Anonimo
Anonimo ha chiesto in Società e cultureReligione e spiritualità · 1 decennio fa

Atei, cos'è che vi spinge a non credere in Dio?

E in cosa credete allora? Com'è la vostra concezione di vita, che il mondo è tutto soltanto materiale?

(Non è una provocazione, voglio soltanto capirne di più perchè sono stufa della gente che giudica a priori su tutto e non voglio essere una di quelle)

Aggiornamento:

Salvo C, non sto giudicando gli atei, non si sta parlando del confutare prove e argomentazioni, queste polemiche risparmiale perchè la mia non è una provocazione bensì una semplice domanda che più semplice non si può!

Aggiornamento 2:

Undertaker, risposta esauriente...ma non è che mi vuoi "plasmare" la mente anche tu, no? :)

Aggiornamento 3:

Salvo C, che cappero me ne frega della tue religiosità? Non si "DEVE" credere in Dio...è qualcosa che uno sente....e tu dimmi perchè dovrei credere solo nella scienza, che quando muoio non mi servirà più?

A sto punto diciamo pure che io non ho mai visto BILL GATES quindi non esiste.

10 risposte

Classificazione
  • Anonimo
    1 decennio fa
    Risposta preferita

    Siamo tutti atei, in effetti: la “presenza” di un dio in noi non è oggettiva ma soggettiva, siamo noi che pensiamo alla sua esistenza rinunciando alla verifica: è quella sicumera che si chiama “fede”. Per cui, la differenza tra l’essere di qualche religione o di nessuna dipende dal nostro senso di realtà.

    da bambino credi in Babbo Natale, nell'Orco (e non sto ridicolizzando) tutti esseri dell'intangibile che nessuno puo dimostrare e che mai tu cristiana cattolica (credo) ti preoccuperesti di ritenere veri.. e il bambino ci crede perche gliel'ha detto una persona a lui superiore...il genitore. Cresci ed un'altra persona che credi superiore inizia lentamente a convincerti dell'esistenza di un dio... il catechismo serve a questo, e lo fai in tenera età proprio perche la tua mente è piu "malleabile" se mi permetti... e impari allora a credere che la voce del prete, del vescovo e del papa sono superiori...e se la chiesa dice che esiste allora deve esistere... ma come? perche? spiegalo... dimostralo... se hai la certezza della tua "credenza" (e mai termine fu piu indovinato) allora non dovresti trovare alcuna difficoltà a giustificarla.

    Non è certo un caso se la chiesa cattolica ha sempre bocciato e osteggiato il sapere, cercando di sostituirlo con la rivelazione. Ma non certo gratis ! Anzi, procedendo per truffe culturali e invenzioni storiche, hanno costruito il regno dei cieli coi riconoscibili pezzi del regno degl’uomini. Ed ecco che il dio ha assunto la funzione di giudice in grado di emettere sentenze. Ma una differenza proporzionale doveva pur mantenersi, e allora le sue sentenze sono eterne e feroci, la galera umana diventa l’inferno ultramondano, la pena finita in terra diventa eterna in cielo. E’ un dio stranamente simile all’uomo e, come lui, schizofrenico: ora umorale e vendicativo nel Vecchio Testamento, or’altra compassionevole e perdonista nei Vangeli. Il suo modo di ragionare è come quello di un padre-padrone culturalmente e mentalmente arretrato, che capisce solo le banali dinamiche del sistema premio-punizione. La sua vita e il suo mondo sembrano la vita e il mondo di un’umanità piuttosto grezza, amplificati ed esasperati: di qua la polizia di là gli angeli, di qua i tribunali di là il giudizio monocratico, di qua cittadini onesti e delinquenti di là santi e diavoli, di qua uffici e impiegati di là gironi e comparti in cui vivono e lavorano le mille e riconoscibilissime proiezioni celesti di noi stessi e dei nostri limiti.

