l'AIDS si e' presentata x la 1^ volta nel 1980 sara' la peste del futuro? da dave e' partita?

forse e' una ribellione della natura per la troppa promiscuita' sessuale?

10 risposte

Classificazione
  • 1 decennio fa
    Risposta preferita

    ma che ribellione!!!! la natura non c'entra, come sempre c'è di mezzo l'uomo. comunque leggi qui:

    Che cos'è l'AIDS

    AIDS (Acquired Immune Deficiency Sindrome) significa "Sindrome da Immunodeficienza Acquisita". Nelle persone malate di AIDS le difese immunitarie normalmente presenti nell'organismo sono state fortemente indebolite a causa di un virus denominato HIV (Human Immunodeficiency Virus) e non sono più in grado di contrastare l'insorgenza di infezioni e malattie - più o meno gravi - causate da altri virus, batteri o funghi (infezioni/malattie opportunistiche). E' questo il motivo per cui l'organismo di una persona contagiata subisce malattie e infezioni che, in condizioni normali, potrebbero essere curate più facilmente.

    L'infezione non ha una propria specifica manifestazione, ma si rivela esclusivamente attraverso gli effetti che provoca sul sistema immunitario. Una persona contagiata viene definita sieropositiva all’HIV. Pur essendo sieropositivi, è possibile vivere per anni senza alcun sintomo e accorgersi del contagio solo al manifestarsi di una malattia opportunistica. Sottoporsi al test della ricerca degli anticorpi anti-HIV è, quindi, l'unico modo di scoprire l'infezione. I progressi della ricerca scientifica e l'uso della terapia HAART efficace (Highly Active Anti-Retroviral Therapy) hanno reso possibile allungare la vita di una persona sieropositiva per molti anni.

    HIV e AIDS

    Occorre sottolineare il fatto che la sieropositività è quella condizione in cui viene riscontrata la presenza di anticorpi anti-HIV, ma non sono ancora comparse le infezioni opportunistiche. In questo periodo il soggetto può aver bisogno di farmaci antiretrovirali che combattono l'infezione.

    La Sindrome da Immunodeficienza Acquisita (AIDS) è, invece, quella situazione in cui si presentano infezioni opportunistiche. Ciò si verifica quando le difese immunitarie sono state talmente indebolite dall’HIV da non proteggere l'organismo da microrganismi che potrebbero essere innocui.

    L'introduzione di terapie antiretrovirali (HAART), che riducono e bloccano la replicazione virale, ha migliorato la qualità di vita e prolungato la sopravvivenza delle persone sieropositive.

    Dov'è presente il virus

    Il virus è presente nei seguenti liquidi biologici:

    sangue

    liquido pre-eiaculatorio

    sperma

    secrezioni vaginali

    latte materno

    Come si trasmette il virus

    Il virus si trasmette attraverso:

    Sangue infetto (stretto e diretto contatto tra ferite aperte e sanguinanti, scambio di siringhe)

    Rapporti sessuali (vaginali, anali, orogenitali), con persone con HIV, non protetti dal preservativo

    Da madre con HIV a figlio durante la gravidanza, il parto oppure l’allattamento al seno.

    Trasmissione attraverso il sangue

    A partire dal 1995, lo screening delle unità di sangue con la conseguente eliminazione di quelle risultate positive, il minor ricorso a trasfusioni 'inutili', il ricorso all’autotrasfusione, il trattamento con calore degli emoderivati e la selezione dei donatori con l’esclusione di quelli con comportamenti a rischio, hanno di fatto eliminato il pericolo di contagio attraverso queste modalità.

    La trasmissione attraverso il sangue rappresenta, invece, la principale modalità di contagio responsabile della diffusione dell’infezione nella popolazione dedita all’uso di droga per via endovenosa. L’infezione avviene a causa della pratica, diffusa tra i tossicodipendenti, di scambio della siringa contenente sangue infetto.

    Con la stessa modalità è possibile la trasmissione sia dell’HIV che di altri virus tra i quali quelli responsabili dell’epatite B e C, infezioni anch’esse molto diffuse tra i tossicodipendenti.

    Trasmissione sessuale

    La trasmissione sessuale è nel mondo la modalità di trasmissione più diffusa dell’infezione da HIV. I rapporti sessuali, sia eterosessuali che omosessuali, non protetti dal profilattico possono essere causa di trasmissione dell’infezione. Tale trasmissione avviene attraverso il contatto tra liquidi biologici infetti (secrezioni vaginali, liquido pre-eiaculatorio, sperma, sangue) e mucose -anche integre- durante i rapporti sessuali.

