Perché una mia domanda in cui asserisco di stimare gli "zingari" è stata censurata?

Anche i moderatori son razzisti?

Hanno qualche problema con rom e sinti? probabilmente preferiscono domande e risposte in cui si dicono parole terrificanti, come "forni crematori", "nazzismo", e altre "amenità"?

Se siete "zingari", nell'accezione nobile del termine, contattatemi!

tanto censureranno anche questa domanda....

Aggiornamento:

Grazie miss Mariarosaria!

Io ne conosco diversi, ho anche il privilegio di poter entrare nel loro campo ed essere accolta in ogni baracca, come nessun'altro mi ha mai accolto!

Mangio con loro se mi invitano, e non vado mai a mani vuote...

Aggiornamento 2:

x králjo:

non ringraziarmi!

non sono io che faccio qualcosa x i nostri amici comuni, sono loro che mi insegnano tanto...credimi!

X la suprema e anonimo (che fa bene a restare tale):

io so come vivono! Voi evidentemente no!

Sapete qual'è il più bel complimento che ho ricevuto? Alessia mi ha detto:" sei come una sorella x me!" e mi ha mandato un bacio con la mano...ci ho pensato x giorni!

8 risposte

Classificazione
  • Anonimo
    1 decennio fa
    Migliore risposta

    Mi dispiace tanto che venga censurata.Un pò di lettura non fa male per chi leggerà questa risposta data a te.

    Zingari felici

    Una mattina, come le altre, fai per prendere la metropolitana, come sempre affollata e decidi di andare nell’ultimo vagone dove è più vuota. In quell’ultimo vagone magari riesci anche a stare in piedi senza esser circondato e sorretto da un crocchio di persone la cui ultima idea è cercare di stare attenti a come si muovono.

    Poi magari guardi di fronte e ti vedi una ragazza, capelli neri, occhi neri, sguardo stanco, un po’ assente. La vedi guardare a terra, il foulard sui capelli, vestiti logori, scarpe sporche. Scende magari a piazza di Spagna. Probabilmente sarà una rom, probabilmente farà la mendicante.

    Tempo fa passeggiavo per le viuzze del centro storico di Roma. Il cielo era stupendo, chiaro, limpido: una giornata da passare al mare.

    In queste viuzze passeggiavano anche flotte di turisti, ragazzini scorazzanti e diversi zingari che accompagnavano ogni vicolo con suoni, canti o anche con la loro presenza con il cartellino che parlava della loro povertà.

    Molte di queste donne si assomigliano tutte; anzi, a volte capita che tutti si assomiglino terribilmente.

    Ma una di queste zingare era meravigliosa. Uscita da un quadro che ti lascia l'amarezza in bocca quando smetti di guardarlo e che ti scuote mentre lo guardi.

    Mentre passavo lei stava allattando il figlio più piccolo, lì per la strada, mentre il figlio un po' più grande si cimentava nel suonare la fisarmonica.

    Lei non guardava i passanti. Ma anche dando un'occhiata veloce le si poteva vedere quello sguardo stupendo. Aveva degli occhi meravigliosi.

    Guardava il bambino che allattava, e dopo un po' volse lo sguardo verso l'altro figlio che suonava.

    E si poteva scorgere uno sguardo tra i più tristi che abbia mai visto.

    Mi ha dato l'impressione che provasse un grande dolore. Forse vergogna.

    Non mi sembrava fosse vergogna per sé, magari per quel bambino che suonava.

    Quello sguardo portava una pena, e Dio sa quale.

    Sorrise al bambino che teneva in braccio. Sembrava isolata da tutti. In quell'attimo è stata la donna più bella del mondo.

    I suoi capelli legati. Quell'aria da donna che invecchia velocemente.

    C’era un amore evidente nei suoi occhi.

    Questo inverno son salito di corsa in metropolitana, rischiavo di far tardi per lavoro. Ho visto poco distante una signora anziana, vestita male, con una busta in mano. Piangeva. No, non era una zigara e come ho scoperto qualche tempo dopo, probabilmente ha un esaurimento nervoso.

    Entra una zingara, si prepara e ripete il solito refrain “sono una ragazza povera, aiutatemi, con 5 centesimi compro latte e pannolini. Benedico tutti, la vostra famiglia, grazie”, detto con voce squillante, e in maniera monotona come i bambini ripetono le poesie a memoria. In alcuni giorni lo sentivo per lo meno due volte in una giornata. Questa signora le urla che anche lei è povera ma che non si mette a far comizi, come starebbe facendo la zingara. La ragazza tace, si avvicina, la guarda.

