Melethiel ha chiesto in SportSport - Altro · 1 decennio fa

domanda sulla ginnastica artistica femminile?

Quali sono le tecniche esecutive sulla trave e sulle parallele asimmetriche nella ginnastica artistica femminile?

Vi prego, risposte competenti e non "cerca su google" oppure "non lo sò" perchè a me non servono a nulla!!!

Grazie a tutti quelli che risponderanno

Aggiornamento:

si, quali esercizzi si eseguono sull'attrezzo e più o meno qual'è il loro scopo, cioè a cosa servono perchè si fa in quel modo piuttosto che in un altro.

Io non sò nulla di ginnastica artistica

2 risposte

Classificazione
  • ViNcIo
    Lv 5
    1 decennio fa
    Risposta preferita

    Io pratico la ginnastica artistica maschile... ma non ho capito cosa intendi per tecniche esecutive... forse gli esercizi che si possono svolgere su quell'attrezzo?

    Mah, la domanda è parecchio difficile, ti posso rispondere non come un tecnico, ma in qualità di semplice spettatore, dato che vedo tutti i giorni gli allenamenti delle ragazze ( e spessisimo le loro gare). Allora, in generale, lo scopo di un esercizio in ginnastica, è quello di aumentare il suo valore di partenza: ovviamente più gli elementi di un esercizio sono difficili, più alto sarà il loro punteggio. Il tutto ovviamente cercando di non commettere falli (le gambe devono essere sempre tese, come lo devono essere le punte dei piedi, le braccia ecc...), in particolare sarebbe meglio non cadere dall'attrezzo, cosa che costituisce un grave fallo.

    Allora, la trave è sicuramente l'attrezzo che le ginnaste temono di più. Infatti sulla trave, in linea generale, si fanno gli stessi movimenti del corpo libero, con la differenza che mentre sul corpo libero hai 14x14 metri di spazio, sulla trave hai solo 10 cm di largezza per 5 m di lunghezza! L’equilibrio è, infatti, la dote maggiormente richiesta fra le capacità dell’allieva, che ha a sua disposizione elementi acrobatici ed elementi artistici.

    Questo l'ho trovato su un sito:

    Le posizioni fondamentali sono:

    -Stazione eretta, che prevede il perfetto allineamento dei segmenti corporei, il bacino retroverso e le braccia tese lungo i fianchi. Da questa posizione si passerà all’apprendimento della medesima ma in appoggio sugli avampiedi.

    Tra le posizioni che si possono assumere sulla trave abbiamo:

    - decubiti proni o supini, vengono utilizzati come elementi di passaggio fra gli esercizi;

    - stazione seduta effettuabile in svariati modi, rappresenta sempre una posizione di passaggio o di arrivo di un elemento acrobatico;

    - appoggio ritto rovesciato eseguibile su entrambi gli assi della trave, con i segmenti corporei in massimo allineamento;

    - ponte si esegue su un solo arto inferiore e rappresenta un posizione di passaggio.

    Uno degli elementi più importanti da apprendere sono le prese. Quelle plantari si eseguono con i piedi leggermente ruotati in fuori nelle fasi di arrivo e uno avanti all’altro nelle posizioni di partenza. Le prese palmari, invece, si distinguono il quattro tipi:

    - pollici in dentro, passo stretto con le altre dita poggiate sulla parte laterale dell’attrezzo;

    - pollici in dentro, passo normale con le altre dita poggiate sulla stessa parte laterale dell’attrezzo;

    - pollici in dentro, una mano avanti all’altra;

    - pollici corrispondenti con intrarotazione degli avambracci.

    Elemento determinate nell’esecuzione di un movimento sulla trave sarà l’arrivo. E’ facile, infatti, in questa fase, perdere l’equilibrio. Sarà buona norma far apprendere sin dai primi approcci la tecnica d’arrivo con il baricentro all’interno della base d’appoggio.

    Le posizioni d’arrivo possono essere differenti, le più utilizzate sono: arti inferiori uniti o uno avanti all’altro; arti inferiori divaricati sagittalmente; su un piede. Nella fase di apprendimento bisognerà sensibilizzare alla posizione statica d’arrivo facendola successivamente seguire ad un’azione dinamica.

    Le entrate rappresentano il primo contatto con la trave, previo stacco da terra su uno o su entrambi i piedi. L’arrivo può anche essere preceduto da una fase di volo nella quale avremo cura di effettuare una parabola tale che ci consenta l’arrivo dall’alto. Anche le entrate possono essere di tipo acrobatico o artistico.