    Ovviamente tutte le pratiche sessuali che favoriscano traumi o lesioni delle mucose possono provocare un aumento del rischio di trasmissione. Per questo motivo i rapporti anali sono a maggior rischio: la mucosa anale è, infatti, più fragile e meno protetta di quella vaginale e quindi il virus può trasmettersi più facilmente.

    Ulcerazioni e lesioni dei genitali causate da altre patologie possono far aumentare il rischio di contagio.

    I rapporti sessuali non protetti possono essere causa di trasmissione non solo dell’HIV. Esistono, infatti, oltre 30 malattie sessualmente trasmissibili (MST).

    Il coito interrotto non protegge dall'HIV, così come l'uso della pillola anticoncezionale, del diaframma e della spirale. Le lavande vaginali, dopo un rapporto sessuale, non eliminano la possibilità di contagio.

    Trasmissione verticale e perinatale (da madre a figlio)

    La trasmissione da madre sieropositiva al feto o al neonato può avvenire durante la gravidanza, il parto o l’allattamento al seno. Il rischio per una donna sieropositiva di trasmettere l’infezione al feto è circa il 20% (cioè 1 su 5). Oggi è possibile ridurre questo rischio al di sotto del 4% se viene somministrata la terapia antiretrovirale alla madre durante la gravidanza e al neonato per le prime sei settimane di vita. Per stabilire se è avvenuto il contagio il bambino deve essere sottoposto a controlli in strutture specializzate per almeno i primi due anni di vita.

    Tutti i bambini nascono con gli anticorpi materni. Per questa ragione, il test HIV effettuato sul sangue di un bambino nato da una donna sieropositiva risulta sempre positivo. Anche se il bambino non ha contratto l’HIV gli anticorpi materni possono rimanere nel sangue fino al diciottesimo mese di vita, al più tardi entro i due anni. Il bambino viene sottoposto a test supplementari per verificare se è veramente portatore del virus o se ha ricevuto solo gli anticorpi materni.

    Come non si trasmette il virus

    Il virus non si trasmette attraverso:

    strette di mano, abbracci, vestiti

    baci, saliva, morsi, graffi, tosse, lacrime, sudore, muco, urina e feci

    bicchieri, posate, piatti, asciugamani e lenzuola

    punture di insetti

    Il virus non si trasmette frequentando:

    palestre, piscine, docce, saune e gabinetti

    scuole, asilo e luoghi di lavoro

    ristoranti, bar, cinema e locali pubblici

    mezzi di trasporto.

    Come si evita il contagio

    L’uso corretto del profilattico può annullare il rischio di infezione durante ogni tipo di rapporto sessuale con ogni partner.

    Nei rapporti sessuali il preservativo è l'unica reale barriera protettiva per difendersi dall'HIV. Non vanno usati lubrificanti oleosi (vaselina, burro) perché potrebbero alterare la struttura del preservativo e provocarne la rottura.

    E' necessario usare il preservativo all’inizio di ogni rapporto sessuale (vaginale, anale, orogenitale) e per tutta la sua durata.

    Anche un solo rapporto sessuale non protetto potrebbe essere causa di contagio.

    Per un uso corretto del profilattico è importante:

    leggere le istruzioni accluse

    indossarlo dall’inizio alla fine del rapporto sessuale

    usarlo solo una volta

    srotolarlo sul pene in erezione, facendo attenzione a non danneggiarlo con unghie o anelli; conservarlo con cura: lontano da fonti di calore (cruscotto dell'auto ed altro) e senza ripiegarlo (nelle tasche, nel portafoglio).

    La pillola, la spirale e il diaframma sono metodi utili a prevenire gravidanze indesiderate, ma non hanno nessuna efficacia contro il virus dell’HIV.

    L’uso di siringhe in comune con altre persone sieropositive costituisce un rischio di contagio pertanto è necessario utilizzare siringhe sterili.

    Sarebbe opportuno sottoporsi ad agopuntura, mesoterapia, tatuaggi e piercing utilizzando aghi monouso e sterili. Le trasfusioni, i trapianti di organo e le inseminazioni, nei Paesi europei, sono sottoposti a screening e ad accurati controlli per escludere la presenza dell'HIV.

    Il test dell'HIV

    Per sapere se si è stati contagiati dall’HIV è sufficiente sottoporsi al test specifico per la ricerca degli anticorpi anti-HIV che si effettua attraverso un normale prelievo di sangue. Il test anti-HIV è in grado di identificare la presenza di anticorpi specifici che l’organismo produce nel caso in cui entra in contatto con questo virus.