    Non si può non essere atei. Non si tratta di scegliere un’idea al posto di un’altra, giacché l’idea religiosa sull’esistenza di un mondo divino non ha, e non può avere, la medesima dignità della filosofia atea. La posizione teista non merita lo stesso rispetto di quella ateista giacché si fonda sull’inganno all’Umanità. La posizione teista persegue e prosegue ottusamente nella sua immaginaria verità, e ciò causa danni non più quantificabili alla evoluzione e al bene degl’Uomini. Cosicché rispettarla equivarrebbe a rendersi complice di una vessazione contro l’umanità. L’assunto dell’esistenza di Dio è il nocciolo della questione da cui possiamo far derivare tutto il resto; e per resto intendo il meccanismo della credenza, la burocratizzazione a mezzo Chiesa e tutto l’indotto storico e favolistico dei vari personaggi che arricchiscono il teatrino religioso. Essere ateo non significa solo non credere in Dio, sarebbe banale e riduttivo. Essere ateo non significa neppure essere mancante di qualcosa (la “a” deprivativa lo suggerisce depistando) rispetto a chi quel qualcosa ce l’ha. Essere ateo è il punto di arrivo di una ricerca profonda e meticolosa, anzi forse neppure un punto di arrivo ma senz’altro una stazione importante giunti alla quale l’universo e l’esistenza, svuotatisi dell’ingombro divino, riassumono l’enorme significato naturale e sostanziale che hanno sempre rivendicato. Dio non si può sostituire ai meccanismi, quelli sì affascinanti, dell’esistenza di tutte le cose; e man mano che la scienza ci spiega questi meccanismi, l’irrazionalità religiosa non può far altro che arretrare; e con essa tutto l’incredibile castello di fantasmi che l’ha resa così diffusa e “rispettabile”. Ma non c’è neppure il bisogno di aspettare che questa ricerca sia conclusa (magari con la prova inconfutabile della non esistenza di una divinità) per dichiararsi ateo; Dio non è altro che un’invenzione della fantasia che soddisfa con metodi illusori una vaga e primitiva necessità di tipo psicologico. Decaduta questa fragile necessità, si diventa atei automaticamente. Più presto usciamo dalla “fanciullezza” più presto entriamo nella dimensione matura dell’esistenza. Crescendo, rinunciamo a Babbo Natale e nessuno si scandalizza; perché rinunciare a un dio dovrebbe essere diverso? Dio è un’idea di cui possiamo fare senz’altro a meno; e se non ce ne siamo accorti significa che qualcuno s’è preso la briga di condizionarci per bene. E semplice: Dio non c’è. Crederci senza vederlo, senza sentirlo, senza registrarne gli effetti su una qualsiasi delle mille faccende umane e naturali, significa scegliere consapevolmente di rinunciare a pensare.

    • Commenter avatarAccedi per rispondere alle risposte
  • ?
    Lv 5
    1 decennio fa

    io ho sempre creduto o perlomeno ho sempre vissuto con la consapevolezza e la speranza che esistesse....dopo l ennesimo avvenimento infame e doloroso vissuto e provato mi chiedo cosa ho fatto per meritarmi tanto...

    quando ci sono assasssini stupratori gente indegna che non meriterebbe neanche un briciolo di vita...e invece....

    nooo io credo sia solo quella sottile speranza che ti fa sentir protetto per una nuova prova...tutto qui!

    bisogna credere solo nelle persone care che non ci sono piu' e che possano con la loro anima da lassu'....vederti seguirti e proteggerti...

