help compito?

devo fare un testo d'avventura e non so cosa scrivere suggerimenti ecc graxie kiss

3 risposte

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  • Anonimo
    1 decennio fa
    Risposta preferita

    scegli tra questi

    La rinascita della mummia Kaston

    Una ragazza ribelle di nome Giordana Shama viveva a Londra, non rispettava nemmeno una regola e neanche ascoltava le cose che le dicevano.

    Un giorno di primavera la classe di Giordana e lei partirono per andare in Egitto, Giordana sperava che non venisse il suo amico, cioè il suo compagno di banco, detto “studente curioso”, ma anche lui partecipò al viaggio.

    Nel viaggio Giordana non rispettò le regole e fece confusione e, per colpa sua e dello studente curioso, che sull’aereo toccò qualche tasto che non doveva toccare, dovettero atterrare in una parte dell’Egitto sconosciuta.

    Dopo avere camminato, camminato e camminato sotto il sole cocente, videro un’oasi, ma quando furono dentro l’oasi s’innalzò un vento terribile.

    Tutti pensarono a una tempesta di sabbia, ma loro erano dentro l’oasi e non gli avrebbe fatto nulla.

    Invece non era neanche una bufera di sabbia, l’amica di Giordana osservò che era qualcosa di simile al ruggito di un mostro. Anche un altro amico che sapeva tutto sull’ Egitto non sapeva che vento fosse e allora disse: “E’ un ruggito di un animale molto grosso.”

    Apparvero alcuni uomini vestiti di nero e in faccia avevano dei segni egiziani e una benda che copriva i loro capelli. Uno di loro disse: “Dovete andarvene da qui perché siete in pericolo, avete già sentito, no? Andate via da quest’oasi, la città è a ovest. Addio.” Così se ne andarono.

    Dopo aver camminato in lungo e in largo per trovare la città non la trovarono, perché si erano persi nel deserto, ma trovarono una piramide. Entrarono e la guardarono quasi tutta, poi trovarono un muro che li bloccava e non poterono andare avanti, ma c’era, piantato nel muro, un bastone di pietra. Lo tirarono giù, si aprì il muro cascò un sarcofago con un libro e una cosa strana, che sembrava un specie di chiave. Nel sarcofago non c’era niente, allora continuarono. Dopo un po’ scoprirono che quella specie di chiave apriva un libro, così lo aprirono. La maestra di Giordana sapeva leggere alcune parole egiziane e pronunciò le parole della prima pagina.

    Si formò un terribile terremoto e tutti urlavano e scappavano.

    Dopo il terremoto si riunirono, videro una persona in lontananza, aveva due bambini per mano che gridavano aiuto. Le voci erano di Giordana e dello studente curioso, l’uomo si avvicinò un pochino e lanciò i due ragazzi contro gli altri. Così videro che era una mummia. La mummia provò a risucchiare un bambino, ma non ce la fece, invece mangiò lo zaino di una ragazza che lo aveva portato perché doveva sempre truccarsi le labbra.

    La mummia, a causa del trucco, diventò un uomo con la pelle colorata. Tutti scapparono e andarono su per la piramide. Giordana e lo studente curioso videro tre elicotteri che li aiutarono a fuggire dell’oasi, così tutti tornarono a casa sani e salvi.

    Vacanza tra le mummie

    Una famiglia era composta da: il babbo Alex, alto e forte, la mamma Jeims, che era una persona normale, e un figlio, di nome Jak.

    Questa famiglia era in vacanza e stava facendo una gita in barca sul Nilo, quando arrivò un’inondazione. La barca cominciò ad ondeggiare, l’acqua entrò a bordo e la barca si rovesciò. Dopo alcune ore il babbo, la mamma e Jak erano distesi sulla sponda destra del fiume.

    Quando si svegliarono guardarono dove era il barcaiolo ma non ne videro traccia, videro però un cammello… Era un cammello mannaro, invece di avere i denti piatti e lisci aveva i denti taglienti come rasoi, lunghi e disposti in due o tre file.

    I protagonisti cominciarono a scappare verso il fiume, ma sulla riva del fiume c’era uno squalo morto, ucciso perché era stato colpito da un libro che aveva fatto afflosciare la sua pinna dorsale.La mamma raccolse il libro (scritto in egiziano) e lo osservò attentamente, era scritto con delle lettere color sangue. La mamma esclamò: “Lo leggo o secondo te è pericoloso?”

    Il babbo rispose mentre continuava a lottare contro il cammello dicendo: “Prova a leggerlo per vedere se questo coso ritorna normale!”

    La mamma lesse delle parole che facevano aggrovigliare le budella. La mamma tradusse in italiano: “Dopo la morte c’è un’altra vita, altrettanto lunga e questa vita è lo stato di quando sei mummificato e ti risvegli cercando una vita migliore di quella precedente.”

    Appena la mamma ebbe finito, il cammello tornò normale e sputò un foglio di papiro in faccia al babbo. Sopra c’era la mappa del tesoro del faraone Rames secondo.

