Anonimo
Anonimo ha chiesto in AmbienteAmbiente - Altro · 1 decennio fa

la salvia divinorum si fuma?

4 risposte

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  • 1 decennio fa
    Risposta preferita

    Salvia d. (salvia dei veggenti) deve il suo nome all'impiego che tradizionalmente ne viene fatto dagli indigeni Mazatechi, che masticandone le foglie o attraverso infusi, si servono delle proprietà psichedeliche di questa pianta soprattutto nella divinazione, cioè nello scoprire le cause di diverse malattie o gli autori di furti e delitti all'interno delle comunità.

    La stessa pianta è utilizzata anche, accanto ad altre piante e funghi allucinogeni, all'interno di rituali sciamanici come aiuto nella ricerca di un contatto con le divinità o come farmaco, applicandone foglie o infusi sulla pelle, viste le proprietà curative che le vengono attribuite da questa popolazione.

    Solo nel 1939 l'antropologo J. B. Johnson riportò notizie relative all'uso rituale di questa pianta, anche se il primo occidentale a sperimentarne gli effetti visionari fu l'etnomicologo Robert Gordon Wasson che, nel 1962, accompagnato anche da Albert Hoffman (scopritore dell'LSD), riuscì a raccogliere i primi esemplari di Salvia d. ottenendone l'identificazione botanica e le prime talee dalle quali furono poi riprodotte gran parte delle piante attualmente coltivate. Vista la poca fertilità dei semi, infatti (si stima che meno del 10% di essi arrivi a germinazione), la pianta rappresenta tutt'oggi un enigma etnobotanico e da alcuni ricercatori viene considerata non come una specie selvatica, ma come un ibrido, cioè prodotto dall'uomo in epoche ancestrali con l'accoppiamento di varietà differenti.

    Nei primi anni '80, furono isolati dalla Salvia d. 2 diversi composti, il salvinorin A ed il salvinorin B. Prove di laboratorio dimostrarono che solo il Salvinorin A era attivo e, nel 1993 D.J. Siebert, oltre ad accertarne la psicoattività sull'uomo, ne stabilisce il dosaggio "soglia" (quello necessario per percepire gli effetti psicoattivi) in circa 200 mcg, facendo del Salvinorin A la sostanza psicoattiva naturale più potente conosciuta sino ad ora.

    Queste scoperte, accompagnate dalla legalità della pianta, portarono negli anni '90 ad una rapida diffusione della Salvia d. che, dai ristretti ambienti dei ricercatori underground, iniziò a circolare tra sempre più ampie fasce giovanili.

    Solo nel 2002 un equipe di ricercatori guidata dal dott. Roth ha scoperto i meccanismi d'azione del Salvinorin A fino ad allora sconosciuti e, nello stesso anno, l'Australia è stato il primo paese ad inserire questa sostanza ed il suo principio attivo tra le tabelle delle sostanze illegali.

    Da gennaio 2005 la Salvia Divinorum è illegale.

    Anche se sono ancora in corso ricerche per determinare altri principi attivi presenti nella Salvia d. (Salvinorin C, Salvinorin D, etc…), per il momento conosciamo solamente l'attività psichedelica del Salvinorin A, che agisce selettivamente su un particolare recettore chiamato k-oppioide(KOR), già conosciuto per la sua capacità di causare "strani" effetti psicoattivi, a differenza di altri recettori simili, responsabili della dipendenza alle sostanze oppiacee. Quest'azione fa sì che sul fisico l'uso di Salvia d. provochi grosse difficoltà nella coordinazione dei movimenti e nell'espressione verbale, aumento della sudorazione e in alcuni casi problemi legati ad una leggera ipotermia.

    Una particolarità che distingue questa pianta dagli altri composti psicoattivi è lo stretto rapporto esistente tra essa e la sensibilità di chi ne fa uso, infatti, mentre alcuni avvertono da subito gli effetti della pianta, altri li percepiscono solo dopo più assunzioni e alcuni (almeno il 10%) non avvertono nessun effetto dall'uso di Salvia.