    • Commenter avatarAccedi per rispondere alle risposte
  • Anonimo
    1 decennio fa

    Se una persona non crede in Dio ,di conseguenza non crede nel Demonio, quindi non c'è il bene senza il male, non c'è lo Ying senza lo Yang, non esiste l'angelo custode senza il diavolo tentatore..detto questo io non credo in un Dio ( Allah, Budda , Manitù, Krishna) perchè credo di più nella bellezza delle persone , nella bellezza di un tramonto, nell'Amore, perchè quando sto bene non è merito di un Dio , ma di quello che mi circonda sia materiale, sia astratto, sia comunque mio

    • Commenter avatarAccedi per rispondere alle risposte
  • Anonimo
    1 decennio fa

    se fossi CICCIONE, stupido, brutto, infelice, credo proprio che mi appoggerei ad una religione, ma per fortuna ho una buona autostima di me stesso e un buon senso di libero arbitrio che mi fa sentire libero e capace di capire da solo cosa é il bene e cosa é il male. La vita é solo UNA e purtroppo molto breve, cerchiamo di viverla intensamente e a pieno perché é troppo stupido vivere in proiezione di qualcosa che non c'é.

    Per il tizio sopra: ma che hai la coda di paglia? Che sei Ciccione sono fatti tuoi a me non mi interessa proprio.

    • Commenter avatarAccedi per rispondere alle risposte
  • Che ne pensi delle risposte? Puoi accedere per votare la risposta.
  • Anonimo
    1 decennio fa

    io credo nella scienza ma tu mi dici perchè dovrei credere in dio?

    grazie

    SI MA TU NON MI HAI RISPOSTO

    ASPETTO FINO AL 2008 UNA TUA RISPOSTA

    perchè tu sei convinta che dopo la tua morte c'è un'altra vita?

    potrebbe essere ma non ne hai le prove e nemmeno i tuoi amici preti hanno le prove e la certezza di un paradiso soprattutto quelli che continuano ad essere pedofili e grandi peccatori nonostante la tonaca

    illusaaaaaaa

    • Commenter avatarAccedi per rispondere alle risposte
  • Anonimo
    1 decennio fa

    Io penso che essere atei non sia un male, ma tanto meno un bene...Un ateo, come me, tende a credere solo nelle cose che vede, a cui può dare una spiegazione che si fonda su dei princìpi prettamente pratici perché per lui esistono e possono esistere solo le cose che hanno una spiegazione logica. L' esistenza del Divino è un qualcosa che un credente ha dentro, mentre un ateo no. La mia concezione di vita si basa solamente in cose che io personalmente posso verificare con qualcosa di pratico, non astratto. L' amicizia, per esempio, è sì una cosa astratta, ma l' amico c'è e lo tocco, ESISTE. Il Credere è una cosa astratta e anche Dio è astratto perché, sempre per me ateo, non ho nessuna prova che esista...Capisci?

    • Commenter avatarAccedi per rispondere alle risposte
  • Anonimo
    1 decennio fa

    almeno fossero davvero veri atei.

    li spinge solo la moda di adesso che è figo essere atei.

    INFONDO SONO SOLO BIMBIMINKIA.

    x il tizio sotto:cambia insulto toccarmi sulla ciccia non funziona.

    ORGOGLIO CICCIONE!

    MI SPIACE!

    • Commenter avatarAccedi per rispondere alle risposte
  • 1 decennio fa

    io credo in Dio, pero' anke gli atei potrebbero chiederti xkè credi in Dio...non ti puoi basare su nessun fatto reale o no.. ciao

    • Commenter avatarAccedi per rispondere alle risposte
  • Pimpi
    Lv 6
    1 decennio fa

    Perchè bisogna credere?

    Poni la domanda come se fosse inconcepibile vivere e basta.

    L'ateismo non è la sostituzione di un dio con un altro, ma l'assenza dell'idea di una divinità.

    • Commenter avatarAccedi per rispondere alle risposte
  • Anonimo
    1 decennio fa

    Bah sinceramente non ci ho pensato è una perdita di tempo, vivo e mi basta quello perchè credere in qualcuno che uno non mi ascolta, secondo non credo che esiste e terzo odio la chiesa quindi tutto si collega e vivo senza troppi problemi e senza troppe domande.

    Oltre al fatto che credo che dio sia un invenzione dell'uomo perchè cosi può attaccarsi a qualcosa per la paura del dopo

    • Commenter avatarAccedi per rispondere alle risposte
Altre domande? Fai una domanda e ottieni le risposte che cerchi.