Anonimo
Anonimo ha chiesto in Musica e intrattenimentoMusicaClassica · 1 decennio fa

Ma non vi sembra che si sia andati un po' sopra le righe?

Con le celebrazioni per la scomparsa di Pavarotti? Big Luciano ha beneficiato di un processo di totemizzazione collettiva su scala globale complice una grancassa massmediatica superficialmente belcantista. Era solo un discreto tenore con i suoi pregi e i suoi difetti. Pregi: un fraseggio elegante, una dizione molto chiara, una discreta emissione; difetti innanzitutto l'amusicalità, infatti il nostro in 40 anni di carriera non si era mai preso l'incomodo di imparare a leggere la notazione musicale per cui molto spesso costringeva i direttori o i suoi partners in scena a fare acrobazie per seguire i suoi svolazzi, inoltre era aritmico per natura, non gli era affatto chiara la nozione della durata delle note e dei rapporti di durata. La timbrica (ma questo è un parere personale) era mielosa e tendente al femmineo.

Aggiornamento:

Qualche pseudomusicologo dell'ultima ora ha avuto il coraggio di paragonarlo a Caruso!!! Cosa che per me suona come una bestemmia e una gravissima offesa nei confronti del più grande tenore di ogni tempo che (lui sì) fece onore nel mondo alla lirica e ai compositori italiani senza ricorrere espedienti puramente propagandistici e di lucro come la kermesse dei tre tenori o la Spa Pavarotti & Friends.

Propongo il confronto su una delle arie più gettonate del big Luciano

http://it.youtube.com/watch?v=Funp7JTWp2A

http://it.youtube.com/watch?v=Miwejo0mgok

Aggiornamento 2:

Ringrazio tutti per le interessanti risposte, ma qualcuno ha ascoltato i due link?

20 risposte

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  • 1 decennio fa
    Risposta preferita

    Caro Lupacchiotto, sono d’accordo (ma chi non lo sarebbe?) che Pavarotti non fosse un novello Caruso. Ma questo vale per tutti i tenori che sono venuti successivamente, Gigli compreso. Il frastuono mediatico della morte di quest’artista, nel mondo d’oggi non poteva che essere così. Ricordi cosa accadde quando morì Lady Diana? Immagini casa accadrebbe se morisse Maradona, tanto per riferirmi ad altri casi? Le persone famose in tutti gli angoli della terra, fanno clamore in vita e soprattutto in morte, evento estremo che travolge tutti sull’onda di una inevitabile emozione. E’ anche vero che Pavarotti ha saputo sfruttare i mass media con operazioni di marketing tipo “I tre tenori” ed il “Pavarotti and friends” imponendo la sua immagine, tanto da essere conosciuto in ogni nicchia del globo terrestre. Ma non vedo cosa ci sia stato di male in questo. Ogni mezzo è lecito, se serve pur in minima parte, a far conoscere il mondo della lirica, anche come semplice occasione di approfondimento a chi ignora. Che poi lui ne abbia tratto importanti tornaconti economici, questo è nelle cose. Vuoi dire che era un vanaglorioso o che era furbo?. Stai tranquillo che se la tecnologia di oggi ci fosse stata ai tempi di Del Monaco, questi avrebbe fatto anche di peggio! Si è addirittura fatto seppellire truccato e vestito da Otello (cosa squallida,macabra e orrenda ), ma era l’unico modo, allora, di spettacolarizzare la propria morte. Tutto questo non altera per nulla il valore dei due tenori. Non voglio dilungarmi oltre su quest’aspetto che ha evidenziato in modo eccellente l’altro amico “Parmenide”. Condivido con lui anche quanto ha detto circa l’atteggiamento vigliacco di molti critici (il più delle volte musicisti falliti) e non , silenti durante la vita di Pavarotti , improvvisamente logorroici dopo la sua morte. Cavalcare la tigre al contrario è un modo come un altro da sfruttare per guadagnarsi un proscenio da sempre sfuggito , tipico dell’accattone di consensi che raccoglie solo i favori della massa pecoreccia ed incompetente.

    Non sono invece d’accordo sul modo in cui hai posto la domanda, che camuffa , in realtà, una serie di azzardate affermazioni piene di livore. Non so cosa ti abbia fatto Pavarotti. Finchè si tratta di dire che era un “discreto tenore” è un’opinione del tutto personale che va rispettata. Ma quando si fanno affermazioni sommarie e supponenti col tono dello spocchioso circa l’amusicalità, il non conoscere il valore e quindi la durata delle note , mi sembra francamente troppo. E chi è andato sopra le righe a questo punto sembra che sia proprio tu.

    Diventa perciò quanto mai provvidenziale il prezioso suggerimento di “pinturicchio89”che invita, con molta sottigliezza ed arguzia, alla lettura di un famosissimo libro dal titolo:

    <<L’arte di tacere>>.

  • 1 decennio fa

    Concordo in linea di massima.

    Bisogna riconoscere però che Pavarotti è stato bravissimo nel crearsi un'immagine e a costruirsi una popolarità che altri tenori manco si sognavano.

    Anche secondo me Pavarotti era un solo un buon tenore (mi veniva la scabbia però quando cantava con i cantanti pop e rock... Ci fosse stata una volta che andasse a tempo... Imbarazzante) ma era un tenore che aha saputo utilizzarte i media alla perfezione.

    In fondo però, anche se ci ha guadagnato moltissimo a livello personale, bisogna riconoscere che ha fatto molta beneficenza.

