Anonimo
Anonimo ha chiesto in Scuola ed educazioneCuriosità · 1 decennio fa

Qual'è la differenza tra azienda e impresa??

C'è una differenza tra azienda e impresa?

6 risposte

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  • 1 decennio fa
    Migliore risposta

    ciao

    si c'è differenza:

    L'azienda è un complesso di beni organizzati dall'imprenditore per l'esercizio di un'attività economica, mentre l'impresa è un'attività economica professionalmente organizzata al fine della produzione o dello scambio di beni o di servizi.

    Spero ke si capisca ;-)

  • 1 decennio fa

    Con il termine azienda ci si riferisce al complesso di beni organizzati dall'imprenditore per l'esercizio di un'attività economica: perciò, diversamente dall'uso che se ne fa spesso nella pratica legata all'economia, tale vocabolo non è sinonimo di impresa.

    L'impresa, sotto il profilo giuridico, è un'attività economica professionalmente organizzata al fine della produzione o dello scambio di beni o di servizi: ciò è quanto si desume dalla definizione di "imprenditore" che all'art. 2082 fornisce il vigente Codice civile.

  • 1 decennio fa

    Con il termine azienda ci si riferisce al complesso di beni organizzati dall'imprenditore per l'esercizio di un'attività economica invece L'impresa, sotto il profilo giuridico, è un'attività economica professionalmente organizzata al fine della produzione o dello scambio di beni o di servizi..

  • Anonimo
    1 decennio fa

    azienda: Complesso di beni organizzato per la produzione di altri beni o servizi

    Impresa: Organismo che coordina prestazioni di lavoro e strumenti adeguati, per il conseguimento di finalità economiche. ciao spero di esserti stata utile

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  • Anonimo
    1 decennio fa

    si solo che ora mi scoccio ad aprire il libro di economia aziendale!!! dovrei studiare diritto!!!

  • 1 decennio fa

    L'ATTIVITÀ DELL'IMPRENDITORE

    L'impresa come attività nel codice di commercio e nel codice vigente.

    L'impresa come attività ha formato oggetto di considerazione da parte del legislatore già nel codice di commercio del 1882. L'impresa era però considerata come atto di commercio non come organismo economico ma in quanto realizzava nella sua complessità un atto d’intermediazione a scopo speculativo.

    Il codice del 1942 è improntato a principi diversi. Il codice non considera l'impresa, ma l'imprenditore e la nozione d’impresa come attività si ricava dalla definizione d’imprenditore: impresa è appunto l'attività dell'imprenditore.

    L'impresa come attività economica.

    Secondo l'art.2082 del codice civile, l’imprenditore è colui che esercita professionalmente un’attività economica organizzata al fine della produzione o dello scambio di beni o di servizi.

    Anzitutto attività economica: esercizio di attività non economiche, non costituisce impresa. Così non è imprenditore il medico o l'avvocato che in genere chi esercita le cosiddette arti liberali anche se con un’organizzazione. Solo quando questa professione intellettuale s’inserisce in un’attività economica organizzata e professionale mirato vi può essere l'impresa.

    L'impresa come attività professionale.

    In secondo luogo l'impresa è attività professionale. Questo è presupposto essenziale dell'impresa. Per professione s’intende un costante e normale indirizzo della propria attività. L'esercizio professionale non richiede che l’attività abbia una determinata durata o sia esclusiva nemmeno l'abitualità dell'esercizio dell'attività. Non è impresa l'attività economica organizzata per il soddisfacimento dei propri bisogni. Chi produce per sé non è imprenditore, qualunque sia la complessità dell'organizzazione. Perché manca l'elemento della professionalità. È inammissibile parlare di impresa per conto proprio.

    Nelle persone giuridiche pubbliche o private l'elemento della professionalità può essere insito nel fatto stesso della costituzione. Per gli enti pubblici la qualifica di imprenditore è riservata a quegli enti che hanno come scopo istituzionale esclusivo o principale l'esercizio di un'attività economica. Per le persone giuridiche private in mancanza di un regime particolare di fronte all'esercizio professionale di un’attività economica, è lo statuto generale dell'imprenditore.

    L'impresa come attività organizzata: impresa e piccola impresa.

    Impresa è in terzo luogo attività organizzata o meglio ancora attività che si realizza attraverso la collaborazione di altri soggetti che si attua in conformità a un principio organizzativo. Se manca ogni e qualsiasi organizzazione non vi è impresa. È necessario che quest’organizzazione abbia determinati caratteri e una determinata oggettivazione. Un principio di organizzazione sussiste in ogni attività professionale. Se però ci si accontenta anche di un minimo di organizzazione, si dovrebbe concludere che impresa è equivalente di attività professionale. Lo stesso codice considera, sottoponendo a una disciplina diversa, la piccola impresa accanto all’impresa vera e propria e con ciò pone un limite alla nozione di impresa.