    Mette una mano in tasca e tira fuori tutti gli spicci che ha e le dice: tieni, magari ti compri qualcosa.

    Questa signora la guarda, si scusa per “averle rovinato il comizio”, dice impacciatamene e poco dopo scende.

    Un’altra volta ancora ero su un autobus. Un ragazzo rom vicino a me guarda una concessionaria e mi dice che vorrebbe comprarsele tutte, le automobili. Ride, gli dico che a me ne basterebbe una. Mi dice che ad averci i soldi… e ride ancora. Mi saluta e scende.

    Ovvio che non è tutto così roseo. Diverse volte ho visto mani allungarsi. Il mio zainetto aprirsi. Il dover avere occhi su tutto. Ragazzi e signore piangere perché in quel portafoglio che hanno rubato magari c’era buona parte di stipendio, c’era una foto particolare e quant’altro. Oppure volte in cui il vagone del trenino o della metro veniva riempito da un puzzo terribile.

    Sicuramente è una realtà complessa, tant’è…

    Zingari: tra mito, realtà e storia

    Zingaro è un vocabolo che deriva dal greco Athìnganoi, ed indicava originariamente un membro di una setta eretica.

    In Italia la maggior parte di loro si definisce rom o sinti, contrapposti a gaggiò, che sarebbero tutti gli altri. Un po’ come in Spagna ci sono i gitani e il resto sono pallos.

    Gli zingari provenivano inizialmente dall’India, e le loro ondate migratorie, fino alla diaspora totale, fu in seguito all’espansione dell’Islam.

    Già dal 1300 in Europa vi è la presenza dei gitani, e in Italia un gruppo viene segnalato nel 1422.

    Sempre associati alla stregoneria e all’occultismo, gli zingari sono stati spesso oggetto di discriminazione, torture e in molti casi di impiccagioni e roghi.

    Le loro persecuzioni toccano il culmine con il nazismo, dove 500.000 di loro trovano la morte nei lager. Nonostante questo, furono rifiutati come testimoni al processo di Norimberga e furono negati loro i risarcimenti di guerra.

    Oggi in Italia ci sono circa 140.000 zingari. Circa 100.000 sono cittadini italiani, o perché nati in Italia o perché dopo la Seconda Guerra Mondiale scelsero l’Italia come patria. Un altro gruppo consistente è formato da zingari rumeni, a cui Ceauscescu diede il passaporto e divenuti quindi, ora, cittadini europei.

    In generale si distinguono due gruppi di zingari in Italia: i Sinti e i Rom. I Sinti nei decenni passati erano soliti allevare e vendere cavalli, organizzare piccoli mercatini di oggetti usati (a Torrevecchia, a Roma ricordo che ce n’è ancra uno), aggiustare le pentole, lavorare i metalli, suonare alle fiere, fare i giostrai o burattinai. Alcuni Rom lavoravano il rame o leggevano la mano.

    In generale i Sinti non praticano il furto, mentre lo praticano gli altri. Il 10-15% dei ragazzi e il 70-75% delle ragazze minorenni finiscono negli istituti penitenziari per minori.

    I Rom sono i più sedentari, i Sinti viaggiano più di frequente.

    A Roma gli zingari sono più o meno 4000-4500.

    A molti zingari viene insegnato, dal loro gruppo, a suonare la fisarmonica, che è lo strumento prevalente.

    La loro lingua è antichissima e vicina al sanscrito. L’italiano è la seconda lingua, quando non sia la terza dopo il dialetto locale.

    Adottando spesso la religione del popolo in cui si trovano, gli zingari sono prevalentemente cristiani e in particolar modo cattolici. Tutti credono in Dio, anche se a volte solo superficialmente: Dio c’è ma pochi si pongono interrogativi.

    Libertà e regole

    Ogni clan ha delle regole molto ferree di cui non si sa molto. Sappiamo che molta importanza ha l’anziano, che è colui che tiene nella memoria le tradizioni e che decide anche sul nome dei futuri bambini.

    Le donne non si prostituiscono, pena l’allontanamento.

    I figli non vengono mai abbandonati.

    La solidarietà e il sostegno agli altri del clan è un dovere. Mancare questo dovere può portare all’emarginazione all’interno del clan.

    Diverse loro canzoni inneggiano alla libertà, specialmente paragonata a quella dei gaggiò. La libertà, dicono alcuni intellettuali zingari, è ciò che li educa. Li educa a vivere con poche cose, a sapere che ci si potrebbe spostare da un posto all’altro portandosi dietro poca roba. E’ un riconoscere che per loro quel che conta è il gruppo.

