Anonimo
Anonimo ha chiesto in Scuola ed educazioneCuriosità · 1 decennio fa

cosa significa per voi "goliardia"?

1 risposta

Classificazione
  • 1 decennio fa
    Migliore risposta

    Ho trovato queste informazioni, spero ke risponderanno alla tua domanda! Baci Ciao!!!

    Per goliardia si intende il tradizionale spirito che anima le comunità studentesche, soprattutto universitarie, in cui alla necessità dello studio si accompagnano il gusto della trasgressione, la ricerca dell'ironia, il piacere della compagnia e dell'avventura.

    Etimologia

    La parola "goliardo" o, meglio, "goliarda", è spesso considerata la contrazione di "Golia Abelardo". Si tratta in realtà di un calco dal francese "goliard", che significa "che ha a che fare con Golia, seguace di Golia" (sul modello di "montaigne" > "montagnard"). Golia è il modo in cui fu soprannominato Pietro Abelardo, personaggio contraddittorio, prelato ed intellettuale, vissuto intorno all'anno mille, fondatore di questo movimento e stile di vita e avversario intellettuale di San Bernardo da Chiaravalle. Dal medioevo esiste anche un filone goliardico in letteratura, che ha avuto il suo migliore esponente in Cecco Angiolieri. La poesia goliardica era una naturale espressione dello spirito da osteria o da camerata.

    Secondo alcuni il termine "goliardico" si rifà a Golia, che si contrapponeva a Davide. Quest'ultimo lo si è voluto vedere come rappresentante della Chiesa, e Golia, colui che lo ha contrastato, è stato visto come l'oppositore della Chiesa.

    "Goliardico" è anche un aggettivo, che può essere usato anche fuori dal contesto soprascritto, infatti qualsiasi comportamento in cui sono presenti componenti scherzose e dissacranti al limite dello sberleffo può definirsi tale.

    Storia

    Nelle università italiane lo spirito goliardico, molto forte sin dal medioevo quando le più antiche furono fondate, ha avuto un apice negli anni cinquanta e sessanta del Novecento, per poi subire un declino, definito "sonno", dalla metà degli anni settanta fino alla fine degli ottanta, quando l'interesse per le associazioni goliardiche fu progressivamente sostituito, nell'immaginario collettivo studentesco, dall'impegno politico.

    È con gli anni novanta che gli ordini iniziano a riaprire, le nuove generazioni di studenti cercano gli anziani capi-ordine e capi-città, ancora custodi di manti, placche e papiri storici; per i goliardi la continuità della tradizione è un elemento imprescindibile ed è considerata fondamentale l'approvazione degli anziani affinché un ordine possa riaprire.

    Attualmente (10-2005) c'è una Goliardia attiva nelle città universitarie di Trieste, Milano, Bologna, Ferrara,Roma,Modena, Pisa, Pavia, Siena, Prato, Firenze, Padova, Torino, Perugia, Parma, Genova, Verona, in Sardegna (Ozieri, Cagliari, Sassari), a Camerino (MC), in Sicilia (a Catania c'è il "Liotro" a Trapani il Mulino a Vento, Messina, Palermo), in Puglia a Foggia c'è Foggia e la sua provincia (8 in tutto): (San Marco in Lamis, Sannicandro Garganico, San Paolo di Civitate, Lesina, Poggio Imperiale, San Severo, Ascoli Satriano, Torremaggiore).

    Il più antico episodio goliardico conosciuto è descritto da Ersilio Michel in “Maestri e scolari dell’Università di Pisa nel Risorgimento nazionale” (Sansoni, Firenze, 1949) ed è relativo all’anno 1820: “ - In Pisa li Scolari clamorosi, e amanti del disordine composero una Satira contro quei compagni loro, che sdegnando di seguirli nelle sregolatezze cercavano di vivere modestamente [...]. Era questa Satira in Sestine [...]. L’Autore figurava, che questi Scolari divisi dal resto dei sussuratori si adunassero in Casa di uno di loro, per formare una specie di Governo Monarchico fra questo ceto; da essi caratterizzato col soprannome di Beccaccini, perché amanti di portare al collo de’ fazzoletti sopraffini colle becche del solino pinzute, e fuori della Corvetta, perché ricusavano mostrarsi al pubblico in Cacciatora verde, che è il distintivo Carbonico [...]. Fanno poi che [il Re dia] delle Cariche di Corte, e istituisca un Ordine Cavalleresco detto dei Somari, satarizzando per nome tutti coloro a cui si distribuiscono l’impieghi. Un certo Ricci Studente Livornese in pubblico Caffè dell’Ussero salì sopra un tavolino, e lesse questa Satira. Il giorno dopo ebbe due ore di tempo a partire. -”

