plmc ha chiesto in Arte e culturaFilosofia · 1 decennio fa

Quali sono i punti deboli del sistema filosofico di kant?quali flosofi sono più critici verso kant?

4 risposte

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  • Anonimo
    1 decennio fa
    Risposta preferita

    «Tra i danni che la filosofia universitaria ha arrecato a quella vera, intesa seriamente, va ricordato in modo del tutto particolare il soffocamento [...] della filosofia kantiana attraverso le millanterie dei tre famosi sofisti.

    Anzitutto Fichte e Schelling, che pure non mancavano di talento, e in seguito il goffo e disgustoso ciarlatano Hegel, quest'uomo pernicioso, che ha disorganizzato completamente e rovinato i cervelli di tutta una generazione, furono proclamati come gli uomini che avrebbero fatto progredire la filosofia di Kant, che l'avrebbero superata, e salendo per così dire sulle sue spalle, avrebbero raggiunto un più alto grado di conoscenza e al tempo stesso di penetrazione»

    (da A. Schopenhauer, Parerga e paralipomena).

    la sua frase piu' celebre fu:il mondo è una mia rappresentazione!

    o, quindi, non sono solo un soggetto, ma anche un oggetto tra gli oggetti. Questo rilievo era per gli idealisti inessenziale. Io sono la via privilegiata alla cosa in sé. Io sono l'oggetto che è dietro il fenomeno. E per analogia, così può essere per tutte le cose.

    In noi la volontà domina sull'intelletto come il padrone sul servo (Uomo-strumento, cavaliere-cavallo, Cuore-capo). Quindi ogni cosa è come è, e si manifesta quale fenomeno per noi, in quanto espressione della Volontà di essere. Come la volontà spinge ad agire, si può pensare una volontà universale che spinga il tutto a essere (afflati orientali emergono qua e là).

    La volontà di vivere:

    La volontà di vivere è inconscia, unica, eterna, non individuata: forza libera ed energia inconscia, senza perché e senza scopo. Vuole perché vuole, non c'è alcun Dio finalistico...

    L'Assoluto di Schopenhauer - si può ben intendere di conseguenza - è un infinito alogico. La volontà si oggettiva prima nelle idee (archetipi) e poi negli individui per gradi e con coscienza e sicurezza inversamente proporzionali.

    Il pessimismo

    La volontà-tensione, più oggettivata, più cosciente e quindi più volenterosa di essere e di vivere è l'uomo. Talmente desiderosa che non sarà mai appagata. Desiderio è mancanza, quindi dolore. L'appagamento è il piacere momentaneo frutto del desiderio doloroso. Ad esso, se non si ricade subito in un altro desiderio doloroso, succede la noia (Cfr. Pietro Verri, Discorso sull'indole del piacere e del dolore, 1773). La vita è un pendolo che oscilla tra il dolore e la noia. Il grado di sofferenza distingue gli uomini.

    Ma la volontà è tutto, tutto è Sensucht (desiderio inappagato), tutto soffre (più intelligenza avrai, più soffrirai; Ecclesiaste I, 18): Pessimismo cosmico (legame con Leopardi - esile peraltro - proposto dal De Sanctis nel suo saggio Schopehauer e Leopardi).

    Per di più, nel mondo tutto lotta contro tutto per il mantenimento di sé, volontà contro volontà. Quindi l'individuo viene spesso sacrificato per la specie. A questo scopo c'è l'amore, l'uomo è uno strumento della specie, lo zimbello della natura (ogni amore ha un istinto sessuale sotto - Freud partirà da qui). Ma è un tremendo peccato: mettere al mondo altre creature destinate a soffrire!

    L'unico amore elogiabile è la pietà.

    U.D. 8

    Unità didattica n. 8

    Cfr. ...

    La critica delle ideologie Torna all'inizio

    In una simile situazione l'uomo utile all'umanità smaschera l'ottimismo e invita alla pietà. Esattamente l'opposto di quanto fanno i ciarlatani come Hegel. Quante ideologie ottimistiche ci sono oltre quella di Hegel! Si lamenta il burbero Schopenhauer.

    Ci sono quelle cosmiche, le religioni che vogliono questo mondo il migliore possibile, magari governato da un Dio o un Nous anassagoreo... cercano solo di nascondere la cruda realtà.

    Ci sono quelle sociali: del vogliamoci del bene! Ma la convivenza umana è un puro conflitto, un impero di egoismi che convivono solo per bisogno (e da qui nasce l'etica - mera necessità di quieto vivere!).

    Ci sono infine quelle storiche: progressive, evoluzioniste... cambiano gli stendardi ma l'essenza è sempre la stessa, chi nasce chi muore. In più la storia studia gli uomini non l'uomo, è una catalogazione degli individui che perde il generale, che in questo caso è l'essenziale.

    Dolore, ascesi e liberazione Torna all'inizio

    La vita è dolore. Ma - si badi bene! - il suicidio, che vuole essere contro la vita, è l'atto più ridicolo nella sua disperazione perché annulla solo una manifestazione della Volontà e in fondo non è altro che una forte affermazione di voler vivere in un mondo migliore! L'unica possibile liberazione dal dolore consiste nella coscienza di sé, della volontà e della conseguente tendenza alla noluntas, ossia alla negazione progressiva di sé.

