per un istante di comportarsi come prismi.

  • 1 decennio fa

    Alla base della ricerca scientifica c'e' un grande sentimento di meraviglia e di curiosita' verso il mondo. L'accusa rivolta alla scienza di rendere la visione del mondo meno poetica o priva di sentimento, deriva dal non aver capito, nella sua essenza, cosa e' la ricerca scientifica.

    Albert Einstein diceva: "Ci sono due modi di vivere la vita. Uno è pensare che niente è un miracolo. L'altro è pensare che ogni cosa è un miracolo." E sono parole di quello che e' considerato come come il piu' grande scienziato del 900.

    I grandi scienziati parlano spesso di se stessi come persone che non hanno mai abbandonato una caratteristica dell'infanzia: quello di guardare con curiosita' e meraviglia il mondo che ci circonda. Considera per esempio questa frase di un altro grandissimo scienziato: Newton: "Io non so cosa possa aver pensato di me il mondo, ma per conto mio mi sembra di essere stato come un fanciullo che, giocando sulla riva del mare, si sia divertito a trovare, di quando in quando, un ciottolo piu' liscio o una conchiglia piu' bella dell'ordinario, mentre l'immenso oceano della verita' stava davanti a me ancora tutto da scoprire.

    La conoscenza scientifica, anziche' diminuire, amplia lo spettro delle cose che conosciamo, rendendo il mondo ancora piu' degno di ammirazione.

    C'e' un bel libro, che raccoglie gli interventi di un grande scienziato americano (Richard Feynman) intitolato: Il piacere di scoprire" . Te lo consiglio, anche solo per sentire un punto di vista diverso.

    Se per gestione intendi la capacità di saperla spiegare e fare apprezzare anche a chi non ha fatto studi scientifici, questo dipende sia dagli scienziati, che dai filosofi che da chiunque altro. Se chi fa studi letterari o filosofici non è minimamente interessato alla scienza, non può spegarla agli altri perchè è lui il primo a non conoscerla. Nel passato molti grandi filosofi erano anche grandi matematici e scienziati (Cartesio e Leibniz per esempio), molti letterati erano anche scienziati(Goethe per esempio). Oggi sembra invece che tra scienza e materie umanistiche ci sia un muro.

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  • 1 decennio fa

    sono illusioni,ma sono anche altro.

    per uno studioso superficiale o non totalmente aperto a tutte le varietà che il vivere comporta,la visione è parziale,ma è parziale anche negli irrazionali o i credenti per fede.Siamo esseri che ragionano,che vogliono una spiegazione...siamo studiosi e curiosi di sapere.ma non tutto si può spiegare,e lo scienziato lo sa.E' lì che nasce l'idea di Dio...

    troppo irrazionale,lo scienziato deve capire.

    L'uomo è fatto da diversi elementi,dal più piccolo al più grande,è macchina funzionante e facilmente si guasta,anche...ma l'alito di vita che respiriamo,quello che c'è ma non vediamo,i nostri pensieri,i sentimenti che ci animano,cose che non tocchiamo,quello che se non ci fosse lascerebbe il corpo inerme,un involucro destinato a seccare col tempo...come può lo scienziato capire dove tutto questo va a finire?perchè implodere nel razionalismo,materialismo e non espandersi anche con l'infinito universo che ci circonda e di cui facciamo parte?siamo fatti di materia,sì ma non solo...

    fin da quando siamo nell'involucro materno,passiamo tutti gli stadi degli esseri sulla terra.siamo anfibi,somigliamo a galline...fino allo stadio umano,quello che siamo uomini.bambini cresciuti,dal più piccolo al più grande...

    arriveremo dove vorremo arrivare...saremo nubi e gas germi e batteri,ma siamo anche esseri pieni di sentimenti ed emozioni che non riesci nemmeno a spiegare con tutte le parole che hai a disposizione...

    possiamo davvero spiegare tutto?

  • kate
    Lv 5
    1 decennio fa

    Il vero scienziato è aperto al trascendente, spesso si dichiara ateo, ma più per coerenza con sè stesso che per prova. Infatti egli non può provare l'esistenza di Dio, ma neppure la sua non esistenza.

    La visione del mondo e dell'uomo oltre la tecnica è il motore stesso del mondo e dell'uomo.

    Si pensi al nostro pianeta, grandi scienziati parlano di Gaia: la terra vista come un organismo che respira. Non sono favole o illusioni, sono i tentativi di comprendere qualcosa che ci supera e che, nonostante il nostro intervento poco attento all'altro, riesce a vivere e a "ribellarsi".

    L'uomo è unione di opposti, è corpo e anima, materia e spirito, ragione e sentimento.

    Deve trovare unità in sè per superare la schizzofrenia insita nella nostra cultura.

    Dobbiamo forse fare un involuzione/evoluzione del pensiero per ritrovare il contatto con la realtà, il legame con una parte di noi dimenticata dal pensiero cartesiano.

    Riscoprire la spiritualità del mondo, non per asservirsi a nuovi idoli, ma per realizzare una società migliore, rispettosa dell'ALTRO (inteso sia come persona, sia come animale, sia come natura, e perchè no, come Dio).

    [chiedo scusa se la risposta può apparire confusa, su questi argomenti ci sto ragionando da qualche tempo e rischio di tralasciare alcuni passaggi nella mia esposizione]

    Fonte/i: Pascal, Cartesio, Lovelock (teoria di Gaia), Rubem Alves
  • Pangea
    Lv 7
    1 decennio fa

    Ogni cosa ha infinite realtà perché dipende da chi le guarda

    Quando nel secolo scorso si iniziò a parlare di curvatura dell'universo i poeti decisero di interrompere il dialogo con i lettori

    Il loro linguaggio si fece oscuro, le poesie si composero di due versi

    Ma l'ermetismo cos'altro ci ha insegnato se non l'infinita molteplicità con cui può essere interpretato un solo verso?

    E così ogni più piccola cosa

    Le scienze naturali sono affascinanti per chi ama la natura

    Non sono necessariamente un punto di vista chiuso su qualcosa, ma anzi possono aumentarne la bellezza agli occhi di chi le osserva

    Gli stessi scienziati non dormirebbero tranquilli pensando che l'universo è chiuso

    Stranamente riusciamo a concepire l'infinito ma non il nulla

    e una cosa la capisci quando ce l'hai dentro

    L'essere umano contiene moltitudini

    e non è facile farle cantare tutte come è impossibile farle tacere tutte

    Una stella è una nube di gas che brilla di notte insieme ad altri miliardi di nubi di gas

    E' meraviglioso

  • L'oggetto esiste SOLO se esiste un osservatore, come ha scoperto un grande scrittore argentino, jorge luis borges, nel racconto "Tlön, Uqbar, Orbis Tertius". È di certo utile vedere le stelle come masse gassose, e cogliere nel mare, nel vento, nel sole l'aspetto di utilità scientifica.

    Ma c'è spazio per un occhio non scientifico e non affrettato e non tecnico. Non illudiamoci però che sia 'poetico'. Per la poesia c'è bisogno di disciplina, di rigore. La poesia non è il fanciullino. È essere come serpenti e come agnelli.

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