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etcetera ha chiesto in Arte e culturaFilosofia · 1 decennio fa

Sentite più consono a voi l'idea di un tempo ce sempre ritorna o che si muove dal passato al futuro?

Esisteva un tempo l'idea di un tempo circolare, nulla di nuovo compariva sotto il sole: ogni cosa muta, ma poi ogni evento si ripresenta. E' il destino che guida il cosmo e tentare di fuggire al destino è illusione tragica e folle. Questa concezione del tempo è descritta dai miti.

Poi invece si impose un'altra idea del tempo: un tempo che muove dal passato, verso il futuro, perché nel futuro vi è riposta una fede di redenzione, nel futuro vi è il fine, il riscatto dalla colpa originale. Questo tempo che invecchia è quello del cristianesimo e che poi divenne il tempo della scienza e di tutte le utopie.

Quale di questi due modi di percepire il tempo sentite più consono al vostro modo di sentire?

Aggiornamento:

Claudia, per Eraclito il cosmo non aveva nè inizio né fine, tutto scorre, ma tutto ritorna

Aggiornamento 2:

Credo che il tuo tempo abbia una bella freccia lineare, cara Sandy. Ti ringrazio per l'impegno. In fondo questo è un gioco, ma se fatto con impegno può essere più divertente e stimolante, no?

Aggiornamento 3:

Forse si finisce con il percorrere sempre le stesse strade Valigaia perché i nostri passi, giorno dopo giorno scavano un sentiero così profondo che non abbiamo più la forza di scavalcarlo. Passi di abitudine e timore.

Aggiornamento 4:

Quali stupendi rimandi Fiordiluce!

Aggiornamento 5:

Ottimo spunto Ananke il collegamento alla nostra quotidianità ripetitiva

Aggiornamento 6:

Il tempo che si perde è sempre quello con la freccia, quello che ritorna invece non lo si perde mai, lo si ritrova sempre

Aggiornamento 7:

Proprio come per gli dei, predicatore, presente, passato e futuro sono il tempo per gli uomini, ma per gli dei non c'è distinzione, per questo loro sono eterni, mentre noi siamo mortali. Il tuo dunque è il tempo/non tempo degli dei?

Aggiornamento 8:

Il destino nel mito è il filo dell'esistenza che le Parche tessono e tagliano secondo i loro gusti. Il destino è una legge a cui gli stessi dei non sfuggono, Spock. Chiunque voglia sfuggire al suo Destino è pazzo come Edipo, è l'eroe che invitabilmente finisce per cadere. Il destino è la stessa legge dell'eterno ritorno. Noi non abbiamo più il senso del destino, per questo abbiamo perso il senso stesso della tragedia.

Aggiornamento 9:

Grazie Valjean, la tua risposta è molto pertinente

Aggiornamento 10:

Forse, Maudit, è perché nel tempo ci siamo immersi e non possiamo vederlo da fuori e quindi concepirlo, possiamo solo sentire il tichettio dell'orologio, ma noi siamo dentro all'orologio

Aggiornamento 11:

Estuan 06: dunque il tempo non esiste, ma solo il mutamento e questo può essere vero.

Aggiornamento 12:

Mi è piaciuta l'idea del tempo a zig zag, sonia s

18 risposte

Classificazione
  • 1 decennio fa
    Risposta preferita

    la visione di un tempo circolare si avvicina al mio modo di pensare: i pianeti, il loro movimento rotatorio, l'ellissi...l'atomo e il movimento degli elettroni...il serpente che si morde la coda...ogni figura geometrica e iscrivibile e circoscrivibile ad una circonferenza.forse su livelli diversi, ma vedo la vita ciclica. non so spiegare meglio, sono fondamentalmente un'ignorante, ma le sensazioni, quelle che fedelmente mi seguono da che ho ricordo, mi dicono che è così. ho una visione di un Dio buono e misericordioso: perchè non dovrebbe dare a tutti la possibilità di una conoscenza completa di ciò che è la vita?è impossibile averla in una sola esistenza, ma se ciclicamente ad ogni esistenza ne seguisse un'altra, tutti, reincarnazione dopo reincarnazione,potremmo conoscere le meraviglie dell'universo. se fosse una linea retta...sarebbe infinita, ma non avresti la possibilità di osservare tutto quello che sta intorno,ma solo ciò che ti si presenta davanti o indietro.