    L'esistenza in virtù del dolore che la costituisce risulta una cosa che si impara poco alla volta... a non volerla.

    Momenti della Noluntas: Arte - Santità - Ascesi.

    Arte. Essa è la conoscenza disinteressata delle idee che, come tale, ha un puro oggetto, il puro occhio del mondo che in questo amore vede l'amore... l'arte sottrae l'individuo alle catene dei bisogni, è catartica e liberatrice. Dall'architettura alla poesia... la tragedia è l'autorappresentazione del dramma della vita... la musica è l'immediata rivelazione della volontà a se stessa, metafisica dei suoni, non solo mimetica, ma purtroppo solo temporanea. La contemplazione estetica libera momentaneamente dal dolore estraniando dal mondo e mettendo in stato di contemplazione.

    Santità. La morale implica l'impegno nel mondo contro l'egoismo e l'ingiustizia. Per Kant da un ragionamento astratto sorge l'imperativo; per Schopenhauer da un'esperienza vissuta nasce il sentimento di pietà. È la moralità che produce conoscenza, nella pietà sperimentiamo l'unità metafisica di tutti gli esseri. Le virtù cardinali sono due: giustizia e pietà (o agape). La giustizia è il primo freno all'egoismo: il "non...". La carità è volontà positiva.

    Ascesi. Ma è tutto nel mondo, e quindi sempre nella volontà: la cosa migliore è solo l'ascesi: per l'orrore dell'essere di cui è manifestazione, l'individuo cessa di volere se stesso e si propone di estirpare il proprio desiderio di esistere. Perfetta castità prima di tutto, poi mortificazioni e digiuni. Lo scopo è uccidere la volontà: ché se fosse vinta interamente da un solo individuo, essa perirebbe perché è una sola in tutti. È questa la redenzione affidata all'uomo. È questo l'unico atto veramente libero che non porta all'estasi ma al nirvana (assenza di vento), il nulla relativo, la negazione di ciò che è, non il niente assoluto. Questo nulla relativo è per l'asceta di Schopenhauer il tutto, la pace, la serenità, l'abbattimento di Io e Soggetto.

    Conclusione

    Wagner, Kierkegaard, Nietzsche, Spengler, Bergson, Jaspers, Heidegger, Horkeimer, Mann, Freud, De Sanctis risentono della sua filosofia (Croce e Gentile invece non lo apprezzano).

    P.S. Il suo amore per il mondo orientale lo ha portato a chiamare il suo amico più fedele (il suo cane, quasi venerato) con un nome che gli indiani hanno dato solo a pochi grandi uomini: ATMA (anima del mondo).

    esaustivo?

  • Anonimo
    1 decennio fa

    Tutta la questione che riguarda il noumeno (cioe' l'inconoscibilita' dell'essere come ente).

    Hegel a mio avviso e' il piu' feroce nemico di Kant, per cosi' dire. Hegel infatti si chiede "ma perche' mai dobbiamo dire che la realta' cosi' com'e' non la possiamo conoscere nella sua vera essenza ma solo come percezione filtrata dal soggetto?"

    Infatti il concetto di spirito che Hegel introduce serve proprio a risolvere la distinzione kantiana di fenomeno e noumeno, secondo una concezione dialettico-sintetica (in se' - per se' - in se' e per se')...

    Spero sia chiaro...

  • 1 decennio fa

    Kant è un gigante immenso!!!

    Premesso questo:

    Un punto debole sono le categorie (perché 12? E perché proprio quelle? Kant si rifà ad Aristotele ma è l'unico motivo)

    un altro punto debole è la considerazione dei giudizi matematici come analitici a priori. La filosofia inuzionista dell'artmetica, a inizio 900, si è opposta a questo

    Un altro punto debole è il disinteresse per la metodologia delle scienze sociali (lacuna colmata poi da Cassirer con la filosofia delle forme simboliche)

    Un altro punto debole è la considerazione del bello come sganciato da interessi e passioni. Pur essendo il padre putativo del romanticismo, questa posizione sarà molto osteggiata successivamente, ad esempio da Nietzsche

    Un altro punto debole è la definizione di "Io penso" che secondo Kant "deve poter accompaganre le mie rappresentazaioni". Questa affermazione è molto problematica sul piano epistemologico.

    Infine un altro punto debole, che lo accomuna a Cartesio e ai razionalisti, e la premessa "riflessiva" del suo pensiero, ovvvero l'idea che si possa accedere in modo intuitivo e, per così dire, "trasparente" ai contenuti di coscienza. L'ermenenutica a partire da Heidegger fino a Ricoeur contesterà questa posizione.

  • 1 decennio fa

    La tua domanda non so se te ne rendi conto ma è sciocca !!!

    Uno come Kant non ha punti deboli...ha dato delle risposte a problemi filosofici e scientifici del suo tempo..siccome siamo nel campo della filosofia si può essere più o meno d'accordo le sue risposte possono essere state più o meno lungimiranti comunque Kant è un filosofo molto apprezzato da chi si occupa di filosofia della scienza.

    i suoi limiti sono i limiti del suo tempo dell'universo di Newton e Laplace..di li a poco verranno scoperte le geometrie non euclidee e le scoperte di Poincare che cambieranno totalmente quel mondo.

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