Anonimo
Anonimo ha chiesto in Scuola ed educazioneUniversità · 1 decennio fa

Quanto tempo passa tra la fibrillazione e all' arresto cardiaco????

4 risposte

Classificazione
  • Marco
    Lv 5
    1 decennio fa
    Risposta preferita

    Allora, facciamo un pò di chiarezza.

    Il termine arresto cardiaco implica un cuore che non batte (asistolia). Però clinicamente è difficile se non impossibile distinguere un arresto cardiaco "vero" da una fibrillazione ventricolare. E anzi, generalmente vengono usati come sinonimi. Questo perchè anche nella fibrillazione ventricolare non vi è gittata cardiaca. Questo perchè le fibre muscolari si contraggono disordinatamente.

    Sono entrambe condizioni di emergenza, codice rosso, ma quasi nero direi

    Per intenderci, quando si vede il tracciato piatto siamo in asistolia. Quando il tracciato è confuso, siamo in fibrillazione atriale. Nei film spesso fanno vedere che quando il tracciato è piatto usano il defibrillatore. E' un errore cinematografico. Già dal nome capiamo che il defibrillatore serve per risolvere una fibrillazione, cioè fa un reset (e si spera che i fasci muscolari ricomincino a contrarsi in sincrono). Se siamo in asistolia non ha senso defibrillare. Occorre rianimare conil massaggio cardiaco sperando di entrare in fibrillazione, pee poi, sì', defibrillare

    Quando uno "muore" e non c'è il polso carotideo percettibile, al 90% delle volte siamo di fronte ad una fibrillazione ventricolare. Ma senza ecg non possiamo esserne sicuri. Comunque questo poco importa. Occorre iniziare subito il BLS. Se non si fa niente in 3 minuti il cervello va in pappa. E in qualche minuto anche le cellule cardiache vanno in crisi percui se prima si contraevano fascicolando, smettono la loro attività ed entriamo in asistolia.

    Un pò di statistiche.... ogni 10 "arresti cardiaci" avvenuti per strada solo 1 si salva. 2 se l'arresto avviene in ospedale. 4-5 se avviene in sala operatoria.... Nei film si salvano molto più spesso....

    Quindi, se ci troviamo di fronte ad un arresto, la cosa peggiore è non far niente. Dare l'allarme e poi iniziare una qualche forma di massaggio cardiaco. La respirazione bocca a bocca può essere trascurata nei primissimi minuti (a meno che non sia un arresto da asfissia). L'importante è pompare. Peggio di così non può essere, quindi 100 compressioni al minuto fino all'arrivo dei soccorsi

  • Dipende,non si puo dire a priori.

    Da un punto prettamente fisiologico dipende dal livello di ossigenazione del sangue prima dell'avvento della fibillazione(saturazione arteriosa) , e di conseguenza anche dai livelli di ph e di Pco2

    Infatti il cuore resta in fibrillazione sinche è ossigenato,quando l'ossigenazione "intrinseca"cessa l'ischemia porta all'arresto del cuore.

    Ovviamente tutto questo discorso è fatto per la fibrillazione ventricolare.

    Si puo cercare di evitare l'arresto da fibr.ventricolare defibrillando con un defibrillatore,prima che il cuore cessi di battere...senno non serve a nulla.

    Defibrillare in arresto cardiaco non produce altri effetti se non il bruciare la pelle al paziente e le poche cellule miocardiche ancora non apoptotiche.

    D'altronde il termine DEFIBRILLATORE fa gia capire di per se che serve a TOGLIERE UNO STATO DI FIBRILLAZIONE.

    Se non c'è attività elettrica,come avviene nell'arresto,è inutile utilizzarlo.

    Se invece parliamo di fibrillazione atriale,beh,il discorso è ben diverso,poiche una persona con un cuore compensato puo sopravvivere piu o meno tranquillamente anche anni con questa alterazione.

    Questo perche la performance cardiaca,ovvero il massimo della funzionalita del cuore,dipende dal riempimento ventricolare e dalla contrazione ventricolare(l'atrio influisce solo per circa un 20%)....sempre che non vi siano altre complicanze.

    Il rischio piu grande nella fibrillazione atriale non è tanto l'arresto cardiaco quanto la formazione di un trombo che puo poi embolizzare.

    Fonte/i: MARCO MI SA CHE TI DEVO CONTRADDIRE SU U PUNTO: il cuore in fibrillazione ventricolare è ben distinguibile da un cuore in arresto cardiaco POICHE I DUE TRACCIATI ELETROCARDIOGRAFICI SARANNO BEN DIVERSI!! Quindi non puoi dire che clinicamente non si possono distinguere. E anche la percentuale di sopravvivenza cambia alquanto! Anche se il cuore fibrillante non pompa sangue e quindi non vi è circolo,noi innanzitutto tramite il massaggio cardiaco o tramite pugno precordale e poi tramite l'utilizzo di dobutamina,atropina,dopamina,fibrillatore e vari ed eventuali abbiamo una percentuale maggiore di salvare la vita ad un paziente rispetto al trovarlo direttamente in arresto cardiaco!! ps: ho finito ora di leggere tutta la tua risp :) sorry...cmq addentrandoci troppo nello specifico credo che non si riesca a far capire bene il senso a chi nn ha concetti avanzati di bls o di acls.
  • Anonimo
    1 decennio fa

    Diciamo che non hai tempo! Cmq bisogna distinguere tra fibrillazione atriale e fibrillazione ventricolare! In quest'ultima, non si riesce a rianimare il paziente, perche' bisogna che il medico mandi lui stesso in arresto il cuore, attraverso per esempio il pugno cardiaco..in modo da interrompere la fibrillazione e poi procedere al massaggio cardio-respiratorio! Angie

  • 1 decennio fa

    se è atriale....non sono eventi conseguenti nel senso è gestibile...farmacologicamente....anche in parecchio tempo

    quella ventricolare rappresenta sicuramente un 'emergenza spesso fatale

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