    Io lavoro con i bambini, sono animatrice:se metto i bambini in linea retta,io riesco a guardare ognuno di loro e loro guardano me...ma riescono a guardarsi tra loro solo rompendo la riga. se ci mettiamo tutti in cerchio,invece,riusciamo tranquillamente a guardarci tutti negli occhi...

    ri-studiando la storia con mio figlio con gli occhi di adulto, mi rendo conto che poco è cambiato:cambia il modo di combattere,cambiano le armi,più sofisticate...ma la storia si ripete:la conquista del territorio o del potere...

    sono pochi esempi,magari un pò confusi,anche.

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  • Anonimo
    1 decennio fa

    Bella domanda, come al solito.

    Ma non posso seguire le linee che tu tracci con una precisione ammirevole.

    Il tempo per me non esiste.

    Non lo avverto ma lo contengo in un unico instante infinito che dura tutta la vita.

    Nessun futuro, nessun passato, un eterno dinamico infinito ed illimitato istante in cui tutto è possibile.

    Non so se sono riuscito a spiegarlo bene, ma non è semplice tradurlo con parole che, a volte, non hanno la forza di esprimere il pensiero.

    Ciao Maral.

    Maral, non so se gli dei hanno il mio stesso tempo!

    Ma diciamo che potrebbe somigliare. :)))

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  • 1 decennio fa

    Sicuramente la seconda! Il nostro pensiero è figlio di quello di Cristo!

    Ma ...sono incagliato! Quando entra il tempo nei miei pensieri (come se per il resto non fosse cosi) trovo il vuoto!

    Non posso non pensare al tempo come dimensione! Non posso non pensare a uno stretto legame tra lo spazio e il tempo! Cosa unica! Noi siamo spazio...siamo definiti nelle nostre tre dimensioni! Come qualsiasi altro oggetto! Ma se il tempo è la 4° dimensione....vuol dire che anche nel tempo siamo definiti! (deduzione logica) E in che modo? Destino?

    Credo di no! ma forse siamo già scritti come entità nel tempo! Ovvero quando nasciamo già è formato il nostro corpo sino alla morte!.... e forse oltre.....

    Ma questo non vuol dire che abbiamo un destino fissato!

    In quanto in seguito ad incidente potremmo esser amputati...quindi le tre dimensioni sono soggette a cambiamenti ..quindi anche nel tempo i fattori in gioco posson esser 'casuali'!

    ....inutile è inconcepibile....da qui nascono fiumi e fiumi di pensieri...noi viviamo il tempo...se non esistesse non ci muoviamo? ma ciò è vero anche in mancanza dello spazio! Perchè abbiamo la percezione dello spazio e non del tempo! I sensitivi esistono? Sono veri? Magari loro riescono a 'vedere' il tempo!

    ...mi blocco qui...nella risposta ovviamente!

    ----------

    è vero vi siamo immersi....ma siamo immersi anche nello spazio! Eppure lo spazio (almeno più del tempo) lo sentiamo!

    Il fatto è che noi viviamo un tempo che in se per se c'è già! Il futuro non è più futuro se già presente!

    Per esempio....prendi un quadrato e un parallelepipedo con la base quadrata! Ora il quadrato è un 'oggetto' bidimensionale! A differenza il parallelepipedo è un oggetto tridimensionale (1 dimensione in più). Ora io posso vedere il parallelepipedo come infiniti quadrati sovrapposti...in modo da sviluppare la terza dimensione! e 'vedere' il prallelepipedo! Ora se io debbo aggiungere una 4 ° dimensione ....praticamente (analogamente a prima pur essendo tempo e non spazio...differenze?) dovrei avere infiniti parallelepipedi che compongono la 4° misura (tempo...età)! Quindi l'oggetto a 4 dimensioni come un oggetto a 3 dimensioni già esiste in tutto il suo essere!

    Se io sono fabbro costruisco la spada nelle sue tre dimensioni quindi se vivessi (come nel nostro caso) in 4 dimensioni sto costruendo la spada con tanto di età...che ovviamente è soggetta a mutamenti! Ma noi come li definiamo i mutamenti...nel tempo? Viviamo nel tempo? se non avessimo lo scorrere del tempo...possiamo parlare di vita? No...come infatti non esiste nulla di bidimensionale!

    Sembra che sia il nostro cervello a vivere il tempo ....come a rallentatore (che indica sempre il tempo) ...