    E' vero, ne aveva le possibilità e ha avuto un ritorno di immagine fortissimo, ma molti con le sue stesse possibilità non hanno mai fatto niente....

    E in definitiva, di fronte alla morte.... rispetto per l'uomo.

  • 1 decennio fa

    Posso permettermi un piccolo suggerimento?

    Sarebbe molto salutare per molti leggere un libro scritto dall'abate Dinouart . Il titolo è : <<L'arte di tacere>>.

    L'insegnamento che se ne trae è questo : parla solo quando hai qualcosa da dire che vale più del silenzio.

    Buona lettura.

    Ciao a tutti.

  • luca
    Lv 5
    1 decennio fa

    Ma sai storicamente i cantanti lirici sono un po' così: "io canto, voi mi dovete stare dietro": saprai che fino a fine '800 veniva pagato più il cantante protagonista alla prima di un dramma che il compositore stesso per l' intera composizione, e oramai sempre più spesso la Grancassa mediatica, ti rubo una bella locuzione, crea miti praticamente inspiegabili; pensa a Giovanni Allevi...

    Senza indagarne le cause (riassunte nella tua locuzione) credo che comunque Pavarotti abbia dato lustro al belcanto italiano, proseguendo la linea di Caruso, ecc. Sì, non leggeva (ma che glie ne poteva fregare?), a me non era neanche simpaticissimo, ma cantava davvero bene. Non si possono fare paragoni, e non esistono valori assoluti. Cantava bene e a molti piaceva...

    Ha fatto del bene, e secondo me meritava di essere ricordato così.

    Pensa se fosse stato francese, avrebbero indetto 1 mese di lutto europeo!

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  • 1 decennio fa

    La grancassa massmediatica te la propone questa società marcia dentro e fuori per cui non resta che accettarla a malincuore oppure bisognere fare una rivoluzione incruenta che non è praticamente realizzabile perchè ormai tutti ci siamo conformati su queste linee di "totemizzazione" collettiva. Allora, caro Lupacchiotto, non ce la dobbiamo prendere soltanto con quello che è successo a Modena per la morte di Pavarotti, ma per qualsiasi altro fenomeno di questo genere e tipo e per qualsiasi altro personaggio. In ogni dove vige il gusto per il senzazionalismo esasperato e la gente non lo respinge, anzi abbocca, gode, s'infervora. Bisogna fare, allora, un discorso a 360 gradi e non solo per la morte di Pavarotti ed avere il coraggio di denunciare il clamore ed il frastuono creati artificiosamente dai massmedia che disorientano ed imbrogliano spesso la gente. Mi capisci quello che voglio dire? Un altro appunto: perchè solo dopo la morte di Pavarotti, si è fatto di tutto per mettere in risalto i diffetti di questo tenore e non lo si è fatto quando era in vita, e se lo si è fatto si è sempre andati con i guanti di velluto per non screditare un personaggio conosciuto in tutto il mondo ? Questo che cosa è ? Conformismo bello e buono, piaggeria. Paolo Isotta sul Corriere non ha risparmiato frecciate al Big Luciano, soltanto, però, dopo la sua morte. Non siamo seri, dalle nostre parti direbbero che c'è un pò di vigliaccheria in tutto questo. La tua disanima tecnica sulla sua voce non fa una piega anche se avrei qualcosa da correggerti, ma arrivi anche tu in ritardo, come del resto hanno fatto tutti gli altri.

  • 1 decennio fa

    ma non ti fai pena da solo??

    fai il saccente in questo modo patetico e usi paroloni per far vedere che "te ne intendi".ma chi sei??ma come fai a dire che era un discerto tenore?

    queste persone "anti-società" non le sopporto proprio.

  • 1 decennio fa

    Discreto? Effemineo? Stai parlando di Pavarotti? Magari io fossi un tenore discreto con la voce effeminea di Pavarotti! Mi dispiace ma temo proprio che questo discreto tenore rimarrà per sempre nella storia del belcanto.

  • 1 decennio fa

    E' verissimo... e sai perché? Perché Pavarotti è stato enormemente bravo nel costruirsi un'immagine adatta ai mass media... i giovani lo conoscono per i duetti con Zucchero, Jovanotti e chi più ne ha più ne metta... ma mi domando: tutta la gente che affollava i suoi funerali, tutta quella che su internet sta "piangendo" la sua scomparsa... è mai stata all'opera? Ha mai messo piede dentro un teatro lasciandosi trasportare dalle note in un mondo di favola? Ne dubito fortemente... al massimo avranno acquistato (o lo faranno in tempi brevi) i cd dei Tre Tenori, o quelli delle Kermesse Pavarotti and friends... ma di sicuro niente di più... quando sono morti Franco Corelli o Fedora Barbieri (solo per citare due grandi interpreti italiani fra gli altri) chi se ne è interessato? Solo gli addetti ai lavori...

  • Anonimo
    1 decennio fa

    quando si deve portare in alto la bandiera italiana, si specula su cio' che piace agli americani, tanto che sono intervenute persino le frecce tricolori!!

  • mah forse hai ragione ma cmq resta sempre un cantante diventato famoso x la sua bravura nel "cantare".

    poi è vero: quando muore un personaggio famoso se ne parla tantissimo a destra e a sinistra mentre nn si da assolutamente importanza, ad esempio, ai milioni di esseri umani ke ogni giorno muoiono solo xkè nn hanno soldi x poter vivere decentemente nei loro paesi altrettanto poveri

    ciao

    db

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