Anonimo
Anonimo ha chiesto in Società e cultureReligione e spiritualità · 1 decennio fa

L'indivualità dell'anima?

porta l'uomo alla chiusura in sè stesso?

Aggiornamento:

lilia... ti posso assicurare che non sono solo, non chiedo la compassione di nessuno e nemmeno il giudizio di chi non sa. grazie.

Aggiornamento 2:

boy george, riflettevo solo sul concetto. :)

Aggiornamento 3:

Sacerdos, personalmente non mi piacciono i concetti coercitivi... io non seguo gli insegamenti di Cristo, eppure mi reputo in grado di amare.

Aggiornamento 4:

pace. :)

Aggiornamento 5:

maria p, le tue abituali perle di xenofobia m'impediscono di leggere la tua risposta senza un sorrisaccio sarcastico....

Aggiornamento 6:

pure per me, Silvia. :)

16 risposte

Classificazione
  • TonyIT
    Lv 5
    1 decennio fa
    Risposta preferita

    (...)

    cari fratelli dell'altra sponda

    cantammo in coro già sulla terra

    amammo tutti l'identica donna

    partimmo in mille per la stessa guerra

    questo ricordo non vi consoli

    quando si muore si muore, si muore soli

    questo ricordo non vi consoli

    quando si muore, si muore soli.

    De André, Il testamento

  • HK
    Lv 6
    1 decennio fa

    Non c'è alcun nesso tra individualità dell'anima e chiusura in sè stessi.

    Per esempio, il sig. tal dei tali sa di essere una persona e ha coscienza di sè stessa e della sua identità, ma non per questo sarà inevitabile che diventi persona con tendenze egoistiche o introverse.

    Queste nascono da ben altri fattori, primo fra tutti, la specifica volontà dell'individuo.

  • Rox
    Lv 5
    1 decennio fa

    L' Individualità dell'anima vuol dire che ogni anima è nel suo corpo e che ognuna è una persona unica ed irriproducibile.

    Dio ha creato ogni singola persona fatta di corpo ed anima.

    Tutte le azioni della vita incidono sull 'anima dell'essere umano.

    L'anima al tempo opportuno lascerà il corpo e sarà persona spirituale ed individuale anche nella futura vita ultraterrena.

    Per Sacerdos:

    Attento Sacerdos sei in eresia, non è assolutamente esatto ciò che affermi: <<...l' anima spinge il corpo a fare la volontà di Dio>>.

    Invece è la volontà dell'uomo (persona fatta di corpo e anima con una sola mente) a decidere se fare o meno la volontà di Dio.

    La sua decisione influisce sull'anima in quanto parte integrante della persona Corporale e Spirituale.

    Semmai l'anima è predisposta ad ascoltare in sè Dio più del corpo questo sì.

    Poi nei Battezzati (dove il peccato originale è cancellato dall'anima) è presente lo Spirito Santo che aiuta la persona santificata in nome di Dio Trinitario, (Corpo ed Anima e non solo individuo) a procedere verso Dio. Ma sempre se quest'ultima accetta l' invito.

    Il buon comportamento della persona col corpo (buono stile di vita in Dio), eleva lo spirito inteso come anima.

    Al contrario il peccato del corpo macchia anche l'anima ed il tutto è l' effetto causato dalla volontà personale di accettare o meno la via di Dio.

  • credo che ci sia un pò di confusione su cosa sia l'anima,il

    Ministero della Sanità mondiale,nel1947,dichiarò che:l'uomo è fatto di spirito,anima e corpo,se una delle tre aree non viene nutrita,c'è la malattia.Questa cosa,come sempre,in Italia è stata detta nel 1970 circa,io l'ho saputa nel2000 quando ho fatto il corso di A.S.A.Gesù,molti anni prima disse:non di solo pane vive l'uomo,ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio,se lo spirito deve essere in contatto con il Creatore,si deve conoscere la Sua parola e metterla in pratica,l'anima,è l'insieme dei sentimenti,delle relazioni umane e se le relazioni con gli altri non sono buone,si hanno quei problemi definiti,turbe di comportamento,relazioni malate o manie,o molto altro,il corpo,se non si ha un buon rapporto con lui,si ammalata(cattivo rapporto con il cibo,fumo,droga,alimentazione inadeguata,ecc.quindi,se siamo fatti x stare insieme,chi si isola è malato pure lui,ama

    il prossimo tuo come te stesso,l'ha detto Gesù,e il prossimo è il vicino,simpatico o no,è il tuo famigliare,che ami o no,ma se non amiamo noi stessi non si ama il prossimo,e se ci si ama troppo(nel senso che sei il dio di te stesso)non hai tempo di amare il prossimo.Dio ti benedica.Silvana

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  • 1 decennio fa

    Direi che è esattamente il contrario. Proprio dal rendersi conto di avere un'anima nasce l'esigenza di essere in comunione spirituale con tutte le altre.

