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roberto r ha chiesto in Animali da compagniaRettili · 1 decennio fa

il metodo migliore per filtrare lìacqua in un acquario esterno??

l'acquario ospita due tartarughe grandi d'acqua

4 risposte

Classificazione
  • 1 decennio fa
    Risposta preferita

    Il più comune ed usato in Italia è il filtro interno però è valido per vaschette di venti - trenta litri massimo, per vasche di capacità superiori sono sicuramente da preferire i filtri esterni. Questi filtri sono contenitori ermetici, con una capacità di diversi litri, che posizionati all' esterno della vasca prelevano dalla detta, attraverso un tubo di aspirazione, l'acqua da filtrare che viene purificata e filtrata da diversi materiali contenuti in cestelli all'interno del filtro. L'unico difetto, è di essere abbastanza antiestetici e di rendere perciò necessario il loro occultamento in mobiletti con ante.

    Per vasche da riproduzione si può ancora adoperare il filtro sottosabbia che per diversi decenni è stato l'unico sistema di filtraggio disponibile. Questo filtro sfrutta la capacità della sabbia di fondo di filtrare tutti i residui organici.:)

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  • vivi
    Lv 5
    1 decennio fa

    interno o esterno i filtri sono sempre quelli amenochè tu nn intenda un laghetto in qual caso ci sono degli specifici modelli

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  • Anonimo
    1 decennio fa

    il migliore sistema x me e'un filtro esterno dell'askoll si kiama pratico,kiedi al negoziante vedrai ke na sapra'piu'di noi.

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  • Anonimo
    1 decennio fa

    In questo manuale ci occuperemo di illustrare la realizzazione, in ogni singola parte, di una vasca dalla capacità di circa 30lt, con l’intenzione di andare a creare un cosiddetto Acquario Olandese. La trattazione vuole essere una sorta di guida passo-passo che cercherà di rispondere alle tante domande che ci si pone in questi casi senza saltarne o dandone per scontata alcuna.

    Questo tipo di vasca può anche andare bene nel caso si volessero mettere molti pesci ("molti" significa un po' più di quanti una normale vasca dedicata alle piante possa contenere), ma non è detto che questa possa essere una buona idea. Nel caso si eccedesse con la popolazione ittica, si potrebbe facilmente andare in crisi, avendo diversi problemi, in primo luogo una possibile e incontrollata crescita di alghe.

    Conoscenza dei materiali e cenni di acquariologia

    In questa parte si tratterà dei materiali e delle attrezzature per uso acquariofilo e saranno esposti concetti e tecniche che approfondiremo nelle parti successive. In questo senso la si può considerare una lettura “propedeutica” al mondo dell’acquariofilia; si avrà una visione d’insieme di tutto ciò che occorre al fine di non trovarsi impreparati al momento dell’allestimento vero e proprio.

    La vasca

    Le vasche “in solo vetro” sono ottenute incollando cinque lastre in vetro non temperato di adeguato spessore con siliconi atossici.

    La vasca standard è un parallelepipedo a base rettangolare; affinché si possa avere un adeguato scambio gassoso tra aria e acqua è preferibile orientarsi su modelli che hanno un’altezza non superiore alla profondità, quindi con un rapporto superficie / volume favorevole.

    Una buona profondità della vasca ci permetterà di arredare l’acquario più facilmente, bisogna ricordare che una volta pieno d’acqua l’acquario presenta un pronunciato effetto di schiacciamento.

    Questo tipo di vasche è adatto per acquari dai 10 a 600 litri circa e copre quindi abbondantemente l’acquariofilia hobbistica di cui ci vogliamo occupare.

    L’ultima considerazione in merito all’altezza va fatta tenendo conto del fatto che per la manutenzione dell’acquario è preferibile poter arrivare con la nostra mano in tutti gli angoli della vasca. Il braccio di una persona misura generalmente una settantina di cm perciò con vasche alte più di 60 cm è impossibile arrivare agli angoli inferiori dell’acquario. Una vasca per allestimento olandese dovrà essere preferibilmente aperta, cioè senza un coperchio che ne copra in pratica tutta la parte superiore.

    In questo modo la vasca sarà molto più facile da controllare e la manutenzione stessa ne sarà agevolata: operazioni di potatura, trapianto, fertilizzazione ecc. sono più agevoli se non si ha un coperchio tra le mani. Ma forse la cosa più importante è la possibilità che avranno le piante di poter fuoriuscire e conseguentemente accedere alla CO2 atmosferica traendone gran giovamento. Il posizionamento della vasca ha alcune direttive, in verità non troppo vincolanti, che andrebbero seguite. Solitamente si tende ad evitare di metterle vicino a porte, finestre, luoghi di passaggio. Tutto ciò è indubbiamente utile ma la mancanza di alcune di queste condizioni non condanna certo la presenza di un acquario! Sarebbe opportuno, invece, posizionare il nostro acquario vicino ad una presa di corrente e lontano da termosifoni o altre fonti di calore.