    Salirono sul dorso del cammello seguendo la strada indicata dalla mappa. Alle 10,30 erano sul luogo dove la mappa indicava il tesoro del faraone. Il bambino inciampò e cadde, premendo qualche pulsante nascosto e facendo svegliare il faraone. La mummia saltò subito fuori, cercando di uccidere la madre per far tornare suo figlio in vita. Il babbo tagliò le braccia alla mummia, riprese sua moglie con un calcio spinse la mummia nel buco da dove era venuta.

    Ma quella volta, invece che da solo, il faraone uscì fuori con una decina di uomini armati di spade, lance e pugnali. Queste dieci mummie erano messe in cerchio e all’interno ce n’era una con in mano un bauletto. Il bauletto era ornato d’oro con una scritta argentata. Le mummie messe in cerchio cominciarono a correre verso di loro, ma alcune caddero nel buco, distruggendosi.

    IL babbo chiese: “Lo sai perché alle mummie levavano il cervello?”

    La mamma rispose: “Sì, lo levavano perché sennò marciva.”

    Il babbo rispose ridendo: “No, per farle essere più stupide, è questa la risposta!”

    Intanto le mummie superstiti lo stavano inseguendo. Allora corsero dall’altra parte del buco, facendoci cadere le mummie rimaste. A questo punto l’apertura si richiuse, spiaccicando la mummia che teneva stretto in mano il bauletto. Presero il bauletto e salirono sul cammello per andare in albergo, al Cairo. Dopo due settimane si scoprì che il bauletto conteneva una nuova mappa. Ma le ferie dei genitori erano finite, perciò consegnarono la mappa la museo del Cairo e tornarono a casa.

    IL GIRO DI MEZZO MONDO

    È una tranquilla giornata d’estate.

    Sulla spiaggia c’è un poliziotto con il suo cane poliziotto, quel cane sono io.

    Io ero molto robusto e mi sono guadagnato un sacco di medaglie, però ora sono in pensione perché sono vecchio e al massimo posso raccontare un’avventura, che è successa quando ero ancora in

    Io e il mio padrone stavamo viaggiando su una piccola barca, davanti aveva uno stemma ebraico che si chiamava Sac-Tutuc-Scac.

    Eravamo in missione per arrestare un professore intelligentissimo che aveva inventato la tecnologia più avanzata del mondo e se l’era tenuta per sé e quindi era diventato pericolosissimo!

    Avevamo molta paura, però avevamo accettato l’incarico .

    Ad un certo punto un uomo disse: “Siamo arrivati signore, stiamo per attraccare nel deserto.”

    Quando sbarcammo nel deserto, salimmo su un cammello, io mi misi sdraiato davanti al padrone che con una mano mi teneva e con l’altra guidava il cammello .

    Dopo tre giorni, avevamo tanta sete, ma ci si dava coraggio perché in lontananza si vedeva la foresta amazzonica.

    Ad un certo momento la sabbia iniziò a tremare e subito uscirono delle mummie meccaniche che ci volevano uccidere, allora io andai all’attacco e le distrussi perdendo, nella lotta, un dente “canino”.

    Nel frattempo arrivammo alla foresta, trovammo un laghetto e ci si mise a bere; poi sentimmo degli alberi crollare e intravedemmo un robot alto sei volte il mio padrone.

    Dentro il robot c’erano il professore e una ragazza!

    Il padrone urlò : “Il comandante non aveva detto che aveva un ostaggio!”

    A noi allora venne voglia di scappare, il padrone si ricordò che un robot non può passare sopra l’acqua sennò va in corto circuito, l’aveva studiato a scuola, ma il robot ci passò tranquillamente.

    Ci voleva schiacciare con il piedone ma riuscimmo a schivarlo, il padrone andò dietro alla gamba e iniziò ad arrampicarsi e io lo seguii. Era facile perché la gamba aveva degli scalini .

    Il padrone si ricordò che ogni robot ha un bottone di auto-distruzione, lo aveva imparato a scuola, lo trovò e lo premette ma non funzionò, allora io diedi un morso al pulsante e saltammo giù.

    Il robot esplose, il professore morì e la ragazza cadde in braccio al padrone.

    Tornammo alla base, ci diedero dieci medaglie e tornammo a casa.

    Il padrone e la ragazza si sposarono e vissero felici e contenti!

  • Anonimo
    1 decennio fa

    se è fantasico potresti incominciare con il solito pozo d'acqua nel quale ti specchi....cade qualcosa e cercando di riafferrarlo ci cadi dentro e ti trovi da un'altra parte.....

    un solo consiglio.....alla fine nn terminare con MA ERA TUTTO UN SOGNO....usa un finale drammatico per esempio nel quale dici ke nn potrai mai più tornare indietro.....xd

  • Anonimo
    1 decennio fa

    Perchè chiedi a noi, tu stessa sei un'avventura!

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