Ai/alle vegani/e...?

Salve a tutti, cercando notizie su una dieta equilibrata vegetariana, mi imbatto spesso in siti che parlano di dieta vegana. Mi sembra di capire che oltre alla carne e al pesce, questa dieta bandisce anche formaggi, uova e qualsiasi altro derivato animale. Sapete dirmi se ho capito bene e perché vengono tolti anche questi cibi? Forse sono ignorante in materia ma pensavo che mangiare i latticini, ad es, rientrasse nel rispetto per gli animali. Grazie a tutti.

p.s. scusate l'italiano "sconnesso"... vado di fretta! :o)

Aggiornamento:

Innanzitutto grazie a tutti per le risposte. Volevo chiedere una cosa a "icetrap84" che non è una provocazione, è una sincera domanda da amante degli animali :o)

nel caso in cui il latte e le uova siano ottenute da animali che non subiscono questi maltrattamenti (come ad esempio le galline che mia madre tiene in ottime condizioni in campagna e che non sono vittima della produzione in batteria) è "etico" per i vegani?

Te lo chiedo perché mi interessa veramente ma il mio medico e la mia nutrizionista (ho problemi di salute) mi stanno "martellando"!!!!!

4 risposte

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  • Anonimo
    1 decennio fa
    Migliore risposta

    Chi è vegan per motivi etici lo è principalmente perche è contro lo sfruttamento degli animali in generale e per i motivi che cercherò di spiegare qui sotto.

    LATTE (e latticini, ovvero formaggi, yogurt, ...):

    Le mucche "da latte" sono selezionate geneticamente ed inseminate artificialmente per produrre quanto più latte possibile. Dall'età di circa due anni, trascorrono in gravidanza nove mesi ogni anno. Poco dopo la nascita, i vitelli sono strappati alle madri (provocando in entrambi un trauma), perché non ne bevano il latte, e rinchiusi in minuscoli box larghi poche decine di cm, in cui non hanno nemmeno lo spazio per coricarsi, e quindi neanche la possibilità di dormire profondamente. Sono alimentati con una dieta inadeguata apposta per renderli anemici e far sì che la loro carne sia bianca e tenera (come piace ai consumatori) e infine sono mandati al macello. La mucca verrà quindi munta per mesi, durante i quali sarà costretta a produrre una quantità di latte pari a 10 volte l'ammontare di quello che sarebbe stato necessario, in natura, per nutrire il vitello. Non sorprende che ogni anno un terzo delle mucche sfruttate nei caseifici soffra di mastite (una dolorosa infiammazione delle mammelle).

    Per aumentare la produzione di latte, la mucca è alimentata con proteine molto concentrate, ma neppure queste spesso sono sufficienti, tanto da provocare lacerazione dei tessuti per soddisfare la continua richiesta di latte (in Inghilterra hanno coniato un termine per definire questa pratica: "milking off the cow's back", ossia mungitura del posteriore della mucca). Ciò provoca una condizione chiamata acidosi, che può rendere zoppo l'animale e ciò ogni anno al 25% delle mucche sfruttate nei caseifici. A circa cinque o sei anni d'età, ormai esausta e sfruttata al massimo, la mucca verrà macellata. La durata della sua vita, in natura, sarebbe stata di circa 20 anni.

    UOVA:

    Per la produzione di uova, le galline sono costrette a vivere (fino a gruppi di quattro) in gabbie delle dimensioni di un foglio A3. Le loro ali si atrofizzano a causa dell'immobilità forzata; crescendo a contatto della griglia di ferro della pavimentazione, le loro zampe crescono deformi. Per aumentare il profitto, molti allevatori usano razze manipolate geneticamente, destinate a soffrire ulteriormente, a causa di dolorosi disturbi ossei e difetti della spina dorsale.

    Negli allevamenti che producono galline ovaiole, i pulcini maschi (inutili al mercato in quanto non in grado di produrre uova, né adatti alla produzione di carne di pollo) sono gettati vivi in un tritacarne, o soffocati in buste di plastica, o schiacciati in apposite macchine per diventare mangime, mentre a quelli femmina viene tagliato il becco per impedire loro di beccare a morte le compagne. Questa procedura, che comporta il taglio di tessuti teneri simili alla carne che gli umani hanno sotto le unghie, è così dolorosa che molti pulcini muoiono per lo shock. Inoltre, questa operazione lascia spesso scoperti i terminali nervosi presenti nel becco, determinando così un dolore continuo per tutta la vita dell'animale.

    Non appena la produttività delle galline diminuisce sotto il livello fissato, di solito dopo 2 anni, sono sgozzate per diventare carne di seconda scelta.

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    Sono d'accordo con Ope O.

    Curiosity ,tra l'altro, con la tua domanda, hai colto nel centro. Io, attualmente sono vegetariana, ma mi piacerebbe diventare vegana. Tuttavia anche mia nonna alleva galline come tua madre... quindi anch'io, al momento, ho questo dubbio amletico e mi trovo nelle tue stesse condizioni!!!

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    Per quanto riguarda la tua nutrizione in sè... non saprei cosa risponderti, dipenderebbe da che problemi di salute hai!!

