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arte rinascimentale...masaccio ...chi può aiutarmi?

salve a tutti!!!

sto studiando "S. Anna Metterza" di Masaccio...però nn c' è scritto granchè...Qualcuno sa darmi delle informazioni?

vi ringrazio in anticipo un bacio a tutti!!!

3 risposte

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  • Risposta preferita

    Ciao! Allora senti.. questo soggetto è raffigurato sulla pala d'altare per la Chiesa di Sant'Ambrogio. Masaccio la realizza insieme a Masolino, e la pala raffigura le la Madonna col Bambino in trono, e Sant'Anna dietro di loro. Nell'opera, Masolino, ha pensato bene di riservare per se la raffigurazione della santa, che in quella precisa opera doveva essere + importante. Ma ad opera conclusa, la maggiore finezza della pittura di Masaccio, la sua elevata bravura, faceva si che fossero le figure di quest'ultimo a spiccare di +. Anche i 5 angeli furono divisi fra i 2 pittori. Le figure di Masaccio sono molto + luminose, piu vive. Le figure di Masolino invece, sono piatte sulla tavola. La differenza delle figure è veramwente netta..e chiaramente riconoscibile. Pensa che rosicata Masolino ^^ ehhehe ciao spero di essere stata utile!

    ma nn è giusto io l'ho fatto da sl nn l'ho ricercato! :-(

    Fonte/i: ....quaderno e memoria del programma di st dell'arte dell'anno passato!
  • Lucia C,

    "È qui che avviene la prima collaborazione, almeno la prima superstite, fra Masaccio e Masolino. In una impaginatura ancora più trecentesca che nel trittico di San Giovenale, Masaccio si inserisce con modestia, ma senza mimetizzarsi neanche per un momento, neanche per saldare le parti nuove [la Madonna col Bambino, l'angelo in alto a destra] alle precedenti; così le lettere gotiche dell'aureola diventano capitali classiche nel suppedaneo, semicircolare come quello del trono di San Giovenale.

    Ma si guardi la mano sinistra della Sant'Anna, in quel gesto di cui si ricorderà Leonardo nella Vergine delle Rocce. Il concatenamento plastico, che così operano le mani della Madonna, chiude la figura come in una ghirlanda; la solennità piramidale ne risulta sottolineata, l'unità di volume, statuaria.

    Così, mentre l'impaginatura verticale ancora accettata, sul modello trecentesco, da Masolino, stende la figurazione in superficie, il blocco inserito da Masaccio avanza verso lo spettatore, occupa spazio, sollecitando la spazialità convergente della prospettiva, che è chiaramente impostata dalla curva scorciata del suppedaneo rotondo.

    A questo effetto di staccare il gruppo dal fondo, collabora la fonte di luce, che, seppure non sia ancora designata in modo esplicito, come sul prossimo polittico pisano, fa emergere i rilievi e li rassoda.

    È una luce che viene da sinistra e costituisce idealmente un cono normale al cono prospettico, istituendo, entro la forma dell'espressione, una dialetticità che da ragione dell'intcriore, anche se non apparente, dinamica , dell'immagine." (Cesare Brandi, 1980)

    http://www.artinvest2000.com/masaccio_sant-anna-me...

    Un abbraccio, Helda

  • Anonimo
    1 decennio fa

    nel 1424

    È qui che avviene la prima collaborazione, almeno la prima superstite, fra Masaccio e Masolino [...]. In una impaginatura ancora più trecentesca che nel trittico di San Giovenale, Masaccio si inserisce con modestia, ma senza mimetizzarsi neanche per un momento, neanche per saldare le parti nuove [la Madonna col Bambino, l'angelo in alto a destra] alle precedenti; così le lettere gotiche dell'aureola diventano capitali classiche nel suppedaneo, semicircolare come quello del trono di San Giovenale. Ma si guardi la mano sinistra della Sant'Anna, in quel gesto di cui si ricorderà Leonardo nella Vergine delle Rocce [...]. Il concatenamento plastico, che così operano le mani della Madonna, chiude la figura come in una ghirlanda; la solennità piramidale ne risulta sottolineata, l'unità di volume, statuaria. Così, mentre l'impaginatura verticale ancora accettata, sul modello trecentesco, da Masolino, stende la figurazione in superficie, il blocco inserito da Masaccio avanza verso lo spettatore, occupa spazio, sollecitando la spazialità convergente della prospettiva, che è chiaramente impostata dalla curva scorciata del suppedaneo rotondo. A questo effetto di staccare il gruppo dal fondo, collabora la fonte di luce, che, seppure non sia ancora designata in modo esplicito, come sul prossimo polittico pisano, fa emergere i rilievi e li rassoda. È una luce che viene da sinistra e costituisce idealmente un cono normale al cono prospettico, istituendo, entro la forma dell'espressione, una dialetticità che da ragione dell'intcriore, anche se non apparente, dinamica , dell'immagine

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