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Gino Paoli. Una lunga storia d'amore?

Lo confesso: non ho mai amato tantissimo Gino Paoli, e ho sempre pensato non fosse un genio. Ebbene… nel tempo confesso di non avere cambiato idea. Certo il settantenne cantante genovese è ancora probabilmente la voce maschile più bella ci sia nel panorama musicale italiano, dove abbondano voci “strozzate” alla Masini, Baglioni e Cocciante, ma mancano tradizionalmente voci calde come la sua. E talune sue canzoni sono entrate in pieno diritto a far parte del pantheon delle più amate, cantate e celebrate melodie di sempre. Parlo ovviamente de “Sapore di sale”, “Il cielo in una stanza”, “Senza fine” e altre ancora. Io segnalerei ancora la sigla finale del cartoon operettistico “La bella e la bestia”, dove duetta con la figlia Amanda.

Però… insomma, se si vanno a leggere i testi, non è che Gino ci faccia una grande figura. Alcuni sono- almeno questa la mia impressione- un autentico concentrato di banalità e luoghi comuni, quando non addirittura di aperte contraddizioni.

Però (in ogni storia che si rispetti c’è sempre un però), ho l’impressione che il legittimo padrone de “La gatta”, probabilmente divorato da qualche demone dell’arte, abbia una prerogativa tutta sua, e cioè

Aggiornamento:

quella di riuscire a trasmettere attraverso una specie di intelligenza animale, grandi intuizioni in quelle proposizioni di per sé tanto gracili. E chi lo sa!? Forse le cose più interessanti le si possono dire, in effetti, solo balbettando.

Un esempio di questa strano fenomeno viene da quella che è, a mio personalissimo avviso, la canzone più bella che sia mai uscita dalla produzione di Paoli, nonché una delle più toccanti canzoni d’amore siano state mai composte: “Una lunga storia d’amore”.

La melodia è struggente. Ma… le parole?

La struttura logica del testo di questa canzone, considerato da vicino, lascia veramente uno strano sapore, un sapore, apparentemente, di… banale.

Vedere per credere:

Quando ti ho vista arrivare bella così come sei

non mi sembrava possibile che

tra tanta gente che tu ti accorgessi di me.

E' stato come volare qui dentro camera mia

come nel sonno, più dentro di te

io ti conosco da sempre, ti amo da mai…

Aggiornamento 2:

RIT.: Fai finta di non lasciarmi mai anche se dovrà finire prima o poi

questa lunga storia d'amore

ora è già tardi ma è presto se tu te ne vai…

Fai finta che solo per noi due

passerà il tempo ma non passerà

questa lunga storia d'amore

ora è già tardi ma è presto se tu te ne vai

è troppo tardi ma è presto se tu te ne vai…

Un crogiuolo di contraddizioni. Due amanti- si dice che la canzone sia dedicata ad una donna molto più giovane di lui- che vivono una storia “per finta”, che sanno che dovrà finire “prima o poi”, della finzione che il tempo umano possa non trascorrere, ma che non passi la storia d’amore di cui sopra. Un amore consumato tra un uomo che conosce la sua amata “da sempre” amandola “da mai”…

Ebbene… quelle contraddizioni, oltre ad avere l’effetto di aumentare l’enfasi poetica del pezzo, comincio a pensare che descrivano qualcosa di profondamente vero! Insomma. Forse l’artista qui non ha semplicemente pontificato in modo sommario su cose inarrivabili, ma forse sono

Aggiornamento 3:

proprio le seconde ad essere intrinsecamente contraddittorie.

Cosa si potrebbe scrivere dell’esperienza dell’amore? E cose non è stato- se possibile- ancora detto? Tutto e il contrario di tutto, dalla canzonetta di San Remo, ai trattati di filosofia morale, dalle cartine dei Baci Perugina alle espressioni del Cantico dei Cantici. E in tutti questi casi, mi verrebbe da dire, che i rispettivi autori continuino a restare lontani dall’oggetto che si erano prefissati, arrivando qua e là a descriverne al limite la fenomenologia- il provare un sentimento- o a innalzarne le dinamiche fino ai massimi sistemi. Ma cos’è davvero l’amore? Ebbene… credo che l’unica risposta un po’ sensata a questa ineffabile domanda sia… boh.

No l’amore non è cosa che possa essere descritta esaustivamente, e appartiene come altre poche parole (libertà, giustizia, verità, bene e male) al regno di quelle cose che, in realtà, non possono per la loro struttura metafisica essere definite.

Aggiornamento 4:

Intendiamoci, avrei voglia anche io di postare le mie riflessioni su questo grande tema, e in futuro probabilmente lo farò. Ma, in fin dei conti, non farei altro che andare ad aumentare il volume delle sperequazioni, e del nulla che, su ciò di cui nulla dovrebbe esser detto, si continua a dire. Come imposterei la questione? Affronterei prudentemente il tema dell’innamoramento, della libertà e dell’ “altro” che è irriducibile alla propria pretesa… e parlerei di come in fondo tutto ciò che normalmente diciamo sull’amore si condensa su una affermazione, che sarà pure giusta e legittima, ma è anche banalotta: l’amore è progetto! Bravo, bene, bis… ma in fondo, nulla!