    Numerose le testimonianze goliardiche all'interno del più celebre Caffè pisano - ed uno dei più longevi d'Italia, accanto al Florian di Venezia, al Pedrocchi di Padova e al Greco di Roma - in cui gli studenti vennero ad improvvisare le proprie allegre Feriae Matricularum: dall'aretino Antonio Guadagnoli, il quale, improvvisando quartine scherzose fece una penosa impressione al Leopardi, che vi accenna nello Zibaldone, al monsummanese Giuseppe Giusti, l'eterno fuoricorso, venuto, come scrisse lui stesso, a studiar Legge di contraggenio; dal maremmano, ma pisano d'elezione, Renato Fucini, che in questo locale scoprì la propria vena poetica, al primo italiano vincitore di un Premio Nobel, il versiliese Giosuè Carducci, il quale, dopo aver superato brillantemente un esame, corse all'Ussero a improvvisare - come lui stesso scrive nelle memorie - un poema eroicomico: "Eroe dell'epopea, ch'io un po' cantavo, un po' declamavo, era un vaso etrusco personificato, il quale entrava nell'Ussero e spaccava le tazze, i gotti, e simili buggeratelle moderne".

    E' inoltre importante ricordare che a Pisa, tra l’inizio del seicento e la metà del settecento, fiorirono numerose accademie: si possono, tra molte altre, ricordare quelle degli Svegliati, dei Disuniti, degli Irresoluti e dei Lunatici, quest’ultima nata dalla fusione di quelle degli Informi, dei Rozzi (o dei Sordi) e degli Occulti. "Un gruppo dei Lunatici che si era dedicato all’arte scenica fu denominato “degli Stravaganti” nel 1670, il primo cenacolo della goliardia pisana" (da F.Vallerini, Le 25 Accademie Pisane dagli Svegliati all’Ussero, seduta scientifica della Società Storica Pisana del 27 marzo 1981).

    Struttura e organizzazione

    La goliardia è prima di tutto divisa in Ordini, ovvero aggregazioni, con storie e tradizioni, di goliardi. Ogni ordine ha al suo vertice un Capo-Ordine che dispone di tutti i suoi sottoposti.

    Tuttavia praticamente ovunque nascono più ordini nella stessa città, e a questo punto si decide il cosiddetto "Ordine Sovrano", che ha il compito di governare la città. Il Capo-Ordine dell'Ordine Sovrano è generalmente chiamato "Capo-Città" e ha poteri assoluti su tutti gli ordini vassalli. I Capi Città hanno di solito dei nomi che si burlano delle istituzioni o simboli locali, ad esempio:

    il REX a Pavia

    il Dux Parmae Placentiae Guastallae atque Terrae Limitrophae a Parma, Piacenza, Guastalla e Terre Limitrofe

    il Capo Fondatore a Chieti

    il Torrione è sovrano a Pisa

    il Pontefice a Torino

    il Gran Maestro del Sacer VenerabilisQue Fictonis Ordo a Bologna

    il Serenissimo Duca di Modena Signore di Carpi

    il Sublime Kaliffo a Genova - Extra Territoriale

    il Doge a Genova

    il Gripho Triumphans a Perugia

    il Duca Ferrariae Spinae Pomposiaeque a Ferrara

    Il Tribuno a Padova e a Trieste

    Il Golia a Milano.

    Il Princeps a Vigevano.

    Il Pontefice Massimo a Sassari.

    Il GranDuca a Camerino.

    il Gran Maestro del Sovrano Commendevolissimo Ordine Goliardico di San Salvi a Firenze

    L' Imperatore a Foggia.

    Il Zingarius a Brindisi.

    Il Barone Gran Maestro della Società Enologica Trincatori Emeriti a Verona (sub legis Paduae)

    Sotto all'ordine sovrano stanno gli "ordini cittadini" (vassalli), anch'essi governati da un capo ordine che è sottoposto al capocittà. Ad esempio a Bologna ci sono il Convento de frati Gaudenti e la Balla Bolongese, che sono sottoposti all' SVQFO (l'ordine sovrano).

