Telecom nell’orbita degli spagnoli e delle banche?

La conclusione della vicenda Telecom, che ha visto la costituzione di una nuova società di controllo con una partecipazione significativa della spagnola Telefonica desta non poche perplessità, sia sul piano politico generale che su quello specificamente industriale. Su un piano più generale, essa costituisce l’ennesima dimostrazione del fatto che nel nostro paese non esiste un mercato vero con regole uguali per tutti: come nel caso della precedente entrata di Tronchetti Provera nel capitale Telecom, i nuovi soci – in buona parte gli stessi di prima – si scambiano le azioni della società a prezzi nettamente superiori a quelli di mercato. La grande platea degli azionisti Telecom è stata esclusa da questa operazione e corre il rischio di vedere scendere ulteriormente il valore delle azioni in suo possesso, se, come è probabile, saranno ridotti i lauti dividendi finora pagati dalla società. E’ questa un’ulteriore dimostrazione del fatto che nel nostro paese si ha della democrazia un concetto puramente ideologico, e populista, come puro strumento di legittimazione di nuovi equilibri oligarchici di emanazione statalista e di come questa si arresti alle soglie del mercato: in questo ambito, quando le eguali opportunità diventano un ostacolo per gli interessi di pochi, vengono o vanificate o bellamente ignorate. Per perseguire i propri obiettivi non ci si fa minimamente scrupolo di ricorrere alle tanto deprecate scatole cinesi, anche in questo caso puntualmente riconfermate. D’altra parte, non c’è da attendersi nulla di meglio da un paese in cui il governo considera i piccoli risparmiatori dei criminali, salvo poi privilegiare ristrette nomenklature parastatali, le quali possono permettersi di fare affari a prezzi di favore e allo stesso tempo di essere considerati dei salvatori della patria.

Aggiornamento:

Al riguardo è estremamente indicativa l’intervista di Tronchetti Provera al quotidiano La Stampa.

http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/econom...

4 risposte

Classificazione
  • 1 decennio fa
    Risposta preferita

    A me fanno pena i piccoli azionisti che hanno creduto alle promesse di quei signori investendo qualche risparmio e trovandosi poi puntualmente con un pugno di mosche in mano. Fino a che la legge non comincerà a tutelare questa categoria di investitori, che costituisce la maggioranza del capitale di quasi tutte le aziende quotate in borsa agevolando la possibilità di riunirsi e di contare qualcosa, non credo che investire sia un grande affare per loro.

  • 1 decennio fa

    Boh. Io ho Vodafone

  • Anonimo
    1 decennio fa

    vaffankulo AZIENDA di mmerda gestita da LADRI

    azionisti della minkia....

  • Anonimo
    1 decennio fa

    attenzione! tronchetti ha acquistato da colaninno & c. le azioni olimpia con lo stesso metodo.

    speriamo invece, visto che il coinvolgimento azionario è ben superiore ad allora, la consob costringa la cordata in formazione ad un' o.p.a. che renda giustizia ai risparmiatori piccoli azionisti.

    bay

    ps ma quando scrivi devi sempre aggiungere propaganda politica?

    mi sa che sei un organo ufficiale di forza berlusconi

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