    Se si sono avuti comportamenti a rischio è bene effettuare il test al termine del sesto mese dall’ultimo rischio di contagio (periodo finestra) poiché gli anticorpi anti-HIV possono presentarsi anche entro sei mesi di distanza dall’esposizione al contagio.

    Bisogna tenere presente che durante il cosiddetto 'periodo finestra' (periodo di tempo che va dal momento del contagio a quello della comparsa degli anticorpi) è comunque possibile trasmettere il virus pur non risultando positivi al test.

    La Legge italiana (135 del giugno 1990) garantisce che il test sia effettuato solo con il consenso della persona.

    Il test non è obbligatorio, ma se si sono avuti comportamenti a rischio sarebbe opportuno effettuarlo.

    Per eseguire il test, nella maggior parte dei servizi, non serve ricetta medica; è gratuito e anonimo.

    Le persone straniere, anche se prive di permesso di soggiorno, possono effettuare il test alle stesse condizioni del cittadino italiano.

    Per tutte le coppie che intendono avere un bambino sarebbe opportuno sottoporsi al test per la sicurezza del neonato.

    Il risultato del test viene comunicato esclusivamente alla persona che lo ha effettuato.

    Sapere precocemente di essere sieropositivi al test dell’HIV consente di effettuare tempestivamente la terapia farmacologica che permette oggi di migliorare la qualità di vita e vivere più a lungo.

    Le terapie

    Oggi i medici propongono la terapia HAART contro l'infezione da HIV alle persone sieropositive sulla base dei cosiddetti "valori" dei linfociti CD4 (cellule del sistema immunitario) e della carica virale (numero di particelle di HIV nel sangue) che misura la velocità di replicazione dell'infezione.

    La terapia è in genere composta da più farmaci antiretrovirali che permettono di ridurre la carica virale e migliorare la situazione immunitaria. Il medico potrà spiegare meglio quali sono le varie possibilità terapeutiche, i possibili effetti collaterali, le modalità di assunzione dei farmaci.

    Strategie terapeutiche

    Nei paesi occidentali i successi terapeutici contro l'AIDS sono in gran parte dovuti ai risultati ottenuti dalla ricerca scientifica che ha consentito di individuare farmaci dotati di potente attività antivirale.

    Occorre tuttavia tenere ben presente che le attuali strategie terapeutiche non consentono la guarigione dall'infezione ma permettono di tenerla sotto controllo.

    E' quindi essenziale individuare nuove strategie terapeutiche con meccanismi di azione diversi da quelli di cui oggi disponiamo.

    Per saperne di più

    E’ possibile chiamare il Telefono Verde AIDS (TVA) dell’Istituto Superiore di Sanità al numero 800-861061.

    Il servizio, anonimo e gratuito, è attivo dal lunedì al venerdì dalle ore 13.00 alle ore 18.00.

    Gli esperti del TVA garantiscono una informazione scientifica, aggiornata e personalizzata.

  • 1 decennio fa

    Sarebbe bello vedere l'intervento purificatore della natura ovunque... ma le cose non stanno proprio così. A parte che non vedo il motivo per cui la natura debba ribellarsi alla promiscuità sessuale, al limite il contrario, visto che la cosiddetta promiscuità permette di riprodurti di più e più in fretta ed è considerata sbagliata da regole morali che l'uomo ha elaborato e non hanno un correlato in natura. In secondo luogo le malattie veneree sono sempre esistite: sifilide, gonorrea, uretrite non gonococcica, epatite C e potrei andare avanti. Inoltre, grazie all'utilizzo del profilattico ed alla campagna di informazione oltre alle nuove terapie farmacologiche integrate (cocktail di farmaci comprendenti inibitori delle proteasi, inibitori della RT ed analoghi dei nucleotidi) l'AIDS non rappresenta più un'emergenza sanitaria nei paesi sviluppati. Il problema grosso si ha nei paesi sottosviluppati, in cui ancora non è abbastanza compresa e promossa l'importanza della prevenzione primaria (utilizzo del preservativo) anche per colpa della forte ingerenza delle Chiese missionarie ed i costi dei farmaci antiretrovirali sono proibitivi per quelle popolazioni.

    Le malattie non si diffondono come punizione per la perversione umana. E' da più di cento anni che si sa che le malattie infettive sono trasmesse da virus e batteri e che la via sessuale e quelle utilizzata da molti di questi microrganismi patogeni per diffondersi. Koch lo ha scoperto a fine '800 e da allora, forse non lo sai, sono nati i vaccini e gli antibiotici.

