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Anonimo
Anonimo ha chiesto in Scuola ed educazioneScuole primarie e secondarie · 1 decennio fa

qualcuno mi aiuta con il romanticismo?

mi serve una descrizione dettagliata delle caratteristiche del romantismo.. grazie

4 risposte

Classificazione
  • Anonimo
    1 decennio fa
    Risposta preferita

    Il romanticismo

    APPROFONDISCI ROMANTICISMO

    Il termine "romanticismo" indica il momento umano in cui il sentimento prevale sul ragionamento. Il movimento romantico nasce, in opposizione al neoclassicismo, come manifestazione d'individualità contro la bellezza astratta di tradizione greco-romana, esplicandosi in senso soggettivo come manifestazione del sentimento dell'artista e in senso oggettivo come rappresentazione del <>. Il romanticismo riconosce la continuità tra arte e vita, e vede quindi l'artista impegnato nelle lotte nazionali: l'artista romantico vive intensamente tutte le vicende della sua epoca, anche quelle politiche. Poiché l'opera d'arte non è soggetta a regole, quelle regole che si apprendono dalla scuola, ciò significa che artisti si nasce, non si diventa attraverso lo studio. E poiché la scuola impone proprio quelle regole, obbligando a un solo modo di esprimersi e reprimendo ogni tentativo di affermazione individuale, bisogna combattere contro di essa, che è la morte della libertà dell'artista. Essendo l'opera d'arte l'espressione del <> ne consegue che essa non è frutto della razionalità, ma dell'intuito, del <>. Solo il genio, dotato di facoltà superiori, è capace di creare dal nulla, perpetuando con l'opera il suo pensiero. I temi romantici non sono tratti dal mito, ma, per lo più, dal medioevo. Ciò spiega perché, più che in Italia, il cui passato è legato alla civiltà romana, queste idee sono sostenute in Germania, in Inghilterra, in Francia. E spiega anche l'origine della parola romantic che, in Inghilterra, fin dal XVII sec., significava <> e, nel secolo successivo, diviene sinonimo di medievale o gotico. Il romanticismo, trae origine dalle teorie estetiche illuministiche, infatti è il Settecento che sostiene la poetica che culmina, fra il 1770 e il 1780, nel movimento culturale tedesco detto Sturm un Drang (tempesta e impeto) contraddistinto da un'esplosione di passionalità, di individualismo, di irrazionalità e di riaccostamento all'arte medievale.

    Caratteri generali e differenze con il neoclassicismo

    Il romanticismo è un movimento artistico dai contorni meno definiti rispetto al neoclassicismo. Benché si affermi in Europa dopo che il neoclassicismo ha esaurito la sua vitalità, ossia intorno al 1830, in realtà era nato molto prima. Le prime tematiche che lo preannunciavano sorsero già verso la metà del XVIII secolo. Esse, tuttavia, rimasero in incubazione durante tutto lo sviluppo del neoclassicismo, per riapparire e consolidarsi solo nei primi decenni dell'Ottocento. Il romanticismo ha poi cominciato ad affievolirsi verso la metà del XIX secolo, anche se alcune sue suggestioni e propaggini giungono fino alla fine del secolo. Il romanticismo è un movimento che si definisce bene proprio confrontandolo con il neoclassicismo. In sostanza, mentre il neoclassicismo dà importanza alla razionalità umana, il romanticismo rivaluta la sfera del sentimento, della passione ed anche della irrazionalità. Il neoclassicismo è profondamente laico e persino ateo; per contro il romanticismo è un movimento di grandi suggestioni religiose. Il neoclassicismo aveva preso come riferimento la storia classica; il romanticismo, invece, guarda alla storia del medioevo, rivalutando questo periodo che, fino ad allora, era stato considerato buio e barbarico. Infine, mentre il neoclassicismo impostava la pratica artistica sulle regole e sul metodo, il romanticismo rivalutava l'ispirazione ed il genio individuale. È da considerare, inoltre che, mentre il neoclassicismo è uno stile internazionale, ed in ciò rifiuta le espressioni locali considerandole folkloristiche, ossia di livello inferiore, il romanticismo si presenta con caratteristiche differenziate da nazione a nazione. Così, di fatto, risultano differenti il romanticismo inglese da quello francese, o il romanticismo italiano da quello tedesco, e così via. Il romanticismo, in realtà, a differenza del neoclassicismo, non è uno stile, in quanto non si fonda su dei princìpi formali definiti. Esso può essere invece considerato una poetica, in quanto, più che alla omogeneità stilistica, tende alla omogeneità dei contenuti. Questi contenuti della poetica romantica sono sintetizzabili in quattro grandi categorie:

    1. l'armonia dell'uomo nella natura

    2. il sentimento della religione

    3. la rivalutazione dei caratteri nazionali dei popoli

    4. il riferimento alle storie del medioevo.

    Le nuove categorie estetiche: il pittoresco e il sublime

    La categoria estetica del neoclassicismo è stata sempre e solo una: il bello. Il bello è qualcosa che deve ispirare sensazioni estetiche piacevoli, gradevoli, e per far ciò deve nascere dalla perfezione delle forme, dalla loro armonia, regolarità, equilibrio, eccetera. Il bello, già dalle sue prime formulazioni teoriche presso gli antichi greci, conserva al suo fondo una regolarità geometrica che è il frutto della capacità umana di immaginare e realizzare forme perfette. Pertanto, nella concezione propriamente neoclassica, il bello è la qualità specifica dell'operare umano. La natura non produce il bello, ma produce immagini che possono ispirare due sentimenti fondamentali: il pittoresco o il sublime. Il sublime conosce la sua prima definizione teorica grazie a E. Burke, nel 1756, con un saggio dal titolo: Ricerca filosofica sulla origine delle idee del sublime e del bello. Burke considera il bello e il sublime tra loro opposti. Il sublime non nasce dal piacere della misura e della forma bella, né dalla contemplazione disinteressata dell'oggetto, ma ha la sua radice nei sentimenti di paura e di orrore suscitati dall'infinito, dalla dismisura, da "tutto ciò che è terribile o riguarda cose terribili" (per es. il vuoto, l'oscurità, la solitudine, il silenzio, ecc.; riprendendo questi esempi Kant dirà: sono sublimi le alte querce e belle le aiuole; la notte è sublime, il giorno è bello). Immanuel Kant approfondisce il significato del sublime. Il sublime non deriva, come il bello, dal libero gioco tra sensibilità e intelletto, ma dal conflitto tra sensibilità e ragione. Si ha pertanto quel sentimento misto di sgomento e di piacere che è determinato sia dall'assolutamente grande e incommensurabile (la serie infinita dei numeri o l'illimitatezza del tempo e dello spazio: sublime matematico), sia dallo spettacolo dei grandi sconvolgimenti e fenomeni naturali che suscitano nell'uomo il senso della sua fragilità e finitezza (sublime dinamico). Il pittoresco è una categoria estetica che trova la sua prima formulazione solo alla fine del Settecento grazie ad U. Price, che nel 1792 scrisse: Un saggio sul pittoresco, paragonato al sublime e al bello. Tuttavia la sua prima comparsa nel panorama artistico è rintracciabile già agli inizi del Settecento, soprattutto nella pittura inglese, e poi nel rococò francese. Il pittoresco rifiuta la precisione delle geometrie regolari per ritrovare la sensazione gradevole nella irregolarità e nel disordine spontaneo della natura. Il pittoresco è la categoria estetica dei paesaggi. Tutta la pittura romantica di paesaggio conserva questa caratteristica. Essa, nel corso del Settecento, ispirò anche il giardinaggio, facendo nascere il cosiddetto giardino "all'inglese". L'arte del giardinaggio, nel corso del rinascimento e del barocco, aveva prodotto il giardino "all'italiana", ossia una composizione di elementi vegetali (alberi, siepi, aiuole) e artificiali (vialetti, scalinate, panchine, padiglioni, gazebi) ordinati secondo figure geometriche e regolari. Il giardino "all'inglese" rifiuta invece la regolarità geometrica e dispone ogni cosa in un'apparente casualità. Divengono elementi caratteristici di questo tipo di giardino: i vialetti tortuosi, i dislivelli, le pendenze, la disposizione irregolare degli arbusti. Ed un altro elemento caratteristico del giardino "all'inglese" è la falsa rovina. Il sentimento della rovina è tipico della poetica romantica. Le rovine ispirano la sensazione del disfacimento delle cose prodotte dall'uomo, dando allo spettatore la commozione del tempo che passa. Le testimonianze delle civiltà passate, pur se vengono aggredite dalla corrosione del tempo, rimangono comunque presenti in questi rovine del passato. E la rovina, per lo spirito romantico, è più emozionante e piacevole di un edificio, o di un manufatto, intero. Ovviamente, nell'arte del giardinaggio, pur in mancanza di rovine autentiche, ci si accontentava di false rovine. Ossia di copie di edifici o statue del passato riprodotte allo stato cadente.

