Anonimo
Anonimo ha chiesto in Società e cultureReligione e spiritualità · 1 decennio fa

Nella speranza della resurrezione?

Ieri, ascoltando in radio la Santa Messa, la frase "nella speranza della resurrezione", ascoltatatà un'infinità di volte, mi ha colpito.. presa nel contesto originale "i nostri cari fratelli che si addormentano nella speranza della resurrezione" o qualcosa del genere mi ha fatto riflettere.. cosa significa quella speranza? Se uno non ha peccato, ed ha la coscienza pulita, per quale motivo deve sperare nella resurrezione? E' come dire.. deve credere nella resurrezione, perchè se non crede non resuscita? Quale giusta interpretazione dare a questa frase? Grazie

Aggiornamento:

Ringrazio voi tutti per le risposte che state fornendo a questo mio quesito.. So di avere tanti dubbi sulla religione, so di non essere affatto un buon cristiano (credo di essermi allontanato da DIO da tanto tempo).. e mi dispiacerà dover scegliere una "migliore risposta". Grazie a tutti quanti.

16 risposte

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  • 1 decennio fa
    Risposta preferita

    Secondo la Bibbia, ai milioni di morti è riservata la meravigliosa speranza della risurrezione, la speranza di svegliarsi dalla morte e di vivere nel Paradiso sulla terra. Gesù Cristo promise: “L’ora viene in cui tutti quelli che sono nelle tombe commemorative . . . ne verranno fuori”. (Giovanni 5:28, 29) Perfino quelli che sono morti senza conoscere Dio saranno riportati in vita, poiché la Bibbia dice: “Ci sarà una risurrezione sia dei giusti che degli ingiusti”. (Atti 24:15)

    Quindi sperare nella risurrezione significa provare conforto già adesso meditando sulla prospettiva di rivedere i nostri cari. In poche parole ci aiuta ad avere una serenità interiore e una forza che chi non conosce la verità non riesce a trovare .Se ora riusciamo ad essere felici e contenti nonostante tutti i guai di questo mondo, potremo senz’altro provare gioia vivendo in eterno su una terra paradisiaca. Questa e` la speranza che ci e` posta davanti.

    Mio padre e` morto circa due anni fa e credo, anzi ne sono convinta, che presto lo potro` riabbracciare come non ho mai fatto prima, e questa convinzione e` basata proprio sulla speranza che Dio mi ha dato sulla risurrezione, e ricordiamoci che e` Dio a prometterla e non un essere umano imperfetto, e che per lui niente e` impossibile.

    Ciao lady.

  • 1 decennio fa

    buongiorno cod, se ti rispondo da ateo vengo additato coi pollici versi.....comunque: la dialettica se ci fai caso varia molto da lingua a lingua, e sicuramente la preghiera che viene detta in questo caso deriva da una traduzione di scritti sacri. La speranza è intesa comunque in qualsiasi religione come un credo che deve trovare comunque una risposta. Non sai per certo quello che dopo accadrà , anche se la religione ti chiede di affidarti completamente al credo stesso. La speranza non rimane tanto nelle dottrine che ti vengono insegnate, quanto nel significato di religione stessa

    Fonte/i: nonostante sia ateo mi sono spesso documentato per interesse sulle religioni, lette in chiave filosofica
  • 1 decennio fa

    la mia interpretazione è questa. il cristiano crede nella resurrezione, ma deve essere umile nei confronti di Dio.

    Come allo spezzare del pane si dice Dio non son degno di partecipare alla tua Mensa ma dì soltanto una parola ed io sarò salvato, così si afferma la resurrezione che viene però comunicata come speranza perchè si lascia il giudizio a Dio.

    ricordati che la religione cristiana prevede un Dio che valuta il nostro agire con il giudizio universale, più volte citato anche nella messa.

  • Anonimo
    1 decennio fa

    La proclamazione della speranza della risurrezione riveste oggi particolare significato per dare forza e vigore alla testimonianza. In un tempo dominato dai beni immediati e ripiegato sul frammento, i cristiani non possono lasciarsi omologare alla mentalità corrente, ma devono seriamente interrogarsi sulla forza della loro fede nella risurrezione di Gesù e sulla speranza viva che portano con sé. Credere nella Resurrezione significa sperare che la vita e la morte, la sofferenza e la tribolazione, la malattia e le catastrofi non sono l’ultima parola della storia, ma che c’è un compimento trascendente per la vita delle persone e il futuro del mondo.

    La radice di ogni opera di bene è la speranza della resurrezione. L'attesa della mercede, infatti, rafforza l'anima nella buona azione. Ogni operaio è pronto ad assoggettarsi alle fatiche se vede un guadagno delle fatiche stesse. Per quelli che lavorano senza la mercede scade l'anima con il corpo. Il soldato che si aspetta il premio del combattimento è pronto alle guerre. Nessuno militando per un re senza giudizio e che non riconosce i premi delle fatiche, è pronto ad affrontare la morte per lui. Così anche ogni anima che crede nella resurrezione giustamente ha cura di sé; .