    Maggiore attenzione merita il supporto della vasca. L’ideale è un mobile apposito, dotato di uno o più ripiani o magari di vani con sportello. La cosa fondamentale è che sia assolutamente privo di asperità: un’asperità del mobile, magari proprio al centro della lastra inferiore dell’acquario, provoca senz’altro la rottura della vasca.

    Ovviamente per la vasca che stiamo prendendo in considerazione un qualsiasi angolo della casa, tanto robusto da reggere un peso di una cinquantina di chili, andrà benissimo. E’ anche importante assicurarsi che la vasca sia posta in piano. Un acquario che non è in piano, oltre a sembrare innaturale, col livello dell’acqua in pendenza, può essere sottoposto a pressione d’acqua non equilibrata. Una lastra di polistirolo espanso, saranno sufficienti 2-3 centimetri di spessore, posta sotto la vasca, fa da cuscino (pareggiando le superfici irregolari) e da isolatore termico. Può essere utile conoscere la formula per calcolare il volume lordo della nostra vasca:

    Nel caso in cui ci si voglia cimentare nella costruzione della vasca indichiamo, nella tabella sotto, lo spessore che dovranno avere i vetri che acquisteremo, in funzione delle dimensioni della vasca:

    Il fondo

    In una vasca dedicata alle piante la composizione e struttura del fondo è di importanza assoluta. Questo deve avere i nutrienti fondamentali per le piante, li deve rilasciare più gradualmente e a lungo possibile e, inoltre, non deve consentire all’acqua di entrare in contatto con i nutrienti stessi. È altresì fondamentale che (come qualsiasi altro oggetto della vasca) non contenga tracce di calcare. Per accertare la presenza di carbonati e\o calcare basterà versare qualche goccia di Viakal o di qualsiasi altro acido (ad esempio l’acido muriatico utilizzato per le pulizie) sul materiale che vorremo mettere in vasca: se si forma un’effervescenza significa che c’è calcare e dunque non lo si potrà utilizzare. Ogni fondo che abbia la pretesa di vedere prosperare bene le nostre piante dovrà avere un'altezza minima di 6 cm. e massima di 12, secondo la consistenza. Un'altezza di 10 cm è ottimale. E ancora, il fondo non deve mai essere troppo compatto, perché potrebbero crearsi deleteri processi di putrefazione per assenza d’ossigeno.

    Vediamo di conoscere meglio i vari strati del fondo e i materiali che più si prestano alla sua composizione.

    Substrato

    E’ la parte del fondo che rimane sopra ogni altra e in cui metteremo a dimora le piante, su cui appoggeremo gli arredi e in cui i pesci da fondo scaveranno. Diversi i materiali che si possono utilizzare per la sua realizzazione:

    Ghiaia:

    Costituita da sassi più o meno piccoli e di vari materiali. Non rilascia composti carbonati, è di facile manutenzione ed è disponibile in diversi colori. L’ideale sarebbe utilizzare ghiaia di quarzo ceramizzata. Le granulometrie a disposizione sono molte, da 1-2 mm a 10-30 mm. Esiste un piccolo calcolo che ci permette di sapere la quantità di ghiaia di cui avremo bisogno per allestire il nostro substrato:

    Sabbia:

    è forse il materiale più naturale con cui preparare un substrato; costa poco, va bene per tutti i pesci, è piacevole da vedere ed ha semplice manutenzione (basta aspirare ciò che vi si deposita senza smuovere il substrato, al contrario della ghiaia). Oltretutto è un ottimo schermo tra nutrienti del fondo e acqua. Un substrato in sabbia sarebbe preferibile ad uno in ghiaia.

    Akadama:

    Substrato recentemente introdotto in acquariofilia, di solito è utilizzato per i bonsai. Proviene dal Giappone, è un terriccio estratto da una cava situata sul famoso monte Fuji. Sono disponibili diverse granulometrie, grande, media e fine. Rende l’acquario più naturale rispetto alla sabbia e alla ghiaia, è graditissimo dai pesci e impedisce il verificarsi dell’anossia del fondo. Unisce tutti i vantaggi della sabbia a quelli della ghiaia, senza gli inconvenienti.Questo prodotto si trova, non senza qualche difficoltà, solo nei centri specializzati in bonsai. Attenzione ad acquistare solo Akadama originale, esistono, infatti, materiali molto simili ma dopo poco tempo a contatto con l’acqua si sfaldano trasformandosi in un vero e proprio fango. Una particolarità dell’akadama è la sua forte tendenza (per i primi due mesi circa) ad assorbire tutti i sali di calcio e magnesio

    presenti nell’acqua del nostro acquario. Sarà opportuno dunque, tenere sotto costante controllo i valori di Gh e Kh.