    La rivalutazione dei sentimenti e delle passioni

    Uno dei tratti più caratteristici del romanticismo è la rivalutazione del lato passionale ed istintivo dell'uomo. Questa tendenza porta a ricercare le atmosfere buie e tenebrose, il mistero, le sensazioni forti, l'orrido ed il pauroso. L'artista romantico ha un animo ipersensibile, sempre pronto a continui turbamenti. L'artista non si sente più un borghese ma inizia a comportarsi sempre più in modo anticonvenzionale. In alcuni casi sono decisamente asociali e amorali. Sono artisti disperati e maledetti che alimentano il proprio genio di trasgressioni ed eccessi. L'artista romantico è un personaggio fondamentalmente pessimista. Vive il proprio malessere psicologico con grande drammaticità. E il risultato di questo atteggiamento è un arte che, non di rado, ricerca l'orrore, come in alcuni quadri di Gericault che raffigurano teste di decapitati o nelle visioni allucinate di Goya quali "Saturno che divora i figli". L'arte romantica riscopre anche la sfera religiosa, dopo un secolo, il Settecento, che era stato fortemente laico ed anticlericale. La riscoperta dei valori religiosi era iniziata già nel 1802 con la pubblicazione, da parte di Chateaubriand, de Il genio del Cristianesimo. Negli stessi anni iniziava, soprattutto in Germania, grazie a von Schlegel e Schelling, una concezione mistica ed idealistica dell'arte intesa come dono divino. L'arte deve scoprire l'anima delle cose, rivelando concetti quali il sentimento, il religioso, l'interiore. Il primo pittore a seguire queste indicazioni fu il tedesco C. D. Friedrich. Questo interesse per la dimensione della interiorità e della spiritualità umana portò, in realtà, il romanticismo a preferire linguaggi artisti non figurativi, come la musica e la letteratura o la poesia. Queste, infatti, sono le arti che, più di altre, incarnano lo spirito del romanticismo.

    La riscoperta del Medioevo

    Sono diversi i motivi che portarono la cultura romantica a rivalutare il medioevo. Le motivazioni principali sono fondamentalmente tre:

    1. il medioevo è stato un periodo mistico e religioso

    2. nel medioevo si sono formate le nazioni europee

    3. nel medioevo il lavoro era soprattutto artigianale.