    La fede nella resurrezione dei morti è una grande dottrina e lezione della Chiesa cattolica è

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  • Anonimo
    1 decennio fa

    "se uno non ha peccato"??? Come fa uno a non avere peccato? ad essere sicuro di morire con la coscienza pulita? giusto se l'ultima parola che ha detto è stata AMEN al termine della confessione! Ma normalmente chiunque di noi commette anche piccoli peccati...perfino moltissimi santi si confessavano quotidianamente!

    "Speranza" perché mica tutti i defunti per cui si prega nella messa erano santi!

    Ognuno di loro avrà peccato in vita sua, e la speranza è nella misericordia di Dio che li perdoni e li accolga nel Suo regno!

    La speranza che essi si siano pentiti in tempo dei loro peccati in modo da avere accesso al Paradiso.

    Questo è il significato di "speranza della resurrezione".

    DTB

  • ?
    Lv 7
    1 decennio fa

    Nessuno è senza peccato, poiché è scritto che "tutti gli uomini hanno peccato e sono privi della gloria di Dio".

    La risurrezione dei morti, così dei giusti come degli ingiusti, è una dottrina fondamentale della fede Cristiana.

    Paolo spiega a coloro che perdono la speranza : "Se i morti non risuscitano, allora Cristo non è risuscitato. E se Cristo non è risuscitato allora vana è la vostra fede e voi siete ancora nei vostri peccati".

  • 1 decennio fa

    Solo Dio decide.

    Quindi si dice, nella speranza della resurrezione, che possa avvenire a tutti.

  • Arwen
    Lv 5
    1 decennio fa

    Concezione basilare di molte religione è la persistenza dell'anima dopo la morte!La resurrezione(ovvero "rinascita") presuppone dunque la fine della vita eterna ed il seguente ricongiungersi dell'anima ad un corpo nella prospettiva di nuova vita!

    Riguardo all'"avere la coscienza pulita" ti assicuro che purtroppo non è privilegio di nessuno,in quanto anche se non abbiamo mai commesso reati gravi tutti pecchiamo se non sempre, quasi quotidianamente basta anche solo col pensiero!

    In quanto al non essere un buon cristiano vorrei farti riflettere sull'attributo che hai usato:chi è in fondo il "buon cristiano"?

    Io ad esempio non vado in chiesa molto spesso ma sulla fede sono impeccabile,credo in Dio ciecamente,non per questo mi considero una buona cristiana o al contrario una cristiana in difetto,non spetta a noi giudicare!Condizione necessaria per essere "cristiano" in fondo è rispettare i canoni fondamentali di Dio,ovvero:ama Dio con tutto il tuo cuore e il prossimo come te stesso!

    Dio ci conosce meglio di quanto noi stessi ci conosciamo e sa leggere dentro al nostro cuore!Non aver timore di esprimere le tue perplessità ed inoltre sappi che le braccia di Dio sono sempre aperte e pronte ad accoglierci così come la parabola del padre al prodigo!

  • 1 decennio fa

    Cod, il peccato è un tratto comune a tutte le creature...se poi a te non appartiene, venero il Signore in te! La speranza della resurrezione significa la vittoria sulla morte, che è il tratto anelante dell'esistenza umana tutta...quasi il fine dell'uomo...E' la speranza molto spesso, che nonostante tutto, permette di vivere...

    Liberissimo di non condividere queste posizioni, ma la vedo così...

  • 1 decennio fa

    Be' cod, in genere nei testi religiosi non si ha la medesima precisione che nei testi scientifico/tecnici. Meno che mai in quelli liturgici e quelli destinati alle più vaste masse. Una conseguenza positiva di ciò è che una certa ambiguità fa riflettere qualcuno. E poi i teologi in tal modo hanno del lavoro da fare per interpretare.

    Ad ogni modo, io ho inteso dire che l'idea di resurrezione dei corpi sia entrata gradualmente nell'ebraismo, ma era accettata dalla dottrina prevalente oltre 2000 anni or sono. Per il cristianesimo in tutte le sue varianti essa è da credersi. Va da sé che il come, le modalità della risurrezione eran allora e furono finora al di là delle possibilità di comprensione umana, allo stadio cui era giunta la cultura. Alla fine del XX secolo Frank John Tipler ha offerta un'elegantissima ipotesi sui modi della risurrezione, fondata su una serie d'acquisizioni scientifiche moderne ch'eran ignote prima del 1950 ed in qualche caso anche del 1980. Ma restiamo cauti, si tratta d'ipotesi interpretative per quanto belle, che con il corso della storia ed il progresso delle conoscenze potranno mutare.

    Fonte/i: F.J Tipler 'La Fisica dell'Immortalità' l'edizione non la so a mente
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