    Le nostre molecole tra 10 minuti già esistono!

    Non so se sono stato chiaro...ma è difficile e non ho nemmeno detto tutto...inoltre mi sembra anche ovvio ciò che ho detto! Se non fosse cosi...nell'istante successivo non esisterebbe la materia che in questo istante esiste! Quindi c'è un legame tra i vari istanti! Noi esistiamo ora! E se non fossimo già costruiti nel tempo..perchè tra un istante dovremmo esserci ancora?

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  • Anonimo
    1 decennio fa

    il diavolo in cina corre in linea retta da millenni ,per questo

    li spioventi dei tetti sono rivolti all'insù ,correndo lungo il colmo il diavolo incontra la falda arricciata che lo rispedisce in cielo , alla porta di casa non ci si arriva con un sentiero diritto ,oppure anche il diavolo arriverebbe in casa dritto-sparato ,in un mondo dove il Tao è l'immagine del tutto,

    la retta nello spazio è l'immagine del tempo perso , non esiste un tempo vissuto nel percorso retto ma solo l' aspettativa dell'arrivo ,non armonia unificante ma tensione

    razionale ad un finale ( the target) che una volta raggiunto

    risulta insoddisfacente dal momento stesso che la corsa per raggiungerlo ci ha resi ciechi del percorso

    viaggiando a piedi o in bicicletta sei parte del mondo che ti circonda ,vivi la realtà delle cose ,vedi e vivi il tempo !viaggiando a 160 km/h su di un'autostrada non

    vedi e vivi niente e il tempo del viaggio è tempo perso , e l'arrivo alla meta è simile allo sbarco ipnotico e perso di un pulmann di turisti europei catapultati dopo un viaggio senza soste nella Piazza di Marrakech

    tempo e spazio sono cosa unica ,le civiltà antiche i nativi d'america conoscevano il centro del mondo

    vi era piantato l'albero della vita e il centro del mondo era il centro del tempo ,"di tutti i tempi"

    le religioni del libro (della ragione) hanno cacciato l'uomo dall'

    eden e dal suo centro dove vi era l'albero della conoscenza

    creando l'idea di destino come insieme di accadimenti nel tempo lineare, tu uomo ti guadagnerai il pane col sudore della fronte tu donna partorirai ecc....

    il destino è un'idea lineare e razionale essendo concepito come accadimenti nel tempo futuro

    non è quindi parte del tempo dei miti ma figlio del razionalismo . non esiste destino nella concezione circolare del tempo ,a meno che non si perda il centro, e si confonda la tangente all'infinito della scienza con il cuore delle cose

    l'ineluttabilità è figlia del tempo lineare !

    il tempo dei miti era nel centro del mondo ,un tempo che raccoglieva in se passato presente futuro, non come già

    scritto (arridaie la bibbia!) ma come già presente come nell' estremamente piccolo si riflette l'universo ,non con la superbia di contenerlo ma con la coscienza di esserlo

    la storia umana è fatta dalla diversa concezione spazio/tempo delle diverse culture che si sono avvicendate

    ,società di cacciatori che roteavano attorno al centro del villaggio ,e in cui la natura era vista come un sistema solare

    fatto di forze naturali isole di spazio-tempo differenti

    vengono sopraffatte da civiltà razionali guerriere alla ricerca

    nello spazio del loro tempo del mito perduto.

    la retta delle legioni romane con le loro strade diritte e tecnicamente perfette , la folle diritta corsa di cavalieri mongoli attraverso nazioni , le diritte rotaie dei treni inglesi in india , treni pony express e dritte palle Winchester di soldatini inquadrati ha creato il tempo del futuro ,come l'unico per cui valga la pena vivere o morire

    le religioni hanno spostato persino il paradiso in un posto raggiungibile solo col tempo ,distruggendo con questo il sentiero dei sogni ,

    Porca miseria! ( spirituale )

    il tempo lineare è follia, il tempo circolare è una bolla di sicurezza , il presente è inafferrabile

    ci muoviamo e mi muovo in queste dimensioni ,per raggiungere qualcosa usiamo la linearità del tempo,per godere della cosa entriamo nella bolla temporale

    ma difficilmente (almeno per me )siamo nel centro del tempo che non si deve confondere però con il presente ,vivere il presente è solo l'inizio ,è il muoversi in armonia con l'energia che ci circonda ,capire che il presente è passato e futuro e che non esiste un presente ora! è fermare il tempo ,ma dove si è fermato il nostro presente ?