    Nel medioevo la religione aveva svolto un ruolo fondamentale per la società del tempo. Forniva le coordinate non solo morali, ma anche esistenziali. Allo spirito della religione era improntata tutta l'esistenza umana. Questo aspetto fa sì che, nel romanticismo, si guardi al medioevo come ad un'epoca positiva perché pervasa da un forte misticismo e spiritualità. Inoltre, la rivalutazione del medioevo nasceva da un atteggiamento polemico sul piano politico. È da ricordare, infatti, che il neoclassicismo, nella sua ultima fase, era divenuto lo stile di Napoleone e del suo impero. Di una entità politica, cioè, che aveva cercato di eliminare le varie nazioni europee per fonderle in un unico stato. Il crollo dell'impero napoleonico aveva significato, nelle coscienze europee, soprattutto la rivalutazione delle diverse nazionalità che, nel nostro continente, si erano formate proprio nel medioevo con il crollo di un altro impero sovranazionale: quello romano. Il neoclassicismo, nella sua perfezione senza tempo, aveva cercato di sovrapporsi alle diversità locali. Il romanticismo, invece, vuole rivalutare la diversità dei vari popoli e delle varie nazioni e quindi guarda positivamente a quell'epoca in cui la diversità culturale si era formata in Europa: il medioevo. Il terzo motivo di rivalutazione del medioevo nasce da un atteggiamento polemico nei confronti della rivoluzione industriale. Alla metà del Settecento le nuove conquiste scientifiche e tecnologiche avevano permesso di modificare sostanzialmente i mezzi della produzione, passando da una fase in cui i manufatti erano prodotti artigianalmenti, ad una fase in cui venivano prodotti meccanicamente con un ciclo industriale. La nascita delle industrie rivoluzionò molti aspetti della vita sociale ed economica. Permise di produrre una quantità di oggetti notevolmente superiore, ad un costo notevolmente inferiore. Tuttavia, soprattutto nella sua prima fase, la produzione industriale portò ad un peggioramente della qualità estetica degli oggetti prodotti. Questa conseguenza fu avvertita soprattutto dagli intellettuali inglesi che, verso la metà dell'Ottocento, proposero un rifiuto delle industrie per un ritorno all'artigianato. Il lavoro artigianale, secondo questi intellettuali, consentiva la produzione di oggetti qualitativamente migliori, ed inoltre arricchiva il lavoratore del piacere del lavoro, cosa che nelle industrie non era possibile. Le industrie, con il loro ciclo ripetitivo della catena di montaggio, non creavano le possibilità per un lavoratore di amare il proprio lavoro, con la conseguenza della sua alienazione e dell'impoverimento interiore. Sorsero così, in Inghilterra, delle scuole di arte applicata e di mestieri, dette "Arts and Crafts". In queste scuole venivano prodotti manufatti in modo rigorosamente artigianale ma che finivano per costare notevolmente in più rispetto alle analoghe merci prodotte dalle industrie. Tendenzialmente erano quindi destinate ad un pubblico ricco e di élite. E quindi non più alla portata proprio della classe operaia che, dalla rivoluzione industriale, aveva tratto il beneficio di poter acquistare un maggior numero di oggetti perché più economici. La risposta ai mali della rivoluzione industriale data dai movimenti di "Arts and Crafts" era anacronistica. E l'illusione di poter sostituire le industrie con l'artiginato si rivelò fallimentare. La giusta soluzione, alla qualità della produzione industriale, fu data solo alla fine del secolo dalla cultura che si sviluppò nell'ambito del Liberty. La soluzione fu la definizione di una nuova specificità estetica, il design industriale, che avrebbe portato ad una nuova figura professionale: il designer. Parallelamente ai movimenti di "Arts and Crafts" sorse in Inghilterra un movimento pittorico che diede una ultima interpretazione del Romanticismo, nella seconda metà dell'Ottocento: i Preraffaelliti. Il gruppo, animato da Dante Gabriel Rossetti, si ripropose, anche nel nome, di far rivivere la pittura medievale sviluppatasi appunto prima di Raffaello.