    Gli effetti psichici della sostanza variano in base allo stato d'animo di chi la assume (set), all'ambiente (setting), alla quantità e qualità della sostanza stessa (vedi introduzione alla Guida) e alle modalità d'assunzione. Se fumata, la "salita" avviene intensamente nel giro di pochi minuti e l'intera esperienza si esaurisce in meno di un'ora; con la masticazione invece il principio attivo viene assorbito più lentamente e l'effetto, percepito dopo circa 10/20 minuti, sarà di più lunga durata (1/3 ore).

    A seconda della quantità utilizzata, la Salvia d. modifica temporaneamente lo stato di coscienza ordinario con variazioni più o meno intense delle percezioni sensoriali.

    Queste sensazioni vanno dal facilitare l'introspezione interiore fino alla totale perdita della percezione corporea, dando nell'assuntore la percezione di essere tirato o torto da forze esterne, di potersi vedere dall'esterno o di rivivere momenti del proprio passato (soprattutto dell'infanzia).

    Questi effetti, seppur brevi, possono essere molto intensi ed essere percepiti come sgradevoli o negativi a tal punto da poter sopraffare chi fa uso della sostanza (BAD TRIP, vedi in fondo alla guida).

    RISCHI A BREVE TERMINE

    Come per gli altri composti psichedelici, i rischi immediati derivanti dall'uso di Salvia d. non sono legati alla tossicità fisica ma soprattutto all'imprevedibilità degli effetti psichici e ad eventuali difficoltà nella gestione dell'esperienza. Queste difficoltà possono portare anche persone equilibrate a manifestare stati confusionali che possono sfociare in incidenti, mentre su soggetti psicologicamente deboli o con antecedenti psichiatrici, possono far emergere (slatentizzare) psicosi o altri disturbi psichici.

    Sul fisico i rischi sono legati alla perdita di coordinazione dei movimenti dovuta all'entrata in circolo (salita) della sostanza nell'organismo. Questi effetti possono sopraggiungere molto rapidamente soprattutto se la Salvia d. è fumata, rendendo rischiosi contesti apparentemente innocui, anche solo per la presenza di spigoli o gradini.

    E' quindi consigliabile l'uso in contesti protetti (SET) nei quali sia possibile stare tranquillamente seduti o sdraiati e in compagnia di una persona vigile (SITTER) che possa seguire l'esperienza dall'esterno, rassicurando l'assuntore ed evitando incidenti. Al termine dell'esperienza, se la pianta è fumata, può sopraggiungere una leggera emicrania.

    RISCHI A MEDIO E LUNGO TERMINE

    Essendo ancora poco diffuso l'uso di questa pianta, non è stato fin'ora possibile studiarne effetti e rischi a lungo termine. Nonostante ciò i ricercatori ritengono i rischi della Salvia d. simili a quelli di tutte le sostanze psichedeliche.

    Le esperienze fatte con queste sostanze necessitano di tempo per essere elaborate e un'eccessiva frequenza d'assunzione, soprattutto in chi non ha ancora completato la maturazione psicologica, può compromettere l'equilibrio psichico scatenando depressione, insonnia, psicosi e disturbi paranoidi.

    La Salvia d. non induce dipendenza fisica ne tolleranza, al contrario, gran parte degli assuntori riferisce un aumento di sensibilità agli effetti della pianta dopo più assunzioni, descrivendo una sorta di "tolleranza inversa".

  • 1 decennio fa

    Ecco perchè mia suocera...........

  • 1 decennio fa

    Si racconta in un testo Egizio,che Omero alla corte di Ramsete II fumava "salvia"sotto un sicomoro..............

    Fonte/i: la vita di Omero dopo l'odissea
  • Anonimo
    1 decennio fa

    Si.. si fuma..

    La salvia divinorum è un'erba da fumare o masticare con effetti tipo marijuana

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