E qui forse ho molto da imparare da questo strano maestro ligure, perché in fondo potrebbe avere intuito una cosa molto più profonda di quelle cui accennavo io. L’amore sarà pure “progetto”, dedizione, costruzione, cammino, passione, gelosia, possesso, sensualità, ecc… Ma esso è innanzitutto l’esperienza di quello che c’è

Aggiornamento 5:

- qui ed ora-, effimero quanto si voglia, con tutto il suo carico di contraddizione, con un domani che potrebbe non esserci, con un progetto che potrebbe non vedere mai la luce, sì… ma ora, l’ora, l’adesso, è tutto pieno ed ebbro del profumo, della presenza dell’altro che c’è, domani forse no, ma ora c’è. Immemore, stordito, ma assolutamente presente: l'istante!

E forse non sembra, pur fatalistica, una grande verità che tutte le storie d’amore siano fatte per finire?

L’amore infinito? Una leggenda. A meno che Dio…

Post Scriptum.

Provo a spiegarmi meglio.

Quando ero più giovane, nel movimento ecclesiale del quale facevo parte, ci si domandava- nei dibattiti culturali “alti”- quale fosse la differenza che passava tra il concetto edonistico di “felicità”, dove l’istante viene dilatato fino ad essere la simulazione di un infinito, e l’immagine cristiana, dove è invece l’infinito ad inondare di luce propria l’istante. Un istante infinito o l’Infinito nell’istante (una stanza grande come

Aggiornamento 6:

il cielo o il cielo in una stanza)? E’ più di un gioco di parole. E credo che la prima immagine descriva effettivamente la prerogativa della nostra cultura di ricercare il piacere, soprattutto e ad ogni costo (maledetto Epicuro…), fino a deformarlo, sino a cercarne compulsivamente gli aspetti più estremi a conseguentemente trasgressivi. Come non riconoscere questo nella ricerca smodata del divertimento da parte degli adolescenti? Come si può- domando spesso loro- pensare che il centro della propria esistenza sia la quota di stordimento cui si presume avere diritto solo per essere stati “bravi e onesti cittadini” per cinque giorni su sette? L’immagine della felicità cristiana è decisamente più edificante, chiamando in causa la stessa idea di Incarnazione: la felicità coincide con l’immanentizzazione dell’Infinito, del Dio che entra nel tempo, trasfigurandolo financo al suo minimo minimum, ovvero l’istante.

Ecco. Credo che se in quegli anni della mia epopea avessi tirato in ballo una

Aggiornamento 7:

canzone come quella di Paoli, chiamando in causa la relazione fin troppo evidente tra felicità e amore, sarei stato tacciato dai miei stessi amici come una specie di eretico. Quanto effimero- mi si sarebbe mostrato- l’amore che passa, che non è “per sempre”, che non trae luce dall’ideale per il quale esso viene consumato. E forse avrebbero, chissà, avuto pure ragione.

Ma ora vedo le cose in modo abbastanza diverso.

Credo che l’amore cantato da Paoli se di certo non è quello della dogmatica cristiana, non è però neppure quello effimero dei comandamenti dell’impero dei sensi. Infatti forse la vera menzogna- che credo che possa accomunare tanto le sovrastrutture ideologiche dell’amore sensista alla “se non ti lecchi le dita godi a metà” quanto quello un po’ evirato propugnato dai teologi di piazza San Pietro- è quando uno dica ad una donna “ti amerò per sempre” non avendo titolo per dirlo, promettendo un infinito che non è legittimo promettere. L’amore, inteso come dinamica umana,

Aggiornamento 8:

è davvero un vuoto a perdere, è una vita che già si sa fatta per morire, qualcosa che ha già inciso nel proprio essere la data di scadenza, un po’ come gli umanissimi androidi di “Blade Runner”. Eppure- come quelli- esso grida di una promessa che sa di non poter(si) mantenere: io voglio un infinito che non posso! Da qui la natura contraddittoria dell’amore.

Constatato questo cosa resta? Cosa rimane di questo straordinario motore che tutto muove? Cosa si può trattenere di esso prima che esso venga cristianizzato, sacramentalizzato, istintualizzato, ridotto ai minimi termini, psicanalizzato, acculturato e preso al soldo di questa o quella visione ideologica?

Esso è innanzitutto ATTO. Esso è il presente, il presente cui non è dato guardare l’avvento di un’alba oltre la calda e sensuale tenebra della notte. L’amore è ADESSO, un adesso non per forza dilatato all’infinito e neppure per forza visitato da un Infinito (se Dio vorrà visitarlo sarà il benvenuto, per carità).

Aggiornamento 9:

Esso però è! con tutto il suo carico di contraddizione, di luce che proietta una grande ombra o di ombra che presume una grande luce. Ma di ombra o di luce che ci sono, ora, qui, adesso.