    L’elemento conclusivo di un esercizio è dato dall’uscita e può avvenire in qualsiasi punto dell’attrezzo. Qualsiasi tipo d’uscita prevederà sempre l’arrivo a terra in posizione eretta.

    L’approccio alla trave richiede una buona preparazione di base, ottima conoscenza degli esercizi al suolo e senso dell’equilibrio. La naturale evoluzione prevede l’esecuzione degli esercizi dapprima sulla riga a terra, poi sulla panca per approdare in fine alla trave.

    Gli esercizi più complessi dovranno seguire una prima fase di sensibilizzazione con l’attrezzo per mezzo di andature più semplici, che verranno sempre utilizzate in fase di riscaldamento, anche per le atlete più evolute.

    Le parallele richiedono un buon grado di forza a livello del cingolo scapolo omerale e risultano essere uno degli attrezzi più spettacolari della ginnastica artistica. Gli arti inferiori lavorano in tenuta mentre, gli arti superiori, sono deputati alla gran parte del lavoro. Sono per questa caratteristica appannaggio di soggetti leggeri e con notevole massa magra.

    Alla base di ogni esercizio ci sono le impugnature. Ne distinguiamo ben 5 differenti tipi:

    - impugnatura dorsale a pollici in dentro;

    - impugnatura palmare a pollici in fuori;

    - impugnatura cubitale a pollici in fuori con il braccio intraruotato;

    - impugnatura mista una palmare ed una dorsale;

    - impugnatura a pollice opposto con il pollice opposto alle altre dita.

    Così come per le impugnature, nel lavoro alle parallele, è possibile distinguere differenti tipi di attitudini e, nella fattispecie: attitudine di appoggio; di sospensione; mista.

    L’appoggio richiede un buon potenziamento del cingolo scapolo omerale e del tricipite e una posizione con il dorso leggermente curvo, le gambe tese e perfettamente unite. La sospensione prevede un allungo totale delle spalle e delle braccia, tese e allineate con il busto. Esaminiamo ora i fondamentali esercizi eseguibili alle parallele:

    - capovolta: consiste in una rotazione del corpo sull’asse trasversale attorno allo staggio e può essere eseguita avanti o indietro. La capovolta avanti consente di passare dall’appoggio alla sospensione e, il suo apprendimento, è relativamente semplice. La sua preparazione deve tener conto del potenziamento degli arti superiori, in abbinamento ad una valida assistenza che allontani la paura dell’esecuzione.

    La capovolta indietro presenta qualche ostacolo in più, richiamando la muscolatura addominale e quella degli arti superiori per la sua esecuzione. Per tale ragione, l’assistenza, tenderà a diminuire il carico sugli arti per facilitarne l’esecuzione.

    - Giri addominali: consistono in una rotazione del corpo di 360° intorno allo staggio sia in avanti che indietro. E’ un esercizio più complesso rispetto alla capovolta e richiederà una preparazione maggiore. Nella fase dell’apprendimento stimoleremo la tenuta del corpo potenziando e sensibilizzando alla rapida retroversione del braccio.

    Può essere d’aiuto una flessione delle gambe per imprimere maggior accelerazione alla rotazione, ma facendo attenzione a non abusare di questo espediente. Il giro addominale indietro osserverà la medesima tecnica d’apprendimento e preparazione. L’unico ostacolo maggiore sarà la paura dello sbilanciamento indietro. Sarà buona norma effettuarlo quindi più lentamente, eliminando lo slancio.

    - Slanci indietro: sono determinati da uno slancio degli arti inferiori che causano ampi movimenti del corpo. Ne esistono di vari tipi e di differente grado di difficoltà.

    Le combinazioni alle parallele richiedo l’utilizzo di entrambi gli staggi, quindi la ginnasta dovrà apprendere i movimenti che le consentiranno di effettuare questi spostamenti, trovandosi poi in una delle posizioni fondamentali, per riprendere l’esecuzione con fluidità.

    I passaggi più difficoltosi sono quelli dallo staggio basso a quello alto.

    L’entrata alle parallele può avvenire con o senza rincorsa, con o senza battuta in pedana e con arrivo in appoggio o sospensione. Naturalmente il suo grado difficoltà dovrà essere proporzionato all’intero complesso degli esercizi.

    Al termine dell’esecuzione, la combinazione termina con una uscita. L’uscita è data dal distacco dall’attrezzo, da una fase di volo e dall’arrivo al suolo. Anche per l’uscita, come per l’entrata, sarà opportuno effettuarne una di pari difficoltà.

    Cmq credo che la maniera migliore per imparare, è provare in prima persona! Io faccio ginnastica e mi piace tanto!

  • 6 anni fa

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