QWERTY
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QWERTY ha chiesto in Musica e intrattenimentoMusicaRock e Pop · 1 decennio fa

Mina, Celentano, de André, Branduardi...?

Che ne pensate di alcuni ben noti e importanti cantanti italiani che oggi si sentono sempre meno?

Mi riferisco ad esempio a Mina Mazzini, Adriano Celentano, Fabrizio de André, Angelo Branduardi.

Come giudicate la loro musica e il loro modo di cantare soprattutto in relazione ai cantanti attuali italiani?

Io credo che la maggior parte della musica italiana di ora sia come realizzata in serie, vengono ricercate solo facili melodie orecchiabili che non lasciano molto spazio per l'interpretazione. Vedo nei negozi quasi solo cd sempre più cari e con contenuti sempre più poveri... Sembra quasi che le case discografiche abbiano trovato il modo di vendere a caro perzzo dei prodotti il cui valore è quasi nullo!

7 risposte

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  • Anonimo
    1 decennio fa
    Risposta preferita

    Erano gli anni in cui la musica sia leggera che pop muovevano i loro primi passi, gli anni '60-'70.

    In loro la creatività era prerogativa di un artista il quale per sentirsi tale era costretto ad inventare qualcosa di personale ed unico per attirare l'attenzione del pubblico. Si voleva uscire dal poco tecnico Beat. Erano i tempi in cui la televisione faceva i primi passi e passare per radio era un onore. Le influenze anche allora c'erano, ma era proibito cadere nel copiaticcio più becero, pena la scontata caduta nell'anonimato (a parte i gruppi Beat), cosa che invece oggi sembra essere un pregio. Ci si sforzava ad essere personali, alcuni a discapito anche della salute (droghe o alcool), l'essere era più importante dell'apparire, anche se il look aveva la sua importanza. I primi esperimenti sonori da noi vengono sempre dopo le altre nazioni, purtoppo è la verità, ma certi risultati sono davvero forti. L'unire il Rock al Pop, al Folk e a certi suoni medievali fanno ad esempio la fortuna del geniale Branduardi, artista di grande spicco e dotato di tecnica elevata, secondo me sempre poco considerato. De Andrè è riuscito ad unire la poesia, il pensiero alle nenie filastrocche, apparentemente scialbe ma perforanti come una punta di trapano. Raccontare la vita, prendere la distanza dalla politica, solo sfiorarla come spettatore ed analizzare spesso la morte sono i sui punti cardini. Celentano è stato furbo...molto furbo... il Clan ha lavorato per lui, soprattutto Gianco e Don Backy. Bravissimo interprete ed accalappiatore di folle, il molleggiato ha saputo scrivere canzonoi bellissime, di facile presa perche popolari, ma anche ricche di messaggi forti. Ma prima di lui in quel modo non si muoveva un certo Jack la Cayenne?

    Di Mina non c'è nulla da dire, Mina è la voce , l'anima, quello che è il vero senso della musica intesa come arte. Ogni brano da lei interpretato (perchè ricordiamolo, lei è un interprete a differenza degli altri) prende vita con il suo spirito. Lei non lo canta , tanto per cantarlo, lei lo fa suo.

    Oggi c'è difficoltà a trovare grandi artisti a causa della globalizzazione multimediatica. Tutto è più piatto, il mercato si è ingrandito a livello mondiale soprattutto con il pc e la ricerca per l'innovazione è morta a discapito del soldo facile e subito. Ecco nascere i fenomeni da un brano e via (c'erano anche allora, ma erano poche centinaia in confronto a quelli di oggi), ecco fiorire la musica prostituta per il corpo, dove tutti sculettano e fanno vedere tette, ma nulla di più... Ecco nascere la musica parlata (Rap) una cultura si interessante , ma che per la musica risulta inutile. Insomma oggi tutto è usa e getta, la musica si è strumentalizzata a favore del Dio quattrino e se possibile facile, senza spremere troppo le meningi.

    Ciao

  • 1 decennio fa

    Il fatto che una volta erano i cantanti, o i musicanti in genere, a fare televisione (si pensi a Mina, alla Carrà, alle storiche comparsate di Battisti, Celentano ecc...) ci fa capire che il livello di chi faceva musica VERA era molto più alto. Ora che si è abbassato il livello in generale, i cantantucoli si doppiano, triplicano in men che non si dica. E le canzoni che ribaltano le classifiche, si ricordano al massimo per un'estate o due. A meno che, si intende, a ribaltare le classifiche non sia un Cd evento di quegli artisti che hai nominato.

    Nelle gite si canta ancora Nel blu dipinto di blu, Azzurro, Se telefonando... La vera musica è quella del passato. E' quella che ci ricorderemo ancora quando, davanti al camino, i nostri nipotini ascolteranno nelle cuffie la più squallida melodia di metà secolo futuro.

  • Anonimo
    1 decennio fa

    La Musica italiana degli anni '60 - '70 e '80 era Musica. Quello che oggi fanno i cantanti odierni è niente e spazzatura.

  • ?
    Lv 6
    1 decennio fa

    Sono completamente d'accordo, sono pochi (e quasi tutti mezzi sconosciuti) gli artisti italiani davvero bravi OGGI.

    Ma secondo me, quella musica che tu intendi "d'alessio,finley..e bla bla" è una categoria apparte fatta con nessun scopo artistico e musicale..

    Battisti, Graziani, De Andrè, Branduardi, ma anche gruppi come la Pfm, i Banco..i migliori sono andati via..oggi non ci resta che farci le orecchie con quelli.

    I cantanti di "oggi" sono nulla..non sarebbe giusto nemmeno il paragone..

    purtoppo, le cose più belle non ci sono più..ed è tutto fatto a scopo commerciale, ma queste sono cose dette e stradette, quindi direi di postare l'attenzione più sugli ascoltatori, questo genere di "cantanti" fanno musica per ua determinata nicchia di ascoltatori (adolescenti,quelli che non conoscono purtoppo la grande musica italiana..ecc..)..finchè ci sara gente che comprera questa musica, essa non sparirà mai con essa. Impossibile per me fermare questo vuoto creativo.

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  • 1 decennio fa

    Mamma mia, il grande Fabrizio de Andrè... che bravo!

  • Anonimo
    1 decennio fa

    io la penso esattamente come te, credo. Infatti ascolto musica che i miei coetanei considerano 'vecchia' e 'oltrepassata' e che invece io adoro, perchè le canzoni (in particolare di tre) degli autori che hai citato hanno dei significati profondi e lasciano spazio alla critica, cosa che le canzoni di ora non permettono assolutamente

  • 1 decennio fa

    Per rispondere a quello che vuoi è come costringere una persona a scriverti un libro, sii più umano nel domandare le cose chiedendo un po' meno. Per farla breve penso che oggi ci sia molta più concorrenza dovuta anche al tipo di cogiuntura.

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