    Chiunque voglia sfuggire al suo Destino è pazzo perchè gli va incontro e lo crea nello stesso tempo (karma)

    come in Samarcanda cantata da Vecchioni

    questo è il senso della tragedia

    l'eterno ritorno è il ciclo del samsara ,

    non stanno forse le Moire tessendo il velo di Maya

    un velo che il Sé getta su Se Stesso per lasciarsi momentaneamente ingannare sulla realtà della propria creazione ?

    anche le divinità hanno i loro fili nel telaio delle Parche .

    Questa sottomissione degli dèi a un potere esterno implica che un giorno finirà anche il loro tempo , io chiamo il tempo degli dei "bolla temporale" nell'Olimpo al centro della bolla gli dei e gli eletti (somaro compreso) vivono il loro eterno presente mentre attorno a loro ,gli uomini ruotano nel cerchio esterno del destino in segmenti di tempo lineare recisi dalle cesoie di Atropo

    ho usato impropriamente la parola "razionalismo" per indicare la diversità di trattamento uomini/dei nella concezione temporale nei miti ,mi correggo con :

    il destino umano non è quindi parte del tempo dei miti ma figlio della "religione" .

    il fatto è che da ateo (o buddista empirico) impenitente mi metto sempre al posto degli dei quando si tratta di miti

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  • Anonimo
    1 decennio fa

    Non sono una "pagana" e l'idea del tempo per me é questa.

    - Il tempo fugge, il tempo è prezioso, guai a perdere tempo… Proprio perché il tempo è la sola risorsa che in qualsiasi tipo di attività, mi dà la sensazione di non averne mai a sufficienza.

    Del resto come dice Emil Oesch, l'autore di "L'arte di avere : Il tempo è un concetto soggettivo, il tempo è ciò che facciamo di esso. Avere tempo non significa… ottenere altro tempo per affannarsi ancora di più.e cioé:

    avere tempo per essere uomini liberi,

    avere tempo per se stessi,

    avere tempo per la famiglia,

    avere tempo per tutti coloro che hanno bisogno di noi,

    Spero di averti dato una risposta esaustiva >Dafne

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  • 1 decennio fa

    Curioso: l'idea di un tempo circolare, di un'eterno ritorno dell'uguale suona tanto strana e paradossale alle nostre orecchie abituate ad ascoltarlo scorrere nel ticchettio degli orologi. Eppure, se ci rifletto mi rendo conto di come sia invece molto + aderente alla grigia realtà quotidiana fatta di sveglie tutti i giorni alla stessa ora, stesso tram, stesso tran-tran lavorativo, poi a casa, tv accesa all'ora x per vedere il programma y....

    Se dovessi elencare i momenti in cui la mia vita ha subìto davvero dei cambiamenti, li conterei sulle punte delle dita!

    Xciò, dopo questa triste riflessione, ti rispondo: la prima che hai detto!!!

    (Anche se, lo so, non è esattamente l'idea nitzscheana di eterno ritorno...)

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  • 1 decennio fa

    a dirti il vero sarà che anni e anni di tradizione gravano sul mio modo di vedere.. io naturalmente mi sento di vivere nella concezione cristiana, in cui ogni attimo e attaccato all'altro. La linea retta, volente o nolente, è quella con cui quasi distrattamente a volte considero la vita. Adoro la visione greca. Perchè oltre al fattore destino, c'è anche il fattore dell'accettazione e del pieno vivere. Ogni attimo staccato dall'altro che non grava su di te come ricompensa o colpa. Ma sono istanti di vita, che come diceva Nietzsche, accetti per l'istante stesso, non per un aldilà. Ma per la terra. Riesci a vivere infinite volte questa vita?