    Fertilizzante

    È la porzione del fondo situata subito sotto il substrato. Non è fondamentale in un classico acquario tropicale ma in un olandese è importantissima. Contiene la maggior parte dei nutrienti che verranno assimilati dalle radici. In commercio esiste un’infinità di terricci fertilizzanti per acquari, ogni principale casa acquariofilia ne ha almeno un paio in catalogo. Tuttavia è possibile utilizzare materiali economici e di resa uguale se non migliore.

    Pomice:

    ha un discreto potere fertilizzante in quanto contiene tutti i nutrienti che servono alle piante e che esse possono facilmente recuperare. E’ porosa e ciò favorisce l'insediamento di batteri che aiutano a decomporre i residui che si dovessero depositare nel fondo. L’unico inconveniente è la bassa densità che la fa galleggiare ma è sufficiente tenerla a bagno in un secchio pieno d’acqua per risolvere il problema. Sarebbe bene mettere 1/5 dell'altezza del fondo in pomice. In alternativa si può utilizzare la Pozzolana (che non galleggia) o la Graniglia lavica.

    Torba:

    E’ consigliabile usare torba in granuli come fonte di materiale organico per le radici delle piante.

    Ovviamente la più adatta alle nostre necessità sarà la torna ad uso acquariofilo, molto stabile e con poca tendenza alla decomposizione. La si utilizzerà in ragione di un pugno ogni 100lt d’acqua.

    Terriccio fertilizzato:

    la soluzione più semplice e sicura; sul mercato la proposta è vastissima e vi sono terricci per tutte le esigenze e tasche. L’unica osservazione da fare in merito è che spesso è consigliabile utilizzare, assieme al terriccio di una data marca, tutta la serie di fertilizzanti che essa mette a disposizione; questo perché spesso i vari prodotti sono coordinati tra loro e dunque utilizzando prodotti di marche diverse, potremmo avere eccessi di un elemento e carenze di un altro, con conseguenze spiacevoli. E’ anche possibile usare il terriccio che si usa comunemente per il giardinaggio, sebbene non sia consigliabile per la difficoltà nel controllare il rilascio di nutrienti che può essere improvviso ed eccessivo.

    Carbone attivo:

    L’utilizzo di carbone attivo (lo stesso che si mette nel filtro per purificare l’acqua) può essere utile alla riuscita del nostro fondo. Un cucchiaino da caffè ogni 100lt d’acqua sarà sufficiente.

    Adsorbirà l’eccesso di materiale organico, ne rallenterà la diffusione e offrirà rifugio a qualche colonia batterica.

    Ora conosciamo i materiali necessari per preparare un buon fondo. Ovviamente non dovranno essere usati tutti insieme, ma in differenti combinazioni. Di seguito alcune possibilità, tutte ottime, per allestire un ottimo fondo ricco di fertilizzanti utili alla crescita delle nostre piante: (per l’allestimento della nostra vasca utilizzeremo il Fondo B)

    Fondo A

    dall’ alto in basso:

    1) Ghiaino o sabbia, sia scuri che chiari. (3 cm)

    2) Pietra pomice o pozzolana (2 cm)

    3) Carbonati utili per tamponare il PH e carbone attivo (pochissimo)

    4) torba non trattata che sia naturalmente acida (2-3 cm)

    5) fertilizzante Osmocote (fertilizzante per agrumi a lenta cessione, circa 9 mesi. la dose consigliata è di circa 30-50 gr. ogni 100 litri netti di acqua. E’ molto potente e il suo uso deve essere ridottissimo. Sconsigliato a chi non ha molta esperienza).

    Fondo B

    dall'alto in basso:

    1) Ghiaino o sabbia (max 2 cm)

    2) Akadama (per Bonsai) (3 cm)

    3) Pozzolana o pietra pomice (3 cm)

    4) Una manciata di torba

    5) Carbone attivo (mezzo cucchiaino)

    Fondo C

    dall'alto in basso:

    1) Sabbia scura o chiara (5 cm)

    2) ADA power sand special (PSS), (3 cm

    3) Pietra pomice (pozzolana) (3 cm)

    ciao

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