Chi lo sa… forse Gino Paoli forse non l’ha neppure capito, ma di certo lo ha cantato.

Grazie Gino.

8 risposte

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  • 1 decennio fa
    Risposta preferita

    Colombo caro...sai perfettamente che abbiamo un concetto d'amore diverso. Tralascio il senso cristiano...faccio discernimento per un attimo da quello che è l'amore che una ragazza giovane vive oggi alla luce di...

    Tolgo il velo...resto io...nuda...con mille perchè, mille domande...e l'amore Colombre...fammici pensare, quanto si è detto, quanto ancora si dirà...si saranno passati la staffetta i più grandi poeti, cantanti, psicologi...vuoi che una miserella come me possa trovare parole così sublimi a qualcosa che è il re indiscusso del sublime? E' impossibile definire l'amore...va solo vissuto, però un appunto lo faccio è doveroso. La differenza tra la mia e la tua concezione di amore, e quella di paoli... è una sola...sono convinta che tu abbia raggiunto una maturità, dovuta ad esperienze fatte negli anni, che ancora magari mi aspettano o non aspettano. Non ti sto dando del vecchietto...un po' dai...scherzo...

    Per me quel "per sempre" ha un senso...perchè mentre sto amando quel per sempre lo "pretendo" perchè l'amore è anche egoismo...perchè quando ti tocca una esperienza così bella...non vuoi che finisca è troppo bella...e ti aggrappi a quel per sempre...fino al punto di giurarlo davanti Dio...anche se non te ne rendi conto....ma vorresti fare di tutto per quell'amore...lo vuoi tutto...

    Io mi aggrappo al senso dell'amore fanciullesco, da innamorata sono così...possessiva, gelosa...frenetica, passionale...e penso disperatamente al per sempre...perchè forse è l'unica cosa bella che esiste...dire a qualcuno che vorresti amarlo per sempre...wow...a me fa impazzire.

    Quello che accadrà, di quell'amore o se preferisci di questo amore, non lo sa nessuno...poi...

    però, mi chiedo e ti chiedo, perchè rovinare quel momento? Perchè Paoli deve scrivere...potrà finire? Perchè sporcare l'attimo?

    no ancora non per me Colombre...

    Ciao bellissima riflessione e io mi sono divertita a scrivere la mia...

    Ciao Colombo...

  • 4 anni fa

    Il profondo amore innanzi tutto,poi ancora,l'avere tenera cura l'uno dell'altro,e poi ancora il rispetto,l. a. fiducia l. a. fedeltà,l. a. comprensione,l. a. complicità è il DIALOGO,sono componenti fondamentalissimi in un rapporto. Di conseguenza l. a. dolcezza l. a. tenerezza l. a. passione l'humour. Personalmente,non ho mai vissuto una storia d'amore,ma sono certa che siano qualità indispensabili according to mantenere solido un rapporto. Buona giornata!

  • Anonimo
    1 decennio fa

    si

  • Anonimo
    1 decennio fa

    Una canzone che amo molto ma.........

    .......sull'amore nessuno mai potrà scrivere nulla di più alto di questo:

    .....................................................

    "Mettimi come sigillo sul tuo cuore,

    come sigillo sul tuo braccio;

    perché forte come la morte è l'amore,

    tenace come gli inferi è la passione:

    le sue vampe son vampe di fuoco,

    una fiamma del Signore!

    Le grandi acque non possono spegnere l'amore

    né i fiumi travolgerlo.

    Se uno desse tutte le ricchezze della sua casa

    in cambio dell'amore, non ne avrebbe che dispregio."

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  • Anonimo
    1 decennio fa

    a mio parere la canzone è bellissima e piena di significato..a volte sono proprio le contraddizioni a dargliene uno più grande e profondo..

  • Anonimo
    1 decennio fa

    Ma hai visto in che sezione hai postato la domanda?

  • 1 decennio fa

    eee non sono proprio daccordo con ciò che dici ma non posso nemmeno dire di essere in disaccordo! :)

    Certo che descrivere l'amore a aprole è impresa alcuanto ardua, soprattutto quando si parla di quell'amore infinito, o meglio "autorigenerante", completo ,privo di possessivismi o gelosie, che raramente si incontra e che mai si puo vivere appieno inquanto ci sarà sempre un...chiamalo Shu, chiamalo destino chiamalo volere superiore chiamala autolimitazione, a impedirlo. Certo è che se non la si conosce un'esperienza simile non la si puo comprendere, come non si può comprendere se non lo si è vissuto quell'amore tanto decantato dagli uomini in molte canzoni e poesie descritto come passionale acceso supremo possessivo geloso, che però ha sempre una fine.

    .... si potrei continuare o per meglio dire avrei potuto esser più esaustiva, ma come hai già detto tu non ho intenzione di scrivere un poema ce ne sono già tanti! :)

  • 1 decennio fa

    che paaaa....le!

    Per leggerti tutto ci vogliono almeno 20 minuti, e alla fine non si capisce qual'è la domanda!!!

    E' un monologo!! senza offesa eh..::))

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