  • S.P.
    Lv 6
    1 decennio fa

    Al contrario ! 'Anima per sua natura è energia vitale .Prova sempre gioia , perchè è gioia. Prova sempre amore perchè è amore . Si sente sempre collegata alla meraviglia della vita, perchè è un'espressione della meraviglia della vita. Quindi nell'uomo non lo spinge a nessuna chiusura verso se stesso, ma alla massima apertura della sperimentazione della vita.

    Per quanto riguarda la sua individualità, in India si ritiene che l'anima sia composta da due parti. La prima è la "Jiva" , è corrisponde all'anima individuale che compie il suo lungo viaggio durante numerose incarnazioni fino a raggiungere la piena realizzazione di Dio. L'altra metà dell'anima si chiama "Atman" , non ci accompagna durante il nostro viaggio ; puro Spirito , è composta della medesima essenza di Dio, che non è in grado di raggiungere perchè in realtà non se ne allontana mai. Abbiamo bisogno della "Jiva" per ricordare chi siamo a livello personale. Abbiamo bisogno dell'Atman per rammentare che siamo puro spirito. La "Jiva" ci aiuta per avere un motivo per agire, pensare , desiderare e sognare : L'Atman ci serve per la pace al di là di ogni singola azione .

    La "Jiva" ci serve per viaggiare attravarso il tempo e lo spazio, l'Atman per vivere al di fuori del tempo.La "Jiva"ci consente di preservare la personalità e l'identità, l'Atman ci fa diventare universali, liberi da qualunque identità. E' evidente che pur essendo fusi insieme a formare l'Anima , sotto molti punti di vista questi due aspetti sono opposti e contrari. Il paradosso dell'anima è tale che riesce ad adattarsi al nostro mondo temporale di pensiero e azione pur soggiornando in eterno nell'Universo Spirituale !

    Fonte/i: Neal Donald Walsch - "Nuove rivelazioni" Deepak Chopra - " L'avventura di un'anima "
  • 1 decennio fa

    Non capisco bene il concetto...io penso che la chiusura in se stesso di un individuo non c'entri nulla con l'anima! E' la mentalità/ la ragione, la cultura, l'educazione, la volontà dell'individuo ciò che fa si che uno si apra o meno agli altri.

    Di per se una religione come quella cristiana, dovrebbe aprire l'individuo all'esperienza dell'agape quindi "verso" e "con" gli altri. (Gesù non spiega di starsene appartati e ripiegati verso se stessi...dice invece: andate e predicate il vangelo fino agli estremi confini del mondo....)

    Più che l'individualità dell'anima è il conoscere se stessi (capacità di autoanalisi) e saper reagire alle tentazioni di una involuzione.

    La 'coscienza' dell'anima non può portare all'isolamento, a meno che sia per una vocazione ben precisa, ma semmai a un evolversi da se stessi...

    ciao

  • Chorus
    Lv 5
    1 decennio fa

    Parlerei più di individualismo che di individualità, il primo indica la chiusura nei confronti degli altri e la ricerca del bene solo per se stessi senza parteciparlo agli altri e la seconda la differenza che c'è tra ognuno di noi e che ci rende originali. L'individualità in se stessa è una grande ricchezza e se la si mette a disposizione della comunità porta molto frutto proprio perchè ognuno di noi apporta la sua parte di capacità, come in un'orchestra tanti strumenti compongono l'armonia ma se ognuno va da sè il risultato è stridente cacofonia.

  • Anonimo
    1 decennio fa

    questa è difficile.

  • Anonimo
    1 decennio fa

    non penso sia l'individualità dell'anima, ma il suo carattere a farla chiudere in sè stessa, infatti tu sei un uomo solo eppure cerchi la compagnia degli altri, secondo me per l'anima è la stessa cosa

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