    Il romanticismo italiano

    Il romanticismo italiano è un fenomeno che ha tratti caratteristici diversi dal romanticismo europeo. Le tensioni mistiche sono del tutto assenti, così come è assente quel gusto per il tenebroso e l'orrido che caratterizza molto romanticismo nordico. Queste diversità hanno fatto ritenere che l'Italia non abbia avuto una vera e propria arte romantica ma solo una imitazione del vero romanticismo nordico. Se la questione appare oggi superata, ciò che interessa è capire in che cosa si può individuare un'esperienza romantica nell'arte italiana dell'Ottocento. È da premettere che, in Italia, il romanticismo coincide cronologicamente con quella fase storica che definiamo Risorgimento. Ossia il periodo, compreso tra il 1820 e il 1860, in cui si realizzò l'unità d'Italia. Questo processo di unificazione fu accompagnato da molti fermenti che coinvolsero non solo la sfera politica e diplomatica ma anche la cultura del periodo. I contenuti culturali furono indirizzati al risveglio della identità nazionale e alla presa di coscienza dell'importanza della unificazione. Secondo le coordinate del romanticismo, che in tutta Europa rivalutava le radici delle identità nazionale, il riferimento storico divenne il medioevo. E così anche l'Italia, che pure aveva vissuto periodi storici più intensi e pregnanti proprio in età classica con l'impero romano, si rivolse al medioevo per ritrovarvi quegli episodi che ne indicassero l'orgoglio nazionale. Questo impegno civile e politico unifica tutte le arti del romanticismo italiano, dalla letteratura alla pittura, dalla musica al melodramma, eccetera. Ma l'arte che più di ogni altra si affermò nel romanticismo italiano fu soprattutto la letteratura, grazie ad Alessandro Manzoni e al suo romanzo I promessi sposi. Questo predominio della letteratura sulle arti visive è stata una costante di tutta la successiva cultura italiana dell'Ottocento, determinando non poco il ritardo culturale che l'Italia accumulò nel campo delle arti visive rispetto alle altre nazioni europee, e alla Francia in particolare. I due principali temi in cui si esprime la pittura romantica italiana è la pittura di storia e la pittura di paesaggio. Nel primo tema abbiamo il maggior contributo pittorico all'idea risorgimentale dell'unità nazionale. E la pittura di storia, coerentemente a quanto detto prima, rappresenta sempre episodi tratti dalla storia del medioevo quali la Disfida di Barletta, i Vespri siciliani, eccetera. Ma lo fa con spirito che denota la succube dipendenza dalla letteratura, tanto che questi quadri hanno un carattere puramente illustrativo e didascalico. Protagonisti di questa pittura di storia sono stati il milanese Francesco Hayez, il fiorentino Giuseppe Bezzuoli, il piemontese Massimo D'Azeglio. Nel genere del paesaggio il romanticismo italiano trovò invece una sua maggiore autonomia ed ispirazione che la posero al livello delle coeve esperienze pittoriche che si stavano svolgendo in Europa. Anche per la diversità geografica tra l'Italia e l'Europa del nord i paesaggi italiani non sono mai caratterizzati da quella atmosfera a volte tenebrosa e a volte inospitale del paesaggio nordico. Ma il paesaggio italiano si presenta più luminoso, più gradevole, più caratterizzato da un pittoresco accogliente e piacevole. La pittura di paesaggio italiana ha soprattutto due grandi protagonisti: Giacinto Gigante a Napoli, esponente principale della locale Scuola di Posillipo, e Antonio Fontanesi a Torino. La vicenda del romanticismo italiano tende a prolungarsi fin quasi alla fine del secolo collegandosi, in alcuni casi, direttamente con la pittura divisionista. Nell'ambito del romanticismo italiano, un posto a sé lo occupa un altro movimento, detto "Scapigliatura", sviluppatosi a Milano nell'immediato periodo dopo l'unità d'Italia. La Scapigliatura si sviluppa sulle suggestioni di un altro originale pittore romantico, la cui attività si è svolta a Milano: Giovanni Carnovali, detto il Piccio.

  • 1 decennio fa

    io l' ho portato agli esami!

    ecco il link: http://it.wikipedia.org/wiki/Romanticismo

    altrimenti eccone un altra:

    IL ROMANTICISMO

    I

    l termine “romantico” fu usato per la prima volta nel ‘600 da Logan Smith in Inghilterra e ripreso in Italia da Mario Praz nel senso di “cosa di poesia romantica”; “Roman” significava anche “francese” e designava una poesia romanzesca o una narrazione poetica, di conseguenza, qualcosa di negativo, diverso dalla realtà naturale come noi indicheremmo con termine “gotico”. Successivamente, nel ‘700, il temine ebbe fortuna e assunse la sfumatura di “attraente” e via via, volle dire anche “disposizione” d’animo sentimentale e fantasioso” qualcosa di indistinto, di primitivo, ingenuo, magico, suggestivo, su uno stato d’animo simile alla Shensucht.