    Infine gli ordini al di fuori delle mura, ovvero quelli con sede in città non universitarie sono detti "ordini minori". Un esempio può essere il Principato di Piombino che fa capo a Pisa ma rappresenta gli studenti che provengono da quella zona. Sono anche "ordini minori", gli ordini con possedimenti territoriali, anche se vassalli all'"ordine sovrano", un esempio, sempre nella città di Pisa, sono la ResPublica Pisana con la Piazza dei Cavalieri, il Parlascio con Largo del Parlascio e il Granducato della Cea sovrana su Volterra.Il S.O.T. Taccariello di Ascoli Satriano e il Sacro Impero Sanpaolense di San Paolo di Civitate che fanno capo allo S.D.I.F. di Foggia

    Un caso particolare è rappresentato dalla piazza fiorentina, dove gli ordini goliardici, strutturati per Facoltà, hanno con il tempo acquistato sempre maggiore forza e potere diventando sovrani sui territori dei propri Istituti (caso esemplare il Sovrano Laborioso et Agreste Ordine della Zappa che riporta sul proprio scudo tale assurto potere) e riducendo la figura del Magnus Magister del Sovrano e Commendevolissimo Ordine Goliardico di San Salvi, sovrano in Firenze, a un mero organo di rappresentanza con un potere pari al carisma della persona che riveste la carica.

    Oltre a questa tipologia di ordine, ne esiste un'altra senza confini territoriali:

    Sovrano Ordine Goliardico Clerici Vagantes (S.O.G.C.V.)

    Sacrae Goliae Confraternita

    Kaliffato di Al-Baroh

    Misticus Goliardicusque Ordo Longobardorum Crucis

    Sovranus Ordo Telematici Communicatio atque Phax.

    Vi sono inoltre degli ordini o confraternite che riuniscono autorevoli goliardi di tutte le piazze per esempio:

    Goliardico Nobilissimo Ordine Cavalleresco di Slavonia

    l'Ordine della Chiave (Ordo Clavis Universalis)

    Placido Ordine della Vacca Stupefatta (P.O.D.V.S.)

    In particolare, si segnala che l'Ordo Clavis Universalis o Ordine della Chiave (OCU), ereditando l'esperienza della Corda Fratres, è attualmente l'unico Ordine internazionale il cui Principe ha sede presso i territori dell'Alma Ticinensis Universitas.

    Le città sono viste come stati, proprio come ai tempi delle città-stato e infatti quando un ordine va a fare visita a un altro in un'altra città si dice gergalmente "si va all'Estero".

    Normalmente all'interno degli Ordini goliardici non sono in vigore regimi di tipo democratico. Ogni Ordine è dotato di una precisa gerarchia, che di solito i singoli membri percorrono (verso l'alto o, in caso di gravi demeriti, verso il basso) ad assoluta discrezione del Capo-Ordine. La successione tra Capi-Ordine può avvenire in vari modi.

    Alcuni esempi:

    per abdicazione (è il più comune): il Capo-Ordine uscente designa il suo successore e gli trasmette pubblicamente la carica;

    per designazione: il successore viene nominato da un ristretto gruppo di Goliardi appositamente riuniti (per esempio il Pontefice a Torino, che viene scelto mediante Conclave);

    per elezione: i membri dell'ordine, ma più solitamente una parte qualificata di essi, eleggono "democraticamente" (è in realtà la democrazia un concetto poco goliardico) il nuovo Capo-Ordine.

    La manifestazione più alta della sovranità goliardica è rappresentata dal diritto esclusivo di intonare il Gaudeamus nell'ambito di un dato territorio. Tale diritto compete, dunque, ai Capi dei singoli Ordini Sovrani, i quali per consuetudine possono estenderlo anche ai capi di Ordini Minori o Vassalli (ad esempio quando questi ultimi organizzano cene o riunioni).

    Esiste anche in Goliardia la possibilità del "colpo di Stato", che prende il nome di "fronda" (e che solitamente,tranne rari casi, non è contemplato dagli Statuti dei singoli Ordini). La fronda consiste nel tentativo di delegittimare e spodestare "dall'interno" un Capo-Ordine, trasferendo la sovranità su un altro Goliarda.

    Il modo "classico" in cui si svolge una fronda è questo: a una riunione o cena presieduta dal Capo-Ordine che si vuole spodestare, colui che capeggia il colpo di Stato intona il Gaudeamus e i presenti si trovano a scegliere se unirsi al canto oppure a fontanare (buttare in una pubblica fontana) il golpista. Ovviamente conta sopratutto il numero e la carica nobiliare di chi segue il canto o viceversa "fontana". In questo modo si formano due schieramenti, che si fronteggiano poi, per tradizione, nella discussione al bar (anche se non mancano le storie di tentativi di fronda finiti goliardicamente a botte) fino alla definizione di un nuovo assetto.

    Eventuali goliardi entrati in un ordine durante gli ultimi due anni delle superiori si chiamano "bustine"

    • Accedi per rispondere alle risposte
Altre domande? Fai una domanda e ottieni le risposte che cerchi.