    Gli zingari pur essendo un popolo antichissimo non ha mai dichiarato guerra a nessuno.

    E, per quel che se ne dica, è un popolo tollerante.

    Nomadi nella società di oggi

    Ci sono molte problematiche legate al popolo zingaro. Uno dei principali è l’istruzione: il 95-98% dei bambini non frequenta la scuola dell’obbligo, pur essendo italiani, e nel gruppo adulto la maggioranza sono analfabeti. Quando alcuni enti, o il Comune stesso, si sono impegnati a portare questi ragazzi nelle scuole, spesso le persone addette sono oggetto di insulti, i bambini a volte non si riescono a reperire o quando si trovano a volte sono talmente sporchi che in molti casi vengono rimandati indietro.

    A scuola poi avviene che vengano spesso considerati dei disadattati sociali e mentali.

    Tra le iniziative che ho sentito più di recente c’è stata quella di portarli al mare. In barba a quelli che si chiedevano se era giusto spendere i soldi in questa maniera non trovo miglior risposta che immaginarmi la faccia di quei bambini di fronte a qualcosa che alcuni di loro no hanno mai visto, pur vivendo a Roma. E magari vedere quella libertà di cui tanto sentono parlare, non solo gli aspetti restrittivi legati al clan, e non solo gli aspetti più miseri legati alla loro condizione sociale.

    Benché il nomadismo sia un diritto riconosciuto dalla Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo dell'ONU e sia previsto dalla nostra Costituzione, in Italia sono presenti poco più di cinquanta aree di sosta, per lo più bidonville; dove si possono raccogliere 300-500 persone.

    I loro campi spesso mancano di acqua, e quindi di docce e di bagni. A Roma capita che sorgano sulle rive del Tevere verso Roma nord; vero è che col boom edilizio a Roma sono stati in molti casi ripresi molti campi-nomadi.

    I loro panni quando non vengono lavati nel Tevere, vengono lavati nelle fontanelle.

    L’illuminazione e l’elettricità spesso sono prese illegalmente collegandosi, non si sa in che modo, a lampioni o altre fonti di elettricità pubblica.

    Col freddo spesso si riscaldano con vecchie stufette a gas, che sono le stesse che poi danno origine a incendi di roulotte o a morte per asfissia, in inverno sono diversi i casi del genere riportati anche dai telegiornali.

    Gli zingari che non rubano trovano di che vivere suonando la fisarmonica e chiedendo l’elemosina su metropolitane e strade, nel caso dei maschi, pulendo i vetri ai semafori, nel caso dei bambini, o chiedendo la carità in luoghi fissi come gli ingressi della metropolitana o delle chiese, nel caso delle donne.

    Difficilmente riescono a vendere le loro lavorazioni in metallo o gli oggetti recuperati nei cassonetti. Questi ultimi vengono magari venduti ad altri di loro o a qualche turista straniero.

    L’unico zingaro degno di stima sembra essere il bel bohémien, povero ma colto, sporco ma bello, estraneo ma che conosce il savoir vivre, artista e brillante. Cioè uno zingaro che non c’è.

  • 1 decennio fa

    sole sei una persona splendida!

    grazie per quello che fai ai miei amici rom.

  • Anonimo
    1 decennio fa

    probabilmente vogliono censurare la parola rom e zingari...ciò che mi fa schifo è che non censurano le offese gravi che vengono fatte ai gay, ai credenti, alle persone di altre culture...non censurano le domande inutili e offensive. Ma censurano se uno chiede, o afferma una cosa sui Rom o qualsiasi altro popolo nomade...che schifo! a VOLTE LA GIUSTIZIA NON ESISTE! Prova a riscrivere la tua affermazione.....ciao!!!

  • 1 decennio fa

    evidentemente perchè pensano che puoi creare qualche dissapore cattivo

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  • 1 decennio fa

    Ti è stata censurata una domanda a proposito?!? Alla faccia della libertà di parola! Io ho appena iniziato un corso di lingua rromani :) e mi piace moltissimo. T-aves baxtali!

  • Anonimo
    1 decennio fa

    eh? scherzi vero? tu sai 'sta gente cm si mantiene da vivere? ODDIO

  • 1 decennio fa

    zingari sono feccia

  • 1 decennio fa

    qua purtroppo sono ancora con tutti questti pregiudizzi antichi!!!

    se vai in un paesse piu evoluto comme mentalita:america cambia tanto

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