    La piccola impresa è fuori della nozione di impresa e ad essa non si applicano i principi che dell’impresa sono propri. Esempio l'iscrizione nel registro delle imprese, il fallimento, e altre.

    Caratteri differenziali tra impresa e piccola impresa.

    Non esiste un limite dimensionale per distinguere l'impresa dalla piccola impresa. Per avere una differenziazione bisogna far riferimento all’art.2083 codice civile, il quale ricomprende nella categoria dei piccoli imprenditori i coltivatori diretti del fondo, i piccoli commercianti e in genere coloro che esercitano un’attività professionale organizzata prevalentemente con il lavoro proprio e dei componenti della famiglia. Ma rispetto a quale elemento il lavoro proprio deve essere prevalente? Rispetto al lavoro altrui, rispetto al capitale investito o rispetto all'organizzazione? Secondo una dottrina la prevalenza dovrebbe essere sia rispetto al lavoro altrui sia rispetto al capitale investito. Ma anche questo non da una netta distinzione tra impresa e piccola impresa.

    Impresa è attività che si esplica in un organismo economico, è attività di organizzazione al fine della realizzazione di un reddito; PICCOLA IMPRESA è attività personale del soggetto che si avvale di determinati mezzi per meglio esplicarsi, è attività esecutiva, più che di organizzazione. Nell'impresa l'organismo economico assume un rilievo preminente; nella piccola impresa è invece l'attività PERSONALE del soggetto che prevale.

    Si comprende così come la figura del piccolo imprenditore possa aversi nel caso di esercizio individuale dell'attività professionale e soltanto eccezionalmente nel caso di esercizio in comune di quest’attività. È ammessa la possibilità di considerare impresa artigiana quella costituita in forma di società cooperativa o a base personale nella quale i soci, almeno nella loro maggioranza, prestano la loro attività lavorativa.

    L'impresa familiare.

    L'impresa familiare è un’impresa, per lo più una piccola impresa, che si attua nella famiglia con la collaborazione di familiari e che svolgono in modo continuo un'attività di lavoro sulla base del rapporto di famiglia e non sulla base di un rapporto di lavoro subordinato.

    Questo tipo di impresa ha punti di contatto con la piccola impresa in quanto anche qui si ha un’attività professionale organizzata con il lavoro proprio e dei familiari; a punti di contatto con la comunione tacita familiare perché si fondano sull'affectio familiae e ha uno scopo più ampio di quello economico, e cioè anche quello di assistenza morale, spirituale e materiale.

    Per Ferri impresa familiare rimane un’impresa individuale. Anche i familiari che collaborano con l'imprenditore hanno diritto al mantenimento, ad una partecipazione agli utili in proporzione della quantità e qualità del lavoro prestato, che attribuendo a loro un potere di codeterminazione con l'imprenditore, alla gestione straordinaria, agli indirizzi produttivi e alla cessazione dell'impresa; hanno un potere che esercitano mediante una deliberazione di maggioranza. Quindi possono condizionare le scelte dell'imprenditore ma non possono sostituirsi ad esso. Il diritto di partecipazione agli utili e agli incrementi è intrasferibile salvo che non si abbia il consenso di tutti i partecipanti. In caso di divisione ereditaria o trasferimento, i familiari hanno un diritto di prelazione.

    L'impresa come attività lucrativa.

    Per avere impresa non è sufficiente solo l'intento egoistico dell'impresa presuppone un intento economico qualificato quello di realizzare un guadagno cioè un incremento patrimoniale attraverso l'esercizio di un’attività economica. Quindi non sono imprese quelle organizzazioni economiche tipo le consortili che si propongono la prosecuzione di un risultato economico ma che non consiste nella produzione di un reddito. Intento lucrativo è l'intento di produrre nuova ricchezza. Anche le imprese dello stato devono operare secondo criteri di economicità. Ciò significa che nell'esercizio dell'attività imprenditoriale lo stato deve ispirarsi a quel principio della produzione di un reddito che è proprio dell’impresa economica. Lo scopo di lucro deve riguardare l'impresa, non anche i singoli atti da cui l'attività imprenditrice risulta.

    Generalità della nozione di impresa e limiti di applicazione nel campo dell'agricoltura.

    La mozione di imprenditore fissata nell’art. 2082 codice civile è una nozione generale valida in tutti campi dell'economia, e cioè anche nel campo dell’economia agricola.

    Continua…

    Un’organizzazione è necessaria in ogni campo dell'attività produttiva, nell'agricoltura come nel commercio e dell'industria:

    QUESTA ORGANIZZAZIONE È APPUNTO L'IMPRESA. E come vi è un’impresa commerciale così vi è un’impresa agricola.