    La natura non gira intorno all'uomo e non lo punisce e non lo premia: è la presunzione dell'essere umano e, soprattutto, la sua ignoranza a permettere che certi pensieri possano anche solo essere concepiti.

  • 1 decennio fa

    Precisato che la sindrome non si è presentata nel 1980, ma sembra abbia semplicemente cominciato ad avere una risonanza sui media, in quell'epoca, è una patologia gravissima che ha, nella mutagenicità del virus e nel drammatico corollario di patologie da esso derivanti, la sua spaventosa forza. L'AIDS, piuttosto che l'aviaria se trasmissibile all'uomo, piuttosto che la sindrome "della mucca pazza" o il virus "Ebola" sono malattie dall'esito mortale ma, personalmente ritengo non possano essere definite - nel mondo occidentale! - una peste del 2000. La peste decimò la popolazione Europea; più recentemente, agli inizi del secolo scorso, l'influenza "spagnola" fece milioni di vittime nel mondo; ciò che tu hai indicato è un virus che ha una latenza di anni e che dalla sua manifetsazione può essere contenuto per tantissimo tempo, vent'anni e più, con l'assunzione di un protocollo di cura accessibile a tutti. La nuova peste, una vera pandemia, potrebbe proprio essere una influenza perniciosa, in grado di diffondersi e infettare nell'arco di pochi mesi la popolazione del pianeta.

  • .
    Lv 5
    1 decennio fa

    l'ipotesi più accreditata sull'origine dell'hiv è questa

    http://newton.corriere.it/PrimoPiano/News/2006/06_...

    ma in passato si malignava che il virus fosse stato creato artificialmente per scopi bellici, testato su cavie umane in Africa, e poi... sfuggito di mano.

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  • 1 decennio fa

    Comunque non si prende solo da rapporti sessuali....anche da una visita dentistica . ginecologica ecc.. uso di atrezzi non puliti....la peste...???ora abbiamo anche i casi di Ebola .....

  • 1 decennio fa

    Non penso assolutamente si tratti di una ribellione!

    Sono piu convinto, come alcune tesi sostengono, che si tratti di un esperimento malriuscito.

    Si parla di un arma batteriologica da destinarsi al nemico...un virus che doveva contagiare l'uomo e abbattere tutte le difese immunitarie di modo che un semplice raffreddore sarebbe potuto essere mortale!

    Solo che quando si accorsero che l'effetto desiderato non avveniva in breve tempo l'idea è stata accantonata, ma il virus ormai era in circolazione....e dove?

    Nei paesi poveri...dove sperimentare era "lecito" (tanto chi si lamentava?)...ed ecco poi che l'immigrazione nei nostri paesi ha fatto si che il virus potesse circolare in tutto il mondo...complice in quegli anni la libertà sessuale senza protezioni adeguate!

    Potrebbe però anche essere una malattia da sempre esistita ma non conosciuta prima...ma non ci sono casi registrati di morti per malattie simili prima di certo periodo che ora non ricordo...da qui credo a quello che ho detto!

  • 1 decennio fa

    pare sia nata in Africa, nella zona sub sahariana

    non credo sarà la peste del futuro, visto che le cure nei paesi sviluppati riescono a sortire ottimi risultati

    sicuramente continuerà a proliferare nei paesi poveri, come l'Africa in cui ha avuto origine

    l'uso del preservativo sarebbe una manna..

    forse il cancro è la peste del futuro, visto che ancora oggi non se ne conosce la causa e solo alcuni "tipi" risultano curati, soprattutto con la prevenzione

  • 1 decennio fa

    i maligni dicono che sia un esperimento di laboratorio voluto o sfuggito agli scienziati

  • Anonimo
    1 decennio fa

    un po di tempo fa si diceva che fosse una malattia "scappata" da un laboratorio...e sembrava che fosse portata dalle scimmie che vi erano dentro...pero non so se questa tesi ha delle fondamenta o è una cosa detta cosi per spararne una..

  • Anonimo
    1 decennio fa

    è partita...dalla trasformazione di un virus delle scimmie....in africa......

    non sarà la peste del futuro...

    è la peste del PRESENTE!

    non per noi europei....ma per le persone in africa ORA lo è ...ed è così da molto tempo!

    comunque l aids si cura....non si guarisce ma si cura!

  • Anonimo
    1 decennio fa

    Secondo me è stata creata in laboratorio.

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