    Però a dirti il vero ora studiando heidegger sto riscoprendo la concezione del tempo in senso diverso. Come senso dell'essere. Quel trattenersi svelandosi, il tempo che nasconde l'essere recondendolo, l'accadere.. in un modo o nell'altro il trascendere.. e tutto ciò legato al mito dei greci dove inizia la metafisica, l'oblio dell'oblio, e a uno dei punti finali Nietszche, dove termina. Heidegger scrive:

    "Bisogna però dire che nn sono un filosofo . Io nn penso di fare un qualcosa che può essere anche solo paragonato a questo: ciò nn è affatto nelle mie intenzioni. Io faccio ciò che devo e ritengo necessario, e lo faccio come posso: nn acconcio i miei lavori filosofici per un "oggi universale". io lavoro in maniera concretamente fattuale, muovendo da un "io sono"- dalla provenienza del mio dato di fatto, dal mio milieu, dai miei contesti vitali, da ciò che mi è accessibile come viva esperienza , in cui io vivo. questa fatticità, in quanto esistentiva, nn è mero e cieco esserci: si trova nell'esistenza insieme con essa, e cioè io vivo ciò che io devo, di cui nn si parla. Insieme alla fatticità dell'essere così, insieme a ciò che è storico, imperversa l'esistere; vale a dire, io vivo gli interni obblighi della mia fatticità, e questo così radicalmente lo comprendo." In queste frasi io leggo il passato, il presente e il futuro finalmente compenetranti. Io sono già presso il mondo e il mio modo di essere e di essere per la morte e il mio esserci, essere qui situato già in un mondo con le mie finite possibilità, è ciò che cuce tutto.

    Diciamo che sto cercando ancora. Però ora ho tutto ciò insieme.. e nn è ancora molto chiaro.. spero di avere ancora tempo :P

    "Altrimenti io voglio, se il tempo me lo concede"

    Fonte/i: «Essere uno con il tutto, questo è il vivere degli dei; questo è il cielo per l'uomo [...] Essere uno con tutto ciò che vive! Con queste parole la virtù depone la sua austera corazza, lo spirito umano lo scettro e tutti i pensieri si disperdono innanzi all'immagine del mondo eternamente uno [...] e la ferrea fatalità rinuncia al suo potere e la morte scompare dalla società delle creature e l'indissolubilità e l'eterna giovinezza rendono felice e bello il mondo [...] un dio è l'uomo quando sogna, un mendicante quando riflette [...]» Hölderlin, Iperione baci
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  • 1 decennio fa

    si la linea retta è tipica del cristianesimo,sai io però credo molto nel tempo circolare....e la cosa non mi ha mai entusiasmata molto,ciò che si ripete pare non riesca ad andare avanti...

    mai letto proust e la sua idea di tempo a "zig zag"?quindi non retto,ma che va costantemente avanti ed indietro...

    onestamente se è il cerchio ad esistere io preferisco riuscire a spezzarlo per quanto riguarda la mia vita.Il destino ha il senso dell'ironia,perciò non sempre è favorevole...più che altro beffardo;)

    I corsi e ricorsi storici non fanno per me e spero neanche per l'umanità...la faccio più intelligente...spero si fermi prima di dover tornare alla barbarie ed usi il progresso in modo più intelligente ed utile alla sopravvivenza.

    io però credo in un tempo un pò proustiano,ne circolare,ne retto ,ma misto...a volte lineare ,altre volte distorto:)

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  • 1 decennio fa

    Ciao......una domanda veramente difficile, ho dovuto rileggerla piu' volte ed ancora non l'ho capita completamente.

    La mia concezione di tempo e' quella di vivere il presente, facendo tesoro delle esperienze del passato, per cercare di migliorare il futuro.

    Un giorno mio padre mi disse di non pensare al doloroso passato, altrimenti avrei rischiato di vivere un triste presente.

    L'ho ascoltato, ed ora eccomi qua, a scrivere di cose che non mi sarei mai sognata nemmeno di pensare.

    Quello che succedera' nel futuro, lo potro' sapere solo domani e poi ancora domani e domani......fino alla fine dei miei giorni, quando stanca, ma serena, potro' finalmente chiudere gli occhi, ed il mio spirito prendera' il volo verso quel Tutto, dove le anime dei nostri cari ci stanno aspettando......

    Questo e' il mio modo di percepire il tempo......dimmi tu dove s'inquadra, perche' proprio non lo so .

    Ti auguro una notte serena :-))

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  • 1 decennio fa

    A partire dall'osservazione della mia vita, sto percorrendo un viaggio senza ritorno, sono catapultata in avanti, ogni gesto è stato compiuto e ne ha le conseguenze. Sono più legata alla visione di Eraclito: tutto scorre. Siamo in un fiume, siccome non possiamo tornare indietro, dobbiamo agire per il meglio, e non fermarci a guardare indietro. In base a questo credo che tutto l'Universo e la storia siano dominati da questo senso di percorrenza da passato al futuro.

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