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Lv 5
? ha chiesto in Società e cultureLingue · 1 decennio fa

Perchè si dice.."essere al settimo cielo"?

8 risposte

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  • 1 decennio fa
    Risposta preferita

    Proviene da qst:

    Essere al settimo cielo”, nel parlare comune, è una espressione usata per esprimere il raggiungimento di una immensa gioia, di uno straordinario stato di soddisfazione. Molti, oggi, credono che tale modo di dire derivi dalla Bibbia, e in particolare dalla religione cristiana, ma non è così. In realtà, l’espressione trova fondamento nell’antico sistema planetario aristotelico-tolemaico, secondo il quale la volta celeste era divisa in cieli e il settimo di essi costituiva l'ultima sfera alla quale gli esseri umani potevano accedere, poiché al di là di essa si entrava nell’ambito dell'eterno e del divino. Gli Ebrei dei tempi biblici ritenevano invece che il cosmo fosse diviso in tre strati, essendo il terzo quello ove dimorano con Dio i salvati, i redenti (la tradizione rabbinica e la mistica ebraica hanno ipotizzato una pluralità di cieli – 2, 3, 5, 7, 10… –, ma comunque sempre ripartiti in tre grandi “settori”; si tratta, in ogni caso, di esagerate congetture umane che non trovano corrispondenza nel testo biblico). In quest’ottica, va compreso quanto scritto dall’Apostolo Paolo, Ebreo convertitosi al Cristianesimo, nella Seconda Lettera ai Corinzi (12:2-3), ove parla del «terzo cielo» (definendolo anche Paradiso) per cercare di esprimere in termini umani la massima ascesa e vicinanza rispetto alle sublimi realtà divine, la meta oltre la quale non ve ne possono essere altre, la suprema beatitudine. Si noti bene, ora: mentre il “settimo cielo” della cosmologia aristotelico-tolemaica conduce solo fino alla soglia del divino, il “terzo cielo” del Vangelo (che – grazie a Dio – i veri cristiani raggiungeranno al termine di questa vita terrena) fa vivere con l’Onnipotente in eterno, laddove il Padre celeste è «tutto in tutti» (1Corinzi 15:28). Solo se saremo fedeli al Signore potremo dire un giorno: «Sono al terzo cielo»! I “settimi cieli” delle glorie e delle felicità terrene, per un cristiano, sono un nulla rispetto alla gloria di Dio, e nessun “settimo cielo” di questo mondo fa fare un solo passo avanti verso la felicità eterna.

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  • Baby
    Lv 4
    1 decennio fa

    salire al settimo cielo, è esplicito riferimento alla concezione dantesca del Paradiso. Secondo Dante l'Universo, rotante intorno alla Terra, è costituito da nove cieli contenuti l'uno nell'altro come sfere concentriche di sempre maggiore grandezza. Ciao Ciao

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  • Annapi
    Lv 6
    1 decennio fa

    Perchè nella cosmogonia di... (potrei farti un nome, ma come lo dico lo sbaglio), era il più alto. e quindi lì si raggiungeva l' apice della felicità.

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  • 4 anni fa

    LA FONTE DIRETTA VIENE DAL ( x ) decimo capitolo del libro di ENOK.

    ENOK fu portato dagli ARCANGELI, di cielo in cielo fino al SETTIMO CIELO, la ove era il trono del SIGNORE,

    ne fu estasiato,di una ILLUMINAZIONE DIVINA, e la egli scisse il LIBRO DEI LIBRI, e da lì si ebbero le [ ( SACRE SCRITTURE )], prima con il vecchio testamento,poi con il nuovo testamento,e successivamente la BIBBIA. MA il tutto è talmente distorto nei racconti della BIBBIA che del >>> [ LIBRO DI ENOK non ne esiste più alcuna traccia.

    Fonte/i: IL LIBRO DI ENOK,è di dominio sul web, in formato pdf.
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  • Frank
    Lv 4
    1 decennio fa

    Secondo la concezione Dantesca, e qui mi riferisco alla Divina Commedia, inferno e paradiso sono divisi in sette settori. Il primo nei famosi sette gironi, o cerchi (Virtuosi non battezzati o nati prima di Cristo,Lussuriosi, Golosi, Avari.e Prodighi, Iracondi, Eretici e Violenti), mentre il cielo in sette cieli, l'ultimo dei quali è il più vicino a Dio, il che corrisponde alla gioia più grande che si possa provare...chiaro?

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  • 1 decennio fa

    La teoria dell'Universo arcaica tramontò con l'affermarsi delle teorie di Copernico e Newton (con la scoperta che la Terra è un pianeta si capì che non esistono cieli di materia solida; il principio di inerzia chiarì che i corpi celesti si mantengono in perpetuo movimento da soli senza bisogno di "spinte" angeliche), ma ne è rimasta traccia nel modo di dire "essere (o salire) al settimo cielo", che significa "raggiungere il massimo della felicità".

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  • 1 decennio fa

    dovrei ricontrollare la divina commedia...ma se nn erro Dante divideva il paradiso in un certo numero di cieli...dall'ultimo si poteva contemplare Dio o meglio la luce, purezza, giustizia ecc ke emanava da Lui....

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  • Anonimo
    1 decennio fa

    perchè sei contentissimo, felicissimo... ciao =))

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