    Quello che posso dirti è solo questo: da quello in cui mi sono documentata risulta che l'alimentazione vegetariana, ma anche vegana, ha effetti positivi sulla nostra salute. Tutto questo è valido sempre che nell'alimentazione vegana si prendano i dovuti accorgimenti: ovvero assumere un integratore di B12 e controllare che nei pasti rientrino tutti gli alimenti di cui necessitiamo (per i carboidrati: pane, pasta, verdure, frutta,... ; per i grassi: il meglio penso sia l'olio extravergine d'oliva; per le proteine: alimenti derivati dalla soia come tofu e tempeh, seitan, legumi (ma meglio gli altri: i legumi in realtà contengono + carboidrati che proteine)).

    Infine ti dico che studio medicina e che le conoscenze sulla nostra nutrizione stanno aumentando negli ultimi anni, soprattutto si stanno aprendo fortemente all'alimentazione vegetariana. Purtroppo però la maggior parte dei medici in giro è, diciamo, ancora della "vecchia scuola" e rabbrividisce ad una dieta senza carne... In questi casi l'alternativa migliore (che non esclude affatto l'aiuto di un medico o di un nutrizionista esperti, ma serve solamente ad aprire un eventuale dibattito con loro!) sarebbe quella di auto-informarsi con i numerosi libri che, per fortuna, stanno uscendo in libreria sull'argomento.

    Alla fine sta a te decidere, l'importante, se hai problemi di salute e vuoi diventare vegana, sarebbe che tu ti tenga controllate, almeno nei primi mesi, le analisi del sangue...

    (Un ultimo consiglio ma lo metto tra parentesi perchè non so quanto sia vero perchè l'argomento è molto dibattuto. Ho saputo da alcuni medici che per loro la dieta a zona è quella più equilibrata e che chi, anche con problemi di salute, segue questa dieta alla fine ne trae vantaggio... Se vuoi quindi, sotto ti ho inserito il titolo del libro che parla della zona vegetariana/vegana)

    In bocca al lupo!

    Fonte/i: Le informazioni sono riprese pari pari dal sito: http://www.saicosamangi.info/ Vai a vedere tutte le cose che può mangiare un vegano: ricette su http://www.veganriot.it/ oppure, per fartene un'idea, guardati il video nel mio sito http://iomangiovegetariano.myblog.it libro: Barry Sears "In zona con la soia".
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  • Anonimo
    1 decennio fa

    riguardo alle galline di tua mamma io ti risponderei così

    (secondo il mio personale pensiero)

    se le galline sono tenute in libertà, libere di razzolare a terra, di fare gruppo, se hanno un gallo che permetta loro di vivere normalmente la propria vita sociale, (gallo tenuto ovviamente lontano da una parte dell'enorme quantità di uova che le galline depositano) se il gallo rimane libero di fecondare una determinata parte di uova, se le uova fecondate vengono lasciate in cova, si permette che da queste nascano dei pulcini, che verranno mantenuti in vita sia se maschi sia se femmine, se le galline non vengono uccise in vecchiaia, ma si lasciano morire di morte naturale, se ci sono tutte queste condizioni, non vedo nulla di male a tenere una parte di uova per sè, considerando che le galline in salute ne depositano circa una al giorno, tuttavia penso che non siate disposte a permettere che alcune nascano e diventino pulcini e che le galline muoiano di morte naturale, quindi, per il mio modo di vedere direi che se questo non è possibile mangiare le loro uova risulta antietico, ma sai, l'etica è personale, penso sia tu a dover decidere in armonia cosa ritieni etico e cosa no rispetto alle galline che allevi e cosa ritieni sia rispettoso nei loro confronti

    :)

    ciao

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  • 1 decennio fa

    Si, è cosi. Vegan è eliminare anche i derivati dagli animali.

    Eliminando i prodotti di origine animale dalla propria alimentazione, si riduce moltissimo il rischio di ammalarsi di una delle cosiddette "malattie del benessere" (cancro, malattie cariovascolari, diabete, obesità). Niente etica, dunque, solo desiderio di vivere meglio

    http://www.veganhome.it/vegan/perche.php

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  • 1 decennio fa

    copio da un loro sito, non condivido tutto ;-)

    Perché VEGAN?

    Perché per la preparazione di un pasto vegan

    nessun animale viene ucciso, maltrattato o sfruttato.

    L'alimentazione vegan, oltre alla carne ed al pesce, non contempla alcun prodotto di origine animale: neppure uova, latte, latticini, formaggi, miele, ecc.

    Perché mangiare vegan è anche molto salutare, dato che gli esseri umani anatomicamente sono animali frugivori, e quindi costituzionalmente e geneticamente assai poco adatti al cibo di origine animale, a cui si sono però adeguati culturalmente (o per necessità di sopravvivenza in mancanza di cibi più idonei).

    Perché se mangiassimo tutti vegan ci sarebbe cibo più che a sufficienza per tutti, siccome la terra che oggi serve per nutrire una sola persona che consuma carne sarebbe sufficiente a sfamarne ben 20 vegane!

    Inoltre, destinando un ettaro di terreno all'allevamento bovino, in un anno otteniamo 66 kg di proteine, contro i 1868 kg di proteine (28 volte di più!) che invece otterremmo destinando, ad esempio, lo stesso terreno alla coltivazione della soia.

    Perché mangiare vegan significa un minor impatto sulle risorse del nostro pianeta, che notoriamente non sono infinite. Significa un minor consumo di energia, di acqua, di pesticidi, di inquinanti, di farmaci. Significa minor necessità di terra e di conseguenza minore deforestazione.

    Perché è giunto il momento di guardare al futuro con tutti i problemi che abbiamo davanti e non più al passato con i suoi ormai anacronistici presupposti.

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