    Il temine “romantico” fu definito dallo stesso razionalismo come qualcosa di irreale, morboso, stravagante e favoloso e in Inghilterra, assunse il significato di anti-classico. In questo modo il temine “romantico” che era stato usato come aggettivo, divenne in breve tempo sostantivo indicante una civiltà o per essere più precisi, una tendenza verso la civiltà romano-cristiana, contrapposta a quella romana e classica. Comunque, il temine “romantico”, alla fine del ‘500 fu accolto da Novalis come il più suggestivo per esprimere in sintesi le esigenze estetiche e spirituali della nuova scuola poetica e letteraria, ce in Germania, si proclamava appunto romantica in contrapposizione alla scuola classica.

    La storia dell’idea romantica intesa come programmatica coscienza culturale si da iniziare in Germania nel 1798-1800 sotto gli auspici di Federico Shlegel, attraverso il Manifesto del nuovo tipo di cultura che egli proponeva sulla rivista “Athenaëum”, indirizzata al fratello Guglielmo e, alla quale collaboravano anche Novalis e Shelling. Il gruppo romantico-tedesco, proclamava l’avvento di una nuova civiltà contraddistinta da una nuova estetica, una nuova concezione filosofica, religiosa, sociologica e una nuova letteratura.

    Ovviamente, molte cause e circostanze storiche concorsero dalla genesi della nuova poetica romantica; per esempio, la crisi stessa delle ideologie illuministiche che in Germania venivano smantellate dalla filosofia kantiana e idealista, dalla rivoluzione anti-napoleonica, dal culto della nazione contro il cosmopolitismo dell’illuminismo. Il movimento dello «Sturm und Drang» anticipa pure in modo vago e indistinto, il movimento romantico, così come si considera collaterale la poesia pre-romantica Inglese (sepolcrale). Soprattutto, si suole indicare come nucleo originario il gruppo dei letterati e ideologi tedeschi che facevano capo a Friederic Herder come studiosi e sostenitori della poesia popolare e dell’arte primitiva. Herder distingueva nettamente la poesia primitiva (“Naturalpoesie”) espressa secondo le istanze del popolo e la poesia d’atre espressa secondo il principio della imitazione di modelli. La vera poesia era quella naturale, per intenderci quella della Bibbia, di Omero, di Shakespeare, di Ossian e dei canti popolari. Da questo gruppo e da quello dello «Sturm und Drang» (Tempesta e Assalto), presero le mosse i fratelli Shlegel e i poeti Novalis e Tieck come fondatori e critici del romanticismo, facendosi banditori della nuova letteratura in tutta Europa.

    Essi muovevano dalla concezione estetica di Schiller e precisamente dalla distinzione che egli aveva stabilito fra la poesia ingenua degli antichi e quella sentimentale dei moderni: la poesia antica è quindi quella che imita la natura e la sua arte è fondamentalmente realistica ed oggettiva mentre, quella moderna, è sentimentale perché si fonda sulle esperienze interiori del poeta. Il poeta moderno, cioè quello che si è formato nel Medio Evo e che man mano si è sempre liberato nell’estetica classicistica, esprime il suo atteggiamento spirituale dinnanzi alla natura e al reale.

    Partendo da questi principi, i fratelli Shlegel illustrarono con acuta finezza critica la sostanziale differenza tra il mondo poetico degli antichi classici e quello dei moderni. Il classicismo, secondo loro, rappresentava il mondo della serenità, della felicità che si appaga della vita come completa realizzazione. Il mondo romantico, simboleggiato dalle cattedrali gotiche, ti protende verso l’aldilà, in un’ansia infinita, inappagata proprio perché non è soddisfatta dei beni di questa vita. I poeti classici dominavano il loro sentimento mentre i poeti romantici o moderni proprio perché il cristianesimo ha insegnato loro un nuovo sentimento di intimità spirituale unito ad un amaro senso del peccato e all’ansia della redenzione, soffrono in questa ansia della vita ultra-terrena e tendono verso il sentimentale, e il nostalgico. In tale senso, mentre il poeta classico fondava la sua tecnica sull’imitazione di altri modelli, il poeta romantico proprio per l’individualità del suo mondo e la libera manifestazione del suo genio esclude ogni possibilità di imitazione.