    L'art. 2135 codice civile che fissa la nozione di imprenditore agricolo, si coglie immediatamente la differenza che esiste con l'art 2082 codice civile che fissa la nozione di imprenditore. Non si affermi che anche l'agricoltore vende i prodotti del fondo e in certi settori non può non vendere sul mercato generale; perché si abbia impresa non basta, secondo l'art 2082, vendere sul mercato, ma è necessario organizzare al fine di vendere sul mercato. L'attività dell'agricoltore si compie con la produzione, quella dell'imprenditore si compie con la vendita sul mercato anche se si presuppone una produzione. L'imprenditore si propone la realizzazione di un lucro; l'agricoltore invece si propone la percezione dei frutti derivanti dalla coltivazione del fondo. O attività connesse. Ovviamente nel campo dell'agricoltura non sussiste la necessità di una tutela dell'idea creativa dell'imprenditore quindi tutte le norme sulla repressione della concorrenza sleale tipo i segni distintivi eccetera non si applicano nel campo della normale attività agricola. Anche nel campo dell'agricoltura vi possono essere delle imprese in senso tecnico create cioè per soddisfare i bisogni del mercato ma in questo caso (per Ferri) si esula dal campo dell'impresa agraria per rientrare nel campo dell'impresa industriale; art 2195, comma primo codice civile. Anche nel campo dell’agricoltura industrializzata l'impresa agricola coincide con la nozione di impresa e soltanto in questo caso è consentita l'applicazione di quelle norme che alla nozione generale di impresa hanno riferimento. Quest’esigenza si è avuta per far fronte a quei fenomeni di industrializzazione dell'agricoltura. Si pensi alle nuove forme di agricoltura, allevamento, impianti di vivai, agriturismo. Il fondo finisce per avere un ruolo del tutto strumentale e di supporto, rispetto alle attività commerciali, che risultano in realtà essere dunque principali.

    La nozione di impresa e la cosiddetta impresa di navigazione.

    Di impresa si parla anche nel codice della navigazione. L'impresa di navigazione pur avendo alcuni caratteri comuni con l'impresa economica, non è tale, né colui che esercita l'impresa di navigazione è perciò solo imprenditore. Anche l'impresa di navigazione è attività che si attua attraverso un’organizzazione di elementi personali e di elementi patrimoniali, ma quest’attività si concreta nel semplice esercizio di una nave o di un aeromobile e prescinde in modo assoluto sia dal carattere professionale di quest’esercizio, sia dalla prosecuzione di particolari finalità economiche. Si ha impresa di navigazione anche quando l'esercizio della nave o aeromobile si attua per i bisogni propri o per fini scientifici o anche quando viene fatta occasionalmente.

    La stessa persona può assumere contemporaneamente la qualità di imprenditore e quella di armatore o di esercente; e in tal caso egli è soggetto sia allo statuto dell'imprenditore sia a quello dell'armatore o dell'esercente. Ma una persona non assume la qualità di imprenditore soltanto perché è armatore o esercente. Nulla vieta che quest’imprenditore venga denominato imprenditore nautico, purché sia chiaro che questa categoria rientra nella categoria degli imprenditori commerciali non si contrappone a questa.

    Le imprese pubbliche.

    Un’attività economica organizzata al fine della produzione e dello scambio di beni o servizi per il mercato generale può essere esercitata dallo Stato, dagli enti pubblici territoriali o da altri enti pubblici. Al momento attuale quest’iniziativa dello stato si applica prevalentemente attraverso l'utilizzazione degli schemi privatistici in particolare di quello della società per azioni. (la privatizzazione). Nella tipologia delle imprese pubbliche bisogna distinguere due categorie di imprese:

    - Imprese-organo cioè quelle imprese che sono gestite autonomamente da un organo dello Stato o di un ente territoriale;

    - Imprese-ente pubblico, e cioè degli enti che hanno come scopo istituzionale l'esercizio di un'impresa.

    Soltanto nella seconda categoria di imprese, ente-pubblico, ne derivano acquisto della qualifica di imprenditore e l’applicazione di quel complesso di norme che ne costituiscono lo statuto. Con riferimento invece alle imprese-organo, pur essendo i singoli atti soggetti alle norme di diritto comune, non vi è acquisto da parte dell'ente pubblico della qualità di imprenditore. Le disposizione degli art 2093 e 2201 codice civile confermano tale principio secondo il quale lo Stato, le province e i comuni pur potendo svolgere un'attività commerciale non acquistano la qualità di commerciante ciò significa il mancato acquisto della qualità di imprenditore.

    CIAO

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