Qerubin Pìcaro ha chiesto in Arte e culturaPoesia · 1 decennio fa

Assenzio.. una notte di pece e un cielo d'erba in un mondo in cui cadendo sali...?

La suadente voce è riuscita,

infine, al silenzio

soggiogar la mente mia,

svanendo la memoria

in un alito d’assenzio.

A pregar di un’altra vita

in ginocchio m’accorsi,

vidi di luce una finestra

ma fin troppo mi sporsi,

e ritto caddi com’un chiodo.

Su nel mondo a testa in giù

nella terra del cielo,

ove i bisonti liberi corrono

ed ove fili di nuvole

d’erba nera giacciono.

E il sonno è più amaro

del ferreo risveglio, che

metallico gusto lascia in bocca

prima di riportarci alla nera

e arida morta terra.

Ove gli dei lo sguardo

scorrono veloci, disgustati

dalla fine dell’epicentro,

in questa notte di luminosa

pece che il cuore contrasta.

Aggiornamento:

Ecco cosa significa essere "depressi poeticamente"...

Ora che ne sono uscito ho cercato di spiegarvi la mia sensazione con un paragone che mi è sembrato perfetto...

Chi di voi l'ha colto?

Spero infine che vi sia piaciuta

:-)

Aggiornamento 2:

P.s.: uscito dalla depressione poetica che mi impediva di scrivere... non fraintendete...

2 risposte

Classificazione
  • 1 decennio fa
    Risposta preferita

    Non è una domanda la tua, ma più una ricerca di recensione.

    Credo tu sappia scegliere molto bene le parole (grande dono), ma è il loro dispiegamento sul rigo il lato carente.

    Il tuo è un modo di scrivere non più in uso, di certo non in voga. L'oggetto prima del predicato verbale soprattutto...

    Il consiglio che ti do (sempre che tu sia disposto ad ascoltarne uno, altrimenti fregatene), è di perseguire la scelta di parole eleganti, ma di esercitarti di più sullo stile.

  • 1 decennio fa

    noo che schifo l'assenzio brr troppo forte e sa de anice...

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