    Nato dunque in Germania, questo movimento storico, politico, filosofico, sociale e letterario, si diffuse in tutta Europa per particolari condizioni storiche dovute in gran parte alla crisi delle ideologie illuministiche e al fallimento del dispotismo di Napoleone; in alcuni paesi, assunse l’aspetto di un movimento rivoluzionario, in altri l’aspetto di restaurazione, in altri ancora come esaltazione mistica dei valori culturali come fede (fiducia) nell’umanità buona allo stato di natura o come sentimento religioso nella unità della vita sociale (Manzoni/Promessi Sposi).

    Dall’Illuminismo, il nuovo movimento eredita e sviluppa i concetti di libertà, fratellanza e democrazia dove la libertà non è più intesa come il fine della vita, bensì il mezzo; ne consegue che alla divulgazione della cultura è attribuito il compito di educare il popolo, tant’è vero che la poesia popolare sarà una della istanze fondamentali del romanticismo. Ma i romantici, non dimenticarono la storia e le tradizioni del passato come accadde in Germania nell’esaltazione della civiltà e storia medievale proprio perché durante il Medio Evo, il popolo tedesco si era affermato nella storia della civiltà cristiano-europea. La Germania, come nazione civile nacque nel Medio Evo e il Medio Evo assurse per loro la meta degli studi storici e delle esaltazioni poetiche. A questi aspetti innovatori, si devono aggiungere altri caratteri che in un certo senso, sottolineano il ritorno alle tradizioni:

    1.la scoperta del sentimento in contrapposizione al razionalismo, alla ragione degli illuministi che faceva tutti gli uomini uguali. I romantici sostenevano che il sentimento è diverso in tutti gli uomini e ne caratterizza la loro individualità.

    2.la precisazione e l’esaltazione del concetto di patria e di nazione in contrapposizione al cosmopolitismo napoleonico che aveva abbattuto le barriere nazionali in nome della fratellanza universale. Questo è un punto del romanticismo che venne sviluppato soprattutto nei paesi che avevano perduto la libertà e l’indipendenza in seguito alle campagne napoleoniche e al congressi di Vienna.

    3.la restaurazione della fede religiosa con cui il romanticismo superò la crisi del meccanicismo materialistico del sensismo e dell’ateismo razionalista. I romantici seppero costruirsi una fede o nel culto delle umane illusioni o nella poesia eternatrice degli eroi (Sepolcri) o nella contemplazione idillica della natura (Leopardi) o nella fede cristiana secondi cui “fuor della vita è il termine del lungo partir…” (Manzoni/Adelchi). Naturalmente, in Germania, il cristianesimo dei romantici è di origine protestante, in Italia è cattolico.

    4.la concezione dell’arte popolare che nasce dalla funzione educativa che la poesia assume. Bando alla mitologia per esortare un’arte spontanea che si adegua sempre di più al sentimento.

  • Anonimo
    1 decennio fa

    il romanticismo nasce nel 1700-1800 ed è una corrente letteraria di tutta europa che mette al centro delle sue riflessioni...i sentimenti, le emozioni, le passioni e il mistero del cuore umano;si trova anche nell'arte

    -poesia

    -paure dubbi dell'uomo

    -grandi ideali

    -interiorità

    -analisi psicologica

    -psike

    -crede in Dio (il Medioevo per i romanticisti è l'età d'oro)

    -idea di popolo (la storia non è fatta dai grandi personaggi, ma dalle persone comuni, dai poveri)

    -concezione finalistica della vita (viviamo per uno scopo preciso)

    è l'opposto dell'illuminismo (ragione, reale, scienza...)

  • Anonimo
    1 decennio fa

    a me servono 100.000 euro....grazie

    E chissà Elisabet.... come si sente importante per quello che ha fatto!!!!!!!!!!!!!!!!!

    Complimenti, uno in meno che studia e un operaio in più in qualche miniera in germania!!!!!!!!!!!!!

    Brava!!!!!!!

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